▼ Il tweet del giorno
Berlusconi: "Presidente della Convenzione? Solo una battuta". Come quando prometteva un milione di posti di lavoro ed il rimborso dell'IMU.
— Il Triste Mietitore (@TristeMietitore) 08 maggio 2013
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lunedì 10 dicembre 2012
#Monti si dimette, #Berlusconi torna: l'Italia sull'orlo di una crisi (di nervi)
Monti rassegnerà le sue dimissioni all’indomani dell’approvazione della legge di stabilità e di bilancio. Ciò è quello che hanno appreso tutti coloro che son rimasti sabato sera a casa.
Tramite il pretesto di una dichiarazione del Ministro Passera ad Agorà (“Si torna indietro? Non è un bene per l’Italia. Dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti”, nda), Berlusconi torna prepotentemente ad occupare la scena politica italiana.
Il passo indietro della stragrande maggioranza dei membri del PDL riguardo il tema primarie è alquanto disarmante. Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Alessandro Cattaneo sono gli unici ad essersi opposti. Tatticamente parlando, la mossa del Cavaliere è comprensibile alla luce dell’impegno del Consiglio dei Ministri per l’approvazione di un decreto riguardo l’incandidabilità dei condannati. Tale legge proibirebbe ai più di candidarsi, Silvio Berlusconi in primis.
Per questo motivo, il PDL ha tolto la fiducia al governo in una serie di provvedimenti.
Mario Monti ha però fermamente reagito alle mosse del PDL. A sorpresa, presentandosi al Quirinale, ha dichiarato di voler rassegnare le dimissioni successivamente all’approvazione della legge di stabilità. La nota del Quirinale riguardo l’incontro col Presidente Napolitano è molto chiara quanto fortemente critica. Il Presidente del Consiglio, non ritenendo una situazione del genere adatta per poter espletare il proprio mandato, ha espressamente dichiarato che “accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio - rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo - siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio.” Dichiarazioni forti, che restituiscono a Berlusconi la patata bollente della crisi.
Ma non è finita.
Berlusconi ha fatto bene i calcoli. Con l’attuale Porcellum, che assegna i seggi al Senato su base regionale, il PDL punta alla vittoria nelle grandi regioni come la Lombardia e il Veneto, presentando un’alleanza con la Lega di Roberto Maroni. Come illustra il Professore Roberto D’Alimonte ne Il Sole 24 Ore, il punteggio alla Camera risulterebbe scontato. Il premio su base regionale del Senato, invece, porrebbe Berlusconi nella condizione di togliere al PD+SEL la maggioranza di 158 senatori necessaria.
Ci si chiede la reazione delle opposizioni. Giuseppe Civati auspica nel suo blog che la propria coalizione si focalizzi sui programmi. Il consigliere regionale PD della Lombardia chiede al PD (e alla coalizione di centro-sinistra) di abbandonare la retorica anti-berlusconiana e di giocare la propria partita. “La tentazione è forte”, dice Civati, ma il centro-sinistra dovrebbe puntare a sfruttare il suo vantaggio e a giocare la propria partita.
Il segretario PD e ormai candidato della coalizione dei progressisti Pierluigi Bersani inizia perciò la sua campagna elettorale tramite la pubblicazione di una sua intervista al Wall Street Journal, in cui illustra le sue politiche per l’Italia, inserendola nel più quadro ampio europeo. Parole d’ordine: lavoro, lotta all’evasione fiscale, minor uso del contante, ruolo delle nuove generazioni.
Ci si chiede se Pierluigi Bersani riuscirà a vincere la propria battaglia anche in Lombardia e Veneto, che oramai divengono i nostri Ohio. Ma ancor di più, ci si chiede se la politica italiana nel suo complesso non offuscherà l’orizzonte di ripresa che tutti noi auspichiamo soltanto per meri interessi personali.
Veronica Orrù | @verocrok
Monti resigns, Berlusconi returns: Italy on the edge of a crisis
Monti will resign the day after the approvation of the stability and budget law. This is what everyone who remained at home on Saturday night learned from the news.
With the pretext of a declaration of minister Passera at Agorà ("Are we going back? It's not good for Itay. We must give the feeling that we're going forward"), Berlusconi returns to strongly occupy the Italian political scene.
The step backward of the majority of PDL members regarding the primaries is quite disarming. Guido Crosetto, Giorgia Meloni and Alessandro Cattaneo were the only ones to oppose. Tactically speaking, the Chevalier's move is understandable in the light of the work of the Minister Council for the approvation of a decree regarding the impossibility to candidate those who have been condemned for crimes. This law would forbid the majority to candidate, Silvio Berlusconi in particular.
For this reason, the PDL has denied the trust to the government in a series of decisions. Mario Monti has firmly reacted to PDL's moves. Surprising everyone, presenting himself at the Quirinale, he declared that he wants to resign the day after the approvation of the stability law. The note regarding the encounter with President Napolitano is very clear and very critical. The Premier, considering this situation not adequate for his mandate, has expressly declared that he will "clear as soon as possible whether the political forces that dunnot want to take responsibility for provoking a provvisory exercies - making the consequences of a government crisis even worse, also at an European level - are ready to help in the approval of the laws of stability and budget." Strong statements, which give back to Berlusconi the hot potato of the crisis.
But it's not all.
Berlusconi has calculated well. With the current Porcellum, which gives the seats in Senate on a regional basis, the PDL aims to the victory in the big regions such as Lombardy and Veneto, presenting an allegiance with Roberto Maroni's Lega. As Professor Roberto D'Alimonte illustrates in Il Sole 24 Ore, the points at the House would be obvious. The prize on a regional basis of the Senate, on the contrary, would put Berlusconi in the condition of taking away to PD and SEL the majority of 158 necessary senators.
Ci si chiede la reazione delle opposizioni. Giuseppe Civati auspica nel suo blog che la propria coalizione si focalizzi sui programmi. Il consigliere regionale PD della Lombardia chiede al PD (e alla coalizione di centro-sinistra) di abbandonare la retorica anti-berlusconiana e di giocare la propria partita. “La tentazione è forte”, dice Civati, ma il centro-sinistra dovrebbe puntare a sfruttare il suo vantaggio e a giocare la propria partita.
Il segretario PD e ormai candidato della coalizione dei progressisti Pierluigi Bersani inizia perciò la sua campagna elettorale tramite la pubblicazione di una sua intervista al Wall Street Journal, in cui illustra le sue politiche per l’Italia, inserendola nel più quadro ampio europeo. Parole d’ordine: lavoro, lotta all’evasione fiscale, minor uso del contante, ruolo delle nuove generazioni.
Ci si chiede se Pierluigi Bersani riuscirà a vincere la propria battaglia anche in Lombardia e Veneto, che oramai divengono i nostri Ohio. Ma ancor di più, ci si chiede se la politica italiana nel suo complesso non offuscherà l’orizzonte di ripresa che tutti noi auspichiamo soltanto per meri interessi personali.
Veronica Orrù | @verocrok
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Veronica Orrù
venerdì 7 dicembre 2012
Le 60 domande dei lettori a @beppe_grillo, tra #parlamentarie ed #elezioni2013
Anche il Movimento 5 Stelle ha avuto le sue primarie, le parlamentarie, per selezionare quali saranno i candidati per le prossime elezioni politiche del 2013, sul giorno specifico siamo in pieno rebus.
1400 persone, attivisti, per 95.000 voti raccolti online, lontani dagli oltre 3 milioni del csx, ma comunque tutti degni d'attenzione e non solo per i sondaggi, ma perché l'm5s potrebbe essere portatore di temi "provenienti dal basso". Così, anche stavolta, sta diventando un nostro format, abbiamo raccolto le domande dalla rete da rivolgere a Beppe Grillo, portavoce del movimento, e agli attivisti che vorranno rispondere. Si chiede del grado di democrazia interna al movimento, tema più volte focalizzato anche dai media, ma anche sulle modalità su cui gli attivisti affronteranno i temi dell'agenda del paese: dal reddito garantito alla politica economica, dall'Ilva agli inceneritori.
Si chiede a Grillo e al movimento di entrare nel merito delle cose e di raccontare quali saranno i provvedimenti che intendono realizzare per rendere l'Italia un paese contemporaneo sotto ogni aspetto. C'è anche la rete e i temi della democrazia elettronica, tanti cari da sempre a Grillo, sin dai primi passi mossi nel campo della politica, sin dall'organizzazione dei meet-up. In pratica le domande servono per sapere quale sarà il design di uno stato 5 stelle. Ci è sembrato giusto dare attenzione al m5s perché rappresenta una grande novità e un elemento di rottura con al passato dello scenario politico italiano, cresciuto nel tempo, non così breve in fondo visto che oramai sono circa 10 anni, e che ha degli elementi di analogia con la prima Lega Nord di bossiana memoria, naturalmente con tutti i distinguo del caso.
Vorremmo capire qual è la reale distanza fra movimento popolare e movimento populista, cosa succederà quando alcuni attivisti entreranno nella macchina parlamentare della politica, quella sorta di tritacarne che sembra annientare ogni aspirazione al cambiamento. Quindi basta battute e pregiudizi, anche se nessuno dei membri di Intervistato.com ne ha mai avuto, ma mai come ora siamo qui, in ascolto, come lo siamo stati per le risposte dei tre protagonisti delle primarie del centrosinistra Bersani, Vendola e le non risposte di Renzi.
Simone Corami | @psymonic
60 questions for Beppe Grillo
The M5S has had its primaries, the parliamentaries, to select those who will be the candidates for the next political elections in 2013, but the specific day is still a riddle.
1400 people, activists, for 95.000 votes collected online, far from the more than 3 milion of the CSX, but however worthy of attention and not only because of polls, but because M5S might be a carrier of topics from "below". So this time we've collected the questions for Beppe Grillo, spokesperson of the movement, and the activists who want to answer. The questions are about the internal democracy of the movement, which has been several times treated by mainstream media as well, but also the ways activists will face the topics related to the country agenda: from guaranteed income to economical politics, from ILVA to waste disposal.
Someone asks Grillo and the movement to be more specific and tell what the actions will be to make Italy a contemporary country under every aspect. There's also the web and the electronic democracy, which are dear to Grillo, from the first steps he moved in the field of politics, from the first meetups. So practically the questions are aimed to better understand how a 5 star country would be designed and function.
We thought it was right to give attention to the M5S because it represents a great deal of novelty and rupture with the past of the Italian political scenario, grown in time, but not so young since it's almost 10 years old, and that it does have some elements of similarity with the first Lega, with all the distinctions of the case, of course.
We'd like to understand what the distance is between a popular movement and a populist movement, what will happen when the activists will enter the parliamentary machine, that sort cold bureaucratic machine that seems to kill any willingness to change. So enough jokes and prejudices, we here at Intervistato.com we've never had any, but never as before we are here, waiting.
Simone Corami | @psymonic
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sabato 1 dicembre 2012
Le risposte (e non) di @matteorenzi, @nichivendola e @pbersani alle domande dei lettori, tra #primarie ed #elezioni2013
In queste ultime settimane abbiamo portato avanti un'attività che, per certi versi, può essere descritta come un tentativo di partecipazione alla vita pubblica in modo completamente nuovo.
Abbiamo raccolto e pubblicato domande dei nostri lettori per Matteo Renzi, Nichi Vendola e Pierluigi Bersani. Contrariamente a tutte le aspettative, la partecipazione è stata ingente, portando alla raccolta, nel primo caso, quello di Matteo Renzi, di ben 50 domande diverse.
Matteo Renzi, le 50 domande dei lettori e la sua non risposta
Come descritto dettagliatamente nel post "La (non) risposta di Matteo Renzi alle 50 domande dei lettori", purtroppo le domande sono rimaste senza risposta. Sapevamo che 50 domande erano molte, e rispondere punto per punto in piena campagna elettorale sarebbe stato molto difficile, ma quando lo staff ha risposto dicendo che ci stavano già lavorando, e addirittura Matteo Renzi stesso ha promesso pubblicamente che ci avrebbero fatti avere entro l'indomani tutte le risposte, siamo rimasti molto piacevolmente colpiti.
@intervistato Ho visto le domande. Tutte le risposte sono già sul programma oppure nella sezione "Verità su Matteo" del matteorenzi.it
— Matteo Renzi (@matteorenzi) Novembre 23, 2012
Uno stupore destinato a durare poco, in quanto le promesse non sono state mantenute e l'impegno non è stato rispettato, lasciandoci solo con il suggerimento di andare a vedere il sito, in quanto avremmo trovato lì le risposte. Dopo 15 giorni di attesa e promesse, ci si aspettava - a ragione - qualcosa di più, anche perché in realtà nel programma la stragrande maggioranza delle domande da noi raccolte non trova risposta, e anche se la trova, è in via del tutto marginale.
Per quanto riguarda Matteo Renzi, siamo tutt'ora in attesa di un riscontro puntuale, come da suo impegno, rispetto alle 50 domande.
Nichi Vendola, le 40 domande dei lettori e le sue risposte
Il 21 Novembre abbiamo pubblicato le domande raccolte per il Governatore della Puglia Nichi Vendola, il cui staff ci ha subito chiesto una trascrizione per facilitarlo nelle risposte. Quindi, dopo soli due giorni, ci sono state inviate le risposte che trovate di seguito. 40 risposte per 40 domande raccolte sui social media dai lettori, una prova di grande sensibilità nei confronti dei temi legati alle nuove tecnologie e alle nuove possibilità di partecipazione attiva alla vita pubblica.
Pierluigi Bersani, le 40 domande dei lettori e le sue risposte
Il 28 Novembre abbiamo pubblicato le domande raccolte sui social media per l'attuale segretario del PD, Pierluigi Bersani. Le risposte, anche in questo caso, sono arrivate nel giro di due giorni, e anche in questo caso puntuali rispetto alle 40 domande fatte. Potete leggerle qui:
Naturalmente l'obiettivo non è fare domande in vista delle primarie del centrosinistra, bensì per le elezioni politiche. Questa opportunità per fare domande ai politici in modo completamente nuovo, utilizzando degli strumenti di "uso quotidiano", ai quali la politica italiana si sta proprio in questo periodo avvicinando, è stata accolta con entusiasmo da coloro che hanno partecipato.
Non c'è dubbio sul fatto che si possa migliorare, ma una riflessione è necessaria: è evidente il desiderio di qualcosa di innovativo e diverso, per quel che concerne la partecipazione democratica alla vita pubblica, e questo desiderio dovrebbe poter trovare una soluzione in format e opportunità nuove, che possano realmente permettere di partecipare grazie ai nuovi strumenti che i cittadini hanno a disposizione.
Cittadini che vivono la rete e la utilizzano tutti i giorni, e il cui voto ha un peso.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
The answers (or not) of Matteo Renzi, Nichi Vendola and Pierluigi Bersani to the readers' questions
During these last few weeks we carried on an activity that, in some ways, can be described as an attempt to participate to public life in a completely new way.
We collected and published our readers' questions for Matteo Renzi, Nichi Vendola and Pierluigi Bersani. Against all the odds, the participation has been huge, leading to gather 50 questions for Matteo Renzi, who was the first.
Matteo Renzi
As we described in detail in the post "The non answer of Matteo Renzi to our readers' questions", the questions have remained without an answer. We knew that 50 questions are a lot, and answering during the campaign would have been difficult, but when the staff answered saying that they were already working on it, and Matteo Renzi himself promised publicly that they would give us everything in one day, we were very pleasantly surprised.
The surprise wouldn't last for long, since the promises haven't been kept, they simply suggested to go see the website. After 15 days of promises and waiting, we expected - with reason - something more, because the program doesn't really answer the questions, and in the cases it does, it's only marginal.
So, to sum it up, when it comes to Matteo Renzi, we're still waiting for an answer, as he promised, to the 50 questions.
Nichi Vendola
On November the 21st we published the questions collected for the Apulia Governor Nichi Vendola, whose staff asked us for the transcript in order to make it easier for him to answer. So after two days, they sent us the answers you can find above. 40 answers for 40 questions from social networks, a proof of great sensibility toward the topics related to new technologies and new possibilities of participation to public life.
Pierluigi Bersani
On November the 28th we published the questions for the current secretary of PD, Pierluigi Bersani. The answers arrived in about two days, you can read them above.
Of course, the goal aren't the primaries of center-left wing, but the political elections. This opportunity to ask questions to politicians in a completely new way, using daily use tools, which Italian politics is just starting to use now, has been greeted with enthusiasm by those who participated.
There's no doubt on the fact that we can get better at it, but we do need to think about a few things: it is obvious that there's a desire to do something new and different regarding democratic participation to public life, and this desire should find solution in some kind of format or new opportunity, that can allow a real participation to public life thanks to the new tools citizens have.
Citizens who live the web and use it every day, and whose vote has an importance.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
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Le risposte di @pbersani alle 40 domande dei lettori
L'attuale segretario del PD, Pierluigi Bersani, dopo due giorni dalla loro pubblicazione, ha risposto alle 40 domande dei nostri lettori. Tutte le domande sono state raccolte sui social media, e in particolare Facebook e Twitter: potete trovare tutte le sue risposte qui di seguito.
[Qui le 40 domande dei lettori]
Dopo aver pubblicato le domande rivolte a Matteo Renzi e Nichi Vendola, abbiamo naturalmente fatto lo stesso anche per Pierluigi Bersani, utilizzando l'hashtag #intervistatu #Bersani su Twitter e un post di raccolta su Facebook.
Il 28 Novembre è andato online il post con le 40 domande raccolte dagli utenti, e lo stesso giorno abbiamo inviato le domande allo staff, che ieri sera ci ha inviato le 40 risposte puntuali di Bersani.
I temi sono molteplici, dalla motivazione per cui alle primarie sono stati chiesti due euro per votare, considerati i finanziamenti al partito, fino a una vera legge sul conflitto d'interessi, la situazione grave in cui versa la sanità italiana, l'ILVA e la 194, giusto per citare solo alcuni dei temi che sono stati affrontati.
Senza dubbio la celere risposta del segretario è un segnale di apertura promettente verso nuove, potenziali forme di partecipazione alla vita pubblica.
In particolare, riguardo alla questione dei 2 euro richiesti per votare alle primarie del centrosinistra, Bersani sostiene:
"Le primarie rappresentano un esempio di democrazia, di partecipazione dal basso e di cittadinanza attiva. I due euro simbolici si legano a questo principio di democrazia partecipata. I cittadini, infatti, contribuiscono in questo modo all'attività del partito. Questo è un importante principio democratico."
Prosegue con sanità e scuola pubblica:
"Ho sostenuto in più occasioni che sanità e scuola devono restare pubbliche, come garanzie di diritti fondamentali dei cittadini. C'è molto lavoro da fare per riordinare e contrastare gli sprechi e le inefficienze che ci sono. Ma a fronte di un serio impegno che ci dobbiamo assumere, in questa direzione, c'è un servizio pubblico che non va più toccato. E questi sono punti fondamentali sui quali non ci sono mediazioni."
Ma non mancano le riflessioni sul rapporto con l'UE:
"Abbiamo già iniziato a dimostrare le nostre intenzioni a riguardo incontrando Hollande e Schulz: non basta dire "più Europa", bisogna lavorare quotidianamente a fianco degli altri leader progressisti europei. Inoltre, iniziando la propria campagna al CERN di Ginevra, non solo ha evidenziato la sua attenzione per la ricerca e l'istruzione, ma ha fatto capire che non basta conoscere l'Italia per affrontare le sfide future. Bisogna fare passi avanti verso gli Stati Uniti d'Europa."
Infine risponde con alcuni esempi pratici di cambiamenti nel mondo del lavoro da attuare nel caso dovesse andare al governo:
"Le misure saranno tante: dagli incentivi alle imprese per assumere giovani lavoratori, agli investimenti nell'istruzione oltre ad aumentare il numero di posti di lavoro (misura più importante) e apportare degli sgravi fiscali per i lavoratori. Non esiste un'unica via per la questione del lavoro, che per noi è il centro della campagna e della futura azione di governo. Rivedere e ridiscutere insieme ai partner europei il patto di stabilita’ e riequilibrare il peso dato a crescita ed occupazione nel DNA delle istituzioni europee è sicuramente un tassello essenziale."
Ringrazio il segretario Bersani, e penso di farlo a nome di tutti i lettori che hanno inviato domande e hanno seguito questo nostro percorso, per il suo tempo. Il dialogo democratico è vitale per una sana vita pubblica, e tenere vivo il dibattito sarà possibile attraverso qualsiasi strumento, o ancora meglio: a prescindere dallo strumento.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
Pierluigi Bersani's answers to the readers' 40 questions
The current secretary of PD Pierluigi Bersani, after two days of their publication, answered the 40 questions from our readers. All questions have been collected on social media, in particular Facebook and Twitter: you can find all the answers above.
But let's proceed with order.
After publishing the questions for Matteo Renzi and Nichi Vendola, it was only natural to do the same for Pierluigi Bersani, using the hashtags #intervistatu #Bersani on Twitter and a collecting post on Facebook.
On November the 28th the post with the 40 questions went online, and the same day we sent the transcript to the staff, who sent it back with the answers yesterday night.
The topics are numerous, from the reason why primary elections had to be paid for by voters, to a law on conflict of interests, the situation of Italian healthcare, ILVA and article 194, just to name a few. Without a doubt, the rapid answer of the secretary is a sign of a new type of opening to debate and participation to public life.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
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mercoledì 28 novembre 2012
40 domande a @pbersani, tra #primarie ed #elezioni2013: risponderà? #pb2013
Siamo arrivati a Bersani, dopo Renzi e Vendola, tocca al segretario rispondere alle domande che Intervistato ha raccolto dalla rete. Segretario dal 2009, con un partito uscito malconcio dalla sconfitta elettorale, le do atto di averci messo la faccia in un periodo che definire difficile è dire poco. In tre anni è successo di tutto e secondo molti "prestigiosi commentatori" siamo ancora in una fase di "transizione".
Prima o poi però da qui, da questo pantano bisognerà uscirne, bisognerà lanciare un progetto per questa Italia adesso in mano ai tecnici, bisognerà trovare una sintesi fra le parti in causa. Non parlo del PD, agitato fra renziani e giovani turchi, o della coalizione che verrà, ma del paese. Ci vuole coraggio e lei ne ha fatto il suo claim elettorale. Niente da dire, ma poi ci sono le elezioni da vincere e ci sono tante cose da fare.
Ha mai pensato che l'esperienza politica che lei vanta rispetto a Renzi sia più un handicap, che un valore aggiunto? #intervistatu #bersani
— Carol Verde (@car0lverde) Novembre 27, 2012
E bisogna farle e farle almeno nel migliore dei modi possibili, magari se si ascoltasse di più la rete, e in maniera diversa, qualche proposta seria si trova, anche perché qui ci sono cittadini, gente che lavora e gente che vorrebbe lavorare.
Però è difficile mettere insieme posti letto in ospedale e F35, infrastrutture e recupero del territorio, che sembra venire giù ad ogni temporale, spending review e servizi sociali. Qui c'è bisogno di cambiare, ma non per vezzo o perché ce lo chiede l'Europa, ma per due motivi: le regole e le soluzioni usate non funzionano più e perché lo chiede il paese.
E' una parola importante questa - Paese - qualcosa che sa di lontano e sembra essere svanita, forse è stata l'illusione di una nazione, visto che l'Italia sembra una galassia che si raduna intorno ai proprio campanili, reali o costruiti abilmente da vari imbonitori che si sono succeduti negli ultimi anni, troppo anni.Non c'è solo il lavoro, ci sono anche i diritti. Stamattina leggo che ha avuto il primo si alla Camera la proposta di legge che equipara i figli naturali a quelli nati all'interno del matrimonio. Era ora, visto che la famiglia, di cui tutti si sono riempiti la bocca, sembra ancora essere il cardine del paese. Ma quale famiglia?
caro Bersani, vorrei sapere quali sono le tre riforme fondamentale che faresti appena eletto? ! #intervistatu #bersani
— vittorio ferro (@vitto_fe) Novembre 26, 2012
Qui bisogna aprire gli occhi, le cose sono cambiate. Tutto è cambiato. Qui bisogna che manca una parola a tutti i dibattiti che stanno sorgendo, cioè responsabilità. Quelle della politica e quelle dei cittadini, bisogna ridisegnare un patto in tutta la società.
@intervistato #intervistatu #bersani Se #csx giustifica i 2€ per finanziare campagna elettorale a cosa serve finanziamento pubblico?
— Zeno Tomiolo (@ztomiolo) Novembre 26, 2012
Lei come lo vuole questo patto? Quali sono le responsabilità che intende prendersi? Per ora vorremmo che prendesse quella di rispondere a queste domande.
Simone Corami | @psymonic
40 questions for Pierluigi Bersani
We've arrived at Bersani, after Renzi and Vendola, so it's the secretary's turn to answer the questions that Intervistato.com collected online. Secretary since 2009, with a party that wasn't very well put after the elections defeat, he did put his name on the line in a time that defining difficult is too little. In three years everything happened, and according to some prestigious commentators, we're still in a phase of transition.
Sooner or later we'll have to get out of this mess, though, we'll have to launch a project for this Italy now in the hands of technicians, we'll have to find a synthesis between the parts. I'm not talking about the PD, agitated between Renzi supporters and young turks, or the coalition, but about the country. We need courage and Bersani made it his elections claim. Nothing to say, but there are elections to win and many things to do.
And they must be done in the best possible way, maybe listening to the Web more, and in a different way, some serious proposal can come out, because here there are citizens, people who work and people who wants to work. But it's difficult to put together beds in hospitals and F35s, infrastructures and territory, that seem to collapse every time it rains, spending review and social services. There's a need for change, but not because Europe is asking for it, but for two reasons: rules and solutions used until now don't work anymore, and because the country is asking for it. It's an important word - Country - something that seems faraway and almost vanished, maybe the illusion of a nation, since Italy looks like a galaxy that reunites around its bell towers, real or built by those who wanted to control the people for so many years.
And not only work, rights as well. This morning I read about the first yes at the House for the law that makes rights equal for legitimate and natural sons. It was about time, since the family everyone's talking about seems to still be an important pillar of the country. But which family? We have to keep our eyes open, things have changed. Everything has changed. Here one word is lacking from all the debates, which is responsibility. That of politics and of citizens, we must redesign a pact for society. How do you see this pact? What are the responsibilities you intend to take? For now we would like you to take the responsibility of answering these questions.
Simone Corami | @psymonic
lunedì 26 novembre 2012
Le #primarie del #csxiamo: @pbersani e @matteorenzi al ballottaggio
E venne il giorno. E venne un uomo, per la verità 5, compresa una donna. Il cast delle primarie del centro-sinistra è variegato e alla fine il film è andato in onda, richiamando nelle sale 4 milioni di persone. Un successo, calcolando il prezzo "popolare del biglietto", solo 2 euro.
Già dalla mattina su Twitter era un fiorire di hashtag, ma alla fine ha vinto ancora la Premiata Ditta Europa di Menichini, che dopo #csxfactor, il re della notte del confronto, lancia #csxiamo, che scalerà la classifica dei TT.
Però stavolta bisogna scendere in strada, la rete va bene, ma qui ci si arma di documenti, pre-registrazione e si va. Colazione al bar è tappa obbligata, anche per capire gli umori della gente, fra parole, risate e battutine un po' cattive fra quelli che sono i tre protagonisti maggiori: Bersani, Renzi e Vendola. Non me ne vogliano la Sig.ra Puppato e Tabacci, che si è dimostrato un vero signore nel giocare con le sue caricature marxiste stile Pravda. Si vota, si fa la fila, cercando di spiegare anche a chi non ha compreso del tutto le informazioni che quello non è il suo seggio, ma i volontari sono tranquilli, anche verso chi alza un po' la voce. C'è un'atmosfera tranquilla, quasi d'altri tempi, come se per un giorno, un solo giorno, questo paese si sia riappropriato di certi suoi riti. Sono impressioni, non dati.
I dati sono le tre settimane che i volontari hanno avuto per organizzare sezioni e gazebo, non è poi molto tempo, mi racconta Franco, pensionato, con cui fumo una sigaretta per strada, la prima da quando è entrato alle 6 e mezza della mattina, mentre quelli che hanno montato i gazebo alle 4 adesso stanno dormendo a casa. Poca fila, ma nel pomeriggio sarà un delirio ovunque. Tre settimane in cui i candidati sono andati dappertutto a fare campagna elettorale, ma soprattutto a richiamare l'attenzione sul votare, perché è quello che sta chiedendo il paese: partecipazione. Non è facile rispondere a questa richiesta, la macchina deve funzionare, senza sbavature, anche se perfetta non è stata, però ha tutti gli occhi addosso, primi fra tutti quelli del PDL, che ancora non ha deciso se le primarie le farà o no, dipende tutto da Berlusconi. Si, proprio lui. Però anche Giorgia Meloni, che le primarie le vuole fare, se ne va alla sezione del PD di Via dei Giubbonari, a due passi da Campo de' Fiori a Roma e chiede come vadano le cose, ascoltando volontari e funzionari, un endorsement all'avversario, un bel segno, vuol dire che le cose le stai facendo bene e che diventi una sorta di modello. Certo c'è anche L'uomo che ha votato due volte, non si esce dalla metafora del cinema!
Ci sono anche schermaglie, sia in strada sia sul web, soprattutto su twitter, dove i rottamatori renziani, i segretariani di Bersani e i radicali di Vendola, si punzecchiano, si scambiano battute acide su chi interpreti bene il cambiamento. E' una sfida per un primato importante, perchè il cambiamento lo vogliono tutti, ma c'è chi sembra voler annullare la proprio storia e tradizione, mentre chi vorrebbe sempre ricordare con orgoglio il proprio passato. E' un falso mito quello del nuovo, anche se l'appeal di un candidato giovane come Renzi è forte, vista sia l'età media della classe politica italiana, sia il procurato disastro sotto gli occhi di tutti.
Vero che Renzi è stata una scossa, utile e necessaria al centro-sinistra, perchè l'ha spinto a misurarsi su temi nuovi e sul ricambio, come sono state preziose le sollecitazioni di Vendola sui diritti civili e sull'ascolto delle voci che soffrono più il disagio. Però il segretario è quello che s'è preso il partito nel momento peggiore della sua storia e c'ha messo la faccia, una vita difficile, visto che spesso ha fatto la paperella al tiro a segno per quante volte è stato colpito. Allora qui serve una cosa sola: la sintesi. Perché se in una coalizione o in un partito ci sono più posizioni allora bisogna fare il punto, la mediazione, che non è la marmellata, ma di più: prendere il meglio e costruire un progetto intorno. Un duro lavoro che va fatto, perchè richiesto da 4 milioni di persone - ma sono molte di più - che non sono zombie, come dice il Grillo Parlante in un post dove cita a sproposito il filosofo Michel Foucalt, ma sono il paese.
I numeri parlano chiaro, almeno fino ad ora, è l'una e trenta, circa: Bersani 44,4%, Renzi 36,3%, Vendola 15,2%, Puppato 3%, Tabacci 1,2%
e siamo a metà dello scrutinio. Renzi fa bene, molto bene, vincendo in Toscana e in alcuni zone dell'Emilia Romagna, ma è secondo. Però se vai a vedere è un paese a macchia di leopardo, segno che i flussi elettorali e le "appartenenze" stanno cambiando e su questo bisognerà ragionare parecchio. Ci sono alcune discrepanze nei numeri, perché il comitato di Renzi ha dei dati che parlano di un distacco di solo 4 punti percentuali e non di 8, come segna lo scrutinio ufficiale, il che vorrebbe dire una diversa disposizione delle forze in campo. C'erano stati nel pomeriggio dei twit e dei post che parlavano di sondaggi diversi, di risultati a sorpresa, come Pierluigi Battista. Il risultato però non cambia: ballottaggio.
Sarà una settimana dura, pesante, una settimana in cui si ricomincia da zero. Non s'illudano i contendenti, qui i voti non si stoccano, anzi sono molto liquidi, e non si illudano neanche gli altri pensando di poter chiedere qualcosa in cambio, perchè per ora non c'è nulla sul piatto. Non si illudano ancora Renzi e Bersani, perchè qui non ci sono "loro" e "noi", anzi c'è un unico grande noi, non omologato, eterogenero, variopinto, ricco di differenze, di stimoli, che non ha bisogno di una contrapposizione inutile e sterile, ma di una nuova piattaforma che sappia trasformare tutto questo in un programma di rinnovamento e cambiamento senza se e senza ma verso la palude in cui il paese è stato trascinato. Sarebbe bello continuare a giocare in trasparenza, nel fair play, magari con una certa vis polemica, fatta di argomenti e proposte, di domande e riposte, di confronto e discussione. Sarebbe bello. Sarebbe politica.
Simone Corami | @psymonic
The primaries: Bersani and Renzi go to ballot
The day came. And a man, actually 5, a woman included. The cast of the primaries of the center left is varied and in the end the movie was aired, calling to the votes about 4 milion people- A success, considered the popular price of the ticket, just 2 euro.
Already from the morning on Twitter it was a profusion of hashtags, but in the end Menichini managed to emerge with his #csxsiamo, after the extremely successful #csxfactor during the debate.
But this time we must go out, the web is fine, but here you get armed with doccuments, pre-registration and go. Breakfast at the bat is a must, also to understand the people mood, among words, laughs and evil jokes among those who are the three main protagonists. Bersani, Renzi and Vendola. Please, Mrs. Puppato and Mr. Tabacci, don't get me wrong. By the way Tabacci proved to be a sir in playing with his marxist caricatures in Pravda style. You vote, you stay in line, trying to explain to those who didn't understand everything that it isn't the right place to vote, but volunteers are calm, even with those who raise their voices. There's a quiet atmosphere, almost of other times, as if for one day, just one day, the country regained its rituals. These are just impressions, not facts.
The facts are the three weeks that volunteers had to organize sections and stands, not a lot of time, Franco tells me: he's retired, and he smokes a cigarette with me, the first since he came in at 6:30 in the morning, while the ones who put up the stands at 4 now are sleeping at home. Just a bit of line, but during the afternoon it's going to be crazy. Three weeks during which candidates have gone everywhere with their campaign, but especially to recall the attention of the audience on voting, because that's what the country's asking for: participation.
It's not easy to answer this requesst, the maching must function, withoutu errors, even though it hasn't been perfect, but it has all eyes on it now, first of all those of the PDL, that still hasn't decided whether to do the primaries or not, it all depends on Berlusconi. Yes, him. But also Giorgia Meloni, who wants these primaries, went to the PD section in Via dei Giubbonari, two steps away from Campo de' Fiori in Rome and asks how things are going, listening to volunteers and functionaries, an endorsement to the rival, a good sign, it means that things are going well and you become some sort of model Well, there are also those who voted twice, you can't escape the cinema metaphor.
There are also fights, on the streets and on the web, especially on Twitter, where Renzi supporters, Bersani's and Vendola's pick at eachother, exchange jokes on who interprets the change better than the others. It's a challenge for an important primate, because change is something everyone wants, but there is also who seems to be willing to cancel history and tradition, along with those who want to remember the past with pride. It's a false myth the new one, even though the appeal of a young candidate such as Renzi is strong, given the average age of the Italian political class, and the disaster that lies under the eyes of everyone.
Simone Corami | @psymonic
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venerdì 23 novembre 2012
La (non) risposta di @matteorenzi alle 50 domande dei lettori
Ogni tanto la politica si rinnova. Cambia facce, prospettive, ideali, e si ripropone con un viso pulito che promette cambiamenti radicali e apertura al nuovo.
[Qui le 50 domande dei lettori]
E' forse anche per questo motivo che, verso l'inizio del mese Novembre, abbiamo coinvolto i nostri lettori in un progetto che rispecchiava in tutto e per tutto la tendenza riscontrata in questi ultimi mesi nella politica italiana, ovvero quella di aprirsi al dialogo con la Rete e con i cittadini che attraverso i social media cercano di informarsi riguardo a temi che li riguardano da vicino.
Abbiamo cominciato da Matteo Renzi, che dell'importanza della Rete ha fatto un pilastro della propria campagna elettorale in vista delle primarie del centro-sinistra, e che sui social network ha costruito gran parte della propria immagine di politico giovane e "rottamatore".
Così, il 7 Novembre, abbiamo pubblicato un post su Facebook, invitando tutti a raccontare la domanda che avrebbero voluto fare a Matteo Renzi, nel caso avessimo avuto la possibilità di intervistarlo. Allo stesso tempo, abbiamo lanciato su Twitter gli hashtag #intervistatu #Renzi, attraverso i quali molti altri utenti si sono uniti all'appello ed hanno sottoposto i propri quesiti. La partecipazione è stata notevole: in pochi giorni sono arrivate circa 50 domande sui temi più svariati, dal conflitto d'interessi al fine vita, dal mondo della finanza ai provvedimenti contro le infiltrazioni mafiose e il crimine organizzato, tema notoriamente ignorato nei programmi dei candidati, Renzi incluso.
Il 12 Novembre è uscito il post con Storify annesso che raccoglieva tutto il materiale arrivato dagli utenti, dai tweet ai commenti su Facebook. Il post ha riscontrato un grande entusiasmo dei lettori, che a quel punto si sono messi in attesa delle risposte di Matteo Renzi. Nel giro di poche ore, abbiamo ricevuto un tweet dall'account Adesso Partecipo, con la richiesta di mandare la trascrizione delle domande raccolte nello Storify, richiesta poi sospesa in quanto lo staff ha affermato "stiamo già facendo".
@intervistato stiamo già facendo @matteorenzi @sednonsatiata @psymonic
— Adesso Partecipo (@AdessoPartecipo) Novembre 12, 2012
Il 15 abbiamo comunque inviato le 50 domande trascritte allo staff via email, ed aspettato un'ulteriore risposta, solo per ricevere il seguente tweet:@intervistato come avrete notato in questi giorni è un po' impegnato ;-) abbiamo preso un impegno.. @fnicodemoUn impegno preso è considerato sacro, quindi abbiamo aspettato le risposte che, a quel punto, pensavamo sarebbero arrivate in poche ore. Aspettativa delusa nelle giornate successive, durante le quali abbiamo continuato tuttavia a sollecitare una risposta.
— Adesso Partecipo (@AdessoPartecipo) November 16, 2012
Il 20 Novembre arriva però un tweet di Matteo Renzi, che ci promette che risponderà alle domande "entro domani ciao".
@intervistato entro domani ciaoMagra consolazione presto disattesa dal silenzio durante il giorno successivo, e il giorno dopo ancora. Dopo ulteriori solleciti, arriva finalmente un'altra promessa, corredata da quelle che sembrano delle scuse per il ritardo:
— Matteo Renzi (@matteorenzi) November 20, 2012
@intervistato sono in ritardo, vero. Ma vi rispondo prima delle primarie promesso. Al massimo domaniSoltanto un giorno, e finalmente i nostri lettori avrebbero avuto, dopo ben 10 giorni di attesa, una risposta alle proprie domande. Ma ancora una volta sono rimasti delusi: ulteriore sollecito, ed oggi arriva questa risposta:
— Matteo Renzi (@matteorenzi) November 22, 2012
@intervistato Ho visto le domande. Tutte le risposte sono già sul programma oppure nella sezione "Verità su Matteo" del matteorenzi.it
— Matteo Renzi (@matteorenzi) Novembre 23, 2012
Non neghiamo qualche attimo di perplessità nel leggere questa (non) risposta. Se realmente fosse stata questa, allora certamente non ci sarebbero voluti 11 giorni, e sicuramente non ci sarebbe stato bisogno di promettere e rimandare tante volte.
@matteorenzi rimandarci al suo programma elettorale non è una risposta. Rispetti il suo impegno: risponda puntualmente alle domande lettori.
— Intervistato.com (@intervistato) Novembre 23, 2012
Se si fosse trattato solamente di andare a vedere il testo del programma per avere una risposta, l'avrebbero fatto tutti coloro che hanno inviato la propria domanda: ma se si guarda attentamente, molti temi mancano, altri sono affrontati in maniera estremamente marginale, e manca del tutto una risposta chiara e concreta.Del resto, è vero che 50 domande sono tante, ma se un politico vuole fare il premier di un paese, 50 domande non saranno certamente un problema, specialmente per qualcuno che si presenta come un attento ascoltatore e frequentatore della Rete. Abbiamo scelto di non censurare le domande dei lettori, non selezionarle e non rivederle in quanto le esigenze e i dubbi che affiorano da quelle raccolte possono essere quelle di chiunque, e le risposte influenzano la vita di tutti, non solo di coloro che quei dubbi li hanno esternati.
Non siamo da soli, peraltro: si attende risposta anche alle 6 domande di Greenpeace, per le quali l'alibi della lunghezza non c'è. Eppure, anche lì, silenzio. Ma un impegno preso è sacro, come dicevamo. Peccato.
Speriamo che Matteo Renzi si ricreda e rispetti l'impegno preso. Altrimenti sarebbe già la prima promessa ad essere disattesa.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
Matteo Renzi's (non) answer to our readers' 50 questions
Every once in a while, politics renews itself. It changes faces, perspectives, ideals, and reproposes itself with a clean face that promises radical changes and opening to innovation.
Maybe that is the reason why, at the beginning of November, we engaged our readers in a project that reflected precisely the tendency encountered during these last few months in Italian politics, which is the availability to dialogue with the web and with the citizens that through social media try to get information on the topics that regard them more closely.
We started with Matteo Renzi, who has made a pillar of his campaign of the importance of the web, and who built a great deal of his image of young politicians on social networks.
So, on November the 7th, we published a post on Facebook, inviting everyone to tell us what question they'd like to ask Matteo Renzi in case we had the opportunity to interview him. At the same time, we launched on Twitter the hashtags #intervistatu #Renzi, which readers used in order to send their questions. The participation rate has been incredible: in just a few days about 50 questions on the most diverse topics have arrived, from conflict of interests to the topics of the end of life, from the financial world to the actions against mafia infiltrations and organized crime, a topic that is notoriously ignored in the candidates' programs, Renzi's included.
On November 12th we published a post with a Storify that put together all the material arrived from the users, from tweets to Facebook comments. The post encountered an incredible enthusiasm from readers, who at that point set themselves to wait for Matteo Renzi's answers. In a matter of hours, we received a tweet from the account Adesso Partecipo ("now I participate" n.d.r.), with the request to send the transcription of the questions of the Storify, a request that was then suspended because the staff said they we already working on it.
On the 15th of November we sent the 50 questions via email anyway, and waited further answers, only to receive this tweet: "As you can see, he's very busy now... but we've made a committment."
Awesome. Committments are sacred, so we set ourselves to wait those answers that we thought would arrive in a matter of hours now. A hope that has been deceived in the following days, during which we still continued to sollicitate for an answer.
On November the 20th we received a tweet from Matteo Renzi himself, promising that he would answer our questions "before tomorrow bye".
A tepid consolation that was soon deceived by the silence during the next day, and the next day after that. A few requests for answer later, here's another promise, along with what looks like excuses for the delay: "I'm late, it's true, but I promise to answer before the elections, not later than tomorrow".
Just one day and our readers could finally have, after 10 days of wait, an answer to their questions. But yet again they have been deceived: another request, and today we get this tweet: "I've seen the questions, all the answers are in the program and in the "Truths about Matteo" section of the website."
Well, we can't deny we were a bit puzzled by this non answer. If it really had been this one, then it couldn't have taken 11 days to write, and surely there wouldn't have been any need to promise and delay so many times.
If this was only about reading the text of the program in order to have an answer, everyone who sent a question would have just done it: but if you look closely, many topics are missing, others are only marginally discusssed, and a clear and concrete answer lacks entirely.
On the other hand, it is true that 50 questions are many, but if a politician wants to be the Prime Minister of a country, 50 questions are surely not a problem, especially for someone who presents himself as a careful listener of the Web. We chose not to censor the question of readers, not select them and not change them since the needs and doubts that are expressed there can be those of anyone, and the answers have an impact on the lives of everyone, not only those who sent the questions.
We're not alone, by the way: someone is still waiting for the answers to Greenpeace's 6 questions, for which the length is surely not an alibi. And yet, silence there as well. But a committment is sacred, as we said earlier. Too bad.
Wr hope that Matteo Renzi changes his mind and respects his committment. Or else it would be the first promise he deceives.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
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mercoledì 21 novembre 2012
40 domande a @NichiVendola, tra #primarie ed #elezioni2013. Risponderà #oppureno?
Manca poco alla celebrazione del rito delle primarie del Pd: domenica, chi vorrà, potrà recarsi nelle sezioni e nei gazebo per scegliere il suo candidato premier ideale di questa alleanza API, SEL e PD.
In corsa c’è anche il governatore della regione Puglia Nichi Vendola per il quale abbiamo raccolto una serie di domande fatte dai lettori di Intervistato.com attraverso i nostri canali sui social network. Dopo Renzi arrivano le altre domande, stavolta tocca a Vendola e non ci fermeremo qui.
#intervistatu come è possibile che nel suo pantheon non ci sia Berlinguer? #Vendola
— Federì (@FedericoLukkini) Novembre 18, 2012
Nichi Vendola si è proposto come l’alternativa, come l’Oppure, non solo verso gli altri candidati, ma al modo in cui viene governata l’Italia. Vendola non ha mai nascosto la sua opposizione al governo dei tecnici, anzi, l’ha diffuso ovunque. Ha fatto una campagna per le primarie basata essenzialmente sulla sua persona (più degli altri), fisica, morale e intellettuale, non solo facendo del suo nome e del suo viso l’icona principale della campagna, diventando protagonista della campagna sui diritti civili arrivando alla dichiarazione “Mi voglio sposare”.
Vendola è un uomo di sinistra, un poeta, un omosessuale e un cattolico. Ha sempre rivendicato ogni componente della sua identità e questo va considerato un punto d’onore in uno scenario politico che del trasformismo ha fatto bandiera.
@intervistato @colvieux @nichivendola #intervistatu #Vendola credi che la #Fiom sia dalla parte dei lavoratori o dei tesserati?
— Alessandro Raggi (@AlessandroRaggi) Novembre 20, 2012
Ha anche esperienze importanti di governo territoriale con risultanti sopra la media. Poi c’è l’eloquio, importante, a volte addirittura troppo importante, più di lui. Questo, però, è un paese strano, a cui servono non solo slogan di lancio e punti forti di programma, ma anche una forte dose di mediazione, necessaria per rimettere insieme un paese che da puzzle si è trasformato in una scatola di Lego scompaginati.
@intervistato come pensa di aspirare a Palazzo Chigi con un partito al 6% circa? Con quali voti prenderebbe la fiducia? #intervistatu
— Daniele Keshk (@DanieleKeshk) Novembre 20, 2012
Qui abbiamo raccolto una serie di domande su temi molto diversi, dai diritti alla politica industriale, dalla politica estera alla scuola, ma anche al taglio delle spese per la casta e delle spesa pubblica, che significa anche riduzione di personale. Quello che chiediamo a Vendola è di entrare con le mani dentro gli ingranaggi del motore Italia, perché se è ridotta come una vecchia Fiat allora c’è molto da lavorare.
#intervistatu #Vendola quali i settori industriali su cui deve puntare l'italia?Ha ancora senso la siderurgia o l'auto per il nostro paese?
— simone corami (@psymonic) Novembre 19, 2012
Si governa senza se e senza ma per i diritti e con i propri principi, ma è necessario anche tessere alleanze, ma non parliamo di partiti, piuttosto di componenti di questo paese, operai e imprenditori, autonomi e dipendenti, cattolici e laici.Insomma Nichi, come facciamo?
[UPDATE: Qui le risposte di Nichi Vendola alle domande dei lettori]
Simone Corami | @psymonic
Maria Petrescu | @sednonsatiata
40 questions for Nichi Vendola
Not much left before the celebration of the primary ritual of the PD: on Sunday, those who want to vote can go in the dedicated sections to choose the ideal premier candidate for this API, SEL, PD allegiance.
Governor of Puglia Nichi Vendola is also a candidate, and we gathered a few questions from our readers via our social channels. After Renzi, here are the other questions, this time they're for Vendola, and we're not stopping here.
Nichi Vendola has proposed himself as the alternative, as the "OR", not only towards the other candidates, but to the way Italy is run. Vendola has never hidden his opposition to the technician government, on the contrary, he left everyone know. He's done a campaign for the primaries based essencially on his person (more than others), physical, moral and intellectual, not only making his name and face the main icon of the campaign, but also by becoming a protagonist of the civil rights campaign with the statement "I want to get married".
Vendola is a left-wing man, a poet, a homosexual and a Catholic. He has always claimed every component of his identity and this must be considered as a point of honor in a political scenario that has transformism as a banner. He also has important experiences of territorial government with results that are above average. And then there's the speech, important, sometimes too important, more than him.
This, however, is a strange country, which doesn't need just launch slogans and strong program points, but also a strong dose of mediation, necessary to put together a country that has turned from a puzzle to a messed up Lego box.
Here are a series of questions on various topics, from rights to industrial politics, from foreign affairs to school, but also the cut of expenses of the caste and of public waste, which also means a reduction of personnel. What we're asking Vendola is to put his hands in the Italy engine, because if it's messed up like an old FIAT then there's a lot of work to do. Who rules the country must do so without "ifs" and without "but", for rights and principles, but it is necessary to create allegiances, and we're not talking about parties: we're talking about components of this country, workers and entrepreneurs, autonomous and employees, catholics and laicists.
So Nichi, what are we going to do?
Simone Corami | @psymonic
Maria Petrescu | @sednonsatiata
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mercoledì 14 novembre 2012
#Csxfactor vs. #ilconfrontoskytg24: quasi 100.000 tweet durante l'evento, @matteorenzi il più discusso
Il confronto politico che si è tenuto su SkyTg24 tra i rappresentanti della sinistra italiana di oggi, ha coinvolto in particolar modo gli utenti di Twitter, ormai divenuta una vera agorà 2.0. Gli utenti hanno seguito la conversazione sul dibattito attraverso l'hashtag ufficiale #ilconfrontoskytg24 e l'alternativa creata da @nomfup, #csxfactor.

Nel dettaglio, il numero totale di tweet registrati durante l'evento è stato di 92.473, gli utenti unici attivi quasi 20.000, per un totale di 152.666.317 impression (somma delle visualizzazioni potenziali dei tweet). Un vero record a livello mediatico per i leader del centrosinistra, che hanno veicolato le discussioni su Twitter per tutta la serata del 12 novembre, raggiungendo un picco massimo di conversazioni alle 22, quando si sono toccati i 1.250 tweet.
I top poster durante il dibattito sono stati @_pierini_ (131 tweet), @argotone (116) e @michele_darling (110), account rappresentativi di quel pubblico giovane e nerd che anima Twitter per trovare il modo di dialogare con il sistema, o criticarlo se necessario.
Gli utenti che hanno generato più impression durante il dibattito invece, rappresentano quegli organi dell'editoria offline che hanno trovato un loro posizionamento online forte anche sui social. Su tutti troneggia @Fattoquotidiano con quasi 30 milioni di impression generate, seguono @Skytg24 e il @Corriereit. Tra i politici presenti al dibattito (con profili attivi su Twitter) quelli più menzionati sono stati @MatteoRenzi (4.116 tweet dedicati), @pbersani (2.496) e @NichiVendola (1.574).
Appartiene a loro anche il podio delle keyword più usate, in cui però Vendola sembra aver catalizzato maggiormente l'attenzione degli utenti rispetto a Bersani. In realtà, se si sommano anche i dati riguardanti gli hashtag più menzionati durante il dibattito, noterete che invece #bersani è stato al centro di molte più discussioni rispetto al Presidente della Regione Puglia.
Rimanendo sempre in ambito hashtag, è da sottolineare come il pubblico di Twitter ami creare codici di comunicazione propri che esulano, sbeffeggiano e ribaltano quelli ufficiali. Quello ufficiale del dibattito #ilconfrontoskytg24 è stato utilizzato solo 30.000 volte, rispetto al doppio delle mention di #csxfactor, hashtag generato dalla rete, molto più di impatto e comunicativo rispetto al primo. Questo dimostra che per creare engagement su Twitter, bisogna comprenderne e parlarne la lingua.
Come era prevedibile, la maggior parte dei tweet si sono concentrati nella finestra temporale tra le 21 e le 23, con un warm up iniziato verso le ore 20 e una coda lunga che è andata esaurendosi in tarda nottata.
Tra le parole più citate, emergono chiaramente i nomi dei candidati, con Renzi, Vendola e Bersani in testa, seguiti da Tabacci e Puppato, che invece passano decisamente in secondo piano.
Infine, il tag cloud degli hashtag: emerge chiaramente la superiorità numerica dell'hashtag #csxfactor, ben più utilizzato rispetto a quello ufficiale. Seguono altri hashtag coniati appositamente per il dibattito e i nomi dei candidati.
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#Csxfactor vs. #ilconfrontoskytg24: almost 100.000 tweets, and @matteorenzi the most mentioned
The political debate held on SkyTG24 among the representatives of today's Italian center-left, has engaged Twitter users in a very intense way. Users have followed the conversation on the debate with the official hashtag #ilconfrontoskytg24 and the alternative created by @nomfup, #csxfactor.
In detail, the total number of tweets registered during the even was 92.473, active unique users almost 20.000, for a total of 152.666.317 impressions (the sum of the potential views of the tweets). A true record at a media level for the leaders of center-left, who have led the discussions on Twitter for the entire evening of November the 12th, reaching a maximum peak of conversations at 22, when 1.250 tweets per minute have been reached.
The top posters of the evening were @_pierini_ (131 tweets), @argotone (116) and @michele_darling (110), accounts that are representative of the young, nerdy audience that animates Twitter to start a conversation with the system and criticize it if necessary.
The users who have generated most impressions during the debate are the newspapers or media companies that have found a strong online positioning on social networks as well. First of all, @Fattoquotidiano with almost 30 milion impressions, followed by @skytg24 and @corriereit. Among the politicians present at the debate (with profiles active on Twitter) the most mentioned have been @MatteoRenzi (4.116 dedicated tweets), @pbersani (2.496) and @NichiVendola (1.574).
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martedì 13 novembre 2012
Da #ilconfrontoskytg24 a #csxfactor: un'analisi politica del #dibattito
Il dibattito che si è svolto ieri sera ha visto i candidati alle primarie confrontarsi con domande e risposte "all'americana": tempi precisi, un moderatore molto attento e podio, tutti in piedi uno a fianco all'altro, a rispondere su vari temi.
IMU, fisco ed evasione fiscale
Posizioni bene o male comuni sulla necessità della lotta all'evasione attraverso l'incrocio delle banche dati e gli strumenti di indagine informatica (Tabacci, in particolare, ma anche Bersani e Puppato); Renzi ha posto l'accento sulla necessità di non alzare le tasse per chi già le paga, Vendola a differenza degli altri ha ribadito la sua convinzione di togliere l'IMU perché è una "patrimoniale che colpisce i poveri", proponendo una maggiore pressione fiscale per chi guadagni cifre dal milione in su. Su questo punto, Renzi ha esercitato il diritto di replica, sostenendo che siano troppo pochi i contribuenti sopra quella soglia, per usarlo come argomento in campagna elettorale. Prime schermaglie quindi tra i due candidati apparentemente più "lontani" nelle idee, Renzi e Vendola, in un dibattito che in generale ha visto più fair play che scontri di vedute.
Italia e il suo ruolo europeo
Renzi ha espresso la necessità di creare dei veri Stati Uniti d'Europa, blindando il patto di stabilità, mentre anche qui Vendola si dice più propenso a una ridiscussione di un patto che stritola la crescita in nome del rigore. Il ruolo di "mediatore" viene naturale a Bersani, che invita a non litigare, ma piuttosto a convincere la Germania e gli altri paesi che "siamo tuti sullo stesso treno". Decisamente europeista Tabacci, che stigmatizza anche le proposte populiste ma irrealizzabili di un Grillo o di una Lega che fanno sognare l'elettorato in merito al ritorno di una lira svalutata che favorisca le esportazioni.
Lavoro, giovani e occupazione
Vendola porta avanti il suo lavoro di governatore in Puglia, elevandola a modello da seguire per ridare fiducia ai giovani che vedono l'italia sprofondare in un fango evocato anche in un altro paio di occasioni; Renzi auspica un paese nel quale si lavori "perché si conosce qualcosa, non qualcuno", con grandi applausi della platea per la frase decisamente riuscita. La Puppato, un po' in ombra per quasi tutto il dibattito, sostiene la necessità di investire in sviluppo e innovazione; Bersani parla di liberalizzazioni e semplificazioni, da sempre suo cavallo di battaglia, Tabacci si tiene sulla linea della diminuzione del costo del lavoro per le imprese, affinché si incentivino le assunzioni.
FIAT, Marchionne e la riforma del lavoro della Fornero
E' stato il momento di maggiore allineamento della serata: tutti unanimi nel bacchettare Marchionne (con Renzi che si dice deluso, perché aveva creduto a Fabbrica Italia, e Vendola che si becca uno scroscio di applausi quando dice "io invece non le ho mai creduto"): la FIAT deve dare un piano industriale chiaro e rispettarlo, per onorare quanto ha ricevuto negli anni dai governi Italiani.
La riforma del lavoro della Fornero va rifatta, rivista, ridisegnata, con sfumature che vanno dalla lieve condanna (Vendola), fino alla blanda giustificazione inerente l'emergenza e il momento duro affrontato dai "tecnici" (Tabacci).
Tema caldo: diritti delle coppie e adozioni
Per la Puppato è assurdo che se ne discuta, visto che dovrebbe essere sufficiente il terzo articolo della Costituzione, a garantire uguaglianza di trattamento (quindi matrimonio e adozione compresi) a tutte le coppie, etero e omosessuali, senza alcuna discriminazione. Renzi si dice favorevole alle coppie di fatto, impegnandosi a realizzare nei primi 100 giorni la "civil partnership" dando comunque ad intendere che per il matrimonio civile gay vero e proprio si debba modificare la costituzione. Vendola favorevole a matrimoni gay e adozioni. Per Bersani il paese deve maturare sull'argomento e deve guardare al modello tedesco, mentre per il più cattolico dei cinque, Tabacci, il politico deve garantire l'uguaglianza dei diritti di tutti, lasciando intendere un sì alle coppie di fatto, anche gay, ma un no alle adozioni da parte delle stesse.
Casta e Costi della politica
Parte Renzi, dicendo che i provvedimenti anti-casta non sono decisivi tanto da un punto di vista economico, ma per ridare fiducia nella politica alla gente. Propone di abolire completamente il finanziamento pubblico ai partiti, chiosando sulla necessità di un tetto allo stipendio dei Manager (e citando Olivetti, in merito). Vendola si dice favorevole al finanziamento pubblico, per evitare che solo i ricchi possano pagarsi il costo di una campagna elettorale. Tutti d'accordo, invece, sul fatto che il provvedimento che accorpa le province sia stato un pasticcio da risolvere: vanno abolite tutte. Bersani auspica una stretta sulle partecipazioni statali in società private. La Puppato invece invoca bilanci trasparenti e certificati per tutti i partiti. Tabacci fa il carico di applausi quando dice che chi si impegna in politica, debba abbandonare qualsiasi impiego privato, affinché si servano le istituzioni in maniera disinteressata. In chiusura, Renzi aggiunge che una colpa del centrosinistra è non aver mai fatto una legge sul conflitto di interessi.
Question Time
Alcuni sostenitori dei candidati fanno domande ad altri candidati. A Vendola viene chiesto chi voterebbe tra i suoi avversari. Domanda con poco senso, sulla quale Vendola non vuole giustamente dare una risposta, e dopo un giro di parole, ammette di non poterla e volerla dare.
Alla Puppato viene chiesto cosa farebbe in caso di sconfitta, se tornerebbe alla politica locale. Anche qui, la Puppato parte considerando provocatoria la domanda, e si arrabatta senza rispondere chiaramente. Una confusa sostenitrice vendoliana si emoziona e fa una domanda sul nucleare a Renzi, che si dice contrario. In questo momento si crea anche uno dei più grossi tormentoni twitteriani della serata, quando la ragazza, volendo citare Oscar Giannino, lo storpia in Giannetto.
In generale il Question Time appare come l'occasione peggio gestita della serata: domande poco coerenti, dimenticabili e per nulla incisive. Un momento che non ha aggiunto nulla al dibattito, utile solo a "spezzare il ritmo".
Domanda sulla Coalizione, post elezioni, in caso di vittoria
Le maggiori sorprese vengono da Renzi, considerato più vicino al centro che alla sinistra. Il Sindaco di Firenze, laddove gli altri si sono posti più o meno inclini al "dialogare con chi ci sta" (strategia pienamente bersaniana), ha detto chiaramente: "Con Vendola sì, con Casini no", probabilmente stupendo anche lo stesso Vendola. Tabacci, ovviamente, si propone di essere l'uomo giusto per tenere coesa una coalizione allargata, ma senza fare l'errore prodiano della "gioiosa macchina da guerra".
Tutti d'accordo sulla parità di genere, e quindi armonia tra presenze maschili e femminili. Renzi propone inoltre un governo di soli dieci ministri, contestato dagli altri partecipanti (soprattutto Tabacci e Puppato), che considerano questa una "sparata" irrealizzabile.
Così come tutti d'accordo sul fatto che, comunque, la coalizione sia quella che la gente aveva davanti in quel momento.
E' il momento dell'appello finale al voto.
Laura Puppato vuole far conoscere all'Italia un'idea di paese diversa, con più equità sociale.
Renzi dice: "Ho 37 anni, e ho il desiderio di portare il futuro all'interno della discussione politica".
Bersani: serve un governo serio, forte, autorevole. Tutti insieme si uscirà dalle difficoltà con moralità e lavoro.
Tabacci: va costruita una coalizione che discuta al suo interno ma che faccia il bene del Paese.
Vendola evoca ancora il Paese che sprofonda nel fango, proponendosi di portare i giovani a vedere un futuro più limpido.
Francesco Lanza | @bedrosian
From #ilconfrontoskytg24 to #csxfactor: a political analysis of the debate
Yesterday night's debate has seen the primary candidates deal with an American style questions and answers session: precise timing, a careful moderator and a podium, all standing next to each other, answering on various topics.
IMU, revenue authorities and tax evasion
More or less common positions on the need to fight evasion thanks to the coordination of databases and tools of informatic inquiry (Tabacci in particular, but also Bersani and Puppato); Renzi has pointed out the need not to raise the taxes for those who already pay them, while Vendola, unlike the others, has renewed his conviction that the IMU should be eliminated because it is a patrimonial tax that strikes the poor, and proposed more fiscal pressure for those who make more than one milion a year. On this point Renzi has asked for the right to reply, asserting that too few contributors earn that kind of money to use this argument during the elections campaign. First issues between the two candidates apparently further apart as for ideas, Renzi and Vendola, in a debate tht in general has seen more fair play than disputes.
Italy and the European role
Renzi has expressed the need to create the real United States of Europe, confirming the stability pact, while Vendola is more inclined to a redefinition of a pact that slows down growth in the name of austerity. The role of negotiator falls on Bersani, who invites them to not fight, but convince Germany and the other countries that we are all on the same boat. Definitely European Tabacci, who stigmatized the populist and impossible proposals of Grillo and Lega, who make their voters dream about the return of a devalued Lira that will favor exportations.
Work, young people and occupation
Vendola brings forward his work as the governor of Puglia, elevating it as a model to follow to give trust to young people who see Italy go down in a mud that has been also quoted elsewhere; Renzi hopes to build a country where people work because they know "something, not someone", with a round of applause from the audience for the well-done phrase. Puppato, a bit shadowed by the debate, sustains the need to invest in development and innovation; Bersani talks about liberalizations and simplifications, always his strength, Tabacci holds the line of the decrease of labor cost for enterprises in order to encourage hiring.
FIAT, Marchionne and the Fornero labor reform
It has been the moment of most allignment throughout the evening: all of them unanimous in blaming Marchionne (with Renzi who calls himself disappointed because he believed in Fabbrica Italia, and Vendola who gets another round of applause when he says that he never believed him): FIAT must give a clear industrial plan and respect it, in order to honor what it has received from the Italian governments during all these years. The Fornero labor reform must be redone, reseen, redefined, with opinions that go from bland judgement (Vendola), to the bland justification because of the emergency and the difficult moment faced by technicians (Tabacci).
Hot topic: couple rights and adoptions
For Puppato it is absurd that we even talk about it, since it should be enough to quote the third article of the Italian Constitution to guarantee equity of treatment (including marriage and adoption) to all couples, hetero and homosexual, without discrimination. Renzi says he is favorable to unmarried couples, promising to do in the first 100 days the "civil partnership", making people understand that proper civil gay marriage is impossible until the Constitution is changed.
Vendola favorable to gay marriage and adoptions. For Bersani the country must be more mature on the matter and look at the German model, while the most catholic of the five, Tabacci, stated that the politician must guarantee equal rights to all, hinting at a Yes for unmarried couples, even gay, but no to adoptions.
Francesco Lanza | @bedrosian
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