▼ Il tweet del giorno

Visualizzazione post con etichetta candidati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta candidati. Mostra tutti i post

domenica 3 febbraio 2013

#Elezioni2013: i candidati premier, in pillole



La campagna elettorale per queste elezioni 2013 ha fatto emergere sei potenziali leader che aspirano alla carica di Presidente del Consiglio, o comunque a far sì che il proprio partito o movimento ottenga la maggioranza alle urne.

Si tratta di sei figure estremamente eterogenee, con background politici, culturali e storici molto diversificati, tanto da rendere la scelta per gli indecisi straordinariamente complicata.

Vi proponiamo dunque di seguito i nostri tentativi monografici per ognuno dei candidati, nella speranza che possano essere utili per coloro che devono ancora definire la propria posizione, oppure che semplicemente vogliono approfondire le loro conoscenze sul proprio candidato.

Berlusconi, Silvio: detto "il Cavaliere", può essere definito politicamente un popolare (anche se forse, sarebbe più adeguato populista, visto il regime contenutistico); oltre ad essere noto imprenditore e tra gli uomini più ricchi d'Italia (ci sono ancora molti dubbi sulle modalità con cui ha costruito il suo cospicuo patrimonio famigliare e personale), è stato de facto il padre putativo della TV privata italiana, nonché noto costruttore edile (nonché palazzinaro del milanese, vedi Milano 2).

Amico storico di Craxi e del socialismo di suo stampo, e dei più discutibili leader internazionali degli ultimi decenni (da Putin a Gheddafi a Ben Ali), è stato al timone politico dell'Italia per vent'anni nel dopo Tangentopoli, prima con Forza Italia, poi con la Casa delle libertà, infine con il Popolo della Libertà. Con il suo partito persona ha avuto maggioranze probabilmente mai ottenute prima in questo Paese, che gli hanno permesso di proporre e far approvare numerose leggi definite "ad personam" attraverso le quali è uscito praticamente indenne da condanne effettive legate agli innumerevoli procedimenti giudiziari a suo carico. Può essere ritenuto storicamente uno dei maggiori responsabili del dissesto politico, economico, sociale e culturale di questo Paese, prima con la televisione, poi con la politica.

Conosciuto all'estero per le gaffe internazionali (dalla Merkel "culona", poi smentita, allo Schulz "kapo" direttamente in una seduta del Parlamento Europeo), il bunga bunga e per le vicende legate alla presunta "nipote di Mubarak", de facto mai realmente esistita in quanto tale. La sua democrazia televisiva può essere ritenuta la prima dittatura morbida basata sul controllo diretto ed indiretto del sistema dell'informazione e di parti considerevoli del sistema economico italiano.

La sua proposta per colmare il debito pubblico italiana si concretizza nella possibile introduzione di nuovi giochi di stato e tasse su alcool e tabacchi. Vuole abolire l'IMU sulla prima casa e restituire l'importo già versato dai cittadini che l'hanno pagata nel 2012 (rimane non chiaro il modo in cui riuscirà a finanziare questo provvedimento).

Bersani, Pierluigi: la sua militanza politica ha inizio da giovanissimo nell'allora Partito Comunista Italiano degli Anni 80. Figlio dell'ormai arcinoto benzinaio di Bettola, è un politico italiano e dal 2009 segretario del Partito Democratico. E' stato Presidente della Regione Emilia-Romagna, Ministro dell'Industria, Commercio e Artigianato nei primi governi di Prodi e D'Alema, Ministro dei Trasporti e della Navigazione nei secondi governi di D'Alema e Amato e Ministro dello Sviluppo Economico nel secondo governo Prodi.

È ora candidato premier per il centro-sinistra (Italia Bene Comune, ovvero la piattaforma elettorale e programmatica di PD + SEL), dopo aver vinto le primarie del 2012 contro Renzi, Vendola, Puppato e Tabacci. Bersani si presenta alle elezioni politiche del 2013 con un programma molto dettagliato nelle intenzioni, ma probabilmente molto poco nel merito e nelle modalità di attuazione. Le dichiarazioni d'intenti contenute nei testi programmatici sono sicuramente interessanti, ma povere purtroppo di concretezza, questo sia se si prende in considerazione la Carta d'Intenti di "Italia Bene Comune", che il programma "Italia Giusta", proprio del Partito Democratico. La linea economica del PD per la riduzione del debito pubblico non è sicuramente uniforme, chiara e condivisa fra tutti gli esponenti del partito.

In generale si tratterebbe di un taglio ai costi della politica e alle istituzioni sia centrali che periferiche, dismissioni di immobili, asta per le frequenze televisive, liberalizzazioni (in continuità con il primo pacchetto Bersani), lotta all'evasione fiscale, imposta ordinaria su grandi valori immobiliari (patrimoniale progressiva, sempre di natura comunale in sostituzione/integrazione all'IMU), contributo di solidarietà dai capitali scudati. Non chiara la posizione sull'eventuale introduzione del reddito di cittadinanza ed effettiva riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro (soprattutto per l'onerosa copertura di bilancio per questi interventi, nonostante il loro possibile effetto positivo sui consumi).

Monti, Mario: oggi Senatore a vita su nomina presidenziale, è stato l'uomo in loden e professore di estrazione bocconiana chiamato da Napolitano alla conduzione del governo dei tecnici, che avrebbe dovuto sanare i conti del nostro Paese. Definito come "estraneo alla politica", in realtà ha rivestito incarichi di rilievo anche in passato in commissioni parlamentari, era stato avvicinato già della politica negli Anni 80 da De Mita e Amato sempre in tema di debito pubblico nel Comitato Spaventa.

E' stato international advisor per Goldman Sachs e Senior European Advisory Council di Moody's, solo per citarne alcune (come perfino advisor in Coca Cola Company). Sempre negli Anni 80 è stato membro del consiglio di amministrazione della Fiat Auto S.p.A. e della Banca Commerciale Italiana. Come commissario europeo nell'Europa di Prodi, ha inaugurato il procedimento contro la Microsoft (tuttora in corso) e ha bloccato nel 2001 la proposta di fusione tra General Electric e Honeywell, considerata contraria alle normative antitrust. Oggi è alleato con Casini e Fini, con l'imprimatur del Vaticano (e di Montezemolo) e candidato premier, quasi una riedizione dei democristiani in salsa pseudo liberale europeista. Durante il suo governo (non suffragato dalle urne) è comunque aumentato il debito pubblico ed è calata la produzione industriale. In compenso però, è sceso lo spread tra BTP italiani e Bund tedeschi.

E' conosciuto all'estero come amico dell'Europa e competente tecnico vicino al mondo delle finanza e delle banche. E' stato in tempi non sospetti sostenitore di Berlusconi e della sua prima discesa in campo. La sua ricetta per ridurre il debito si basa sul proseguimento delle misure di austerity, coadiuvate da una possibile riduzione delle tasse nel medio lungo periodo e sul controllo e la relativa riduzione di spesa spostando risorse verso la crescita. Ancora è poco chiara l'effettiva sostenibilità, fattibilità e merito di tali interventi.

Grillo, Beppe: comico genovese scoperto da Pippo Baudo negli Anno 80 e da allora noto personaggio televisivo italiano. Cavalcando l'idea della democrazia diretta e partecipativa dal basso attraverso la Rete, ha dato vita, assieme all'agenzia di marketing e comunicazione di Gianroberto Casaleggio (che ne è probabilmente il vero deus ex machina) un movimento di natura personalistica con dinamiche democratiche interne spesso discutibili (vedi le epurazioni senza appello da parte di Grillo di alcuni militanti del Movimento 5 Stelle). Il suo linguaggio è spesso violento e populista sull'onda dell'antipolitica, con contenuti frequentemente antipartitici e antisindacali.

I temi del movimento vanno dalle condivisibili battaglie a favore delle rinnovabili alle strampalate teorie complottiste sulle scie chimiche. Tanto per capirci. Va detto che il Movimento 5 Stelle è l'unica organizzazione politica di rilevanza nazionale a non prendere parte ad alcuna forma di finanziamento pubblico alla politica e che si sostiene con le sole forze economiche dei militanti e di Grillo/Casaleggio. Inoltre i suoi candidati non devono aver subito condanne in via definitiva, non possono essere stati eletti per più di due mandati e devono essere residenti nel comune per il quale sono candidati. Grillo tecnicamente non è il candidato premier del M5S (al momento non sono chiari i meccanismi interni al movimento che permetteranno di scegliere chi potrebbe essere realmente il candidato, visto anche che nei fatti il premier è scelto dal Presidente della Repubblica sulla base del voto popolare).

Anche il M5S prevede la riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi (non meglio precisati) e con l'introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l'accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari, oltre ad un dettagliato programma economico che include provvedimenti che spaziano dall'introduzione della class action all'abolizione della legge Biagi fino al divieto di incroci azionari tra sistema bancario e il sistema industriale.

Giannino, Oscar: è professore e giornalista, ha militato nel Partito Repubblicano ai tempi di La Malfa di cui è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana negli Anni 80. E' stato in tempi non sospetti anche sostenitore di Berlusconi di cui oggi è però forte oppositore.

Indubbiamente liberale, punta alla riduzione del debito pubblico attraverso dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico italiano. Ha pubblicato online, attraverso "FARE per fermare il declino" un articolato programma volto appunto al taglio della spesa pubblica e al rientro del deficit tra debito e PIL. Tra le varie misure previste, ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del PIL nell'arco di 5 anni, ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni, liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali, sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti.

E' promotore di una legislazione organica sui conflitti d'interesse (probabilmente fra i pochi candidati a sostenerlo apertamente ed in campagna elettorale). E' spesso ricordato per il suo "particolare" vestiario.

Ingroia, Antonio: è un magistrato, giornalista e politico italiano, dal 22 dicembre 2012 è in aspettativa per motivi elettorali come candidato premier e leader della lista Rivoluzione civile. E' stato magistrato della Procura di Palermo dove, nelle vesti di pubblico ministero, ha portato avanti, tra gli altri, i noti processi a carico di Marcello Dell'Utri e recentemente quello sulla Trattativa Stato-Mafia. Ha fatto parte del pool di Falcone e Borsellino fino alle omonime stragi. Diviene pubblico ministero della Procura antimafia con Gian Carlo Caselli proprio nel 1992.

Ingroia ottiene una prima condanna per Dell'Utri nel 2004 a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, confermata in appello il 29 giugno 2010 con una riduzione di due anni; Dell'Utri è però assolto per le condotte successive al 1992, poiché i giudici hanno giudicato non provato il "patto di scambio" politico-mafioso con Cosa Nostra. Durante l'indagine preliminare fu indagato anche Silvio Berlusconi, ma poi la sua posizione fu archiviata. Il 24 luglio 2012, in merito all'indagine sulla Trattativa Stato-Mafia, ha chiesto il rinvio a giudizio di 12 indagati con l'accusa di "concorso esterno in associazione mafiosa" e "violenza o minaccia a corpo politico dello Stato": i politici Calogero Mannino e Marcello Dell'Utri, gli ufficiali Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, i boss Giovanni Brusca, Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, Bernardo Provenzano, il collaboratore Massimo Ciancimino (anche "calunnia") e l'ex ministro Nicola Mancino ("falsa testimonianza"). Per un brevissimo periodo ha diretto in Guatemala un'unità di investigazione per la lotta al narcotraffico, su incarico dell'ONU.

E' l'unico ad avere nel programma elettorale un chiaro riferimento alle politiche antimafia. Poco chiaro invece, nel concreto, il suo programma di politica economica.

Jacopo Paoletti | @jacopopaoletti


The elections candidates: a brief presentation

The elections campaign for the 2013 elections has collected six potential leaders who aspire to the charge of President of the Council of Ministers, or to make their party or movement get the majority at the voting booth.

They are six extremely heterogeneous figures, with political, cultural and social backgrounds that are very different from one another, so different that they make the choice for the undecided even more complicated.

So we propose here our attempts to a monography for each of the candidates, hoping that they might be useful to those who must still define their position, or that simply want to better their knowledge of their candidate.

Berlusconi, Silvio: also called the "Chevalier", he can be defined politically a popular (even though maybe it would be more adequate to call hima  populist, given the content he proposes); beyond being a renown entrepreneur, and among the richest people in Italy (there are still many doubts on the modalities he used to build his conspicuous family and personal patrimony), he's been the father of the private Italian TV, and renown builder (especially in the Milan area, see Milano 2).

Historical friend of Craxi and his socialism (and of several dubious leaders of the last decades, such as Gaddafi, Putin and Ben Ali), he has been at the political wheel of Italy in the twenty years after Tangentopoli, first with Forza Italia, then with the Casa delle Libertà, and finally with the People of Freedom. With his persona party he has obtained majorities never seen before in this country, which have allowed him to propose and approve numerous laws defined as "ad personam", through which he has emerged unscathed by effective verdicts against him in the countless trials against him. He can be defined as one of the main responsibles for the political, economical, social and cultural instability of the country, first with television, then with politics.

Known abroad for his international gaffes (from the "unfuckable lard-ass" Merkel to the Schulz "kapo", right during a session of the European Parliament), the bunga bunga and the issues related to the alleged "niece of Mubarak", never actually existed. His television democracy can be considered the first soft dictatorship based on the direct and indirect control of the information system and of considerable parts of the Italian economical system.

His proposal for the Italian public debt is based on the introduction of new State regulated gambling games and taxes on alcohol and tobacco. He wants to abolish the IMU on the first home, and give it back to the contributors who have paid it in 2012, although it is not clear how he intends to finance this move.

Bersani, Pierluigi: his political activism started when he was very young in the Italian Communist Party of the 80s. Son of the now famous Bettola gas station owner, he is an Italian politician and secretary of the Democratic Party since 2009. He has been President of the Emilia Romagna region, Minister of Industry, Commerce and Artizans during the first Prodi and D'Alema governments, Minister of Transportation and Navigation in the second D'Alema and Amato governments, and Minister of Economical Development during the second Prodi government. He is now premier candidate for the center left wing (Italia Bene Comune, the electoral and programmatical platform of PD and SEL), after winning the primaries of 2012 against Renzi, Vendola, Puppato and Tabacci. Bersani presents himself at the political elections of 2013 with a very detailed program as for intentions, but not very clear as to the merit and the modalities used to put them in practice.

The declarations of intentions contained in the programmatical texts are surely interesting, but very poor as for concreteness, both in the Intentions Bill of "Italia Bene Comune" and the "Italia giusta" program of the Democratic Party. The economical lined of the PD for the reduction of public debt isn't uniform, clear and shared by all members of the party.

Generally it would consist in a cut to the costs of politics and institutions, both central and peripheral, disposal of buildings, a bid for television frequences, liberalizations (in continuity with the first Bersani packet), fight against tax evasion, an ordinary tax on great building patrimonies (a progressive patrimonial tax, that would substitute and or integrate the current IMU tax), contribution of solidarity from the shielded capitals.

Not quite clear what position they have on the introduction of the the citizenship allowance and the effective lowering of the tax wedge on the cost of labor (especially for the expensive coverage of economical balance of these interventions, in spite of the possible positive effect on consumes.

Monti, Mario: today Senator to life on presidential nomination, he has been the loden man and university professor called by Napolitano to lead the technical government, which should have resolved the accounts of our country. Defined as "an outsider to politics", in reality he has had important charges in the past in parliamentary commissions, he had been brought near politics in the 80s by De Mita and Amato, about the topic of public debt in the Spaventa Committee.

He has been international advisor for Goldman Sachs and Senior European Advisory Council of Moody's, just to quote a few (he has even been an advisor for Coca Cola Company). In the 80s he has been member of the administration council of Fiat Auto S.p.A. and of the Italian Commercial Bank. As an European commissary in Prodi's Europe, he started the procedures against Microsoft (still in course) and has blocked in 2001 the fusion proposal between General Electric and Honeywell, considered to be contrary to antitrust norms. Today he's an ally of Fini and Casini, with the imprimatur of the Vatican (and of Montezemolo) and premier candidate, almost a riedition of the democristians in European pseudo liberal sauce. During his government (which wasn't confirmed by votations) the public debt has gone up anyway and the industrial production has decreased. In exchange, the spread between Italian BTPs and German Bunds has lowered.

Jacopo Paoletti | @jacopopaoletti

sabato 1 dicembre 2012

Le risposte (e non) di @matteorenzi, @nichivendola e @pbersani alle domande dei lettori, tra #primarie ed #elezioni2013



In queste ultime settimane abbiamo portato avanti un'attività che, per certi versi, può essere descritta come un tentativo di partecipazione alla vita pubblica in modo completamente nuovo.

Abbiamo raccolto e pubblicato domande dei nostri lettori per Matteo Renzi, Nichi Vendola e Pierluigi Bersani. Contrariamente a tutte le aspettative, la partecipazione è stata ingente, portando alla raccolta, nel primo caso, quello di Matteo Renzi, di ben 50 domande diverse.

Matteo Renzi, le 50 domande dei lettori e la sua non risposta

Come descritto dettagliatamente nel post "La (non) risposta di Matteo Renzi alle 50 domande dei lettori", purtroppo le domande sono rimaste senza risposta. Sapevamo che 50 domande erano molte, e rispondere punto per punto in piena campagna elettorale sarebbe stato molto difficile, ma quando lo staff ha risposto dicendo che ci stavano già lavorando, e addirittura Matteo Renzi stesso ha promesso pubblicamente che ci avrebbero fatti avere entro l'indomani tutte le risposte, siamo rimasti molto piacevolmente colpiti.


Uno stupore destinato a durare poco, in quanto le promesse non sono state mantenute e l'impegno non è stato rispettato, lasciandoci solo con il suggerimento di andare a vedere il sito, in quanto avremmo trovato lì le risposte. Dopo 15 giorni di attesa e promesse, ci si aspettava - a ragione - qualcosa di più, anche perché in realtà nel programma la stragrande maggioranza delle domande da noi raccolte non trova risposta, e anche se la trova, è in via del tutto marginale.

Per quanto riguarda Matteo Renzi, siamo tutt'ora in attesa di un riscontro puntuale, come da suo impegno, rispetto alle 50 domande.

Nichi Vendolale 40 domande dei lettori e le sue risposte

Il 21 Novembre abbiamo pubblicato le domande raccolte per il Governatore della Puglia Nichi Vendola, il cui staff ci ha subito chiesto una trascrizione per facilitarlo nelle risposte. Quindi, dopo soli due giorni, ci sono state inviate le risposte che trovate di seguito. 40 risposte per 40 domande raccolte sui social media dai lettori, una prova di grande sensibilità nei confronti dei temi legati alle nuove tecnologie e alle nuove possibilità di partecipazione attiva alla vita pubblica.



Pierluigi Bersanile 40 domande dei lettori e le sue risposte

Il 28 Novembre abbiamo pubblicato le domande raccolte sui social media per l'attuale segretario del PD, Pierluigi Bersani. Le risposte, anche in questo caso, sono arrivate nel giro di due giorni, e anche in questo caso puntuali rispetto alle 40 domande fatte. Potete leggerle qui:



Naturalmente l'obiettivo non è fare domande in vista delle primarie del centrosinistra, bensì per le elezioni politiche. Questa opportunità per fare domande ai politici in modo completamente nuovo, utilizzando degli strumenti di "uso quotidiano", ai quali la politica italiana si sta proprio in questo periodo avvicinando, è stata accolta con entusiasmo da coloro che hanno partecipato.

Non c'è dubbio sul fatto che si possa migliorare, ma una riflessione è necessaria: è evidente il desiderio di qualcosa di innovativo e diverso, per quel che concerne la partecipazione democratica alla vita pubblica, e questo desiderio dovrebbe poter trovare una soluzione in format e opportunità nuove, che possano realmente permettere di partecipare grazie  ai nuovi strumenti che i cittadini hanno a disposizione.

Cittadini che vivono la rete e la utilizzano tutti i giorni, e il cui voto ha un peso.

Maria Petrescu | @sednonsatiata


The answers (or not) of Matteo Renzi, Nichi Vendola and Pierluigi Bersani to the readers' questions

During these last few weeks we carried on an activity that, in some ways, can be described as an attempt to participate to public life in a completely new way.

We collected and published our readers' questions for Matteo Renzi, Nichi Vendola and Pierluigi Bersani. Against all the odds, the participation has been huge, leading to gather 50 questions for Matteo Renzi, who was the first.

Matteo Renzi

As we described in detail in the post "The non answer of Matteo Renzi to our readers' questions", the questions have remained without an answer. We knew that 50 questions are a lot, and answering during the campaign would have been difficult, but when the staff answered saying that they were already working on it, and Matteo Renzi himself promised publicly that they would give us everything in one day, we were very pleasantly surprised.

The surprise wouldn't last for long, since the promises haven't been kept, they simply suggested to go see the website. After 15 days of promises and waiting, we expected - with reason - something more, because the program doesn't really answer the questions, and in the cases it does, it's only marginal.

So, to sum it up, when it comes to Matteo Renzi, we're still waiting for an answer, as he promised, to the 50 questions.

Nichi Vendola

On November the 21st we published the questions collected for the Apulia Governor Nichi Vendola, whose staff asked us for the transcript in order to make it easier for him to answer. So after two days, they sent us the answers you can find above. 40 answers for 40 questions from social networks, a proof of great sensibility toward the topics related to new technologies and new possibilities of participation to public life.

Pierluigi Bersani

On November the 28th we published the questions for the current secretary of PD, Pierluigi Bersani. The answers arrived in about two days, you can read them above.

Of course, the goal aren't the primaries of center-left wing, but the political elections. This opportunity to ask questions to politicians in a completely new way, using daily use tools, which Italian politics is just starting to use now, has been greeted with enthusiasm by those who participated.

There's no doubt on the fact that we can get better at it, but we do need to think about a few things: it is obvious that there's a desire to do something new and different regarding democratic participation to public life, and this desire should find solution in some kind of format or new opportunity, that can allow a real participation to public life thanks to the new tools citizens have.

Citizens who live the web and use it every day, and whose vote has an importance.

Maria Petrescu | @sednonsatiata

venerdì 23 novembre 2012

La (non) risposta di @matteorenzi alle 50 domande dei lettori



Ogni tanto la politica si rinnova. Cambia facce, prospettive, ideali, e si ripropone con un viso pulito che promette cambiamenti radicali e apertura al nuovo.

[Qui le 50 domande dei lettori]

E' forse anche per questo motivo che, verso l'inizio del mese Novembre, abbiamo coinvolto i nostri lettori in un progetto che rispecchiava in tutto e per tutto la tendenza riscontrata in questi ultimi mesi nella politica italiana, ovvero quella di aprirsi al dialogo con la Rete e con i cittadini che attraverso i social media cercano di informarsi riguardo a temi che li riguardano da vicino.

Abbiamo cominciato da Matteo Renzi, che dell'importanza della Rete ha fatto un pilastro della propria campagna elettorale in vista delle primarie del centro-sinistra, e che sui social network ha costruito gran parte della propria immagine di politico giovane e "rottamatore".

Così, il 7 Novembre, abbiamo pubblicato un post su Facebook, invitando tutti a raccontare la domanda che avrebbero voluto fare a Matteo Renzi, nel caso avessimo avuto la possibilità di intervistarlo. Allo stesso tempo, abbiamo lanciato su Twitter gli hashtag #intervistatu #Renzi, attraverso i quali molti altri utenti si sono uniti all'appello ed hanno sottoposto i propri quesiti. La partecipazione è stata notevole: in pochi giorni sono arrivate circa 50 domande sui temi più svariati, dal conflitto d'interessi al fine vita, dal mondo della finanza ai provvedimenti contro le infiltrazioni mafiose e il crimine organizzato, tema notoriamente ignorato nei programmi dei candidati, Renzi incluso.

Il 12 Novembre è uscito il post con Storify annesso che raccoglieva tutto il materiale arrivato dagli utenti, dai tweet ai commenti su Facebook. Il post ha riscontrato un grande entusiasmo dei lettori, che a quel punto si sono messi in attesa delle risposte di Matteo Renzi. Nel giro di poche ore, abbiamo ricevuto un tweet dall'account Adesso Partecipo, con la richiesta di mandare la trascrizione delle domande raccolte nello Storify, richiesta poi sospesa in quanto lo staff ha affermato "stiamo già facendo".

Il 15 abbiamo comunque inviato le 50 domande trascritte allo staff via email, ed aspettato un'ulteriore risposta, solo per ricevere il seguente tweet:

Un impegno preso è considerato sacro, quindi abbiamo aspettato le risposte che, a quel punto, pensavamo sarebbero arrivate in poche ore. Aspettativa delusa nelle giornate successive, durante le quali abbiamo continuato tuttavia a sollecitare una risposta.

Il 20 Novembre arriva però un tweet di Matteo Renzi, che ci promette che risponderà alle domande "entro domani ciao".

Magra consolazione presto disattesa dal silenzio durante il giorno successivo, e il giorno dopo ancora. Dopo ulteriori solleciti, arriva finalmente un'altra promessa, corredata da quelle che sembrano delle scuse per il ritardo:

Soltanto un giorno, e finalmente i nostri lettori avrebbero avuto, dopo ben 10 giorni di attesa, una risposta alle proprie domande. Ma ancora una volta sono rimasti delusi: ulteriore sollecito, ed oggi arriva questa risposta:

Non neghiamo qualche attimo di perplessità nel leggere questa (non) risposta. Se realmente fosse stata questa, allora certamente non ci sarebbero voluti 11 giorni, e sicuramente non ci sarebbe stato bisogno di promettere e rimandare tante volte.

Se si fosse trattato solamente di andare a vedere il testo del programma per avere una risposta, l'avrebbero fatto tutti coloro che hanno inviato la propria domanda: ma se si guarda attentamente, molti temi mancano, altri sono affrontati in maniera estremamente marginale, e manca del tutto una risposta chiara e concreta.

Del resto, è vero che 50 domande sono tante, ma se un politico vuole fare il premier di un paese, 50 domande non saranno certamente un problema, specialmente per qualcuno che si presenta come un attento ascoltatore e frequentatore della Rete. Abbiamo scelto di non censurare le domande dei lettori, non selezionarle e non rivederle in quanto le esigenze e i dubbi che affiorano da quelle raccolte possono essere quelle di chiunque, e le risposte influenzano la vita di tutti, non solo di coloro che quei dubbi li hanno esternati.

Non siamo da soli, peraltro: si attende risposta anche alle 6 domande di Greenpeace, per le quali l'alibi della lunghezza non c'è. Eppure, anche lì, silenzio. Ma un impegno preso è sacro, come dicevamo. Peccato.

Speriamo che Matteo Renzi si ricreda e rispetti l'impegno preso. Altrimenti sarebbe già la prima promessa ad essere disattesa.

Maria Petrescu | @sednonsatiata


Matteo Renzi's (non) answer to our readers' 50 questions

Every once in a while, politics renews itself. It changes faces, perspectives, ideals, and reproposes itself with a clean face that promises radical changes and opening to innovation.

Maybe that is the reason why, at the beginning of November, we engaged our readers in a project that reflected precisely the tendency encountered during these last few months in Italian politics, which is the availability to dialogue with the web and with the citizens that through social media try to get information on the topics that regard them more closely.

We started with Matteo Renzi, who has made a pillar of his campaign of the importance of the web, and who built a great deal of his image of young politicians on social networks.

So, on November the 7th, we published a post on Facebook, inviting everyone to tell us what question they'd like to ask Matteo Renzi in case we had the opportunity to interview him. At the same time, we launched on Twitter the hashtags #intervistatu #Renzi, which readers used in order to send their questions. The participation rate has been incredible: in just a few days about 50 questions on the most diverse topics have arrived, from conflict of interests to the topics of the end of life, from the financial world to the actions against mafia infiltrations and organized crime, a topic that is notoriously ignored in the candidates' programs, Renzi's included.

On November 12th we published a post with a Storify that put together all the material arrived from the users, from tweets to Facebook comments. The post encountered an incredible enthusiasm from readers, who at that point set themselves to wait for Matteo Renzi's answers. In a matter of hours, we received a tweet from the account Adesso Partecipo ("now I participate" n.d.r.), with the request to send the transcription of the questions of the Storify, a request that was then suspended because the staff said they we already working on it.

On the 15th of November we sent the 50 questions via email anyway, and waited further answers, only to receive this tweet: "As you can see, he's very busy now... but we've made a committment."

Awesome. Committments are sacred, so we set ourselves to wait those answers that we thought would arrive in a matter of hours now. A hope that has been deceived in the following days, during which we still continued to sollicitate for an answer.

On November the 20th we received a tweet from Matteo Renzi himself, promising that he would answer our questions "before tomorrow bye".

A tepid consolation that was soon deceived by the silence during the next day, and the next day after that. A few requests for answer later, here's another promise, along with what looks like excuses for the delay: "I'm late, it's true, but I promise to answer before the elections, not later than tomorrow".

Just one day and our readers could finally have, after 10 days of wait, an answer to their questions. But yet again they have been deceived: another request, and today we get this tweet: "I've seen the questions, all the answers are in the program and in the "Truths about Matteo" section of the website."

Well, we can't deny we were a bit puzzled by this non answer. If it really had been this one, then it couldn't have taken 11 days to write, and surely there wouldn't have been any need to promise and delay so many times.

If this was only about reading the text of the program in order to have an answer, everyone who sent a question would have just done it: but if you look closely, many topics are missing, others are only marginally discusssed, and a clear and concrete answer lacks entirely.

On the other hand, it is true that 50 questions are many, but if a politician wants to be the Prime Minister of a country, 50 questions are surely not a problem, especially for someone who presents himself as a careful listener of the Web. We chose not to  censor the question of readers, not select them and not change them since the needs and doubts that are expressed there can be those of anyone, and the answers have an impact on the lives of everyone, not only those who sent the questions.

We're not alone, by the way: someone is still waiting for the answers to Greenpeace's 6 questions, for which the length is surely not an alibi. And yet, silence there as well. But a committment is sacred, as we said earlier. Too bad.

Wr hope that Matteo Renzi changes his mind and respects his committment. Or else it would be the first promise he deceives.

Maria Petrescu | @sednonsatiata

▼ Leggi i migliori della settimana

2