▼ Il tweet del giorno

Visualizzazione post con etichetta grillo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grillo. Mostra tutti i post

giovedì 16 maggio 2013

Intervistato.com | Federica Salsi @federicasalsi



Federica Salsi, ex attivista del Movimento 5 Stelle, ci ha concesso un'intervista qualche giorno dopo le elezioni politiche che hanno visto l'enorme successo del Movimento.


In primo luogo abbiamo chiesto a Federica la sua opinione riguardo alla preparazione degli attivisti: a suo avviso non c'è una mancanza di competenze tecniche all'interno del Movimento, ma di conoscenze relative al funzionamento della macchina amministrativa. E' chiaro tuttavia che, quando si comincia un percorso di questo tipo, non è pensabile gravare sulle spalle dei cittadini per tutto il tempo per cui è necessaria una preparazione. L'intervista a Bartolomeo Pepe, che ha destato moltissimo scalpore negli ultimi giorni, l'ha stupita molto: a suo avviso infatti ci sono persone preparate all'interno del Movimento. Poche, ma ci sono.

Secondo Federica le perplessità che aveva esternato lo scorso anno dopo la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle hanno trovato un riscontro in ciò che vediamo accadere ora, e la sua non è stata che un'anticipazione delle sensazioni che ora trovano riscontro con i fatti.

Ciò su cui a suo avviso sarebbe necessario interrogarsi è il fatto che Beppe Grillo si prenda la libertà di dire - ad esempio - che vedrebbe bene un Di Pietro come Presidente della Repubblica, senza però confrontarsi con la base. Un altro fatto interessante è che anche dopo le elezioni Grillo abbia continuato ad esprimersi senza un confronto con quelli che sono gli eletti.

Abbiamo chiesto a Federica se il risultato di queste elezioni l'abbia stupita: la risposta è assolutamente no. Si sapeva che il risultato sarebbe stato il 28-30%, e quel che è accaduto altro non è che una conferma di quello che si vociferava prima del voto. Non c'è da stupirsi prima di tutto per il grande malcontento che serpeggiava nel Paese: ci sono tante persone che hanno votato M5S non tanto perché credono che il Movimento possa risollevare le sorti del Paese, ma semplicemente per non votare le solite facce.

Questo fatto è dimostrato anche dal fatto che l'astensionismo è aumentato: pur avendo un ottimo risultato, il Movimento non è riuscito ad aggregare gli astensionisti, che sarebbero il reale pubblico del M5S, ma hanno spostato voti da destra e sinistra, poi convogliati nel Movimento.

Ci sono moltissime domande in questo momento e una grande attenzione per gli attivisti, ad esempio con il paragone Grillo - Hitler emerso negli ultimi giorni. Secondo Federica c'è una grande apertura dei Movimento a chiunque voglia informarsi e conoscere più da vicino le attività sul territorio, ma c'è una grande differenza tra le dinamiche locali e le dinamiche nazionali. Se è vero che a livello locale l'organizzazione è sempre avvenuta in maniera autonoma, altrettanto non può essere detto per il contesto nazionale, per cui Grillo e Casaleggio hanno deciso tutto in autonomia.

A partire dalle regole, dalle modalità per fare le candidature, il contenuto del programma, tutto fatto senza un confronto con gli attivisti, per poi veicolare questi loro contenutiusando modalità comunicative che richiamano le modalità dell'epoca fascista. La differenza la fanno le persone che si sono avvicinate al Movimento, specialmente negli anni dal 2007 al 2009, quando Grillo usava ancora un modo di comunicare graffiante e ironica, ma più morbido rispetto ad oggi.

Ora le modalità sono molto più violente, si fa leva sulla pancia - come avveniva durante il fascismo e il nazismo - e manca una proposta di soluzione. Quindi dal punto di vista della comunicazione delle analogie ci sono, ma bisognerà vedere come si comporterà il governo prima di poter esprimere un giudizio definitivo.

Abbiamo chiesto se questo cambiamento nella modalità di comunicare, e il fatto che conseguentemente ne siano stati attirati esponenti di Forza Nuova e Casa Pound, possa alterare il nucleo originario del Movimento: secondo Federica questo rischio esiste ed è concreto. A suo avviso c'è stato uno spostamento verso l'ideologia di destra durante l'ultimo anno. Fino al 2011 Grillo ha aggregato un elettorato più vicino alla sinistra, mentre dal 2012 in avanti, in concomitanza del crollo della destra e lo scandalo della Lega, ha cominciato ad attirare anche un elettorato di destra.

Questo trova conferma specialmente a livello locale, dove ci possono essere grosse discordanze riguardo a certi temi: a Bologna si è sempre mantenuto un atteggiamento di confronto e comprensioni riguardo ai temi dell'immigrazione, mentre in altri contesti, specialmente al nord, si propende per un atteggiamento più leghista.

Il Movimento è nato intorno a stelle molto chiare: ambiente, trasparenza, riduzione dei costi. Non c'erano ideologie di fondo, ma problemi molto concreti, e condivisibili da persone sia di estrema destra che di estrema sinistra, il che porta ad avere un contenitore in cui si ritrovano ideologie estremamente diverse.

Maria Petrescu | @sednonsatiata


Intervistato.com | Federica Salsi

Fededrica Salsi, former Movimento 5 Stelle activist, has given us an interview a few days after the elections that saw a great success of the Movement itself.

First of all we asked Federica for her opinion regarding the preparation of the activists: in her opinion there is no lack of technical competences inside the Movement, but of knowledge relative to the functioning of the administration. It is clear that, when you start such a path, it's not thinkable to weigh on the contributors shoulders for the entire time you need to prepare. The interview with Bartolomeo Pepe, which has arisen a lot of discussion these days, has amazed her: she believes that there are quite a few well prepared people inside the Movement. Not many, but there are a few.

In Federica's opinion the perplexities she had aknowledged last year after her being expelled from the Movement have found a confirmation in what we see happening now, and hers is just an anticipation of the sensations that now find confirmation in facts.
First of all, in her opionion it is necessary to intervene on how people enter the world of work, not on how people exit it. Secondly the types of available contracts are way too many and misused, also and mostly because they aren't controlled in any way.

What we should ask ourselves is why Beppe Grillo takes the liberty of saying - for example - that he would see Di Pietro well as President, without even consulting with the base. Another interesting fact is that Grillo has continued to do the same thing after the elections as well, when he should at least have consulted with those who were elected.

We asked Federica whether the results of these elections have amazed her: the answer was absolutely not. They knew the results would have been around 28-30%, and what happened is nothing else than a confirmation of what was being said before the vote. No wonder, if we consider the discontent that existed in the Country: there are many people who voted M5S not because they believe that the Movement will save the country, but just because they didn't want to vote the same old faces.

This is proven by the fact that astensionism has increased: even with a great result, the Movement didn't manage to move those who abstained, who are the real public of the M5S, but they have moved votes from left and right, then attracted towards the Movement.

There are many questions in this moment and a great attention towards the activists, for example with the Grillo - Hitler, emerged during the last few days. In Federica's opinion there's a great opening of the Movement to anyone who wants to get informed and get to know the activities on the territory, but there's a great difference between local and national dynamics. If it's true that at a local leve the organization has always happened in an autonomous way, the same cannot be said about the national context, where Grillo and Casaleggio have decided everything autonomously by themselves.

Starting with the rules, from the modalities for candidacies, the content of the program, everything done without a confrontation with the activists, in order to communicate these content with modalities that recall those of the fascist era. The difference is made by the people who are part of the Movement, especially those who joined in 2007, 2008 and 2009, when Grillo used a way that was ironic and fierce, but still softer than he is today.

Now it is much more violent, and they stimulate the gut - as was done during the fascism and nazi era - and there's a lack of a solution. So from a communication point of view, the analogies are there, but we will have to see how the government behaves before we can express a definitive opinion.

We asked whether this change in the modalities of communication, and the fact that consequently many exponents of Forza Nuova and Casa Pound were attracted to the Movement, might alter the originary nucleus of the Movement itself: in Federica's opinion this risk exists and is real. She believes there has been a shift towards a right wing ideology during the last 12 months. Until 2011 Grillo has aggregated a public that was closer to the left wing, while from 2012 onwards, starting with the collase of the right and the Lega scandal, he also started saying things that attracted that kind of vote.

This is confirmed especially at a local level, where there can be great discrepancies regarding certain topics: in Bologna there has always been a level of civilized confrontation and understanding regarding immigration, while in other contexts, especially in the north, there's a tendency towards the Northern League kind of approach.

The Movement was born around a few very clear topics: environment, transparency, cost reduction. There were no ideologies, but very concrete problems, which could be shared by people both at the extreme right and the extreme left, which led to the creation of a container in which extremely different ideologies need to cohexist.

Maria Petrescu | @sednonsatiata

giovedì 25 aprile 2013

#Napolitano vs. #Rodotà o @pdnetwork vs. @mov5stelle: duello o flashmob?



Napolitano è Presidente della Repubblica per la seconda volta, mai successo nella storia repubblicana, ma nella costituzione non c'è nessun divieto. 

Si azzerino tutte le questioni e i rumori su golpe o golpettini, ma nel nostro paese il fantasma e l'archetipo del colpo di stato c'è sempre stato, dal Piano Solo a quello Borghese, passando per i sotterranei della storia del paese.
L'ha ribadito lo stesso Stefano Rodotà che ha ammesso che tutto si è svolto in piena legittimità. Sappiamo tutti cosa è successo, il caos, la frantumazione del PD e poi la rielezione. Napolitano nel suo discorso ha sferzato i partiti, che l'hanno applaudito, forse non l'hanno ascoltato fino in fondo, comunque ora è nuovamente nel pieno dei suoi poteri.

Ora la candidatura di Rodotà era già iniziata a circolare da mesi, anche su twitter, poi ci sono state le quirinarie del cinquestelle e dopo l'abbandono di Gabanelli e Strada, il giurista cosentino è diventato il candidato di bandiera del movimento/partito di Casaleggio/Grillo. Da lì è diventato, vox populi, il candidato di tutti gli italiani, degli italiani tutti, per cielo terra e mare. Poi stamattina arrivano i risultati delle famose Quirinarie, dove Rodotà ha ricevuto ben 4.677 voti. Prima cosa perché se alle elezioni politiche di Febbraio i cinquestelle hanno preso circa 8.700.000 voti, possono votare solo in 48.000? Perchè devono essere iscritti entro dicembre 2012? Perchè temono infiltrazioni! A parte la paranoia del ragionamento, poi i problemi ci sono stati lo stesso e non i temibili hacker venuti dallo spazio profondo.

Certo poi ci vuole molto coraggio a dire che Rodotà con queste cifre è il candidato di tutti gli italiani, uscire da Montecitorio coi cartelli stampati a casa, gridare alla morte della repubblica, al golpe, alla marcia su Roma. Ci vuole coraggio! O no? O ci vuole preparazione per mettere a segno una sorta di flashmob lungo qualche giorno, che porti alla massima confusione del tuo avversario giurato, che non ha bisogno, per guadagnare consensi, visto che ci sono le elezioni regionali in Friuli e altre in due mesi? Possibile che solo in pochi ci siamo chiesti se questa non fosse una recita? Davvero volevano Rodotà presidente? Parliamo di una persona stimata e degna che però non ha mai risparmiato critica a Grillo, m5s e democrazia elettronica.

E Rodotà? Caduto nel tranello? Non so. Certo non è proprio un personaggio che possa essere in sintonia con i dettami del mondo grillino (professore universitario, uomo delle istituzioni, qualcuno mormora anche raccomandazioni alla figlia giornalista al Corsera, ma sono solo squallidi pettegolezzi). Certo aveva dei motivi di rivincita personale verso Napolitano. 1992, Napolitano viene eletto alla presidenza della Camera dei deputati, carica promessa al presidente del PdS, proprio il professor Rodotà all'epoca, che poi lasciò il partito. Lo so che suona strano, ma anche la risposta piccata che ha dato sulla mancata comunicazione con Bersani, suona di rivincita, di ferita aperta, di vanità colpita. Certo poi è venuta la responsabilità e la coscienza, però il comportamento, diciamo, da statista, non è senza macchia e senza paura. Davvero Rodotà non ha pensato che poteva essere una manovra? Un inciucio di tipo diverso? A me il dubbio resta.

L'errore del Pd non è non aver votato Rodotà, cosa che poteva fare, ma poi sarebbe finito nell'inciucio con Grillo, ma quello di aver sbagliato la candidatura di Marini, per poi ripiegare su Prodi e non so su chi altro se Napolitano non avesse accettato. Una non-strategia che rispecchia quanto manchi una prospettiva politica nazionale e che ora necessiti di un congresso vero, che non sarà facile, ma i nodi devono essere risolti, anche a costo di tagliarli come fece Gordio. Comunque gli "inciuci", termine orribile, posso essere molti di più di quanti immaginiamo. Fa pensare.

Simone Corami | @psymonic


Napolitano - Rodotà or PD - M5S: duel or flashmob?

Napolitano is President for the second time, it has never happened in the history of the Republic, but there's nothing against it in the Constitution.

So let's please silence all the rumors and gossipping about a golpe, even though our country has always been prone to these kinds of things, from Piano Solo to Borghese, not to mention all the underground plots in the history of the Republic.

The same Stefano Rodotà has reminded this, and has admitted that everything was done in full legitimacy. We all know what happened, the chaos, the breaking of the PD and then the re-election. Napolitano in his speech has beaten down the parties, who clapped their hands, maybe because they didn't fully understand what he said, but however now he has his full powers once again.

Now Rodotà's candidacy had already started to be around for months, even on Twitter, then the quirinaries of the M5S and the refusal of Gabanelli and  Strada, the jurist from Cosenza has become the flag candidate of the movement/party of Casaleggio/Grillo. From there it has become, vox populi, the candidate of all Italians, of Italians all, on earth and on sea. Then the results of the famous Quirinaries, where Rodotà has received 4.677 votes. First of all, if at the February political elections the 5 stars have received 8.700.000 votes, how is it that only 48.000 people can vote? Why do they have to be part of M5S since before December 2012? Because they're afraid of infiltrations! Apart from the paranoia of the reasoning, the poblems have appeared anyway, and not the terrible hackers came from outerspace. Of course, you have to have some guts to say that Rodotà is the candidate of all Italians with these numbers, go out of Montecitorio with the signs printed at home, shout at the death of the Republic, the golpe, the march on Rome.

You need courage! Or not? Or maybe you need preparation to strike a sort of flashmob that lasts a few days, that brings the maximum of confusion of your sworn enemy, since there are the regional elections in Friuli and others in just a couple of months? Is it possible that only a few of us have asked ourselves whether all of this was just a play? Do they really wanted Rodotà as president? We're talking about an esteemed and worthy person, who however has never saved his critiques to Grillo, M5S and electronical democracy.

And Rodotà? Has he fallen for it? I don't know. Of course, he's not the kind of person who can be in synthony with the dictates of the Grillo world (University professor, man of the institutions, someone also rumors about recommendations for the daughter, journalist for Corriere della Sera, but these are just filthy rumors). Of course he had personal reasons towards Napolitano. 1992, Napolitano is elected at the Presidency of the Chamber, a role which was promised to the President of PdS, at that time Professor Rodotà, who afterwards left the party. I know it sounds strange, but even the answer he gave on the missed communication with Bersani, sounds like an open wound, a stricken vanity. Of course, then comes responsibility and conscience, but the behavior - let's say - isn't without stain and without fear. Did Rodotà really not think that it could be a manneuver? I still have the doubt.

The mistake of the PD wasn't not voting Rodotà, which they could have done, but then it would have ended in the compromise with Grillo, but getting Marini's candidacy wrong, and then go to Prodi and who knows who else if Napolitano had said no. A non-strategy that perfectly illustrates how a national political perspective is lacking and that now it needs a true congress, which won't be easy, but the knots must be resolved, even if it means to cut them as Gordio did. However the "compromises", a horrible term, can be many more than we can imagine. It makes you wonder.

Simone Corami | @psymonic

giovedì 18 aprile 2013

La Badante del @PDnetwork: e se fosse #Rodotà?



Dopo la fumata nera su Marini presidente, ma già dopo la movimentata serata di ieri, che ha sancito la frantumazione non solo del Partito Democratico, ma delle sue correnti interne, è chiaro che l'attuale segretario Pierluigi Bersani deve dimettersi. 

Lo deve fare se davvero tiene al partito, ai suoi tesserati, elettori, simpatizzanti e affini. Nessuno ha ancora chiari i motivi di questo suicidio politico, perché tale è, ma è sicuro che ora per il PD si apre una fase confusa che culminerà col congresso in autunno. Sta di fatto che se addirittura Scilipoti è arrivato a dichiarare che voterà per Rodotà allora vuol dire che qualcosa è andato in corto circuito nella segreteria democratica.

Che cosa è successo?
Franco Marini è un candidato di fumo per nascondere quello vero della quarta votazione? Che strategia è? Far spaccare un partito per ottenere cosa? L'accordo con Berlusconi? La volontà espressa dagli elettori, soprattutto da ieri, è contro questo accordo, come contro Marini. Perchè non puntare su Rodotà, o almeno su Prodi. No. Come un lemure impazzito che viaggia verso uno strapiombo Bersani ha tirato dritto. Solo che Sel, Renzi, Civati, Serracchiani, Orfini e molti altri, hanno puntato i piedi e tutto si è fermato. Ora il PD è un empasse da superare. Come?

Il Presidente
Fare in fretta, al più presto e poi resettare tutti. Lasciamo perdere i tatticismi, le strategie, perché la direzione del PD sembra contare i peggiori giocatori di Risiko della storia. Quindi puntare su un nome accettabile, Rodotà sembrerebbe l'optimus, ma potrebbe essere anche Zagrebelsky o qualcuno di quel livello.

La Badante
L'uscita di scena di Bersani, che non è augurio, ma una condizione necessaria e NON sufficiente, per salvare un partito, che comunque è quello che ha preso (e anche disperso) più voti alle ultime elezioni. Quindi serve qualcuno che faccia da Ponte a questo ragazzino precocemente invecchiato. Non sono convinto che Renzi possa oggi prendere in carico il partito, si giocherà tutto al congresso, è così il tandem Civati-Serracchiani. Neanche a parlarne dei giovani turchi, Orfini e Fassina hanno definitivamente litigato, con quest'ultimo sepolto dopo la battuta della cognata che lavora alle poste e non conosce Rodotà. Fassina faccia un favore a se stesso e cerchi di non far ridere. Comunque io un'idea per la Badante c'è l'ho.

La Soluzione
Mettiamo che Prodi diventa Presidente, che succeda se fino al congresso il partito lo tiene Rodotà? Certo, ha 80 anni, ma deve dare una nuova serenità fino all'autunno, che vedrà in campo anche Barca e la corrente della sinistra del partito. Certo, non lo votano come presidente ti pare che lo prendono come segretario? Vero, ma sarebbe una segreteria di alto profilo, con l'appoggio anche di molti militanti che si stanno esprimendo nelle piazze e sui social network. Sarebbe anche possibile quel famoso dialogo coi cinquestelle? Perchè no, visto che il giurista calabrese è il loro candidato presidente. Io lancio questa idea, poi vediamo cosa succede. Sperando che qualcosa succeda.

Simone Corami | @psymonic 


The caretaker of the PD: what if it were Rodotà?

After the black smoke on Marini president, but already after yesterday night, which has not only decreed the breaking of the Democratic Party, but also of the currents within, it is clear that the current secretary Pierluigi Bersani must resign.

He must if he really cares about the party, its members, voters, sympathizers and such. No one still knows the motives behind this political suicide, because that's what's going on, but surely now for the PD there will be a confused phased that will peak with the autumn congress. If even Scilipoti declared he'll vote for Rodotà, then something went wrong in the democratic secretary.

What happened?

Franco Marini is a smoke candidate to hide the real one at the fourth vote? What kind of strategy is that? Dividing the party for what? An agreement with Berlusconi? The will the voters expressed, especially since yesterday, is against this agreement, as it is against Marini. Why not point on Rodotà, or even Prodi? No. Just like a crazy lemure racing towards a cliff, Bersani has gone straight agead. Only that Sel, Renzi, Civati, Serracchiani, Orfini and many others have hit the breaks and everything stopped. Now the PD is an empasse to be overcome. But how?

The President

Do it quick, as quick as possible and the reset. Forget tactics, strategies, because the PD direction seems to count the worst Risiko players in history. So point on an acceptable name, Rodotà would be great, but it could also be Zagrebelsky or someone at that level.

The caretaker

Bersani's exit, which isn't a good thing, but a necessary and not sufficient condition to save the party, which is however the one that got (and lost) the most votes during the last elections. So we need someone that can make a bridge to this early aged little boy. I'm not convinced that Renzi can take the party in his hands today, everything will be played out during the congress, and so will the Civati - Serracchiani duo. I won't even speak about the young Turks, Orfini and Fassina have definitely fought, with the latter submerged by his joke about his sister-in-law who works at the post and doesn't know who Rodotà is. Fassina should do himself a favor and try not to make us laugh. However I do have an idea for the caretaker.

The Solution

Let's say Prodi becomes President, what happens if until the congress Rodotà holds the party? Yes, he's 80, but he needs to give a new serenity until the autumn, which will see on the field Barca and the left wing of the party. Of course, they don't vote him as a president, do  you think they'll take him as a secretary? True, but it would be a high profile secretary, with the help of many sustainers who are expressing themselves in the streets and on social networks. Would that famous dialogue with the 5 star movement be possible as well? Why not, since the Calabrian jurist is their president candidate. I launch this idea, then we'll see what happens. Hoping that something will happen.

Simone Corami | @psymonic  

mercoledì 3 aprile 2013

#M5S e l'Italia che verrà



Dopo le foto postate su Facebook, gli apriscatole e la gara a chi aveva la cravatta più strana, il Movimento 5 Stelle ha capito sulla sua pelle che un conto è la rete, la piazza e gli elenchi dei “faremo”, un conto è stare in Parlamento (dove ci si dovrebbe “parlare”, come suggerisce la parola stessa) e dover prender parte allo svolgimento delle pratiche istituzionali.

Niente di nuovo sotto il sole. Era largamente prevedibile che un gruppo di persone totalmente inesperte non solo di regolamenti parlamentari, ma anche di banali pratiche democratiche (perché mettere mi piace a un post su Facebook, non è democrazia), avrebbe trovato grosse difficoltà a gestire un consenso che impone loro di essere non solo osservatori/censori esterni (come si auguravano) ma veri e propri aghi della bilancia. Era largamente prevedibile anche la reprimenda di Grillo, che dal suo blog ha lanciato invettive e scomuniche ai “dissidenti” che han votato Piero Grasso alla presidenza di Palazzo Madama, contravvenendo agli ordini di scuderia. Il suo successo e il suo consenso si basa proprio sull’essere contro a quel “palazzo” che ora occupano anche loro.

La cosa non prevedibile è stata la contestazione 2.0 di cui Grillo è stato vittima. Migliaia di commenti contrari alla linea dell’astensione a tutti i costi, proteste, insulti e via discorrendo. Commenti tutti cancellati dopo poche ore, nella migliore tradizione stalinista. Ma al di là dei metodi fintodemocratici di Grillo e Casaleggio, che non si scoprono di certo oggi, quello su cui c’è da riflettere continua ad essere il rapporto tra la società e la politica “ufficiale” o “dei partiti”.

La legislatura che è appena cominciata non durerà molto, nonostante questo credo che il Movimento 5 Stelle si troverà spessissimo di fronte alla necessità di fare delle scelte. Il primo banco di prova sarà l’insediamento del governo, ma anche sui singoli provvedimenti ne vedremo delle belle. I parlamentari grillini, una volta riposti gli apriscatole nei cassetti delle loro cucine, dovranno decidere se essere parte attiva del cambiamento della politica, realizzando la richiesta di svolta che i milioni di italiani che li han votati gli chiedono, o se continuare nel loro sentirsi altri e diversi, isolandosi e sparando addosso a tutto e a tutti per restare fedeli alle linea originale del Movimento e ai sentimenti di alcune migliaia di militanti.

La differenza, prima ancora di essere politica, è numerica. Nel senso del numero di voti che il 5 Stelle potrebbe guadagnare o perdere. Numeri che significano consenso. Consenso che significa dare delle risposte alle richieste della società. Il punto è questo.

Che la politica degli ultimi vent’anni abbia fallito l’han capito anche i sassi, e l’avevano capito anche prima di Grillo. Dubito però che la risposta a questo fallimento sia un “vaffanculo” diffuso e ripetuto tipo un mantra. Pensare poi che siano i partiti il vero problema del funzionamento democratico del nostro Paese non solo è sbagliato, ma è un’affermazione talmente falsa da farmi pensare che sia strumentale.

Il problema della democrazia italiana invece è proprio il contrario, cioè che i partiti che hanno occupato la scena fino ad oggi o non erano partiti (Pdl, Italia dei Valori, Udc, ecc, ecc) o si sono trasformati in centri di potere (cosa che è accaduto al Pd, almeno a livello locale). I partiti non sono più stati in grado di rappresentare i bisogni reali della società, di mediare tra i diversi interessi locali (spesso in contrasto tra di loro) in un ottica di Bene Comune, di proporre soluzioni, di creare classe dirigente. E non basta entrare nella “stanza dei bottoni” per cambiare le cose. I bottoni bisogna anche avere il coraggio di premerli, possibilmente dopo aver capito quali sono quelli giusti.

Non so dire quanto durerà questa nuova fase politica. Mi vien da dire non molto, visto che il mondo viaggia ad una velocità tale per cui tutto viene creato, consumato e distrutto nel giro di pochissimo. Non credo però quanto a quelli che teorizzano la fine del Movimento 5 Stelle nel giro di un paio di esperienze parlamentari. Non è questo il problema. Il nodo politico è capire se i militanti, i sostenitori e magari anche alcuni elettori, avranno la forza di ribellarsi al loro padre-padrone, rivendicando le loro idee e la loro voglia di fare politica in maniera indipendente e, soprattutto, efficace.

Il primo vero banco di prova saranno le amministrative di quest’estate. Andranno al voto molte città capoluogo di provincia, dove il sistema elettorale a doppio turno avvantaggia notevolmente il Movimento 5 Stelle. Se la politica non sarà capace di rinnovarsi profondamente e velocemente, c’è la possibilità concreta di ritrovarsi con tanti “casi Parma” in giro per l’Italia. Ora, se gli amministratori eletti sapranno interpretare le esigenze delle loro città, indipendentemente dai diktat o dalle sparate ideologiche di Grillo, o dai mantra anti casta e anti sistema che sono l’anima nel Movimento, probabilmente il Movimento 5 Stelle diventerà una presenza stabile nel quadro politico italiano. Una presenza più matura e consapevole di quello che è oggi, con cui un dialogo potrebbe essere proficuo.

Se questo non dovesse accadere invece, non so quanto reggerà questo mix di persone e storie diverse il cui unico collante, per ora, è l’indignazione militante. Ma cosa ancora più grave, non so quanto reggerà il nostro Paese, schiacciato tra l’immobilismo del centrosinistra e l’irresponsabilità delle altre due forze maggiori.

Jacopo Suppo | @jacoposuppo


M5S and the upcoming Italy

About a month away from the vote, the elections campaign has given us two revivals I personally didn't miss. The first, the most obvious, is the Berlusconi 16:9. According to the calculations of La Stampa a few days ago, from the Christmas vacations until last week, Berlusconi has been on air for 63 hours, a little more than Monti and a lot more than Bersani.

Yet another descent on the field that this time has the declared goal of "making the country impossible to rule", as Berlusconi himself has states. A sense of responsibility directly proportional to his height.

The second return, this time in the field of center-left, is of the "useful vote". It seems that there have been contacts between PD and Ingroia in order to find an agreement in Lombardia, Veneto, Campania and Sicily regarding the lists at the Senate.

The picture seems pretty simple to me. PD and SEL are the only ones that in these elections are running to win. The others run either to represent a part (center right), or to give voice to all the insatisfactions of Italy (Grillo), or to try to be determinant in the composition of the future Parliament majority (Monti). It's still unclear why Ingroia is running. His initial idea, to give Parliament representance to movements, to associations and to a whole series of civic sobjects that are often at the sides of official politics, had a logic, a political dignity but most of all I thought it would be a winner at an elections level.

Too bad that in a matter of weeks the inspirators of this elections cartel have been set aside by the various Di Pietro, Ferrero, Diliberto and company, transforming Civil Revolution in a group of weirdos that would make you miss the disappeared "Sinistra Arcobaleno". The only goal remained to the ex judge of Palermo is to break the balls to Bersani and Vendola, hoping that in Campania and Sicily they will get enough votes so there will be no majority at the Senate. The same tactic used by Berlusconi who has recovered the Northern League in order to get some votes in Lombardia and Veneto.

Now, there's no agreement or appeal for a useful vote that will work here. It would be a mistake to panic and throw away all the work done so far by only showing the tactic or the numbers that never truly work out.

Here we can only make the voters understand that, with all the defects and also some contradictions, only PD and SEL can guarantee a serious and stable government. Today, only the Italia Bene Comune coalition can guarantee more equity and attention towards who pays taxes and more severity towards who doesn't, or directs capitals abroad, more civil rights for who hasn't got any, more social justice and equality in the labor market. And then green politics, broadband, technological innovation, more generational rechange, more law enforcement, and so on. No useful vote. A responsible vote.

Who wants to be a part of this idea of Italy can choose PD or SEL, hoping in a good result that will allow the coalition to govern without being blackmailed, aware of the fact that it will be no piece of cake. Whoever chooses otherwise is probably content with the current situation.

Jacopo Suppo | @jacoposuppo

domenica 31 marzo 2013

#Comizidamore: povera Patria, strangolata da povertà e analfabetismo di ritorno



Un'altra settimana pesante per questo Paese. Ma non voglio suonare il De Profundis già all'inizio di questo articolo. Vorrei concentrarmi soprattutto sull'uso spropositato di un linguaggio violento, denso di epiteti volgari, nella nostra vita pubblica recente.

Mi riferisco in particolare a Grillo e Battiato. Ma mentre il primo non mi soprende più, il secondo mi ha - lo ammetto - lasciato di sasso, quando ha usato un termine come «troie» per riferirsi ai parlamentari della precedente legislatura. Chiariamoci: nella scorsa legislatura abbiamo assistito a compravendite di parlamentari veramente squallide, degradanti ed umilianti per l'immagine del nostro Paese. Chi può negarlo? Ma da Battiato, uomo colto e dal ricchissimo vocabolario, non mi sarei mai aspettato toni così volgari. Perché penso si possa avere un giudizio negativo su un qualsiasi argomento, pur senza esprimerlo con l'insulto. Perché un giudizio negativo può essere ugualmente efficace e comprensibile usando un linguaggio consono e non per forza violento.

Ma perché in questo Paese si fa spesso ricorso al turpiloquio per esprimersi? E qui arriviamo al punto: in questo Paese solo il 20% della popolazione sa leggere e scrivere correttamente. L'80% ha difficoltà nell'esprimersi sia verbalmente che in maniera scritta. E allora, per farsi comprendere in maniera più chiara, efficace e diretta, ecco che le parolacce diventano d'uso comune anche nella vita pubblica. E qui tralascio la vicenda di Battiato che, per quanto io sia rimasto scosso da quanto successo, non mi va di drammatizzare ulteriormente.

E passiamo a Grillo e al suo enorme successo. Come potrei parlarvi del successo di Berlusconi. Cos'è che accomuna questi due personaggi? La semplicità del linguaggio, l'essere incredibilmente diretti verso il basso ventre, gli istinti più sensibili degli italiani. Perché un popolo con una bassa scolarizzazione è più semplice da convincere attraverso ragionamenti iper-semplificati e pieni zeppi di improperi.

Quindi, è ben semplice intuire che sfidare personaggi del genere sui contenuti è difficile. Perché se al "vaffanculo" e al "meno tasse per tutti" opponi argomenti tipo "giustizia sociale" e "pari diritti per tutti", hai già perso in partenza. Perché la maggioranza del popolo sarà sicuramente più attratta da chi si esprime più "terra terra". E poi, lo sappiamo: gli italiani sono un popolo particolare. Non amano assumersi le proprie responsabilità. E dunque, se arriva qualcuno a sollevarli dalle stesse addossandole al bersaglio di turno (dalla "Ka$ta" ai "giudici comunisti") ecco arrivare il plebiscito nelle urne.

E nessuno potrà mai convincermi che questo Paese sia stato ridotto così esclusivamente dalla sua classe politica: la classe dirigente di questo Paese è una diretta espressione del popolo, nel bene e nel male. Ma questa è un'altra storia.

Insomma, l'insulto è la negazione del ragionamento e del pensiero. Ed è un insulto vero ai Padri e alle Madri di questa Patria, che ha visto personaggi come Leonardo, Dante, Boccaccio, Leopardi, Manzoni e - per tornare a tempi più recenti - a Pasolini e Rita Levi Montalcini (per citarne alcuni) dare lustro a questo Paese nel mondo.

Vedete, sono convintissimo che le riforme economiche servano e siano assolutamente urgenti per mantenere quel minimo di dignità rimasta qui, nel presente. Ma per poter guardare con speranza, con fondata fiducia al futuro e per evitare di ritrovarci di nuovo in questa situazione con guitti capo-popolo a decidere le sorti del nostro Paese, servono investimenti pesanti in istruzione e cultura per ridurre sensibilmente la quota di quell'80% di italiani che ad un ragionamento anche semplice preferiscono un ancora più semplice, auto-assolutorio e liberatorio "vaffanculo".

Fabio Nacchio | @NorthernStar88


Poor country, strangled by poverty and analphabetism

Another tough week for this country. But I don't want to play the De Profundis right at the beginning of this post. I'd like to concentrate on the unappropriate use of a violent language, filled with vulgar names, in our recent public life.

I'm talking in particular about Grillo and Battiato. But while the first one doesn't surprise me anymore, the second has - I admit it - left me speechless, when he used a word as "whores" to refer to the members of Parliament in the previous legislation. Let's make things clear: in our last legislation we've seen buying and selling of parliamentaries that were truly low, deggrading and humiliating for the image of our country. Who can deny it? But from Battiato, a man of culture and with an extremely rich vocabulary, I would have never expected so vulgar tones. Because I think you can have a negative opinion on any topic, and not express it with an insult. Because a negative opinion can be just as effective and understandable by using an appropriate, non violent language.

But why is it that in this country so often people use bad language to express themselves? And here is the point: in this country only 20% of the population can read and write correctly. The other 80% have difficulties in expressing themselves both verbally and in written form. So in order to be comprehended in a clearer, more effective and direct form, the cursing words become a common use in public life as well. And here I will leave the story of Battiato which, although has shocked me quite a bit, I don't want to talk about any further.

And here we go on to Grillo and his huge success. Just how I could talk to you about the success of Berlusconi. What is it that these two people have in common? The simplicity of language, being incredibly direct with the gut, the most sensitive instincts of Italians. Because a people with a low degree of scholarization is easier to convince with hyper-simplified reasoning and a lot of cuss words.

So, it is quite simple to understand that challenging such people on the level of content is difficult. Because if you answer to "fuck yourself" and "less taxes for everybody" with argumetns such as "social justice" and "equal rights for everyone", you've already lost. Because the majority of the people will be definitely more attracted by those who express themselves in a simple manner. And because, we all know it: Italians are a particular people. They don't like to take responsibility. So, if someone arrives and takes those away from them, giving them to the enemy of the moment (from the caste to the "communist judges") there you have a plebiscite at the voting.

And nobody will ever be able to convince my that this country has been reduced like this exclusively by its political class: the political class of this country is a direct expression of its people, in good and in bad. But that's another story.

So to sum it up, the insult is the negation of reasoning and thought. And it is a true insult to the Fathers and Mothers of this country, which has seen people like Leonardo, Dante, Boccaccio, Leopardi, Manzoni and - to talk about more recent times - Pasolini and Rita Levi Montalcini (just to name a few) give shine and honor to this country in the world.

You see, I am totally convinced that economical reforms are necessary and are absolutely urgent in order to maintain that minimum of dignity we still have now, in the present. But in order to look with hope, and justified faith in the future and avoid finding ourselves again in this situation with leading clowns who decide the future of this country, we need strong investments in instruction and culture in order to largely reduce the quote of those 80% of Italians who, to an even very simple reasoning, prefer an even simpler, liberating "fuck you".

Fabio Nacchio | @NorthernStar88

giovedì 28 marzo 2013

Chi sono i padri dei Padri Puttanieri?



Gentile sig. Grillo,
la seguo con attenzione e sempre con lo stesso atteggiamento ho letto il suo ultimo post sul blog, quello dove parla dei padri puttanieri che verranno spazzati via dai figli di NN.
 


Comprendo la sua intenzione e le vorrei rispondere con l'esempio di mio padre, un uomo normale che lavora ancora nonostante abbia passato da un po' i 70 anni. Mi piacerebbe farlo, ma sarebbe del tutto fuori tema, anzi Off Topic, visto che oramai parliamo tutti il linguaggio della rete.C'è una cosa però che non mi quadra: il suo orizzonte temporale. Perché parlare solo degli ultimi vent'anni? Lei è davvero convinto che tutto questo venga dalla metà degli anni '90, con la famosa Tangentopoli?

Proviamo ad andare indietro. Perché io, che sono del '74 mi ricordo di lei. Me la ricordo negli show del sabato sera con Pippo Baudo, mi faceva ridere, me la ricordo anche a Sanremo, che lei arrivò a condurre addirittura per un anno, quando Tomba vinceva le Olimpiadi di Calgary. Se lo ricorda lei? Se la ricorda quelle strutture produttive, erano le stesse con cui fece anche Te la do io l'America e Te lo do io il Brasile. Lei era davvero bravo e un paese rideva con lei. Poi arrivò la serata sui socialisti. No, non è andata proprio così. Perché quella serata, passata alla storia con la frase "i socialisti rubano" è del 1986, mentre quel Sanremo è del 1988. Quindi è tornato, e anche allora parlava dei politici e dei giornalisti. Perché quegli anni lei li dimentica sempre? Sempre a parlare di Bersani, D'Alema, Berlusconi e Monti. E prima? Quando faceva la pubblicità della Yomo per intenderci cosa succedeva in questo paese?

Il mio non è un invito alla responsabilità, non l'ha votata prima e non ho cambiato idea, anche perché, mi chiedo,come mai non ci sia lei in Senato con una paletta col su scritto "Vale 54 voti", visto che il movimento, ora partito, è suo con tanto di copyright registrato. Faccia quello che vuole coi suoi parlamentari, solo che se streaming deve essere, allora lo sia per tutto. Solo che si ricordi anche di quei padri, di quelli della "locomotiva Italia", del benessere, del campionato più bello del mondo. Se li ricorda. Perché magari c'è anche lei fra quelli, visto che ha continuato a lavorarci con e in quel sistema. Anche quando lavorava con Tele+, prima del passaggio a Murdoch, era sempre loro che venivano dallo stesso ambiente. Poi sono arrivati i teatri, dopo essere tornato in Rai, anche solo per una serata da 15 milioni di telespettatori. Poi se ne è andato, ha girato l'Italia nei teatri e poi ha scoperto il web. Anzi ha incontrato Casaleggio e i suoi Associati.

Ma torniamo a questi "padri puttanieri", di chi sono figli? Da dove vengono? Da dove arriva questo nostro modo di vita o quello che abbiamo creduto tale? Siamo davvero sicuri che tutto si sia corroso in pochi anni o piuttosto non sia il frutto osceno di un modo di pensare che è esploso perché abbiamo dimenticato cos'era il lavoro e abbiamo solamente atteso? Sicuri che il pesce puzzi solo dalla testa o che piuttosto la corruzione non sia un malcostume diffuso anche nella società civile? Davvero abbiamo avuto uno stato sociale? O piuttosto un clientelismo fondato sul debito che riusciva a placare tutti distribuendo regalie e non diritti. Il nostro sistema industriale, se mai è davvero esistito in una forma stabile, era o di stato o aiutato dallo stato e la crisi nasce dal sistema stesso degli appalti truccati, metodologia che non nasce vent'anni or sono. Quindi da dove vengono questi padri puttanieri? Forse delle analisi più approfondite potrebbero essere utili, anche al suo movimento o ai suoi deputati, ma credo a tutti quanti. Per ora posso solo pensare a mio padre e a quanto mi ha insegnato sull'etica e sul lavoro.

Saluti, 

Simone Corami | @psymonic


Who are the fathers of the pimping fathers?

Dear Mr. Grillo,
I always follow you with great attention and so I have read your latest blogpost, the one where you talk about the pimping father who will be wiped away by the sons of NN.

I understand your intention and I would like to answer with the example of my father, a normal man who still works although he's well beyond 70 years of age. I'd like to do it, but it would completely be off topic. There's one thing that doesn't quite work for me, though: your temporal horizon. Why do you only talk about the last 20 years? Are you truly convinced that all of this comes from the mid 90s, with the famous Tangentopoli?

Let's try to go back. Because I, who was born in '74, remember you. I remember you in the Saturday night shows with Pippo Baudo, you made me laugh, I also remember you at Sanremo, which you actually presented for one year, when Tomba won the Calgary Olimpic Games. Do you remember? Do you remember those productive structures, they were the same with which you did "Te la do io l'America" and "Te lo do io il Brasile". You were really good and the country laughed with you. Then the night about socialists came. No, it didn't go that way. Because that night, which has been remember with the phrase "socialists steal" is from 1986, while the Sanremo you presented is from 1988. So you did come back, and still talked about politicians and journalists. Why do you always forget those years? Always talking about Bersani, D'Alema, Berlusconi and Monti. And before? When you did the Yomo commercials, to be clear, what was happening in this country?

Mine isn't an invitation to responsibility, I haven't voted for you and I haven't changed my mind, also because I wonder why you aren't sitting in the Senate with a sign saying "worth 54 votes", since the movement, now a party, is yours with a registered copyright. Do what you will with your members of Parliament, but if streaming it must be, then let it be streaming for everything. But remember those fathers as well, the ones of the "Italian engine", of the wellbeing, of the most beautiful championship in the world. You remember the. Because you are among them, since you've continued to work with and in that system. When you worked with Tele+, before the passage to Murdoch, it was still them who came from the same environment. Then the theatres came, after coming back to Rai, even only for a 15 milion viewers night. Then you left again, you wandered around Italy in theatres and then you discovered the web. Or actually you met Casaleggio and his associates.

But let's come back to these pimping fathers, whose sons are they? Where do they come from? Where does this lifestyle come from? Are we sure that everything went down the tubes in a few years, or is it rather the obscene fruit of a way of thinking which exploded because we forgot what work was, and we just waited? Are we sure the fish starts stinking from the head, or is corruption actually something that is quite diffused in the civic society as well? Have we really had a social state? Or rather a clientelism founded on debt that managed to make everyone happy by distributing gifts, not rights. Our industrial system, if it ever existed in a stable form, was either of the state or helped by the state and the crisis is born from the system of fake contracts, something that didn't just appear twenty years ago. So where do these pimping fathers come from? Maybe a few more in depth analyses might be useful,  for your movement and its members of Parliament, but also for everyone else, I believe. For now I can only think about my father and what he taught me about ethics and work.

Regards,

Simone Corami | @psymonic

giovedì 28 febbraio 2013

#Elezioni2013: il #M5S è virale?



Visto il risultato elettorale del Movimento5Stelle mi è venuto in mente una riflessione: perché solo in Italia è venuto fuori una proposta elettorale così forte dalla grande ondata di protesta degli Indignados in Europa e negli Usa? Perchè solo da noi tutta questa energia ha trovato sbocco in un'organizzazione che si è candidata alla guida del paese? Un tema complesso, ma cerchiamo almeno di intraprendere un percorso di riflessione. 

Il collettivo Wu Ming ha pubblicato proprio ieri sul sito di Internazionale un post molto interessante - Il Movimento 5 stelle ha difeso il sistema - in cui si sostiene che proprio M5S sia un elemento conservativo dell'attuale status quo. "L’M5s amministra la mancanza di movimenti radicali in Italia. C’è uno spazio vuoto che l’M5S occupa… per mantenerlo vuoto. (...) Non abbiamo avuto una piazza Tahrir, non abbiamo avuto una Puerta de Sol, non abbiamo avuto una piazza Syntagma. Non abbiamo combattuto come si è combattuto – e in certi casi tuttora si combatte – altrove. Perché? (...) Quando #Occupy ha proposto la separazione tra 1 e 99 per cento della società, si riferiva alla distribuzione della ricchezza, andando dritta al punto della disuguaglianza: l’1 per cento sono i multimilionari. Se lo avesse conosciuto, #Occupy ci avrebbe messo anche Grillo. In Italia, Grillo fa parte dell’1 per cento". Proprio oggi è scomparso Stephane Hessel, che col suo libro, Indignatevi, è stato sicuramente di forte ispirazione.

Da noi c'è stata Piazza San Giovanni per i 5stelle che non è simbolo di una lotta radicale ma la festa auto-celebrativa del passaggio di movimento politico a proposta elettorale / partito. Non si può considerare una vera battaglia rivendicativa, né un raduno puramente movimentista, come erano stati in precedenza i Vday, era campagna elettorale. Anche lo stesso Beppe Grillo a fine 2012 aveva rivendicato come: "Se non ci fossimo noi, ci sarebbe un'Alba Dorata anche in Italia". Si può negare? In Italia l'ascesa di movimenti estrema destra non ha avuto i numeri più rilevanti che ci sono stati in altri paesi, come il partito di Le Pen in Francia e proprio Alba Dorata in Grecia.

Bisogna chiedersi perché in Spagna dopo Puerta del Sol, la maggioranza ha votato ancora i partiti tradizionali con Rajoy in testa. Siamo di fronte ad un grande fraintendimento in Italia. Il Movimento5Stelle non rappresenta tutta la "popolazione degli indignados", ne esprime una parte importante e significativa, ma quella sicuramente più legata alla politica tradizionale e meno ai temi dell'autogestione sociale. Sarebbe interessante sapere quanti tra i suoi elettori siano a conoscenza dei temi di #occupy e di we are 99%. C'è anche chi la pensa diversamente, come Franco Bifo Berardi, filosofo e leader del '77 bolognese, che, in un intervista, vede l'entrata dei cinquestelle come la possibilità di realizzare delle politiche diverse e di frenare le politiche d'austerity dell'Unione Europea, punto di forza di tutti i movimenti indignados del continente. Ammettendo che questo fosse possibile resta una singolarità quella dei famosi grillini nel contesto internazionale.

Tornando a parlare del nostro paese non bisogna dimenticare quello che è successo a Genova nel 2001, che ha di fatto congelato tutto il movimento no-global italiani, relegandolo alla memoria reale di pochi e facendo passare la ricostruzione di un mosaico debole, mentre era l'opposto, e lasciandola solamente alle cronache giudiziarie e agli anniversari. Però il vero specifico italiano ha visto due uomini unirsi per cercare di orientare una parte di questa forza. Il primo, Beppe Grillo, è un volto della tv, prima come comico di grande successo e testimonial, poi come fustigatore dei costumi nei suoi spettacoli teatrali. L'insieme di queste cose gli ha garantito una forte notorietà intergenerazionale.

Nonostante l'ostracismo dalla tv che ha avuto Grillo, in tv alla fine c'è tornato e in maniera forte, e ha scoperto la rete. L'altro è il capo di un agenzia di comunicazione che ha lavorato molto bene con gli strumenti del marketing politico, costruendo un mix fra rete e presenza sul territorio, puntando sui famosi argomenti di pancia, chiamati anti-politica, che hanno garantito una grossa presa su molte persone, sicuramente frustrate dalla situazione economica e dal comportamento degli altri politici italiani. In altri paesi, dove i comportamenti politici sono diversi, i movimenti hanno chiuso totalmente questa possibilità e stanno continuando sulla loro strada. Ora però per l'M5S si apre un'opzione importante, che potrebbe spingere altri paesi ad emularli: il potere in Parlamento. Meglio il "poter fare".

E' uscito un post di Grillo sul suo blog in cui il portavoce dice che m5s non voterà la fiducia ad un governo della coalizione PD-Sel. A leggere i commenti si vede che qualcosa non sta andando come pensava:esplode il dissenso, finora un fantasma sempre rientrato nei ranghi. Pare, leggendo i commenti, che in realtà gli elettori si lamentino che, ora che i loro rappresentanti sono in Parlamento, possono fare quelle riforme per cui hanno lavorato e votato. Inoltre loro non sono stati consultati via web in questa decisione, cosa che sembrava essere prassi consolidata per il movimento. Forse a questo punto potrebbe accadere quello che i Wu Ming auspicavano nel loro post: il cortocircuito. Praticamente i deputati e senatori dell'M5S dovrebbero rispettare i loro elettori, che chiedono un accordo o aprire una consultazione via web, e non ascoltare il loro portavoce. In teoria e in prassi sarebbe la soluzione più congeniale e giusta, però non sappiamo quali siano i reali rapporti di forza all'interno di questo soggetto politico. Certo però se uno vale uno...stiamo a vedere.

Simone Corami | @psymonic


Is the 5 Star Movement viral?

Given the elections result of the 5 Star Movement I've been doing some thinking: why is it that only in Italy there has been an elections proposal so strong from the great wave of protests of Indignados in Europe and the USA? Why is it that only here this energy has found its exit in an organization that candidated to guide the country? A complex topic, but let's try at least to start a thinking path.

The Wu Ming collective has published the other day on the website of Internazionale a very interesting post - the 5 Star Movement has actually protected the system - in which they sustain that M5S itself is a conservative element of the current status quo. "The M5S administrates the lack of radical movements in Italy. There's an empty space which the M5S occupies... in order to maintain it empty. (...) We didn't have Tahrir Square, we didn't have a Puerta del Sol, we didn't have a Syntagma Square. We didn't fight the way others fought - and in some cases still do - elsewhere. Why? (...) When Occupy proposed the separation between 1 and 99% of the society, they referred to the distribution of wealth, going straight to the main point of the inequality: that 1% is made of multimillionaires. If they had known him, Occupy would have also put Grillo in the count. In Italy, Grillo is part of the 1%." Today Stephane Hessel died, a man who has been extremely inspirational thanks to his book "Time for outrage!".

We've had Piazza San Giovanni for the M5S, which isn't a symbol of radical fight but the autocelebrative party of the evolution of a political movement to elections proposal/political party. It can't be considered as a true revendication battle, nor a purely movement gathering, as the Vdays had been before, it was elections campaign. Even Beppe Grillo himself at the end of 2012 claimed that "If it weren't for us, we'd have a Golden Dawn in Italy as well". Can it be denied? In Italy the growth of extreme right movements didn't have the most relevant numbers of other countries, such as Le Pen's party in France and Golden Dawn in Greece.

lunedì 25 febbraio 2013

Di #elezioni2013, pizzerie ed emotività quotidiane



Son tornato ieri per votare e ho votato, poi come tanti oggi mi son messo a sentire gli instant poll e compagnia varia. Il risultato è quello che è: non si sa ancora chi ha vinto. Solo le 8 di sera del 25 febbraio, tenevo le mani sul computer per lavorare, poi il tablet per i dati dal Viminale, twitter. Ad un certo punto sento una leggera claustrofobia che mi assale. Mollo tutto ed esco. 

E' sera, umida, ha piovuto anche oggi, ho da fare qualche giro per prendere un po' di cose. Un periodo un po' complicato per me e per tanti altri milioni di persone in Italia. Poi ci sono le elezioni, la peggior campagna elettorale che mi ricordi e infatti alla fine credo ci sarà una colossale marmellata che non serve a niente, ma forse a qualcuno, pochi. Prende un paio di prolunghe USB con l'attacco piccolo, poi altre cosette, poi passo dal tabaccaio dove un anziano gioca al videopoker, respira, a fatica, ma continua a seguire le luci. Non vince. Il tabaccaio me l'ha spiegato che qui non vince nessuno, però giocano. Lotto, Gratta e Vinci, Superenalotto, la roba in circolazione in questo settore è tantissima. C'è una che vince. Non sa neanche lui come va, però alla fine della settimana lei è sopra coi soldi. Che sia lei il premier che cerchiamo?

Farmacia, per fortuna le medicine sono arrivate, ultimamente mi servono, problemucci da tenere sotto controllo. Intanto la fila si compone di signore che comprano cosmetici scontati, altrimenti non si vende, qualche anziano con la ricetta. I preservativi, gli aminoacidi per fare i muscoli, restano, all'ennesimo ribasso. Un bambino corre fra gli scaffali, cade qualcosa e una signora molto anziana strilla. Perchè? Non capirò mai perché ci siano persone che strillano e basta, non sanno neanche cosa è successo ma strillano. Forse è una pensionata, forse anche lei aspetta il rimborso dell'Imu, forse c'avrà creduto, oppure anche lei gioca una parte della sua pensione. Oppure è solamente stanca. Come tutti noi. Ognuno con i suoi motivi, che aumentano.

Ultima fermata pizzeria. Prendo una birra e mi metto a guardare la tv accesa mentre altri ordinano e consumano, io aspetto che si scaldi il mio pezzo fiori di zucca e alici. Intanto c'è un ex berlusconiano che brinda alla vittoria di Grillo, performance incredibile m5s, anche se non ho capito cosa vogliano fare. Però qui mi parte l'autocritica, da vecchia sinistra, questioni di appartenenza. Mi stanno antipatici, però alla fine realmente io ne realmente incontrati pochi nella vita reali. Li vedo in tv oppure su Twitter, discussioni sterili, poi non mi piace il loro dirigismo e leaderismo, però toccherà vedere come si muoveranno. Certo se tutti perdessimo un po' di spocchia ci si potrebbe incontrare.

Mi piacerebbe capire. Qualche amico attivo, magari gli chiedo qualcosa. Anche se le distanze sono enormi, per me se uno vale uno significa che tutti possiamo dire la nostra su un'argomento, purchè in italiano comprensibile, senza urlare. Un cagnetto mi si avvicina, scodinzola, gli allungo un pezzo di pizza. Mangiucchia e scodinzola. Mi chino e ci gioco un po'. Questa me la segno sul calendario, perchè io coi cani non ci sono mai andato tanto d'accordo, una storia vecchia, ma tutto cambia. Meno i risultati incomprensibili che vedo mentre finisco questo post. Comunque.

Simone Corami | @psymonic


Elections, pizza and daily emotivity

I came back yesterday to vote and I voted, then as many others today I listened to the instant polls and all. The result is what it is: we still don't know who won. It's 8 o'clock in the evening, on February the 25th, I had my hands on the computer to work, then the tablet for the data coming from the Viminale, Twitter. At one point I feel a slight claustrophoby. I leave everything and go out.

It's evening, damp, it rained today, I must go pick up a few things. Complicated times for me and milions of others in Italy. Then there are the elections, the worst elections campaign I remember and at the end I think there's going to be a colossal jam that isn't useful to anyone, or maybe just to a few. I pick up a USB cable, a few other things, then I go to the tobacco store where an old man is playing videopoker, breaths heavily, but continues to follow the lights. He doesn't win. The seller told me that no one wins here, but they play. Ltto, Superenalotto, there's a lot of stuff in this section. There's a woman who wins. He doesn't know how, but at the end of the week she's up with the money. Could she be the premier we're looking for?

Pharmacy, fortunately meds have arrived, I've been needing them lately, a few problems to keep under control. The line is made up of ladies who buy discounted cosmetic products, otherwise they don't sell, a few old people with a prescription. Preservatives, aminoacids for muscles, are still on the shelves, untouched. A child runs among the shelves, something falls and a very old woman shrieks. Why? I'll never understand why some people just shriek, they don't know what happened but they shriek. Maybe it's a retired woman, maybe she's waiting for the IMU payment, maybe she believed it, or maybe she is also playing one part of her retirement money. Or maybe she's just tired. Like all of us. Everyone with their own reasons, which become bigger and more numerous.

Last stop, pizzeria. I buy a beer and watch the TV while other order and eat, I wait for my piece of zucchini flowers and anchovies to heat up. There's an ex Berlusconi voter who toasts to Grillo's victory, an incredible performance, that of M5S, even if I don't understand what they want to do. But here the autocriticism starts, old left-wing style, a matter of belonging. I don't like them, but in the end I've only met a few in real life. I see them on TV or on Twitter, sterile discussions, and I don't like their leaderism, but we'll have to see how they'll move. Of course, if we all lost a bit of arrogance, maybe we could meet halfway.

I'd like to understand. Some friend who is active in the movement, maybe I'll ask something. Even if the distances are enormous, for me if one equals one, it means we can all say what we think about a given topic, if we don't shout, and in a comprehensible Italian. A dog comes near, waves his tail, I give him a piece of pizza. He eats and waves his tail. I bend over and play a little. I'll have to write this one on the calendar, because I've never agreed much with dogs, an old story, but everything changes. A part from the incomprehensible results I see as I finish this post. Anyway.

Simone Corami | @psymonic

giovedì 20 dicembre 2012

L'inerzia dell'informazione genera mostri



Il mese scorso mi sono occupata della questione (di vita e di morte, ammetteremo) del murale di Francesco Totti a rione Monti - quello che, per intenderci, è stato imbrattato da tifosi laziali dopo anni di onorata... facciata. 

Storia che ha scatenato le ire della tifoseria capitolina e creato un non trascurabile putiferio, mettendo insieme a sproposito temi come ‘arte’, ‘cultura’ e ‘sport’, in un miscuglio non troppo convincente. Ma tant’è.

In quei giorni il presidente del Primo Municipio (che ha la giurisdizione di Roma Centro, e, appunto, del Rione Monti) dichiarò ad una nota testata romana che si sarebbe occupato della riqualificazione del murale. Senza specificare con che modalità. E che ci vuole?, si potrà giustamente addurre: bastava chiedere; chiedere chi si sarebbe occupato del restauro, con quali fondi, con quali permessi e, soprattutto, con quali motivazioni.

Orbene, a distanza di due settimane dalla polemica, nessuno si era ancora degnato di porre alcuna delle precedenti domande, con il risultato che non era stata data nessuna delle rispettive risposte. In sostituzione, però, erano arrivate (e continuano ad arrivare) lettere ed email minatorie e deluse, di cui la più illustre rappresentante termina con un “Nel salutarla le URLO un FORZA LAZIO!” (cit.): vi risparmio il resto, cioè fiumi di parole di sintassi opinabile sputate contro una classe politica che spreca, sperpera e scialacqua i nostri soldi per sciocchezze.

Eppure, come anticipato, bastava chiedere. Nell’occasione mi è stato infatti spiegato e documentato che i fondi, la manodopera e persino l’idea stessa del restauro era puramente volontaria ed esterna al Municipio – e, dunque, ai nostri soldi. Ed effettivamente bastava un minimo di buonsenso a capire che dietro un’iniziativa del genere non potevano esserci quegli stessi finanziamenti che, com’è noto, non bastano nemmeno per comprare le penne negli uffici di Roma Capitale.

Non parliamo di massimi sistemi, ma tutto ciò porta, essenzialmente, a un ragionamento.

La frenesia anticasta degli ultimi tempi (che il M5S ha ricercato e procacciato), se da un lato ha risvegliato le menti, dall’altro ha abituato ad un concetto di informazione incosciente, che passa solo attraverso canali - o personaggi - prestabiliti, senza approfondimento esterno ad essi. Ma la colpa si può trovare anche altrove: l’importanza assunta dal social sharing per la diffusione virale dei contenuti ci ha dato l’illusione di avere tra le dita ciò che prima era retaggio dei soli giornalisti (quelli con il tesserino), con la conseguente convinzione di avere la realtà sotto controllo -  o meglio, di poterla controllare, potenzialmente, in qualunque momento. Il tempo di tirar fuori lo smartphone dalla tasca.

E come ogni cosa facile che si dà per scontata, l’informazione sta scivolando, lentamente, nell’inerzia di esistere: ecco che un pezzo di 1200 battute, magari letto sulla metropolitana mentre si va al lavoro, un titolo nella home, oppure un tweet di un’agenzia di stampa (o peggio, di qualcuno che seguiamo) diventano uniche fonti di verità incontestabili. Nessuno ne abbia a male. I ritmi necessari per portare a casa la pagnotta ci costringono a ridurre i tempi per qualsiasi cosa.Tutto sta, però, nell’averne coscienza: perchè ora che i meccanismi di vendita dei giornali sono noti Urbi et Orbi, non è più molto accettabile un dito puntato senza cognizione.

Siamo d’accordo, ed è più che scontato che non sia un caso. Eccezion fatta dei professionisti dell’informazione, avere la possibilità di andare oltre la notizia è, giocoforza, un lusso che davvero in pochi possono permettersi: mentre i canali si moltiplicano e l’ipertesto dispiega la realtà in infinite possibilità, ci rimane ancora difficile – paradosso tra i paradossi - verificare con puntualità ciò che leggiamo o vediamo. E quel che manca, nella maggioranza dei casi, più che la volontà, è il tempo: entità impalpabile, solo per ricchi.

Carol Verde | @car0lverde


The inertia of information generates monsters

Last month I dealt with the matter (quite trivial, it is true) of Francesco Totti's mural in the Monti district - the one that has been soiled by Lazio fans after years of honorable presence.

A story that has inflamed the anger of the Rome fans and created a scandal that cannot be ignored, putting together - wrongly - topics such as art, culture and sports, in a not very convincing mix. But that's the way it goes.

Those days the president of the First Municiple (which has jurisdiction on Roma Center and the Monti district) declared to a renown Rome newspaper that he would have dealt with the riqualification of the mural. Without specifying how. What's to it? one could say: it was enough to ask; ask who would do the repairing, with what funds, with what permissions and most of all with what motivations.

Well, now, after two weeks from the scandal, nobody has taken the time to ask any of the previous questions, with the result that none of the corresponding answers has yet been given. In exchange, though, the office had received and is still receiving letters and emails of threat and disappointment, one of which ends with a "In saluting you I shout a GO LAZIO!" (cit.): I'll spare you the rest, which is a flood of words with a bizarre syntax launched against a political class that wastes, spends and squanders our money for rubbish.

And yet, as we said earlier, it would have been enough to ask. With this occasion I've been told that the funds, the manpower and even the idea itself of the reparations was purely voluntary and external to the Municiple - and, hence, our money. And infact it would have been enough to have a bit of sense to understand that behind such an initiative there couldn't be the same financing that, as we all know - isn't enough to buy pens for the offices of Rome Capital.

We're not talking about complicated stuff, but all of this brings us essencially to one reasoning.

The recent anticaste frenzy  (that the M5S has researched and encouraged), if on the one side has awoken minds, on the other has gotten us used to irresponsible information, which passes only through predetermined channels or characters, without further inquiries around them. But we can also find elsewhere: the importance of social sharing per la diffusione virale dei contenuti ci ha dato l’illusione di avere tra le dita ciò che prima era retaggio dei soli giornalisti (quelli con il tesserino), con la conseguente convinzione di avere la realtà sotto controllo -  o meglio, di poterla controllare, potenzialmente, in qualunque momento. Il tempo di tirar fuori lo smartphone dalla tasca.

E come ogni cosa facile che si dà per scontata, l’informazione sta scivolando, lentamente, nell’inerzia di esistere: ecco che un pezzo di 1200 battute, magari letto sulla metropolitana mentre si va al lavoro, un titolo nella home, oppure un tweet di un’agenzia di stampa (o peggio, di qualcuno che seguiamo) diventano uniche fonti di verità incontestabili. Nessuno ne abbia a male. I ritmi necessari per portare a casa la pagnotta ci costringono a ridurre i tempi per qualsiasi cosa.Tutto sta, però, nell’averne coscienza: perchè ora che i meccanismi di vendita dei giornali sono noti Urbi et Orbi, non è più molto accettabile un dito puntato senza cognizione.

Siamo d’accordo, ed è più che scontato che non sia un caso. Eccezion fatta dei professionisti dell’informazione, avere la possibilità di andare oltre la notizia è, giocoforza, un lusso che davvero in pochi possono permettersi: mentre i canali si moltiplicano e l’ipertesto dispiega la realtà in infinite possibilità, ci rimane ancora difficile – paradosso tra i paradossi - verificare con puntualità ciò che leggiamo o vediamo. E quel che manca, nella maggioranza dei casi, più che la volontà, è il tempo: entità impalpabile, solo per ricchi.

Carol Verde | @car0lverde

giovedì 13 dicembre 2012

L'#Opinionedeifatti: Chiudete l'Internet



Riflessioni ad alto tasso di THC: democraticamente, dal basso, vorrei mandarvi tutti affanculo. Così, per sentirmi un po' grillino e vedere di nascosto l'effetto che fa.

Essere grillini è come praticare uno sport estremo: non sei di destra, non sei di sinistra, non sei un radicale, ma grazie ad un paradigma di politica ad cazzum hai la possibilità di accettare scelte organizzative imposte dall'alto, ma con una parvenza di collettivo e collaborativo. Sostanzialmente è come iscriversi al forum di Spinoza, con la differenza che il blog di riferimento non pubblica battute, ma sfuriate di Beppe Grillo.

Lo stesso Grillo che, dalla sua utenza admin, distribuisce direttive allo staff, che provvede a coinvolgere la community e a far sentire tutti parte di un bellissimo gioco dell'oca che ha come traguardo la democrazia, la rivoluzione e la libertà.
32.000 votanti alle "Parlamentarie". Jocelyn, su Rai2, faceva 4 milioni di telespettatori. Vuoi mettere? Con numeri del genere avrebbe potuto candidarsi GialloZafferano (ma poi chi l'avrebbe spiegato a Bersani?)

Il tutto perché la community web dei grillini è sostanzialmente un Frankenstein ideologico, un'ammucchiata di ambientalisti, vegani, alternativi, indignati, disobbedienti, 99%s, popoli viola, popoli arancioni, blogger, luttazziani delusi, casalinghe disperate e fan di Dexter. Gente che passa la giornata su facebook, twitter, youtube, che si fa ragione a colpi di link su wikipedia, che conosce a memoria gli editoriali di Travaglio e non si fa mancare una spolverata di Saviano. Gente a cui una volta stava simpatico Di Pietro (a qualcuno, per un certo periodo, stava simpatico pure Gianfranco Fini). Ma le community non sono fatte per salvare i Paesi o per fare le rivoluzioni. Pensate che in Egitto, Libia e Tunisia abbiano abbattuto i governi guardando Servizio Pubblico, in streaming, tutti i giovedì?

E come lo governi un Paese come l'Italia con una creatura del genere? Se il piano è vestire la bestia in frac e rimettersi a cantare Puttin' on the Ritz per i prossimi 20 anni, no, grazie, abbiamo già dato. Ma se riuscite ad immaginarvi uno scenario plausibile, perché non ce lo fate leggere nei commenti? È così che funziona tra grillini, oppure no?
Sì, ok, e poi chiudiamo l'Internet, come promesso.

Dopo, però. Adesso non posso.
Sono impegnato a trollare il Papa.

Gaspare Bitetto | @waxenit


Close the Internet

Democratically, from down below, I'd like to send you all to hell. Just to feel a bit like a Grillo fan and see what it's like.

Being a Grillo fan is like practicing extreme sports: you're not on the right, not on the left, you're not a radical, but thanks to a paradigm of fucked up politics you have the possibility of accepting organizing choices that are imposed from above, but with an impression of collective collaboration. Substantially it's like signing up to Spinoza, with the difference that the blog doesn't publish jokes, but Beppe Grillo's angry posts.

The same Grillo who, from his admin user, distributes directives to the staff, which engages the community and makes everyone feel part of a beautiful game with the goal of democracy, revolution and freedom. 32.000 voters at the Parlamentaries. Jocelyn, on Rai 2, had 4 milion viewers. Can you imagine? With these numbers, even GialloZafferano could have candidated (but then who would have explained to Bersani?).

Everything because the Grillo community is basically an ideological Frankenstein, a mix of environmentalists, vegans, alternatives, disobbedients, 99%s, violet people, orange people, bloggers, disappointed luttazzians, desperate housewives and Dexter fans. People who spend their day on Facebook, Twitter, YouTube, that claims to be right with links on Wikipedia, who know Travaglio's editorials by heart and even a bit of Saviano. People who once liked Di Pietro (someone, for some time, even liked Gianfranco Fini). But communities aren't made to save countries or do revolutions. Do you think that in Egypt, Libya and Tunisia they overthrown the regimes by watching Servizio Pubblico in streaming every Thursday night?

And how do you even rule a country like Italy with a creature like that? If the plan is to dress the beast in a suit and go back to singing Puttin' on the Ritz for the next 20 years, no thanks, we've already been there. But if you imagine a plausible scenario, why don't you let us read it in the comments?
That's how it works among Grillo fans, isn't that right?
Yeah, ok, and then we close the Internet, as promised.

Later, though. Not I can't.
I'm busy trolling the Pope.

Gaspare Bitetto | @waxenit

mercoledì 12 dicembre 2012

#Grillo va in guerra: dalle #parlamentarie ai dissidi interni



"Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico, che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle". Così il leader - portavoce - capo politico del M5S ha apostrofato chi ha ancora pone questione sulla democrazia interna, o chi ha qualche critica sull'esito delle parlamentarie.

Io non voglio arrecare danni ai genitali del sig. Grillo, quindi seguirò il suo consiglio quando dice: "Con questa storia della democrazia interna non dovete rompermi i coglioni". Però qualche domanda rimane in sospeso, come quelle che Intervistato.com ha posto a lui e ai candidati pentastelluti. In fondo 95.000 voti significa 32.000 votanti, che sono un po' pochi per chi è accreditato di un 17% circa nei sondaggi delle prossime elezioni politiche.

Capisco il filtro per i candidati, per non trovarsi candidati sconosciuti e poco puliti, però perché non rispondere a Federica Salsi, l'espulsa bolognese, in merito all'esclusione di Ivano Mazzacurati, Alessandro Cuppone e Lorenzo Andraghetti, che sembravano avere tutti i requisiti richiesti. Stamattina Grillo ha praticamente chiuso con i casi Salsi e Favia, dichiarando: "A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l'utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica conriferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri".

Tornando alle parlamentarie non si capisce neanche il motivo per cui chiudere la base votanti: solo gli iscritti fino al 30 settembre 2012. Scelta particolare viste anche le polemiche nelle primarie del centrosinistra prima del ballottaggio. Forse un periodo più lungo d'iscrizione, magari meta dicembre, avrebbe permesso una più ampia partecipazione. Magari poi bisogna chiedersi se questa partecipazione si volesse davvero. Infatti un'altro espulso, Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara, afferma che né dal capoluogo estense né da altre città era possibile partecipare al voto.

Si votava per scegliere i futuri candidati al parlamento, con la possibilità di visualizzare un auto-presentazione video su Youtube e un riassunto del programma di ciascuno. Era un po' voto sulla fiducia praticamente, poco approfondimento e anche poca informazione. Con i social media si potevano benissimo organizzare degli incontri, da skype sino agli hangout con G+ per approfondire i temi. Va bene anche così, non mi metto a sindacare la piattaforma, che non è Liquid Feedback, quella utilizzata da molti movimenti nel mondo. Immagino che sia stata studiata anche con l'aiuto di professionisti dell'informatica, come alcuni mesi fa si ipotizzava, magari del Partito Pirata.

Invece no, perché fra m5s e Partito Pirata Italiano non corre buon sangue, visto che sia la Salsi, che Favia, il "traditore", sembra stiano per fare il salto nel partito che prende a modello il Piraten Partai tedesco. Pare che anche Barbato dell'Idv si sia fortemente avvicinato al soggetto politico dei pirati, lo stesso Barbato che era una volta vicino ai cinquestelle. Su questo c'è una questione di merito. Tutti i movimenti europei legati al mondo dei pirati hanno uno statuto, in verità anche tutte le associazioni ce l'hanno, ma l'm5s pare non voglia avere un regolamento troppo regolamento, una statuto troppo statuto.

Sta di fatto che la coppia Casaleggio-Grillo ha acquistato recentemente il marchio Pirati a Cinque Stelle, anticipando un'idea di Giovanni Favia (non si sa mai). Magari però un aiuto sarebbe servito da un punto di vista tecnologico, dato che lo stesso Grillo parla di "guerra all'ultimo sangue contro gli hacker", che avrebbero più volto "bucato" i server a disposizione nei 4 giorni di elezioni pentastellute. Non ci sono state rivendicazioni di alcun Tango Down, né di Anonymus né di qualcun altro, l'unica rimane quella dell'8 giugno, sulla cui autenticità ci furono fortissimi dubbi.

C'è un clima di accerchiamento, di assedio nella comunicazione di Grillo, come se davvero sia arrivato il momento di mettersi l'elmetto e scendere in trincea. Una radicalizzazione del clima politico che si è accesa durante queste parlamentarie e con il ritorno di Berlusconi. Si parla dei partiti, gli altri, che stiano tentando di distruggere il movimento e di non farlo entrare in parlamento. Visto che si voterà con vecchio porcellum non credo che i cinquestelle resteranno fuori, anzi l'm5s potrebbe essere il secondo partito in Italia! Che sia l'Eterno Ritorno di Silvio, che magari va a sottrarre dei voti dal mare magnum degli scontenti, protestatari, qualunquisti e tutte le etichette possibili? Forse, ma sembra difficile, sarebbe come quelli di centrodestra che avrebbero votato Renzi candidato del PD qualunque fosse il suo programma politico.

Oppure "spaventano" le manovre degli "espulsi", una truppa che diventa sempre più numerosa? Possibile, ma francamente non vediamo come possano intaccare un bacino di voto che sembra essere consistente. Certo che se ci fosse la possibilità di un dialogo più aperto con il partito che fa della rete il suo mezzo di comunicazione potremmo capire meglio. Noi siamo qui, se volete.

Simone Corami | @psymonic


Grillo at war: from the parlamentaries to internal turmoil

"If there's someone who thinks that I'm not a democratic, that Casaleggio keeps the money, that I am dishonest, then they can get out." So the leader - spokesperson - political head of the M5S has scolded those who still question the internal democracy, or those who have criticism about the result of the parlamentaries.

I don't want to cause damage to Mr. Grillo's genitals, so I'll follow his advice when he says: "With this story of internal democracy don't break my balls". But a few questions are still out there, like those that Intervistato.com has posed to him and the candidates of the M5S. In the end 95.000 votes mean 32.000 voters, and they're a little bit too few for a party that has 17% in the polls of the next political elections.

I understand the filter for candidates, in order to not get unknown candidates, and not very clean, but why not answer Federica Salsi, the banned Bologna member, about the exclusion of Ivano Mazzacurati, Alessando Cuppone and Lorenzo Andraghetti, which seemed to have all the requested features. This morning Grillo basically closed the Salsi and Favia cases, declaring: "Federica Salsi and Giovanni Favia are banned from the use of the M5S logo. I ask them to abstain in the future from qualifying their political action with reference to the M5S or my figure. I wish them to continue their brilliant activitiy of counselors."

Back to the parlamentaries it's not even clear why the voter base has been closed: only those who registered before September the 30th 2012. A particular choice given the discussions of the center-left wing primaries before the ballott. Maube a longer period for signing up, perhaps 15th of December, would have allowed a wider participation. Maybe we should ask ourselves if this participation was really wanted. Another banned member, Valentino Tavolazzi, councilor in Ferrara, states that nor in his city nor in other cities was it possible to participate to the voting.

Simone Corami | @psymonic

venerdì 7 dicembre 2012

Le 60 domande dei lettori a @beppe_grillo, tra #parlamentarie ed #elezioni2013



Anche il Movimento 5 Stelle ha avuto le sue primarie, le parlamentarie, per selezionare quali saranno i candidati per le prossime elezioni politiche del 2013, sul giorno specifico siamo in pieno rebus.


1400 persone, attivisti, per 95.000 voti raccolti online, lontani dagli oltre 3 milioni del csx, ma comunque tutti degni d'attenzione e non solo per i sondaggi, ma perché l'm5s potrebbe essere portatore di temi "provenienti dal basso". Così, anche stavolta, sta diventando un nostro format, abbiamo raccolto le domande dalla rete da rivolgere a Beppe Grillo, portavoce del movimento, e agli attivisti che vorranno rispondere. Si chiede del grado di democrazia interna al movimento, tema più volte focalizzato anche dai media, ma anche sulle modalità su cui gli attivisti affronteranno i temi dell'agenda del paese: dal reddito garantito alla politica economica, dall'Ilva agli inceneritori.

Si chiede a Grillo e al movimento di entrare nel merito delle cose e di raccontare quali saranno i provvedimenti che intendono realizzare per rendere l'Italia un paese contemporaneo sotto ogni aspetto. C'è anche la rete e i temi della democrazia elettronica, tanti cari da sempre a Grillo, sin dai primi passi mossi nel campo della politica, sin dall'organizzazione dei meet-up. In pratica le domande servono per sapere quale sarà il design di uno stato 5 stelle.

Ci è sembrato giusto dare attenzione al m5s perché rappresenta una grande novità e un elemento di rottura con al passato dello scenario politico italiano, cresciuto nel tempo, non così breve in fondo visto che oramai sono circa 10 anni, e che ha degli elementi di analogia con la prima Lega Nord di bossiana memoria, naturalmente con tutti i distinguo del caso.

Vorremmo capire qual è la reale distanza fra movimento popolare e movimento populista, cosa succederà quando alcuni attivisti entreranno nella macchina parlamentare della politica, quella sorta di tritacarne che sembra annientare ogni aspirazione al cambiamento. Quindi basta battute e pregiudizi, anche se nessuno dei membri di Intervistato.com ne ha mai avuto, ma mai come ora siamo qui, in ascolto, come lo siamo stati per le risposte dei tre protagonisti delle primarie del centrosinistra Bersani, Vendola e le non risposte di Renzi.

Simone Corami | @psymonic


60 questions for Beppe Grillo

The M5S has had its primaries, the parliamentaries, to select those who will be the candidates for the next political elections in 2013, but the specific day is still a riddle.
1400 people, activists, for 95.000 votes collected online, far from the more than 3 milion of the CSX, but however worthy of attention and not only because of polls, but because M5S might be a carrier of topics from "below". So this time we've collected the questions for Beppe Grillo, spokesperson of the movement, and the activists who want to answer. The questions are about the internal democracy of the movement, which has been several times treated by mainstream media as well, but also the ways activists will face the topics related to the country agenda: from guaranteed income to economical politics, from ILVA to waste disposal.

Someone asks Grillo and the movement to be more specific and tell what the actions will be to make Italy a contemporary country under every aspect. There's also the web and the electronic democracy, which are dear to Grillo, from the first steps he moved in the field of politics, from the first meetups. So practically the questions are aimed to better understand how a 5 star country would be designed and function.

We thought it was right to give attention to the M5S because it represents a great deal of novelty and rupture with the past of the Italian political scenario, grown in time, but not so young since it's almost 10 years old, and that it does have some elements of similarity with the first Lega, with all the distinctions of the case, of course.

We'd like to understand what the distance is between a popular movement and a populist movement, what will happen when the activists will enter the parliamentary machine, that sort cold bureaucratic machine that seems to kill any willingness to change. So enough jokes and prejudices, we here at Intervistato.com we've never had any, but never as before we are here, waiting.

Simone Corami | @psymonic

▼ Leggi i migliori della settimana

2