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lunedì 18 marzo 2013

#girlfriendinacoma: intervista con Annalisa Piras @annalisap e Bill Emmott @bill_emmott



La scorsa settimana abbiamo intervistato gli autori di "Girlfriend in a coma", la regista Annalisa Piras e il narratore Bill Emmott, ex direttore del The Economist.


In primo luogo abbiamo chiesto sia ad Annalisa che a Bill come è nata l'idea del film: la genesi sta in una conversazione iniziata quasi 11 anni fa con Bill Emmott, quando fece la famosa copertina "Why Berlusconi is unfit to lead Italy". All'epoca Annalisa intervistò l'allora direttore del The Economist, e da lì nacque una conversazione e un'amicizia sulle sorti dell'Italia, la cui situazione già all'epoca sembrava piuttosto seria. La preoccupazione e l'affetto di Bill per l'Italia sono aumentati di pari passo con il deteriorarsi delle condizioni del paese.

Abbiamo chiesto come mai il film sia stato trasmesso da una TV commerciale, ovvero La7, e non da un servizio pubblico come la RAI: purtroppo la RAI non si è mostrata interessata al film. Sono stati contattati diversi distributori, broadcaster, vari festival italiani di cinema, e la risposta è sempre stata la stessa, ovvero che il film non era interessante. Secondi gli autori, invece, un'analisi così approfondita, fatta all'estero, sembrava potesse essere un esercizio di riflessione utile, e tantissime persone stanno confermando che è così anche per loro.

Molti sono rimasti stupiti nel vedere che il film, in Italia, venga sempre definito come il film "di Bill Emmott", senza dare alcun credito alla regista Annalisa Piras. Questo ha sollevato moltissimi interrogativi, di varia natura. Per quale motivo la BBC e la CNN parlano del film di Piras ed Emmott, ed intervistano entrambi, mentre in Italia passa "il film di Bill Emmott"? Maschilismo? Provincialismo? Vengono messi in serio dubbio l'accuratezza in questo giornalismo, e le domande che vengono sollevate appartengono sicuramente alla riflessione sull'Italia di oggi e sul sistema di informazione.

Il giornalismo in Italia viene spesso accusato di essere poco credibile e poco watchdog, perché non fa domande "scomode". Secondo Annalisa questo fatto è responsabile di tanti problemi del paese al momento. Un sistema di informazione sano è una funzione fondamentale di qualsiasi democrazia, aiuta i cittadini a capire il momento storico, a dare conto dell'attività dei governanti, e aiuta l'accountability, per rendere le persone responsabili di fronte ai cittadini per il loro operato. Quando però il giornalismo è malato e non funziona, non funziona nemeno la democrazia.

Il provincialismo italiano ha radici profonde: innanitutto la scarsa sicurezza e fiducia nelle istituzioni e negli organi di stampa, che non godono di fiducia e credibilità perché non sono indipendenti e non pensano al bene comune. L'attenzione con cui si guarda ai media stranieri probabilmente è dovuta a un complesso di inferiorità, una sensazione che i giornalisti stranieri siano migliori di quelli italiani. Questo non è necessariamente vero, perché l'Italia ha giornalisti eccezionali che non hanno nulla da invidiare ai colleghi stranieri come capacità. Ma nel sistema in cui si trovano spesso sono intimiditi dal potere, non sono liberi e seguono agende che non sono quelle dell'informazione. Il giornalismo deve inseguire la verità sempre e comunque ad ogni costo, e purtroppo in Italia spesso non è così.

Abbiamo parlato anche del tema della complessità del funzionamento della macchina amministrativa in Italia: agli autori è stato spesso detto che erano naif, che avevano semplificato eccessivamente e che non capivano la complessità dell'Italia. Però basta guardare il risultato: questa complessità è stata fonte di inefficienze e di declino per il paese. La questione è molto semplice: o un governo funziona oppure no; o un sistema di stampa è libero e indipendente, o non lo è.

Un'altra domanda che abbiamo fatto a Bill riguarda la perplessità di alcuni nel vedere che come figure rappresentative della "buona Italia" erano stati scelti personaggi come Elsa Fornero e Sergio Marchionne. Secondo Bill è ingiusto attribuire a Elsa Fornero la responsabilità per i provvedimenti che sono stati presi dal governo Monti, che si è trovato ad affrontare una situazione di grave difficoltà, un debito importante, e una situazione disastrosa in cui non hanno avuto molta scelta.

Un altro dei "peccati" dell'Italia è di voler delegittimare certe figure e non lasciarle parlare a causa di pregiudizi legati ad azioni passate: è stato questo il caso, ad esempio, di Giuliano Amato, la cui presenza nel film ha sollevato critiche molto accese.

In chiusura abbiamo parlato di cosa porterà il futuro, e di come "Girlfriend in a coma" potrebbe diventare un punto di partenza importante per la ricostruzione e la ripresa del paese.

Naturalmente questa non è che una brevissima sintesi degli argomenti affrontati nell'intervista, che vi invito a visionare nella sua interezza.

Maria Petrescu | @sednonsatiata


Girlfriend in a coma: our interview with Annalisa Piras and Bill Emmott

Last week we interviewed the authors of the documentary film "Girlfriend in a coma", director Annalisa Piras and narrator Bill Emmott, former editor of The Economist.

First of all we asked both Annalisa and Bill how the idea of the movie was born: the origin lies in a conversation begun almost 11 years ago when Bill Emmott published the infamous cover of the Economist that declared Berlusconi unfit to lead Italy. At that time Annalisa interviewed him, and that was the beginning of a conversation and a friendship about the destiny of Italy, which was in a situation that was already serious at that time. Bill's preoccupation and affection for Italy grew along with the deteriorating situation of the conditions of our country.

We asked how come the movie was aired by a commercial TV, La7, and not a public service, such as RAI: unfortunately RAI wasn't intersted in the documentary. Several distributors, broadcasters, cinema festivals were contacted, and the answer was always the same, that the movie wasn't interesting. According to the authors, such an in depth analysis, done abroad, could be a useful thinking exercise, and many people are confirming that it is the same for them.

Many have remained amazed in seeing that the film in Italy is defined as "Bill Emmott's film", and giving no credit to the director Annalisa Piras. This has aroused a lot of questions: why do BBC and CNN talk about Piras and Emmott's movie and interview both, while in Italy they only talk about "Bill Emmott's film"? Maschilism? Provincialism? The accuracy of this journalism is put in doubt, and the questions surely belong to a reflexion on today's Italy and its information system.

Journalism in Italy is often accused of being not believable and not enough of a watchdog, because it doesn't ask questions. According to Annalisa this fact is to be held responsible for many problems of the country at the moment. A healthy information system is a fundamental function of any democracy, it helps citizens to understand the historical moment, reporting on the activity of those holding the power, and helps the accountability, in order to make people responsible in front of the citizens for their doings. When journalism is sick and doesn't work, democracy doesn't work either.

Finally we talked about what the future will bring, and how "Girlfriend in a coma" might become an important starting point to rebuild the country.

Of course, this is only a brief synthesis of the topics we talked about during the interview, so please watch it in its full version!

 Maria Petrescu | @sednonsatiata

mercoledì 27 febbraio 2013

Il pagellone delle #elezioni2013



Immaginiamo la competizione elettorale come fosse il campionato di calcio. Si dice che in Italia ci siano 55 milioni di CT: il tema della politica, leggendo ed ascoltando i commenti in giro per il web, fanno essere affine in quanto ad opinioni espresse alla nazionale. 

Una miriade di valutazioni, prima e dopo lo spoglio di lunedì pomeriggio, che hanno fatto emergere come il Paese sia stratificato in una serie complessa di idee, emozioni, desideri.

E allora, proviamo a ragionare come in un campionato di calcio e dare i voti agli schieramenti: una prestazione lunga 4 mesi, un match che ha visto sei squadre giocarsi le proprie carte più o meno bene, offrendo prestazioni al di sopra o al di sotto delle previsioni. E poi: uno scudetto assegnato all'ultima giornata, sul modello 5 maggio, qualificazioni Champions imprevedibili e retrocessioni che lasciano l'amaro in bocca, perché a fallire è un progetto tecnico intero.

Insomma, il campionato più importante d'Italia è stato un vero distillato d'emozioni: peccato che il risultato sia un pareggio che la Federazione non sa ancora come risolvere, se con uno spareggio (ritorno alle elezioni), oppure con un trofeo assegnato a tavolino (governissimo?).

PD e SEL
Voto 4,5: la squadra da battere, altre definizioni al pronti via non se ne sentivano per parlare della compagine di centrosinistra. Eppure, come le prime Inter di Moratti che cedevano Roberto Carlos per puntare tutto su Pistone (ci perdoni la citazione l'ex terzino sinistro nerazzurro), la corazzata capeggiata dalla coppia goal Bersani-Vendola ha ceduto il passo agli avversari crollando come i milanesi il 5 maggio a Roma contro la Lazio, offrendo una prestazione che, è proprio il caso di dirlo, ha avuto carattere di psicodramma. Il peccato originale? A mente fredda in molti hanno imputato lo sbaglio alle errate strategie di mercato democratiche: preferire l'esperto centrattacco piacentino Bersani, detto "Lo smacchiatore" per la sua capacità di cancellare ogni risultato negativo, al giovane talento fiorentino Renzi per molti è stato fatale. Sarà, è anche vero che in Italia il calcio champagne che avrebbe offerto una squadra di Rottamatori poteva inizialmente non attecchire nel cuore della dirigenza PD. Si poteva osare di più?

Certo è stato che il gruppo democratico ha, come tutte le squadre troppo convinte di vincere, giocato al piccolo trotto, lasciando il pallino del centrocampo agli avversari più affamati e fisicamente preparati. Il risultato è stato un vero e proprio ridimensionamento che i tifosi, pazienti per tanti anni con un gruppo troppo logorato nel fisico e nella mente, faticano ad accettare. Il progetto tecnico è in discussione, e come per Luis Enrique la curva chiede già l'esonero del tecnico. PSICODRAMMA

M5S
Voto 8,5: mezzo voto in meno per lo sbaglio del Presidente di non presentarsi alla conferenza stampa pre partita (l'intervista mancata a SKY) che ha segnalato una particolare paura di vincere. Ci sta: la compagine stellata era neopromossa e dopo un campionato sorprendente in cadetteria (le elezioni regionali e comunali) era attesa alla prova della massima serie. Con un gruppo senza talenti, se non consideriamo il vulcanico presidente Beppe Grillo e il DS Roberto Casaleggio, il M5S ha espresso il gioco corale più interessante, e anche più imprevedibile, tanto da attirare le attenzioni di moltissimi tifosi stufi del solito "catenaccio all'italiana". Una squadra senza risorse, che ha saputo però arrivare a un soffio dallo scudetto e che si candida a superare brillantemente il girone di Champions League che lo attende.
SORPRESA

PDL e Lega 
Voto 7: votazione influenzata da due fattori. Il primo, la media fra la valutazione del PDL - o meglio, del suo top player -, voto 10,  e quella della Lega Nord, voto 4. Il secondo, un gruppo senza collettivo che però conta su un funambolico leader, imprevedibile come Neymar e provocatore come Joey Barton. Ora, voi direte: Berlusconi-Gascoigne ha giocato al rilancio con promesse sconsiderate come l'abolizione dell'IMU, una copertura mediatica da esasperazione e un appeal da venditore porta a porta. Eppure, calcisticamente parlando, la prestazione degli azzurri è stata equivalente a quella del Liverpool nella finale di Champions League contro il Milan (la prima). Dati per spacciati durante la pausa fra primo e secondo tempo, recuperano 3 goal lasciando sul campo di battaglia solo lo stupore degli avversari. Un paragone che non piacerà al Presidente Berlusconi, chiaro: però è anche vero che veramente, ad un certo punto, sembrava che fosse impossibile anche solo segnare il goal della bandiera. La coalizione di centrodestra porta a casa un risultato che ha del miracoloso: peccato che fosse una delle squadre candidate a lottare per la salvezza. Merito certamente del bomber Berlusconi (se non ci fosse stato lui, probabilmente staremmo parlando di un'altra partita), ma anche e soprattutto per demerito degli avversari.
ONE MAN SHOW

Scelta civica con Monti - UDC - FLI 
Voto 5: doveva essere l'outsider del campionato, con il bomber Monti che sembrava avrebbe garantito almeno 15 marcature (in termini %). Invece, la solitudine in attacco dell'esperto Professore non ha concretizzato le aspettative dei suoi tifosi. Sul campo rimangono molti rimpianti e l'infortunio che obbliga Fini ad abbandonare il rettangolo verde prematuramente, uno dei punti fermi della squadra da cui forse ci sarebbe aspettato di più. Delusione Casini, che cala vistosamente dopo una stagione giocata in maniera intelligente. In generale Scelta Civica per Monti raggiunge una dignitosa salvezza, ma le aspettative per il gruppo erano decisamente più alte. Per la prossima stagione, a meno di un miracolo sul mercato e un livellamento verso il basso delle altre compagini, la retrocessione sembra scontata.
DESTINO SEGNATO

Rivoluzione Civile
Voto 3: inutile nascondersi, era la vittima predestinata del campionato. Un po' Como 2002 di Preziosi, un po' Ancona 2005 di Pieroni, la compagine di Ingroia ha puntato tutto sull'usato sicuro Di Pietro o dell'enfante prodige ed ex M5S (con tanto di svincolo coatto) Favia, con il chiaro obiettivo di arrivare a una salvezza tranquilla. La debacle è stata totale, ma forse il progetto tecnico ha mostrato limiti evidenti fin dalle fondamenta: di certo, molto ci sarà ancora da fare se nella prossima stagione si vuole puntare a una veloce risalita.
MACERIE

FARE per Fermare il Declino
Voto 2: vale il discorso fatto per il gruppo capitanato da Ingroia. L'obiettivo era una salvezza tranquilla e magari togliersi qualche soddisfazione contro le grandi. Peccato che la guida tecnica abbia completamente sbagliato approccio la gara, schierando uno squalificato (dalle proprie clamorose bugie) Giannino in una gara ufficiale. Una penalizzazione troppo grande, per una squadra che a parte il proprio metronomo di centrocampo era veramente troppo poco per il campionato. Una retrocessione che sa di addio alla massima serie.
SOGNO INFRANTO

Francesco Gavatorta | @fRa_gAv


The evaluation of the Italian elections

Let's imagine the elections competition as a soccer championship. It's said that in Italy we have 55 milion coaches: the topic of politics, reading and hearing the comments around the web, made me understand that the opinions are similar to those expressed about the national team. A lot of evaluations, before and after the results, which have pointed out how the country is stratified in a complex series of ideas, emotions, desires.

And now, let's try to think like in a soccer championship, and give marks to the different parties: a performance 4 months long, a match which has seen 6 teams play their cards more or less brilliantly, offering performances above or below the expectations. And then: a prize given the last day, on the 5th of May model, Champions qualifications which were quite unpredictable and retrocessions which leave some bitterness behind, because it is an entire technical project that fails.

So, the most important championship in Italy has been a true distilled essence of emotions: too bad the result was a gridlock that the Federation still doesn't know how to solve, whether with another match (return to elections), or giving the trophy by agreement (super government?).

PD and SEL - 4,5

The team to beat, we didn't hear other definitions at the start to talk about the center-left coalition. And yet, just as the first Inter of Moratti who gave up Roberto Carlos to bet everything on Pistone, the group headed by the goal couple Bersani - Vendola has given in to the enemies going down just as the Milan players on the 5th of May in Rome against Lazio, offering a performance that had all the characters of a psychodramma. The original sin? Many have given the guilt to the wrong strategies of democratic market: to prefer the expert Bersani, called "The Unstainer" for his capacity of erasing every negative result, to the young Florence talent Renzi, was in many's opinion fatal. It might be, it's also true that in Italy the champaigne soccer which would have offered a team of new entries that could initially not take place in the heart of the PD leadership. Could they dare more?

Of course it was the democratic group who, just like every team who is certain of winning, played badly, leaving the ball to the more physically prepared and hungry adversaries. The result was a proper resizing that the fans, patient for so many years with a group which was too tired physically and mentally, just cannot accept. The technical project is in discussion, and just like for Luis Enrique, the fans already ask for the elimination of the technician.
PSYCHODRAMMA

M5S - 8,5

Half a vote less for the error of the President of not presenting himself at the press conference before the match (the interview to SKY) which has signaled a particular fear of winning. It's understandable: the starry group was just promoted and after a suprising championship among the cadets (the regional elections) it was awaited at the big challenge. With a talentless group, if we don't consider the vulcanic Beppe Grillo and Robert Casaleggio, the M5S has expressed the most interesting coral game, and also the most unpredictable, so much that it got the attentions of many fans who were sick and tired of the old "Italian chain". A team without resources, which has managed nonetheless to arrive at a step from the first prize and which is candidated to brilliantly win the Champions League coming up.
SURPRISE

PDL and Northern League - 7

Votazione influenzata da due fattori. Il primo, la media fra la valutazione del PDL - o meglio, del suo top player -, voto 10,  e quella della Lega Nord, voto 4. Il secondo, un gruppo senza collettivo che però conta su un funambolico leader, imprevedibile come Neymar e provocatore come Joey Barton. Ora, voi direte: Berlusconi-Gascoigne ha giocato al rilancio con promesse sconsiderate come l'abolizione dell'IMU, una copertura mediatica da esasperazione e un appeal da venditore porta a porta. Eppure, calcisticamente parlando, la prestazione degli azzurri è stata equivalente a quella del Liverpool nella finale di Champions League contro il Milan (la prima). Dati per spacciati durante la pausa fra primo e secondo tempo, recuperano 3 goal lasciando sul campo di battaglia solo lo stupore degli avversari. Un paragone che non piacerà al Presidente Berlusconi, chiaro: però è anche vero che veramente, ad un certo punto, sembrava che fosse impossibile anche solo segnare il goal della bandiera. La coalizione di centrodestra porta a casa un risultato che ha del miracoloso: peccato che fosse una delle squadre candidate a lottare per la salvezza. Merito certamente del bomber Berlusconi (se non ci fosse stato lui, probabilmente staremmo parlando di un'altra partita), ma anche e soprattutto per demerito degli avversari.

ONE MAN SHOW

SCELTA CIVICA PER MONTI - UDC - FLI - 5

Doveva essere l'outsider del campionato, con il bomber Monti che sembrava avrebbe garantito almeno 15 marcature (in termini %). Invece, la solitudine in attacco dell'esperto Professore non ha concretizzato le aspettative dei suoi tifosi. Sul campo rimangono molti rimpianti e l'infortunio che obbliga Fini ad abbandonare il rettangolo verde prematuramente, uno dei punti fermi della squadra da cui forse ci sarebbe aspettato di più. Delusione Casini, che cala vistosamente dopo una stagione giocata in maniera intelligente. In generale Scelta Civica per Monti raggiunge una dignitosa salvezza, ma le aspettative per il gruppo erano decisamente più alte. Per la prossima stagione, a meno di un miracolo sul mercato e un livellamento verso il basso delle altre compagini, la retrocessione sembra scontata.

A DOOMED DESTINY

RIVOLUZIONE CIVILE - 3

Useless to hide, this was the predetermined victim of the championship. A bit like Como 2002 of Preziosi, a bit Ancona 2005 of Pieroni, Ingroia's group bet everything on the safe used Di Pietro or the enfant prodige and former M5S Favia, with the clear goal of getting a calm safety. The debacle has been complete, but maybe the technical project has shown evident limitations starting with the basics: of course, they have a lot to do if during the next season they want to get back on track quickly.
RUINS

FARE per Fermare il Declino - 2

Same things as for Ingroia's group. The goal was a calm safety and maybe get some satisfaction against the big ones. Too bad that the technical guidance has got the approach to the match completely wrong, putting on the field someone who was disqualified (by his own incredible lies), Giannino, in an official challenge. A penance that was way too big, for a team that beyond its own centerfield player, had nothing for the championship. A retrocession that tastes like an adieu.
BROKEN DREAMS

Francesco Gavatorta | @fRa_gAv

venerdì 1 febbraio 2013

10minuticon Gianluca Sgueo @gianlucasgueo



Gianluca Sgueo, coordinatore rapporti con il cittadino, sito web e flussi informativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci ha concesso una breve intervista qualche giorno fa.


In primo luogo abbiamo chiesto a Gianluca quali siano le novità più rilevanti in questa campagna di comunicazione per le elezioni 2013. Innanzitutto c'è un cambio radicale nella cifra del linguaggio: siamo stati abituati a vedere un rpesidente molto posato nel modo di esporre le idee, molto "tecnico". Ora invece, nel pieno della campagna elettorale, il linguaggio è quello della politica. Sebbene possa essere spiazzante per alcuni, in realtà è il linguaggio richiesto dalla campagna stessa: è necessario essere diretti e contestare nel merito le osservazioni degli avversari.

Un'altra grande novità è l'utilizzo dei social media, oramai divenuti di uso comune tra i politici. Abbiamo chiesto dunque quali siano gli obiettivi e quali gli interlocutori a cui si vogliono rivolgere: Gianluca sostiene che l'interlocutore è differente a seconda del social. Su Twitter il pubblico è tendezialmente giovane ma non giovanissimo, molto preparato e critico, e qui lo scopo è diffondere informazioni parallelamente a canali più tradizionali e costruire un dialogo più snello.

Su Facebook i protagonisti sono i più giovani, quindi l'obiettivo è quello di creare un dialogo più informale rispetto a quello che si realizza su Twitter. Infine su YouTube vengono caricati i video: l'audience è eterogenea, e lo strumento sfrutta una tipologia molto popolare di contenuto.

Per quanto concerne l'evento MontiLive, si è trattato di un'iniziativa molto seguita e anche molto criticata. L'opinione si è divisa tra favorevoli e critici, per una moltitudine di ragioni. Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che si tratta di una persona di oltre 70 anni, che non ha mai utilizzato quegli strumenti. Rispondeva personalmente, sebbene avesse assistenza, ma lo faceva in autonomia: per questo motivo anche quelle che sono parse delle ingenuità in realtà sarebbero addirittura comprensibili ed un'espressione di poca pratica nell'utilizzo dello strumento.

Si potrebbe senza dubbio migliorare, rendendolo un appuntamento non sporadico ma frequente, e sicuramente si possono dare delle risposte più puntuali. Una delle critiche è stata la scarsità di risposte rispetto al numero di domande arrivate: in questo senso, tuttavia, Gianluca afferma che i temi trattati sono stati praticamente tutti affrontati nelle risposte date, anche se non sono state date risposte puntuali ad ogni singola domanda.

Un'altra critica piuttosto importante riguarda il fatto che probabilmente Twitter non era lo strumento più adatto per dare le risposte, in quanto per argomentare in maniera sensata il proprio pensiero 140 caratteri sono decisamente insufficienti. Secondo Gianluca in effetti sarebbe preferibile argomentare, come già avviene su SceltaCivica, dove chiunque ha la possibilità di presentare delle proposte ed iniziare un dibattito vero e proprio. Tuttavia, non esclude che possa prevalere la spontaneità, nel caso questo esperimento venga ripetuto su Twitter.

Abbiamo chiesto a Gianluca se a suo avviso l'utilizzo virtuoso o meno dei social media possa effettivamente avere delle conseguenze alle urne: la risposta è stata "no": i social media non sono lo specchio della società italiana, e non crede che investire completamente sui social possa determinare l'esito delle elezioni, ma che si tratti solo di uno strumento di supporto.

Maria Petrescu | @sednonsatiata

lunedì 28 gennaio 2013

#IlConfrontoSkyTG24: le domande ai candidati alle #elezioni2013



L'8 febbraio avrà luogo l'attesissimo confronto televisivo tra i principali candidati alle elezioni politiche 2013, ospitato da SkyTG24.

Anche questa volta è stata lanciata una raccolta di domande sui social network, specialmente Twitter, grazie all'hashtag #ilconfrontoskytg24: moltissime le domande pervenute finora, di cui vogliamo segnalarvi quelle che abbiamo sottoposto noi di Intervistato.com.

Innanzitutto è stato affrontato l'aspetto economico, a partire dagli Eurounion bond, termine che indica l'ipotetica creazione di obbligazioni del debito pubblico dei Paesi facenti parte dell'eurozona, da emettersi a cura di un'apposita agenzia dell'Unione europea, la cui solvibilità sia garantita congiuntamente dagli stessi Paesi dell'eurozona. Una misura anti-crisi proposta già nel 2011 da Romano Prodi.

Non è stato trascurato l'aspetto relativo all'idea di un'Europa federale sul modello di Spinelli, come indicato nel Manifesto di Ventotene:

"La linea di divisione fra i partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente il gioco delle forze reazionarie, lasciando che la lava incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale."

Il mercato del lavoro è un altro problema importante che non è stato certo trascurato, con un focus particolare sulla flexicurity, definita come strategia politica che tenta, in modo consapevole e sincronico, di migliorare la flessibilità dei mercati del lavoro, delle organizzazioni lavorative e dei rapporti di lavoro da una parte, e di migliorare la sicurezza sociale e dell’occupazione, in particolare per i gruppi deboli dentro e fuori dal mercato del lavoro dall’altra parte.
Rimanendo all'interno del tema lavoro, non poteva mandare una domanda sulla disoccupazione giovanile e la possibilità di istituire un reddito di cittadinanza, ovvero un reddito di base universale pagato a tutti, senza alcun obbligo di attività, per una somma sufficiente a esistere e a partecipare alla vita della società.

Presente anche una domanda sugli esodati, termine con cui si definiscono coloro che sono stati incentivati a lasciare volontariamente il posto di lavoro, magari perché l'azienda era in crisi, con la prospettiva di una copertura economica: mobilità, assegno di disoccupazione, cassa integrazione, che li avrebbe accompagnati fino alla soglia della pensione.

Per quanto riguarda i diritti civili, abbiamo fatto una domanda a proposito di matrimonio gay, adozioni per le coppie omosessuali, e le unioni civili.

Nonostante la grave pressione fiscale a cui sono sottoposti i cittadini italiani, è probabile che ancora non se ne veda la fine. Non poteva dunque mancare una domanda sui provvedimenti relativi a tasse e imposte:

Per quanto riguarda l'immigrazione, è necessario definire con chiarezza l'intento oppure no di concedere il diritto di voto alle elezioni politiche agli stranieri residenti in Italia, ma soprattutto la garanzia di tempi certi per la concessione della cittadinanza.


Infine, data l'assenza di norme concrete riguardo alle mafie e la loro influenza in politica ed economia nei programmi dei candidati, abbiamo chiesto quali saranno i provvedimenti da attuare.
Non perdete la diretta del confronto l'8 febbraio!

Maria Petrescu | @sednonsatiata

domenica 6 gennaio 2013

#MontiLive Show: @SenatoreMonti niente faccine, please



Grandi giorni per il Tecnico Mario Monti, che ora è il Candidato Mario Monti, visto che è salito in politica, come lui stesso ha detto, ma è salito anche in rete e anche nella competizione elettorale. Da bravo candidato ha subito messo su un bell'account twitter, @senatoremonti, ha fatto un movimento, anzi una lista, unica al Senato, in condominio alla Camera con Casini e Fini.


Scelta Civica è il nome, presentato ieri, insieme al simbolo che ricorda un po' la vecchia IdV di Di Pietro e che è realizzata dall'Agenzia di comunicazione Proforma, la stessa di Nichi Vendola. Avete letto bene, lo stesso che Monti voleva in un certo qual modo silenziare. Strano ricorso, si vede che in fondo qualcosa del leader di SeL gli piace.

La novità è stata sicuramente l'account Twitter, che ha subito fatto un bel numero di followers. Monti ha anche fatto un'altra cosa, una cosa alla Obama che nessun politico europeo ha mai fatto: rispondere alle domande fatte via Twitter. Politica e social media, nuovo trend italiano. Nasce così il #MontiLive, hashtag per raccogliere le domande da fare all'ex (di fatto) premier.

Bello, davvero tutto bello, come il paese dei balocchi o le bancherelle di Piazza Navona a Roma prima dell Befana. Mancavano le renne, però il presepe c'era con i tanti genitori, con lo sguardo torvo, che attendevano il bambinello Scelta Civica, venuto tra di noi per salvare il paese, tanto più che c'è anche il placet-endorsement-benedizione del Vaticano, almeno ufficialmente, visto che oramai Oltre-Tevere sono capace di improvvisi giri di valzer.

La rivoluzione non c'è stata, c'è stata la recita, la messa in scena, soprattutto quando abbiamo visto un freddo tecnico ultra-settantenne usare gli emoticon, le faccine invadenti che apparivano nei tweet delle risposte del senatore. Stiamo scherzando?

Non credo che Monti, come nonno, non giochi coi suoi nipoti, gli farà pure i versi strani col l'orso gilberto e la capretta buffa, ma qui è diverso, qui senatore, lei stava rispondendo alla rete, a delle domande precise, dall'economia al nuovo stato di famiglia. E' evidente che c'era un'altra mano, magari due, quelle che erano sulla tastiera, insieme a qualche spin doctor e social media manager collegato con 9gag, 4chan, Reddit e chissà quale altra community.

Monti schiavo delle banche o dei social media manager? Chi lo sa, spero non dei social media manager delle banche, perché non sono proprio il massimo della bravura.

Si dice che abbia risposto solamente a influencer e media. Non è proprio così, anche se 3 delle 16 risposte, solo 16, tre erano del tg1online, vabbè ma era normale, anche perché l'operazione era quella, avere la copertura più ampia sui media, da quelli nazionale ai siti localissimi, tipo la Boutique della Provola e lo Studio Visage delle motocarrozzette.

Scopo raggiunto, soprattutto per ribattere all'occupazione del Berluskaiser, che non conosce riposo, neanche senno, visto che si fa riprendere con l'amazzone Biancofiore e con un carlino fra le mani, (cose che fanno rimpiangere Capezzone!)ma la tastiera per Silvio è ancora un tabù. Una rincorsa forzata che non è nello stile del senatore, nè del tecnico, nè di chiunque altro sappia discernere fra la Bibbia e l'Almacco di Paperinik.

Chi perde naturalmente è la rete, pare che in tempo di saldi anche gli utenti dei social vengono venduti a buon mercato, come fossero rimanenza, per poi ricordarsi che a fine febbraio saranno elettori, miracoli della cittadinanza!

Comunque un risultato è stato raggiunto: far arrabbiare Beppe Grillo, cosa non difficile, visto che il comico maximo s'incazza a morte pure se c'è una zanzara nel raggio d'un chilometro e subito pensa al complotto.

"@beppe_grillo I partiti hanno imposto in passato i loro compari, servi, mignotte e lo faranno ancora a febbraio. Al cittadino sarà impedito di scegliere"
Una dichiarazione importante e pregnante, come quella di un avventore al bar mentre sfoglia la Gazzetta, per il capo politico del m5s, un movimento che sembra scrivere i propri programmi sotto dittatura, pardon dettatura. Tanto basta una sequela di parolacce per ribattere a qualsiasi cosa, ma si sa questa è l'Italia, di certo non la rete.

Simone Corami | @psymonic


MontiLive Show: senator Monti, please no emoticons

Great days for the technician Mario Monti, who now is the Candidate Mario Monti, since he has entered politics, as he said, but he has also entered the web and the elections competition. As a good candidate he immediately opened a Twitter account, @senatoremonti, has made a movement, a list, alone at the Senate, together with Casini and Fini at the House.

Civic Choice is the name, presented the other day, together with the symbol that remembers vaguely the old IdV of Di Pietro, realized by the communication agency Proforma, the same one of Nichi Vendola. You've read well, the same one that Monti wanted to silence in a certain way. A strange recourse, it's obvious that he likes something of the SeL leader.

The news has certainly been the Twitter account, which has immediately made a great number of followers. Monti has also done another thing, an Obama thing that no other European politician has ever done. Answering questions on Twitter. Politics and social media, new Italian trend. So the #MontiLive was born, a hashtag to collect questions for the ex premier.

Nice, very nice, like the fairyland or the market in Piazza Navona in Rome right before the 6th of January. The only thing missing were the raindeers, but many parents were waiting for the Civi Choice baby, come to us to save the country, since there's also the placet-endorsement-blessing of the Vatican, at least officially, since now they are capable of sudden walzer dances.

The revolution didn't happen, but there was a play, a show, especially when we've seen the cold over 60 year old technician using emoticons, the invasive faces that appeared in the answer tweets of the senator. Are we kidding? I don't believe that Monti, as a grandfather, doesn't play with his grandkids, he probably even makes strange noises like Gilberto the bear or the queer goat, but here it's different, here, Senator, you were answering to the Web, to precise questions, from the economy to the new situation of the family.

It's obvious that there was another hand, probably two, the ones on the keyboard, together with the ones of some spin doctor and social media manager connected with 9gag, 4chan, Reddit and who knows what other community. Monti slave of the banks or of social media managers? Who knows, I hope not of the social media managers of banks, because they're not really the best.

Simone Corami | @psymonic

sabato 5 gennaio 2013

Lo @Storify di #MontiLive: come la politica può strumentalizzare i social media



Prima lo sbarco su twitter, poi il sito Agenda-Monti e il portale per la raccolta firme. Ora le risposte alle domande poste dagli utenti su Twitter. Monti ci prova, ad allargare il consenso anche con la rete. Riuscirci è tutt'altra cosa.


Venerdì Mario Monti ha presentato il simbolo della sua lista, in una conferenza stampa che è stata più una vetrina, dal momento che il senatore e ormai ex premier (ora nuovamente in corsa per le politiche 2013) non ha dato spazio ad alcuna domanda della stampa. Ha deciso invece di usare twitter, su cui è approdato da poco. Sempre venerdì ha infatti invitato gli utenti del social network ad inviargli delle domande a cui avrebbe risposto. 

Così oggi, sotto il gonfalone dell'hashtag #montilive, la rete si è concentrata, tra serio e faceto, sull'avvenimento. Dall'account ufficiale intanto, Monti (o chi per lui) ha risposto ad alcune domande, non troppe a dire il vero, degli utenti del socialino. Molte per onor di cronaca sono rimaste senza risposta, altre (soprattutto quelle di utenti non certo sconosciuti, tra cui tg1) hanno ricevuto responso dall'account di @SenatoreMonti. Abbiamo provato, sintetizzando e focalizzandoci soprattutto sull'interazione tra account ufficiale e utenti che hanno ricevuto risposta, a ricostruire con Storify la conversazione tra l'ex primo ministro tecnico e la rete.


Già, Monti e la rete. Quello che pare un nuovo amore, se è vero che da un paio di settimane le iniziative pro campagna elettorale di Mario paiono puntare molto su questo mezzo. Per ora scatenando più la satira della rete che altro. Ma c'è ancora tempo.


Di una cosa però siamo certi, Monti una cosa la sta rinnovando: se stesso. E per farlo ha indossato armatura e mazza chiodata con cui da qualche giorno lancia bordate a chiunque possa minimamente minare la sua corsa elettorale. Non si è salvato nessuno. Da Berlusconi a Bersani, perfino il povero Brunetta (povero perché come dice lui, non riesce a pagare l'Imu). Insomma, ha finalmente gettato il mantello da tecnico per indossare quello da politico. Tv, radio e come scritto sopra anche la rete. Con la sua piccola armata affiancata da alleati un tempo schierati oltre il fiume Monti pare aver deciso di fare le cose sul serio. Almeno a parole.

Matteo Castellani Tarabini | @contepaz83


The #montilive storify: how politics can instrumentalize social media 

First the arrival on Twitter, then the Monti agenda website and the portal to collect signatures. Now the answers to questions asked by users on Twitter. Monti is trying to widen consensus thanks to the web. Actually succeeding is a completely different matter.

On Friday Mario Monti has presented the symbol of his list, during a press conference that was more of a presentation, since the senator and ex-premier (now running for the elections of 2013), hasn't given space to questions from the press. He decided to use Twitter, on which he just recently arrived. On friday he invited the users of the social network to send him questions he would then answer.

So today, under the banner of the hashtag #montilive, the web has concentrated, between serious and not, on the event. From the official account, Monti (or his staff) has answered some questions, not many to be honest, from the users of the social network. Many have remained answerless, others (especially those of users who certainly aren't anonymous, such as TG1), have received an answer from the account @SenatoreMonti. We tried, synthetizing and focalizing especially on the interaction between the official account and the users who received an answer, to reconstruct a Storify of the conversation between the ex technical prime minister and the web.

Right, Monti and the web. What seems like a new love, if it is true that for the last two weeks the elections campaign initiatives seem to go in this direction. For now managing to awake the web's satire, nothing else. But there's still time.

Of one thing we are certain, Monti is renewing one thing: himself. And in order to do it he wore an armor and spiked mace with which to hit anyone who could even remotely mine his campaign. Nobody managed to save himself. From Berlusconi to Bersani, even the poor Brunetta (poor because, as he says, he can't pay the IMU). He finally threw away the technician mantle in order to wear the politician one. TV, radio and the web. With his small army along with allies that were once beyond the river, Monti seems to have decided to do things seriously. At least in words.

Matteo Castellani Tarabini | @contepaz83

mercoledì 28 novembre 2012

40 domande a @pbersani, tra #primarie ed #elezioni2013: risponderà? #pb2013



Siamo arrivati a Bersani, dopo Renzi e Vendola, tocca al segretario rispondere alle domande che Intervistato ha raccolto dalla rete. Segretario dal 2009, con un partito uscito malconcio dalla sconfitta elettorale, le do atto di averci messo la faccia in un periodo che definire difficile è dire poco. In tre anni è successo di tutto e secondo molti "prestigiosi commentatori" siamo ancora in una fase di "transizione".


Prima o poi però da qui, da questo pantano bisognerà uscirne, bisognerà lanciare un progetto per questa Italia adesso in mano ai tecnici, bisognerà trovare una sintesi fra le parti in causa. Non parlo del PD, agitato fra renziani e giovani turchi, o della coalizione che verrà, ma del paese. Ci vuole coraggio e lei ne ha fatto il suo claim elettorale. Niente da dire, ma poi ci sono le elezioni da vincere e ci sono tante cose da fare.


E bisogna farle e farle almeno nel migliore dei modi possibili, magari se si ascoltasse di più la rete, e in maniera diversa, qualche proposta seria si trova, anche perché qui ci sono cittadini, gente che lavora e gente che vorrebbe lavorare.

Però è difficile mettere insieme posti letto in ospedale e F35, infrastrutture e recupero del territorio, che sembra venire giù ad ogni temporale, spending review e servizi sociali. Qui c'è bisogno di cambiare, ma non per vezzo o perché ce lo chiede l'Europa, ma per due motivi: le regole e le soluzioni usate non funzionano più e perché lo chiede il paese.

E' una parola importante questa - Paese - qualcosa che sa di lontano e sembra essere svanita, forse è stata l'illusione di una nazione, visto che l'Italia sembra una galassia che si raduna intorno ai proprio campanili, reali o costruiti abilmente da vari imbonitori che si sono succeduti negli ultimi anni, troppo anni.

Non c'è solo il lavoro, ci sono anche i diritti. Stamattina leggo che ha avuto il primo si alla Camera la proposta di legge che equipara i figli naturali a quelli nati all'interno del matrimonio. Era ora, visto che la famiglia, di cui tutti si sono riempiti la bocca, sembra ancora essere il cardine del paese. Ma quale famiglia?


Qui bisogna aprire gli occhi, le cose sono cambiate. Tutto è cambiato. Qui bisogna che manca una parola a tutti i dibattiti che stanno sorgendo, cioè responsabilità. Quelle della politica e quelle dei cittadini, bisogna ridisegnare un patto in tutta la società.


Lei come lo vuole questo patto? Quali sono le responsabilità che intende prendersi? Per ora vorremmo che prendesse quella di rispondere a queste domande.

Simone Corami | @psymonic


40 questions for Pierluigi Bersani

We've arrived at Bersani, after Renzi and Vendola, so it's the secretary's turn to answer the questions that Intervistato.com collected online. Secretary since 2009, with a party that wasn't very well put after the elections defeat, he did put his name on the line in a time that defining difficult is too little. In three years everything happened, and according to some prestigious commentators, we're still in a phase of transition.

Sooner or later we'll have to get out of this mess, though, we'll have to launch a project for this Italy now in the hands of technicians, we'll have to find a synthesis between the parts. I'm not talking about the PD, agitated between Renzi supporters and young turks, or the coalition, but about the country. We need courage and Bersani made it his elections claim. Nothing to say, but there are elections to win and many things to do.

And they must be done in the best possible way, maybe listening to the Web more, and in a different way, some serious proposal can come out, because here there are citizens, people who work and people who wants to work. But it's difficult to put together beds in hospitals and F35s, infrastructures and territory, that seem to collapse every time it rains, spending review and social services. There's a need for change, but not because Europe is asking for it, but for two reasons: rules and solutions used until now don't work anymore, and because the country is asking for it. It's an important word - Country - something that seems faraway and almost vanished, maybe the illusion of a nation, since Italy looks like a galaxy that reunites around its bell towers, real or built by those who wanted to control the people for so many years.

And not only work, rights as well. This morning I read about the first yes at the House for the law that makes rights equal for legitimate and natural sons. It was about time, since the family everyone's talking about seems to still be an important pillar of the country. But which family? We have to keep our eyes open, things have changed. Everything has changed. Here one word is lacking from all the debates, which is responsibility. That of politics and of citizens, we must redesign a pact for society. How do you see this pact? What are the responsibilities you intend to take? For now we would like you to take the responsibility of answering these questions.

Simone Corami | @psymonic

giovedì 15 novembre 2012

Il @TheEconomist, @r_formigoni e la piaga lombarda



Una testata autorevole come l’Economist ha pubblicato una personale interpretazione (se vogliamo, anche superficiale) del degrado politico, economico e culturale di certi ambienti negli ultimi decenni in Italia, attribuendone pesanti responsabilità a Milano in quanto capitale finanziaria ed ormai ex capitale morale d’Italia.

Per spiegare come si sia potuti arrivare alla situazione attuale, l’Economist ricostruisce la sequenza di premier che Milano e la Lombardia hanno fornito al Paese, da Craxi a Monti, passando per Berlusconi.

A parte l’attuale, definito (con poca fantasia, in verità) sobrio e coscienzioso, gli altri due ne escono con le ossa rotte: morto da latitante in esilio il primo, organizzatore dei noti "Bunga Bunga" party il secondo.

Poi passa a spiegare che Milano si trova in Lombardia, una regione guidata da tale Roberto Formigoni, in carica da ben 17 anni ed esponente del movimento cattolico Comunione e Liberazione (CL) che professa amore fraterno, obbedienza e povertà che organizza meeting a cui in passato hanno partecipato persone come Madre Teresa di Calcutta.

L’Economist non riesce invece a spiegarsi e a spiegare come mai si sia arrivati allo scioglimento del Consiglio regionale e come mai questa stessa persona e altri affiliati a CL possano essere in realtà mafiosi o corrotti, come i 14 deputati regionali tra indagati e arrestati per reati che comprendono corruzione, donazioni illegali, frode, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta e istigazione alla violenza.

Tra questi, i legami dell’assessore regionale Zambetti con la ‘ndrangheta calabrese e l’immancabile riferimento a Nicole Minetti (già showgirl televisiva e igienista dentale), accusata di favoreggiamento della prostituzione per aver arruolato le donne per i "Bunga Bunga" party di Berlusconi. Quando si parla di affari italiani sulle testate estere, questi riferimenti purtroppo non mancano mai, tanto che comincio a pensare che ormai sia un must per essere pubblicati dall’editore. Viene sottolineato quindi come tutti tranne uno appartengono al PdL di Berlusconi o all’alleato politico Lega Nord.
Parla anche di un nord razzista, che si sente più vicino alle culture celtiche o teutoniche che non a quella del meridione del Paese.

A mio modesto avviso, un quadro molto, molto superficiale, che riflette solo parzialmente la situazione italiana.

Per rendere l’idea, ho realizzato la tag cloud con le figure chiave citate nell’articolo.
Bisogna ammettere che, obiettivamente, la situazione attuale non sia di quelle che avvicinano i cittadini ai politici, però può esserlo di quello che avvicinano alla politica: non a questa politica, ma a una di rinnovamento e di partecipazione, di trasparenza e di innovazione, di ottimizzazione delle risorse esistenti e di creazione di nuove, di rappresentanza reale e di meritocrazia, di integrazione tra vecchi princìpi e nuove tecnologie.

Personalmente sono convinto che le prospettive di una ripresa italiana (non soltanto economica) non siano così catastrofiche come parrebbe da quanto descritto ingenerosamente (e forse con un pizzico di interesse) dall’Economist che, grazie al cielo, almeno non parla di pizza né di mandolino.

Roberto Favini | @postoditacco


@TheEconomist and the Lombardy plague

A serious paper like The Economist has published a personal interpretation (if we wish, a very superficial one) of the political, economical and cultural degrade of certain environments in the last few decades in Italy, giving heavy responsability to Milan as the financial and ex moral capital of Italy.

In order to explain how we got to the current situation, the Economist reconstructs the sequence of prime ministers that Milan and Lombardy have given to the country, from Craxi to Monti, with Berlusconi in the middle.

Apart from the current one, defined (with quite a lack of fantasy) sober and scrupulous, the other two don't come out very well: dead in exile the first, organizer of the famous Bunga bunga parties the second.

Then it goes on explaining that Milan is in Lombardy, a region guided by Roberto Formigoni, in charge for 17 years and exponent of the Catholic movement Communion and Liberation (CL) that professes brotherly love, obbedience and poverty, and that organizes meetings attented in the past by people like Mother Teresa of Calcutta.

The Economist can't seem to explain how we got to the closure of the regional council and how come this same persone and other CL affiliates can be actually corrupt or involved with the mafia, like the 14 regional deputees under inquiry and arrested for crimes that include corruption, illegal donations, fraud, embezzlement, bankruptcy and instigation to violence.

Among these, the ties of regional councillor Zambetti with the Calabrian 'ndrangheta and the compulsory reference to Nicole Minetti (showgirl and dental hygienist) accused of favoring prostitution for enroling women in Berlusconi's Bunga bunga parties. When foreign newspapers talk about Italian affairs, these referrals never lack, and I'm beginning to think that they're a must in order to get published. And then there's an emphasis on the fact that all of them except one are part of Berlusconi's PDL or of the allied Northern League. It also tells the story of a racist north, that feels much closer to the celtic or teuthonic cultures rather than those of the south.

In my opinion it's a very shallow scenario, that only partially reflects the Italian situation.

In order to give a better idea, I made a tag cloud with the key figures cited in the article. One must admit that the current situation isn't one of those that make citizens come closer to politicians, but it could be one that makes citizens come closer to politics, one of renewal and participation, transparency and innovation, optimization of existent resources and creation of new ones, real representatives and meritocracy, integration between old principles and new technologies.

Personally I am convinced that the perspectives of an Italian rebirth (not only economical) aren't as catastrophic as described quite ingenerously (and perhaps with a pinch of interest) by the Economist, that at least doesn't talk about pizza and Colosseum.

Roberto Favini | @postoditacco

mercoledì 3 ottobre 2012

Il mondo alla rovescia del sottosegretario #Polillo



Il sottosegretario Gianfranco Polillo – secondo cui bisognerebbe fare meno ferie per uscire dalla crisi economica, mentre invece le aziende mandano i dipendenti in quelle ferie illimitate chiamate disoccupazione – può apparire bizzarro ai più, ma è solo perché vive in un mondo alla rovescia, dove è l'offerta che crea la domanda.

Nel suo mondo alla rovescia, quando il sottosegretario Polillo va a comprare il pane, chiede sempre al fornaio: “Avete per caso il pane di ieri?”. E il fornaio ogni giorno risponde: “No, l'abbiamo tutto finito ieri sera”. E il sottosegretario è contento, perché la produzione è stata uguale alla domanda.

Nel suo mondo alla rovescia, il sottosegretario Polillo si reca al supermercato 10 minuti prima della chiusura e vi trova gli scaffali completamente vuoti, perché la gente ha comprato esattamente ciò che il supermercato aveva messo sugli scaffali, tranne ovviamente quei 100 grammi di prosciutto che servivano al sottosegretario Polillo il quale, con piena soddisfazione, esce dal supermercato mentre dietro di lui si chiude la saracinesca.

Nel suo mondo alla rovescia, il sottosegretario Polillo vuol comprare una nuova auto per il nipote e poiché è un italiano che ci tiene al suo paese, la vuole di produzione nazionale. Così chiama direttamente Marchionne e gli chiede se c'è una Panda pronta consegna. “Controllo subito”, gli risponde l'amministratore Fiat, che dopo una breve pausa aggiunge: “Ecco, mio caro sottosegretario, mi dicono che c'è, e guarda caso è proprio l'ultima. Altri cinque minuti e non l'avrebbe trovata”. Al che il sottosegretario, un po' stizzito, risponde: “Impossibile, l'offerta deve sempre eguagliare la domanda. Se l'ho trovata non è per caso o per fortuna, ma per la Legge di Giovanni Battista Say!” (il sottosegretario Polillo è uomo all'antica e ancora italianizza i nomi come s'usava un tempo).

Nel suo mondo alla rovescia, il sottosegretario Polillo pensa che il consumo non sia importante, ma l'importante sia semplicemente produrre. A chi vendere si vedrà. Nel mondo alla rovescia del sottosegretario Polillo la disoccupazione non esiste e il mercato si regola benissimo da sé. Lo Stato non ha nulla da fare, se non guardarlo operare con aria compiaciuta. Ed è esattamente quello che il sottosegretario Polillo fa, ogni giorno, nel suo mondo alla rovescia.

Guido Iodice |  @guiodic


The upside down world of undersecretary Polillo

The undersecretary Gianfranco Polillo - in his opinion it is necessary to do less vacations to get out of the economic crisis, while the companies send the employees to those illimited vacations called unemployment - may appear bizarre to most people, but it is only because he lives in an upside down world, where it is the offer that creates the demand.

In his upside down world, when the undersecretary Polillo goes to buy some bread, he asks the baker: "Do you happen to have yesterday's bread?". And the baker answers every day: "No, we finished it all last night". And the undersecretary is happy, because the production has been equal to the demand.

In his upside down world, the undersecretary Polillo goes to the supermarket 10 minutes before closing, and finds the shelves completely empty, because the customers have bought exactly what the supermarket had put on the shelves, except for the 100 gr. of ham that the undersecretary Polillo needed, and who, completely satisfied, exists the supermarket while the doors close behind him.

In his upside down world, the undersecretary Polillo wants to buy a new car for his nephew and because he is an Italian that cares for his country, he wants it of national production. So he calles Marchionne directly and asks whether there's a Panda ready for delivery. "I'll check right away", says the FIAT administrator, and after a brief pause he adds: "Here, my dear undersecretary, they tell me it's there, and it's the last one. Another five minutes and you wouldn't have found it." So the undersecretary, a little bit angry, answers: "Impossible, the offer must always equal the demand. If I found it it's not by chance or luck, but for the Law of Giovanni Battista Say!" (the undersecretary Polillo is an old fashioned man and he still italianizes the names, as was done in past times).

In his upside down world, the undersecretary Polillo thinks that consume isn't important, but the important thing is simply to produce. To whom to sell, we'll see. In the upside down world of undersecretary Polillo the unemployment doesn't exist and the market regulates itself just fine. The State has nothing to do if not watch it operate with a satisfied look. And it's exactly what undersecretary Polillo does, every day, in his upside down world.

Guido Iodice |  @guiodic

domenica 22 luglio 2012

#spendingreview: perché serve e perché non basta



Si è parlato molto del provvedimento prodotto dal Governo Monti sulla revisione della spesa pubblica, diversamente noto come spending review. Ho tentato di fare il punto sul decreto legge montiano, cercando di entrare nel merito sul perché sia necessario e del perché potrebbe non essere sufficiente.

● Cos'è la Spending Review?

Con l'inglesismo spending review (più semplicemente, revisione della spesa pubblica) si identifica quel processo volto a migliorare l'efficienza e l'efficacia della macchina statale nella gestione della spesa pubblica attraverso la sistematica analisi e valutazione delle strutture organizzative, delle procedure di decisione e di attuazione, nonché dei singoli atti all'interno dei programmi, e ovviamente dei relativi risultati. In ogni caso ha senso se analizza realmente più il come si spende che il quanto.

Significa ad esempio che i capitoli di spesa di uno o più ministeri vengono passati al vaglio per vedere cosa può essere tagliato (entrando nel merito del taglio, da un punto di vista strettamente funzionale), per scoprire se ci sono sprechi o casi di inefficienza. Nel caso italiano la revisione della spesa pubblica investe sia gli acquisti delle amministrazioni centrali (come i ministeri) che di quelle perifiche (come regioni, province e comuni).

In definitiva, il principio dell'operazione dovrebbe essere quello di identificare spese che non contribuiscono a raggiungere gli obiettivi che sono stati affidati alle diverse amministrazioni o che li raggiungono solo in maniera inefficiente, a fronte di spese molto più alte del necessario.

 Breve cronistoria del provvedimento

La revisione di spesa italiana concepita dal Governo Monti viene presentata nel Consiglio dei Ministri n. 38, il 6 luglio 2012.

Fonte: Ansa - Centimetri
Il nuovo provvedimento, che è stato varato sotto forma di decreto legge, dovrebbe consentire un risparmio iniziale di 4,5 miliardi di euro per quest’anno (questo dovrebbe garantire che l'aumento dell'Iva non avvenga prima del luglio 2013). Salvo cambiamenti, ha spiegato il governo,nel 2013 il denaro risparmiato dovrebbe essere pari a circa 10,5 miliardi di euro.

Già nel 2006 in Italia si era tentata un'operazione di questo tipo con Tommaso Padoa Schioppa, allora ministro dell'Economia e delle Finanze del secondo governo Prodi: fu avviata infatti in via sperimentale dalla legge finanziaria per il 2007 e trasformata successivamente in programma permanente ad opera della legge finanziaria per il 2008. La Finanziaria 2007 creò poi una commissione che si occupasse proprio della finanza pubblica.

«Il passaggio a un bilancio classificato per missioni e programmi – disse Schioppa - pose le premesse sia per una consapevole discussione politica degli obiettivi e delle priorità da realizzare attraverso la spesa sia per una gestione responsabile delle risorse da parte delle amministrazioni». In quell'anno, rivendicò l'allora ministro, queste analisi permisero un risparmio di 700 milioni di euro.

La razionalizzazione della spesa pubblica è comunque un processo che è stato già avviato anche in altri paesi, come il Regno Unito, il Canada, l'Olanda, la Nuova Zelanda e la Francia (quest'ultima fece la sua prima operazione di revisione della spesa pubblica nel 2008 con l'operazione la Revue Générale des Politiques Publiques).

 Aumento dell'Iva (forse) nel 2013?

Per cancellare definitivamente lo spettro dell'Iva, serviranno altri 6,7 miliardi di euro sia per il 2013 che per gli anni successivi. A quest'obiettivo sarà finalizzata la revisione delle cosiddette «tax expenditures» ovvero 720 regimi «speciali» che costano ad oggi 260 miliardi di euro l'anno. A definire cosa e soprattutto quanto tagliare, tenendo conto che gran parte di queste agevolazioni sono comunque difficilmente eliminabili (basti pensare alle detrazioni per il lavoro dipendente, le pensioni, i carichi di famiglia, la casa, i mutui, le spese sanitarie), sarà la Legge di Stabilità per il 2013 che il governo (Monti, se ci sarà ancora) presenterà ad ottobre e che dovrà essere approvata comunque entro l'anno. 

 I tagli previsti nel provvedimento

Fonte: Ansa - Centimetri
Il testo del decreto non presenta grosse novità rispetto alle indiscrezioni che erano circolate fino a qualche settimana fa. Sono stati infatti confermati la stretta sugli acquisti di beni e servizi, i tagli ai ministeri (4,5 miliardi nel 2012-2013), quelli agli enti locali (7,2 miliardi), la manovra sulla sanità (meno 3 miliardi) e quella sul pubblico impiego, nonostante i sindacati continuino a minacciare, per settembre, uno sciopero generale.

Fortunatamente l'operazione di doverosa pulizia e riorganizzazione, soprattutto dei piccoli enti pubblici, sarà un po' più incisiva di quella che si era prospettata finora, con l'accorpamento di Isvap e Covip in un nuovo istituto di vigilanza sulle assicurazioni e il risparmio previdenziale, l'Ivarp, e la definitiva soppressione dell'Ente per il Microcredito, l'Associazione Luzzatti, la Fondazione Valore Italia e Arcus spa, le cui funzioni saranno assorbite dai ministeri vigilanti.

Tra le novità importanti del decreto vi sono le norme che prevedono l'avvio dall'anno scolastico 2012-2013 con la pagella e del registro scolastico elettronico, la riduzione del 5% dei compensi degli organi delle autorità portuali, ma anche l'eliminazione dell'obbligo di riduzione a tre per i consiglieri d'amministrazione delle Spa pubbliche non quotate; c'è inoltre il rinvio della riorganizzazione del Cnr, dell'Istituto di Fisica Nucleare e dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia.

Nell'infografica di Ansa - Centimetri un breve riepilogo del contenuto del provvedimento che andremo comunque a vedere nel dettaglio di seguito:

Revisione gestione acquisti:
Si introduce finalmente un principio chiaro sulla gestione degli acquisti nella PA: salvo non siano state trovate condizioni più vantaggiose, per la Pubblica Amministrazione sono validi solo i contratti attivati tramite Consip, la società che funziona come “centrale acquisti” del ministero dell’Economia, fatto salvo il settore sanitario che resta escluso e ha già un suo regolamento. Nel caso dei contratti già in vigore, le amministrazioni possono tirarsi indietro se i fornitori non adeguano le loro prestazioni alle migliori condizioni previste dalla Consip.

Revisione gestione spese:
Fonte: Ansa - Centimetri
I ministeri applicheranno già da quest’anno sistemi di riduzione della spesa per quanto riguarda l’acquisto di beni e servizi. In particolare sia per i ministeri che per gli enti statali sono previsti tagli per 1,5 miliardi quest’anno e per 3 miliardi nel 2013. I trasferimenti dello Stato alle Regioni si riducono di 700 milioni di euro quest’anno e di 1 miliardo di euro nel 2013, fatta eccezione per le risorse necessarie per la sanità.

Patrimonio PA:
Fino al 2014 non sarà applicato l’aggiornamento dell’indice ISTAT per gli edifici in affitto della pubblica amministrazione, il locatore avrà la facoltà di recedere dal contratto. È inoltre prevista la rinegoziazione dei contratti per ottenere una riduzione del 15% sull'affitto. Gli spazi usati come uffici dalle amministrazioni saranno ridotti: in quelli nuovi sono previsti tra i 12 e i 20 metri quadrati per addetto, in quelli vecchi tra i 20 e i 25 metri quadrati. Saranno anche ridotti gli spazi per gli archivi. Sarà accelerato il sistema per la vendita degli appartamenti di servizio di proprietà dell’Esercito.

Tagli al personale:
Fonte: Linkiesta.it
Nell'infografica de Linkiesta.itsi evince l'attuale situazione del personale della PA italiana. La prevista riduzione del personale nella pubblica amministrazione non riguarda la scuola, la sicurezza, i soccorsi e la magistratura. I ministeri dovranno ridurre del 20% il numero dei dirigenti e del 10% i dipendenti. È previsto anche l’obbligo di razionalizzare le risorse, riordinando le competenze ed eliminando le duplicazioni. Per le Forze armate è prevista una riduzione degli organici di almeno il 10%. I dipendenti in eccesso della pubblica amministrazione potranno usufruire del prepensionamento, a patto di avere maturato i requisiti necessari prima che entrasse in vigore la riforma delle pensioni. In alternativa il dipendente potrà andare in mobilità per due anni con l’80% dello stipendio e rimarrà senza impiego se non sarà stato collocato in un’altra amministrazione. Il personale della pubblica amministrazione deve andare in ferie: non è possibile lavorarle in cambio di trattamenti economici ulteriori.

Benefit PA:
Per le auto della pubblica amministrazione (sicuramente note ai più come “auto blu”) è richiesta a partire dal 2013 una riduzione della spesa pari al 50% rispetto a quanto si spendeva nel 2011. La regola comunque non si applica o si applica con eccezioni per i mezzi di soccorso e di sicurezza. Per quanto riguarda i buoni pasto della pubblica amministrazione, questi non potranno superare il valore di 7 euro per buono, anche per i dirigenti.

Società pubbliche:
Fonte: Il Sole 24 Ore
I consigli di amministrazione delle società a totale controllo pubblico dovranno avere solo tre membri, e due di questi dovranno essere dipendenti dell’amministrazione che detiene la partecipazione nell’azienda (o della società controllante in caso di partecipazione indiretta): è possibile capire gli effetti attraverso il grafico de Il Sole 24 Ore qui a fianco. Dal 2014 la pubblica amministrazione dovrà procedere all’acquisto di beni e servizi sul mercato tramite sistemi che tutelino la concorrenza, come previsto nel “Codice appalti”.

Province:
La riduzione delle province è prevista, sulla base della dimensione territoriale e del numero di abitanti, ma sarà affrontata con un provvedimento a parte entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto sulla spesa. All'accorpamento e riduzione si giunge attraverso una procedura che vede il ruolo attivo degli Enti territoriali. Il Governo trasmette al Consiglio delle autonomie locali, istituito in ogni regione, la propria deliberazione con i criteri. Successivamente, ogni Consiglio approva il piano di riduzione entro 40 giorni. Entro la fine dell'anno sarà completato il piano di accorpamenti.

Fonte: Ansa - Centimetri
Ansa - Centimetri ha realizzata un'infografica che riepiloga gli effetti del taglio delle province, previsto dalla spending review, che trovate qui a fianco. I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione. Le province che «restano in vita» avranno le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). In attuazione del decreto «Salva Italia», vengono devolute ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province. Entro il 1° gennaio 2014 vengono istituite le Citta metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria.Contestualmente, verranno soppresse le relative province.

Istruzione e università:
Le scuole avranno un sistema di tesoreria unica per tutte le risorse finanziarie depositate fino a ora nelle banche private. Il personale docente impiegato nelle scuole italiane all’estero sarà ridotto e razionalizzato. Il trasferimento di 23 milioni di euro alle Regioni eliminerà il problema del costo delle visite fiscali per le scuole. Le università non statali ricevono 10 milioni di euro, la metà di quanto stanziato in passato. Sono previsti 90 milioni di euro in più per il diritto allo studio. 103 milioni di euro sono stanziati per i libri gratuiti nella scuola secondaria di primo grado (le medie, alle elementari ci pensano già i Comuni).

Sanità:
contratti di fornitura nella sanità saranno ridotti del 5 per cento, per quelli già in corso le aziende sanitarie potranno tirarsi indietro nel caso in cui i prezzi applicati siano più alti del 20% rispetto a quelli di riferimento. Sempre in ambito sanitario, verranno ridotti gli organici degli ospedali e tagliati alcuni posti letto, stimati in 18-20 mila: i tagli, a cura delle regioni, verrebbero fatti tramite l’abolizione di primariati ritenuti inutili o ridondanti rispetto alle strutture già esistenti negli stessi ospedali. Lo sconto obbligatorio applicato per la sanità pubblica aumenta già quest’anno: le farmacie dovranno applicarne uno pari al 3,85 per cento (prima era 1,82%) e le aziende farmaceutiche sconteranno del 6,5% (prima era 1,83 per cento).

 Le nuove spese previste dal provvedimento

Buona parte delle risorse ricavate da questa prima fase della spending review saranno destinate al finanziamento di spese che non erano ancora coperte nel bilancio dello Stato. Già solo per il 2013 ci sono circa un miliardo per le missioni di pace, 400 milioni per il 5 per mille e altri 400 per l'autotrasporto, 103 milioni sono per i libri gratuiti di testo e 90 per le Università private, oltre ovviamente al rifinanziamento per 700 milioni del cosiddetto Fondo Letta (necessario a bilanciare i tagli agli enti locali) e al fondone di Palazzo Chigi per eventuali imprevisti. Infine ci sono circa 1,2 miliardi di euro, a partire dal 2013, per coprire i costi dei nuovi 55 mila «esodati» emersi dalla verifica incrociata Inps/Istat post riforma Fornero.

 Effetti della spending review, in cifre

Il Sole 24 Ore mostra un riepilogo in cifre degli effetti della spending review (riportato di seguito), che riassume quanto detto finora. I numeri dimostrano come in realtà si tratti di un provvedimento epocale nelle politiche di bilancio del nostro Paese, per quanto ci si aspettasse comunque qualcosa di decisamente più ambizioso. Si tratta in ogni caso di un primo passo volto a razionalizzare la spesa pubblica:

Fonte: Il Sole 24 Ore

 Doverose conclusioni

Ci si aspetta per i primi giorni di agosto una nuova fase della spending review che si concentri sulla revisione e sulla riforma degli incentivi alle imprese, affidata al commissario Francesco Giavazzi, e in particolare sul finanziamento dei partiti, affidata al commissario Giuliano Amato. Nel mese di ottobre, con la Legge di stabilità, arriverà finalmente la riforma delle agevolazioni fiscali, finalizzata all'operazione Iva (che dovrebbe rimandare definitivamente l'innalzamento della stessa a Luglio 2012). Se dovessero restare ulteriori risorse raccolte attraverso i primi tagli, parte di esse potrebbero essere destinate alla riduzione delle tasse sulle compravendite immobiliari (necessarie a far ripartire il mercato immobiliare in forte contrazione). Stabilita con l'Imu la tassazione del possesso, come annunciato da Corrado Passera in Parlamento, non ha più molto senso mantenere alta l'imposizione sulle compravendite.

In ogni caso la spending review non sarà sufficiente a risanare il bilancio dello Stato e soprattutto a risollevare le sorti dell'economia nazionale senza le opportune misure, tanto promesse dal Governo Monti, orientate alla crescita, che diano finalmente respiro alle imprese e soprattutto stimolino i consumi (attualmente in caduta libera). Senza tali azioni sull'economia reale sarà difficile contenere gli effetti recessivi dei provvedimenti montiani finora messi in pista e contenere gli effetti distruttivi dell'attuale fase economica in evidente contrazione (anche come conseguenza della crisi finanziaria), e più in generale volte a calmierare la già veloce crescita degli indici economici negativi (come la disoccupazione) e alla attualmente irrefrenabile decrescita degli indici economici positivi (come il PIL). Se si arrivasse alle elezioni politiche ancora con queste incertezze, il dissesto economico potrebbe davvero essere inevitabile.

Jacopo Paoletti | @jacopopaoletti



Spending review: why it is necessary and why it might not be enough

There has been a lot of talk about the decision of the Monti Government on the spending review. I tried to analyze the law decree, in an attempt to explain why it is necessary and why it might not be enough.

What is the spending review?

The spending review is the process aimed to better the efficiency of the state "machine" in the management of public expenses through the systematic analysis and evaluation of organizative structures, of decision and activity procedures, but also single acts inside programs, and obviously the related results. In any case it makes sense if it analyzes really how the expenses are done, rather than how much is spent.

For example it means that the expense chapters of one or more ministeries are searched to see what can be cut down (analyzing the specific situation, from a strictly functional point of view), to discover whether there are cases of inefficiency or waste. In the Italian case, the spending review influences both the purchases of central administrations (such as ministeries), and those of periferal ones (such as regions, provinces and cities).

In the end, the the principle behind the operation should be the identification of those expenses that do not contribute to reaching the goals that have been given to the administrations, or that do reach them but in an inefficient manner, with expenses much higher than necessary.

● Short story of the spending review

The Italian spending review, conceived by the Monti government, is presented at the Minister Council n. 38, on the 6th of July 2012.

The new document, which has been made into a law decree, should allow an initial saving of 4,5 billion euro for this year (which should guarantee that the VAT increase won't happen before July 2013). Unless there will be any changes, the government explained, in 2013 the saved money should be around 10,5 billion euro.

Already in 2006 in Italy there had been an attempt at an operation like this with Tommaso Padoa Schioppa, who was then Minister of Economy and Finance of the second Prodi government: it was experimentally started by the financial law for 2007 and subsequently transformed in permanent program by the financial law for 2008. The Financial Law 2007 created a commission that was supposed to deal with public finance.

"The passage to a report classified by missions and programs - sayd Schioppa - put the premises both for an aware political discussion on the goals and priorities to realize through the expense, and for a responsible management of resource on behalf of the administrations." In that year, said the Minister, these analyses allowed to save 700 milion euro.

The rationalization of the public spending is a process that has been started in other countries as well, such as the UK, Canada, the Netherlands, New Zealand and France (which did its first operation of spending review in 2008 with the operation called "La Revue Générale des Politiques Publiques").

Increase of VAT (maybe) in 2013?

To definitively avoid an increase of VAT, another 6,7 billion euro will be necessary each year, starting with 2013. To reach this goal, there will be a revision of the so called "tax expenditures", which are 720 special regimes that today cost 260 billion euro a year. Defining what and how much to cut, considering that most of these facilitations cannot be eliminated (just think about the employed work detractions, retirements, family loads, houses, mortgages, sanitary expenses), will be the Stability Law for 2013 that the Government (Monti, if he'll still be there) will present in October and that will have to be approved before the end of the year.

The cuts

The text of the decree doesn't contain great news compared to the indiscretions that had been around until a few weeks ago. The cuts on the purchase of goods and services have been confirmed, along with the cuts to ministeries (4,5 billion in 2012 - 2013), those to local entities (7,2 billion), the sanitary maneuver (3 billion less), and that on public jobs, although the unions are still threatening a general strike in September.

Fortunately the operation of rightful cleanup and riorganization, especially of small public entities, will be a bit more incisive than what has been expected, with the union of Isvap and Covip in a new institute of vigilance on insurances and previdential savings, the ivarp, and the definitive elimination of the Entity for Microcredit, the Luzzatti Association, the Fondazione Valore Italia and Arcus spa, and their functions will be absorbed by the vigilant ministeries.

Among the important news of the decree there are the norms that imply the start of the school year 2012 - 2013 with the electronic school register and marks book, a reduction of 5% of the salaries of portuary authority organs, but also the elimination of the obligation to reduce to three the council members of public, unquoted Spas; furthermore, there will be a delay in the riorganization of the Cnr, of the Nuclear Physics Institute and of the Institute for Geophysics and Vulcanology.

In the Ansa - Centimetri infographic you can find a brief summary of the content of the decree, that we will see in detail in the following lines:

Revision of the purchase management:

A clear principle on the management of purchases in the PA is finally introduced: unless more advantageous conditions are found, for the Public Administration only the contracts activated through Consip are valid, the society that works as a "purchase central" of the Economy Ministery, except for the sanitary sector that already has its own rules. In the case of already existing contracts, the administrations can recede if the suppliers don't adequate their services to the best conditions that Consip offers.

Revision of the expense management:

The ministeries will apply, starting this year, systems of reduction of expenses for the purchase of goods and services. In particular, both for ministeries and state entities there are cuts for 1,5 billion this year and for 3 billion in 2013. The financing of Regions by the State are reduced of 700 milion this year and of 1 billion euro in 2013, except for those resources that are necessary for sanitary needs.

PA Patrimony:

Until 2014 the update of the ISTAT index for buildings rent by the PA won't be applied, the locator will have the opportunity to recede the contract. Furthermore, the renegociation of the contracts will occur, in order to obtain a 15% reduction on rent. The space used as offices by the administration will be reduced: in the new ones there will be between 12 and 20 square meters for each employee, in the old ones between 20 and 25. The space destinated to archives will also be reduced. The system for selling the service apartments belonging to the Army will be accelerated.

Cuts to personnel:

In the infographic by Linkiesta.it we can see the current situation of the Italian PA personnel. The reduction of personnel in the PA doesn't include school, safety, help and the judiciary. THe ministeries will have to cut the number of executives by 20% and the number of employees by 10%. The exceeding employees of the PA will be able to get a pre-retirement, if they have matured the necessary years before the retirement reform was done. Alternatively, the employee will be able to go in mobility for two years with 80% of the salary and will remain unemployed if not collocated in another administration. The PA personnel must go on vacation: it won't be possible to work them in exchange for further payment.

PA benefits:

For the public administration cars (surely known to most as "blu cars"), starting 2013 will be requested a reduction of the expense of 50% compared to what has been spent in 2011. The rule doesn't apply or applies with exceptions for help and safety cars. As for lunch tickets for PA, they can't have a value of over 7 euro per ticket, even for executives.

Public Societies:

The CDAs of companies at total public control will only have three members, of which 2 will have to be employees of the administration that detains the participation in the company itself (or of the controlling company in case of indirect participation): it is possible to understand the consequences thanks to the infographic of Il Sole 24 Ore displayed above. Starting with 2014, the PA will have to proceed to the purchase of goods and services on the market through systems that protect competition, as stated in the Contracts Code.+

Provinces:

The reduction of provinces is going to be actuated on the base of territory dimension and the number of inhabitants, but will be dealt with in another document, ten days from the validation of the expense decree. The inglobation and reduction is achieved through a procedure that sees the active role of territorial entities. The Government sends its deliberation with the criteria to every Counsil of local autonomies, instituted in each region. Afterwards, each Counsil approves the reduction plan in 40 days. Before the end of the year the inglobation plan will be completed.

Ansa - Centimetri has made an infographic that briefly summarizes the effects of the reduction of provinces, included in the spending review, that you can find above. The Regional Capital cities are excluded from the interventions of inglobation and reduction. The provinces that stay alive will have the following duties: environment (especially for the dumpsters issues); transportation and viability (but also building, classification and management of streets). In actuation of the Salva Italia decree, all other duties that the State had given to provinces will be switched to municipalities. Until the 1st of January 2014 the Metropolitan Cities are instituted, ten in total: Rome, Turin, Milan, Venice, Genua, Bologna, Florence, Bari, Naples, Reggio Calabria. At the same time the provinces will be eliminated.

Teaching and university:

Schools will have a new unified treasury system for all financial resources that until today have been depositated in private banks. The teaching personnel employed in Italian schools abroad will be reduced and rationalized. The transfer of 23 milion euro to the Regions will eliminate the problem of the cost of fiscal visits for schools. The non public universities will receive 10 milion euro, half of what has been given in the past. 90 milion euro more are going to be given for the right to study. 103 milion euro for free books in secondary school.

Sanity:

The suppliance contracts in sanity will be reduced by 5%, and for those that are already active the sanitary companies will be able to recede if the prices are more than 20% higher than the reference ones. In the sanitary field the organics will be reduced from hospitals, and quite a few places, about 20.000. The cuts, responsibility of regions, will be done through the elimination of primary medics that are considered useless or redundant for the structures already present in the same hospitals. The compulsory reduction applied for public sanity will increase this year: farmacies will have to apply it at 3,85% (before it was 1,82&) and farmaceutical companies will have to apply a 6,5% discount (which before was 1,83%).

● The new expenses in the decree

Great part of the resources obtained from this first phase of the spending review will be destined to financing expenses that were still not covered by the State. Just for 2013, there is one billion for peace missions, 400 milion for 5 per 1000 and other 400 for transportation, 103 for free textbooks and 90 for private universities, along with the refinancing for 700 million of the so called Fondo Letta (necessary to balance the cuts to local entities) and the fund of Palazzo Chigi for any unexpected expenses. Finally there are about 1,2 billion euro, starting 2013, to cover the costs of the new 55.000 "esodati", emerged from the cross checking Inps/Istat done after the Fornero reform.

● Effects of the spending review, in numbers

Il Sole 24 Ore shows a summary in numbers of the effects of the spending review, that synthetizes all that has been said so far. The numbers prove that in reality it is an epic decision in the spending politics of the country, even though we did expect something more ambitious. It is in any case a first step in the direction of a rationalization of public expenses.

● Conclusions

For the first days of August we are expecting a new phase of the spending review that concentrates on the revision and reform of incentives to companies, which has been Commisary Francesco Giavazzi's responsibility, and in particular on the financing of parties, responsibility of Commisary Giuliano Amato. In October, with the Stability Law, there will finally be a reform of financial facilitations, aimed to the VTA operation (which should definitely delay its increase in July 2013). Should there still be any resources gathered through the first cuts, part of them could be destined to the reduction of taxes on house sales (necessary to make the housing market restart, since it is in fierce reduction). Having establish a tax on possession with the IMU, as announced by Corrado Passera in Parliament, it doesn't have much sense to tax the actual selling process.

In any case the spending review will not be sufficient to sane the State review and especially to better the national economy without the necessary measures, promised by the Monti Government, oriented to growth, that can finally give some breath to companies and most of all stimulate purchase (currently in free fall). Without these actions on real economy it will difficult to contain the recessive effects of the Monti decisions that have been taken and applied until now, and contain the distructive effects of the current economic phase in strong contraction (also as a consequence of the financial crisis), and more in general intended to calm the already fast growth of negative economical indexes (such as unemployment) and the currently unstoppable deflating of positive economical indexes (such as GDP). Should we arrive at the political elections still in this situation of uncertainty, the economical trouble could be inevitable.

Jacopo Paoletti | @jacopopaoletti

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