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lunedì 13 maggio 2013

Intervistato.com | Giuseppe Civati @civati



Giuseppe Civati, politico e blogger italiano, ci ha illustrato le strategie e le idee per cominciare a sanare la situazione economica italiana, dal futuro lavorativo dei giovani alla crisi finanziaria.


Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Giuseppe Civati, politico e blogger italiano.

Innanzitutto Giuseppe ci ha raccontato quale è stato il percorso che lo ha portato ad occuparsi di politica: prima la scuola, poi i Giovani Progressisti, quindi i comitati per Prodi e la politica istituzionale, per diventare infine Consigliere Regionale della Regione Lombardia. [video]

Abbiamo chiesto come sarebbe stata la sua manovra finanziaria, se fosse stato al governo: Giuseppe sostiene che la scelta giusta sia di far pagare la crisi a chi se lo può permettere, non a chi è più in difficoltà.
Patrimoniale sì, dunque, soprattutto l'idea di passare da una tassazione pesante sul lavoro e sull'impresa a una tassazione più modesta, intervenendo invece su chi ha grandi disponibilità immobiliari che bloccano il paese, e che comunque sono la forma di investimento più remunerativa e meno tassata. [video]

Il berlusconismo, secondo Giuseppe, non inizia e non finisce con Berlusconi, anche se sta attraversando un periodo di grande crisi, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista morale.
La maggioranza parlamentare c'è, anche se il Parlamento è di fatto bloccato da meccanismi di ricatto molto volgari. [video]

Abbiamo chiesto a Giuseppe se a suo avviso il DDL Intercettazioni passerà: il progetto del Presidente del Consiglio, a quanto pare, è di chiudere tutti i boccaporti, evitare che ci sia un dibattito pubblico informato e limitare la possibilità di esprimere la critica sulla base di dati reali.
E' già stata messa una pesante ipoteca sul servizio pubblico televisivo, con l'esodo dei giornalisti scomodi dai canali di Rai e Mediaset. [video]

Per una politica che ormai ha perso di vista i suoi obiettivi, è necessario cercare dei nuovi interpreti, liberi e a "scadenza naturale", con un limite al numero di mandati per cui è possibile candidarsi.
Abbiamo parlato di un modello possibilmente migliore di legge elettorale, che Giuseppe ha individuato nel doppio turno "alla francese", come già avviene nell'elezione dei sindaci, un modello che potrebbe garantire una maggiore governabilità e una scelta informata e articolata.
Persino con la Legge Calderoli, il cosiddetto Porcellum, sarebbe possibile sanare la situazione: basterebbe semplicemente scegliere i parlamentari con le primarie, ma questa proposta non è mai stata attuata. [video]

Per concludere Giuseppe ha parlato dei punti della sua agenda digitale per l'Italia, della sua idea di Europa, delle pensioni e del precariato, esprimendo la sua opinione riguardo a quelli che potrebbero essere i provvedimenti adatti per risolvere i problemi relativi a questi aspetti.

Giuseppe ha naturalmente risposto alle vostre domande, quindi invito tutti a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di informazioni e dettagli rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu

Photo credit: Carlo Traina


Intervistato.com | Giuseppe Civati

A few days ago we had the pleasure of interviewing Giuseppe Civati, Italian politician and blogger.

First of all, Giuseppe told us about the path that brought him to deal with politics: school, then the Giovani Progressisti, then the committees for Prodi and the institutional politics, and finally the place as a regional counselor for Regione Lombardia. [video]

We asked what his financial manneuver would have been like, had he been in the government: Giuseppe says that the right thing to do would be make those who can afford it pay the crisis, not the ones that have the biggest financial difficulties.
Yes to the capital levy, especially to the idea of lowering the taxation of work and enterprises, and increasing the taxes for those who have great real estate properties that block the country, and that are the most profitable and less taxes form of investment. [video]

Berlusconism, in Giuseppe's opinion, doesn't start and doesn't finish with Berlusconi, even though it is now facing a period of great crisis, both from a political and a moral point of view.
The Parliament majority is there, even though the Parliament itself is blocked by very vulgar blackmail mechanisms. [video]

We asked Giuseppe if in his opinion the DDL Wiretappings will pass: the Prime Minister's project seems to be to close every hatchway, avoid an informed public debate and limit the possibility of expressing critics on the base of real data.
The public television service is already paying a great price, with the most troublesome journalists leaving Rai and Mediaset. [video]

For politics that has lost its goals, it is necessary to find new interpreters, free and with a functional deadline, for example a limit to the number of mandates they can candidate for.
We talked about a possibly better model of electoral law, that Giuseppe has identified in the "majority" system, as for mayor election, a model that might guarantee a better guvernability and a more informed and elaborated choice.
Even with the Calderoli Law, known as Porcellum, it would be possible to find a viable solution: it would only be necessary to choose members of Parliament with the primary elections, but this proposal has never been applied. [video]

In conclusion Giuseppe has talked about the points of his digital agenda for Italy, of his idea of Europe, of retirement pensions and temporary employment, expressing his opinion regarding the solutions that might solve the problems relative to these topics.

Giuseppe has obviously answered your questions, so I invite everyone to view the full interview, much richer in informations and details than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

giovedì 18 aprile 2013

La Badante del @PDnetwork: e se fosse #Rodotà?



Dopo la fumata nera su Marini presidente, ma già dopo la movimentata serata di ieri, che ha sancito la frantumazione non solo del Partito Democratico, ma delle sue correnti interne, è chiaro che l'attuale segretario Pierluigi Bersani deve dimettersi. 

Lo deve fare se davvero tiene al partito, ai suoi tesserati, elettori, simpatizzanti e affini. Nessuno ha ancora chiari i motivi di questo suicidio politico, perché tale è, ma è sicuro che ora per il PD si apre una fase confusa che culminerà col congresso in autunno. Sta di fatto che se addirittura Scilipoti è arrivato a dichiarare che voterà per Rodotà allora vuol dire che qualcosa è andato in corto circuito nella segreteria democratica.

Che cosa è successo?
Franco Marini è un candidato di fumo per nascondere quello vero della quarta votazione? Che strategia è? Far spaccare un partito per ottenere cosa? L'accordo con Berlusconi? La volontà espressa dagli elettori, soprattutto da ieri, è contro questo accordo, come contro Marini. Perchè non puntare su Rodotà, o almeno su Prodi. No. Come un lemure impazzito che viaggia verso uno strapiombo Bersani ha tirato dritto. Solo che Sel, Renzi, Civati, Serracchiani, Orfini e molti altri, hanno puntato i piedi e tutto si è fermato. Ora il PD è un empasse da superare. Come?

Il Presidente
Fare in fretta, al più presto e poi resettare tutti. Lasciamo perdere i tatticismi, le strategie, perché la direzione del PD sembra contare i peggiori giocatori di Risiko della storia. Quindi puntare su un nome accettabile, Rodotà sembrerebbe l'optimus, ma potrebbe essere anche Zagrebelsky o qualcuno di quel livello.

La Badante
L'uscita di scena di Bersani, che non è augurio, ma una condizione necessaria e NON sufficiente, per salvare un partito, che comunque è quello che ha preso (e anche disperso) più voti alle ultime elezioni. Quindi serve qualcuno che faccia da Ponte a questo ragazzino precocemente invecchiato. Non sono convinto che Renzi possa oggi prendere in carico il partito, si giocherà tutto al congresso, è così il tandem Civati-Serracchiani. Neanche a parlarne dei giovani turchi, Orfini e Fassina hanno definitivamente litigato, con quest'ultimo sepolto dopo la battuta della cognata che lavora alle poste e non conosce Rodotà. Fassina faccia un favore a se stesso e cerchi di non far ridere. Comunque io un'idea per la Badante c'è l'ho.

La Soluzione
Mettiamo che Prodi diventa Presidente, che succeda se fino al congresso il partito lo tiene Rodotà? Certo, ha 80 anni, ma deve dare una nuova serenità fino all'autunno, che vedrà in campo anche Barca e la corrente della sinistra del partito. Certo, non lo votano come presidente ti pare che lo prendono come segretario? Vero, ma sarebbe una segreteria di alto profilo, con l'appoggio anche di molti militanti che si stanno esprimendo nelle piazze e sui social network. Sarebbe anche possibile quel famoso dialogo coi cinquestelle? Perchè no, visto che il giurista calabrese è il loro candidato presidente. Io lancio questa idea, poi vediamo cosa succede. Sperando che qualcosa succeda.

Simone Corami | @psymonic 


The caretaker of the PD: what if it were Rodotà?

After the black smoke on Marini president, but already after yesterday night, which has not only decreed the breaking of the Democratic Party, but also of the currents within, it is clear that the current secretary Pierluigi Bersani must resign.

He must if he really cares about the party, its members, voters, sympathizers and such. No one still knows the motives behind this political suicide, because that's what's going on, but surely now for the PD there will be a confused phased that will peak with the autumn congress. If even Scilipoti declared he'll vote for Rodotà, then something went wrong in the democratic secretary.

What happened?

Franco Marini is a smoke candidate to hide the real one at the fourth vote? What kind of strategy is that? Dividing the party for what? An agreement with Berlusconi? The will the voters expressed, especially since yesterday, is against this agreement, as it is against Marini. Why not point on Rodotà, or even Prodi? No. Just like a crazy lemure racing towards a cliff, Bersani has gone straight agead. Only that Sel, Renzi, Civati, Serracchiani, Orfini and many others have hit the breaks and everything stopped. Now the PD is an empasse to be overcome. But how?

The President

Do it quick, as quick as possible and the reset. Forget tactics, strategies, because the PD direction seems to count the worst Risiko players in history. So point on an acceptable name, Rodotà would be great, but it could also be Zagrebelsky or someone at that level.

The caretaker

Bersani's exit, which isn't a good thing, but a necessary and not sufficient condition to save the party, which is however the one that got (and lost) the most votes during the last elections. So we need someone that can make a bridge to this early aged little boy. I'm not convinced that Renzi can take the party in his hands today, everything will be played out during the congress, and so will the Civati - Serracchiani duo. I won't even speak about the young Turks, Orfini and Fassina have definitely fought, with the latter submerged by his joke about his sister-in-law who works at the post and doesn't know who Rodotà is. Fassina should do himself a favor and try not to make us laugh. However I do have an idea for the caretaker.

The Solution

Let's say Prodi becomes President, what happens if until the congress Rodotà holds the party? Yes, he's 80, but he needs to give a new serenity until the autumn, which will see on the field Barca and the left wing of the party. Of course, they don't vote him as a president, do  you think they'll take him as a secretary? True, but it would be a high profile secretary, with the help of many sustainers who are expressing themselves in the streets and on social networks. Would that famous dialogue with the 5 star movement be possible as well? Why not, since the Calabrian jurist is their president candidate. I launch this idea, then we'll see what happens. Hoping that something will happen.

Simone Corami | @psymonic  

domenica 17 marzo 2013

#Comizidamore: Laura Boldrini e Piero Grasso, quanto è splendida questa Italia!



Io, confesso, vedevo nero. Già me l'immaginavo questa maledetta giornata di sabato: i soliti nomi vecchi e sempre onnipresenti; accordi sottobanco, polemiche, attacchi, divisioni...insomma, ero pronto all'ennesimo bagno di sangue.

Invece no. Invece è accaduto il miracolo: la buona politica ha preso il sopravvento in questo sciagurato Paese. Almeno una volta. Almeno oggi ! (ieri ndr). Già immaginavo le urla dei grillini che sbraitavano contro la "Kasta" indegna che si autoconserva; i berlusconiani esultanti per la fine vicina della appena natia legislatura; I quotidiani (ad eccezione di qualcuno) prospettare disastri immani e i mille errori/difetti del centrosinistra. Invece no: Laura Boldrini e Piero Grasso. La prima, Presidente della Camera; il secondo, Presidente del Senato. Ed ecco che tutto si capovolge con i berlusconiani isolati a schiumare rabbia con i leghisti e i grillini disorientati, divisi e - addirittura - lacrimanti nelle stanze del Senato in preda al panico delle responsabilità da assumersi sul voto a Schifani o Grasso.

Che sensazione bellissima guardare Laura commuovere la Camera e pensare a lei quando combatteva le bombe e la povertà in Kosovo, Angola, Afghanistan..e che sollievo vedere Piero Grasso spuntarla su Schifani, un berlusconiano con tutti gli annessi e i connessi riguardanti un concetto di (il)legalità distante anni luce anche da quello delle destre europee. E poi, diciamoci la verità, chi se lo aspettava?!? Io, no di certo.

Quello che emerge con forza da questo fine settimana politico è la chiara e netta vittoria del duo Bersani-Vendola che, con una mossa imprevedibile, hanno piazzato due ottime figure alla seconda e terza carica dello Stato, isolato Berlusconi e disorientato i grillini, dimostrando loro che i valori dell'onestà non sono una esclusiva del M5S.

Ma oltre ai meriti del centrosinistra, che ha avuto il coraggio di cambiare, c'è da sottolineare che - dopo tempo - questo Paese ritorna a respirare aria pulita quando parla di politica. Perché l'aver eletto due rappresentanti così forti e rispettabili è un vanto ed un merito per tutta la classe politica, aldilà degli schieramenti. Che finalmente dà una immagine di sé, all'esterno, migliore di come lo sia stata fino ad adesso. Non so voi, ma dopo tempo mi sono sentito profondamente orgoglioso di essere italiano.

Ora verranno giorni più difficili e duri. E non sappiamo se potremo godere di nuovo di questo clima politico così gradevole. Non ci resta che sperare e respirare a pieni polmoni questa anticipazione di primavera politica tanto agognata. Almeno finché dura.

Fabio Nacchio | @NorthernStar88


Laura Boldrini and Piero Grasso, how wonderful this country is!

I confess, I wasn't optimistical about this. I already imagined this terrible Saturday: the usual old names and always there. Underground agreements, controversies, attacks, divisions... so I was ready for a bloodbath.

But no. The miracle happened: the good politics has taken over in this wretched country. At least once. At least today! (well, yesterday). I already imagined the shouts of the Grillo fans who shouted against the unworthy "caste" that tries to keep itself; the exultant Berlusconians for the nearby end of the newborn legislature; the newspapers (except someone) prospecting huge disasters and the thousand errors/defects of the centerleft wing. And yet no: Laura Boldrini and Piero Grasso. The first, President of the Chamber; the second, President of the Senate. And there you see everything turning upside down with the isolated Berlusconian furious with the Lega Nord members and the disoriented M5S members, divided and in tears in the chambers of the Senate, panicked because of the responsibility to take on the vote between Schifani and Grasso.

What a great feeling to see Laura touch the Chamber and think about her when she fought bomb and poverty in Kosovo, Angola, Afghanistan... and what a relief to see Piero Grasso win on Schifano, a Berlusconian with all the implications regarding a concept of (il)legality light years away even from the European right wings. And let's be honest: who would have expected it? I surely didn't.

What really emerges strongly from this political weekend is a clear and net victory of the duo Bersani - Vendola, who - with an unpredictable move - have placed two great figures as the second and third charge of the State, have isolated Berlusconi and disoriented the M5S members, proving that the values of honesty aren't exclusive to the 5 Star Movement.

But beyond the merits of the centerleft wing, which has had the courage to change, we should also stress that - after a long time - this country is breathing clean air again when talking about politics. Because choosing two representatives that are so strong and respectable is a pride and a merit for the entire political class, and goes beyond parties. It finally shows an image of itself, to the outside, better than what it has been until now. I don't know about you, but after a long time, I felt truly and deeply proud of being an Italian.

Now the most difficult and hard days are coming. And we don't know whether we'll be able to enjoy this extremely pleasant political climate again. We can only hope and breath in this anticipation of political spring that we've been waiting for so long. At least until it lasts.

Fabio Nacchio | @NorthernStar88

lunedì 10 dicembre 2012

#Monti si dimette, #Berlusconi torna: l'Italia sull'orlo di una crisi (di nervi)



Monti rassegnerà le sue dimissioni all’indomani dell’approvazione della legge di stabilità e di bilancio. Ciò è quello che hanno appreso tutti coloro che son rimasti sabato sera a casa.

Tramite il pretesto di una dichiarazione del Ministro Passera ad Agorà (“Si torna indietro? Non è un bene per l’Italia. Dobbiamo dare la sensazione che il Paese va avanti”, nda), Berlusconi torna prepotentemente ad occupare la scena politica italiana.

Il passo indietro della stragrande maggioranza dei membri del PDL riguardo il tema primarie è alquanto disarmante. Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Alessandro Cattaneo sono gli unici ad essersi opposti. Tatticamente parlando, la mossa del Cavaliere è comprensibile alla luce dell’impegno del Consiglio dei Ministri per l’approvazione di un decreto riguardo l’incandidabilità dei condannati. Tale legge proibirebbe ai più di candidarsi, Silvio Berlusconi in primis.

Per questo motivo, il PDL ha tolto la fiducia al governo in una serie di provvedimenti.
Mario Monti ha però fermamente reagito alle mosse del PDL. A sorpresa, presentandosi al Quirinale, ha dichiarato di voler rassegnare le dimissioni successivamente all’approvazione della legge di stabilità. La nota del Quirinale riguardo l’incontro col Presidente Napolitano è molto chiara quanto fortemente critica. Il Presidente del Consiglio, non ritenendo una situazione del genere adatta per poter espletare il proprio mandato, ha espressamente dichiarato che “accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio - rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo - siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio.” Dichiarazioni forti, che restituiscono a Berlusconi la patata bollente della crisi.
Ma non è finita.

Berlusconi ha fatto bene i calcoli. Con l’attuale Porcellum, che assegna i seggi al Senato su base regionale, il PDL punta alla vittoria nelle grandi regioni come la Lombardia e il Veneto, presentando un’alleanza con la Lega di Roberto Maroni. Come illustra il Professore Roberto D’Alimonte ne Il Sole 24 Ore, il punteggio alla Camera risulterebbe scontato. Il premio su base regionale del Senato, invece, porrebbe Berlusconi nella condizione di togliere al PD+SEL la maggioranza di 158 senatori necessaria.

Ci si chiede la reazione delle opposizioni. Giuseppe Civati auspica nel suo blog che la propria coalizione si focalizzi sui programmi. Il consigliere regionale PD della Lombardia chiede al PD (e alla coalizione di centro-sinistra) di abbandonare la retorica anti-berlusconiana e di giocare la propria partita. “La tentazione è forte”, dice Civati, ma il centro-sinistra dovrebbe puntare a sfruttare il suo vantaggio e a giocare la propria partita.

Il segretario PD e ormai candidato della coalizione dei progressisti Pierluigi Bersani inizia perciò la sua campagna elettorale tramite la pubblicazione di una sua intervista al Wall Street Journal, in cui illustra le sue politiche per l’Italia, inserendola nel più quadro ampio europeo. Parole d’ordine: lavoro, lotta all’evasione fiscale, minor uso del contante, ruolo delle nuove generazioni.

Ci si chiede se Pierluigi Bersani riuscirà a vincere la propria battaglia anche in Lombardia e Veneto, che oramai divengono i nostri Ohio. Ma ancor di più, ci si chiede se la politica italiana nel suo complesso non offuscherà l’orizzonte di ripresa che tutti noi auspichiamo soltanto per meri interessi personali.

Veronica Orrù | @verocrok


Monti resigns, Berlusconi returns: Italy on the edge of a crisis

Monti will resign the day after the approvation of the stability and budget law. This is what everyone who remained at home on Saturday night learned from the news.

With the pretext of a declaration of minister Passera at Agorà ("Are we going back? It's not good for Itay. We must give the feeling that we're going forward"), Berlusconi returns to strongly occupy the Italian political scene.

The step backward of the majority of PDL members regarding the primaries is quite disarming. Guido Crosetto, Giorgia Meloni and Alessandro Cattaneo were the only ones to oppose. Tactically speaking, the Chevalier's move is understandable in the light of the work of the Minister Council for the approvation of a decree regarding the impossibility to candidate those who have been condemned for crimes. This law would forbid the majority to candidate, Silvio Berlusconi in particular.

For this reason, the PDL has denied the trust to the government in a series of decisions. Mario Monti has firmly reacted to PDL's moves. Surprising everyone, presenting himself at the Quirinale, he declared that he wants to resign the day after the approvation of the stability law. The note regarding the encounter with President Napolitano is very clear and very critical. The Premier, considering this situation not adequate for his mandate, has expressly declared that he will "clear as soon as possible whether the political forces that dunnot want to take responsibility for provoking a provvisory exercies - making the consequences of a government crisis even worse, also at an European level - are ready to help in the approval of the laws of stability and budget." Strong statements, which give back to Berlusconi the hot potato of the crisis.
But it's not all.

Berlusconi has calculated well. With the current Porcellum, which gives the seats in Senate on a regional basis, the PDL aims to the victory in the big regions such as Lombardy and Veneto, presenting an allegiance with Roberto Maroni's Lega. As Professor Roberto D'Alimonte illustrates in Il Sole 24 Ore, the points at the House would be obvious. The prize on a regional basis of the Senate, on the contrary, would put Berlusconi in the condition of taking away to PD and SEL the majority of 158 necessary senators.

Ci si chiede la reazione delle opposizioni. Giuseppe Civati auspica nel suo blog che la propria coalizione si focalizzi sui programmi. Il consigliere regionale PD della Lombardia chiede al PD (e alla coalizione di centro-sinistra) di abbandonare la retorica anti-berlusconiana e di giocare la propria partita. “La tentazione è forte”, dice Civati, ma il centro-sinistra dovrebbe puntare a sfruttare il suo vantaggio e a giocare la propria partita.

Il segretario PD e ormai candidato della coalizione dei progressisti Pierluigi Bersani inizia perciò la sua campagna elettorale tramite la pubblicazione di una sua intervista al Wall Street Journal, in cui illustra le sue politiche per l’Italia, inserendola nel più quadro ampio europeo. Parole d’ordine: lavoro, lotta all’evasione fiscale, minor uso del contante, ruolo delle nuove generazioni.

Ci si chiede se Pierluigi Bersani riuscirà a vincere la propria battaglia anche in Lombardia e Veneto, che oramai divengono i nostri Ohio. Ma ancor di più, ci si chiede se la politica italiana nel suo complesso non offuscherà l’orizzonte di ripresa che tutti noi auspichiamo soltanto per meri interessi personali.

Veronica Orrù | @verocrok

martedì 4 ottobre 2011

Prossimamente: Giuseppe Civati @civati



Domani avremo il piacere di intervistare Giuseppe Civati, politico e blogger italiano, consigliere regionale in Lombardia per il PD e rottamatore.

Laureato in filosofia nel 1998, nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca all'Università Statale di Milano, dove ha collaborato alla ricerca presso la cattedra di Storia della Filosofia.
Ha lavorato anche presso l'Istituto Studi del Rinascimento di Firenze e l'Universitat de Barcelona, in Spagna, occupandosi prevalentemente di filosofia del Rinascimento e di comprensione filosofica della globalizzazione e dell'identità dell'Occidente.

Eletto al Consiglio comunale di Monza nel 1997, l'anno successivo è diventato segretario cittadino dei Democratici di Sinistra. È stato membro anche della segreteria provinciale e regionale sino alla fondazione del Partito Democratico nel 2007, al quale è iscritto.

Dal 2005 è consigliere regionale in Lombardia, eletto nelle liste di Uniti nell'Ulivo, ed oggi fa parte del gruppo consiliare del PD.
Dal 2004 gestisce un seguito blog in cui affronta prevalentemente tematiche connesse con il dibattito politico.

Dopo le dimissioni di Walter Veltroni del 17 febbraio 2009 dalla presidenza del PD, è risultato il secondo più votato dai partecipanti al sondaggio online del settimanale L'Espresso per la scelta del nuovo leader del partito.
Viene considerato uno degli esponenti di punta tra i cosiddetti "trentenni" che potrebbero guidare il ricambio generazionale del Partito Democratico.

Nel luglio del 2009 è diventato il coordinatore nazionale della Campagna Elettorale di Ignazio Marino in vista del Primo Congresso e della Primarie del Partito Democratico.
Alle elezioni amministrative del 28-29 marzo è stato rieletto consigliere della regione Lombardia nella circoscrizione di Monza con 10.256 preferenze.

Nell'aprile del 2010, a causa del diffuso malcontento tra gli elettori democratici per l'esito delle elezioni regionali, Civati dà vita assieme a Carlo Monguzzi al movimento politico interno al Partito Democratico chiamato "Andiamo Oltre", che si definisce come "un contratto a progetto, della durata di tre mesi, che vede coinvolte tutte le persone che hanno a cuore il futuro del Paese e del PD".

L'impegno assunto da coloro che hanno simbolicamente sottoscritto il contratto è di "non prendere in considerazione le vicende interne del partito, ma a prendere in considerazione esclusivamente i progetti e le proposte da fare al Paese".

Ha organizzato insieme a Matteo Renzi (sindaco di Firenze), il congresso/raduno "Prossima fermata: Italia", nei giorni 5, 6 e 7 novembre 2010, presso la Stazione Leopolda di Firenze, conosciuto anche come il "raduno dei rottamatori".

Avremo modo di parlare dell'attuale situazione politica italiana, di intercettazioni, processi, conflitti d'interessi e della crisi economica, giusto per citare alcuni temi.

Naturalmente, se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu




Coming up soon: Giuseppe Civati

Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Giuseppe Civati, Italian politician and blogger.

He graduated Philosophy in 1998, and in 2004 he obtained the research doctorate at the Università Statale di Milano, where he collaborated in the research with the History of Philosophy chair.
He also worked at the Institute of Studies on Reinassance in Florence and the Universitat de Barcelona, in Spain, dealing mostly with Reinassance philosophy and the philosophical understanding of globalization and West identity.

Elected at the town council of Monza in 1997, the following year he became secretary of the Democratici di Sinistra. He has also been member of the provincial and regional secretary until the founding of the Partito Democratico, of which he is currently a member.

From 2005 he has been regional councillor in Lombardy, elected in the lists of Uniti nell'Ulivo, and today he is part of the council group of PD.
In 2004 he started a very popular blog in which he discusses mostly topics related to politics.

After Walter Veltroni's resignation the 17th of February 2009 from the presidency, he turned out to be the second most voted by participants to an online poll organized by L'Espresso as the choice for the new leader of the party.
He is considered one of the most important "thirty year olds" that might guide the generation change inside the Partito Democratico.

In July 2009 he became the national coordinator of Ignazio Marino's Electoral Campaign before the First Congress and primary elections of PD.
At the administrative elections of 28-29 March he was re-elected regional councillor in Lombardy with 10.256 votes.

In April 2010, due to the spreading discontent among democrats for the results of the regional elections, Civati started, together with Carlo Monguzzi, a political movement inside the PD, called "Andiamo Oltre", that which is defined as "a project contract, 3 months long, that involves everyone who cares about the future of the country and of the PD."
The committment of those who have simbolically signed the contract would be to "not consider the internal facts of the party, but only consider the projects and proposals for the country".

He has organized, together with Matteo Renzi, mayor of Florence, the congress "Prossima fermata: Italia", also known as the "gathering of scrappers".

We'll have the chance to talk about the current political situation in Italy, wiretappings, trials, conflicts of interest and the economical crisis, just to name a few topics.

Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

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