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giovedì 28 febbraio 2013

#Elezioni2013: il #M5S è virale?



Visto il risultato elettorale del Movimento5Stelle mi è venuto in mente una riflessione: perché solo in Italia è venuto fuori una proposta elettorale così forte dalla grande ondata di protesta degli Indignados in Europa e negli Usa? Perchè solo da noi tutta questa energia ha trovato sbocco in un'organizzazione che si è candidata alla guida del paese? Un tema complesso, ma cerchiamo almeno di intraprendere un percorso di riflessione. 

Il collettivo Wu Ming ha pubblicato proprio ieri sul sito di Internazionale un post molto interessante - Il Movimento 5 stelle ha difeso il sistema - in cui si sostiene che proprio M5S sia un elemento conservativo dell'attuale status quo. "L’M5s amministra la mancanza di movimenti radicali in Italia. C’è uno spazio vuoto che l’M5S occupa… per mantenerlo vuoto. (...) Non abbiamo avuto una piazza Tahrir, non abbiamo avuto una Puerta de Sol, non abbiamo avuto una piazza Syntagma. Non abbiamo combattuto come si è combattuto – e in certi casi tuttora si combatte – altrove. Perché? (...) Quando #Occupy ha proposto la separazione tra 1 e 99 per cento della società, si riferiva alla distribuzione della ricchezza, andando dritta al punto della disuguaglianza: l’1 per cento sono i multimilionari. Se lo avesse conosciuto, #Occupy ci avrebbe messo anche Grillo. In Italia, Grillo fa parte dell’1 per cento". Proprio oggi è scomparso Stephane Hessel, che col suo libro, Indignatevi, è stato sicuramente di forte ispirazione.

Da noi c'è stata Piazza San Giovanni per i 5stelle che non è simbolo di una lotta radicale ma la festa auto-celebrativa del passaggio di movimento politico a proposta elettorale / partito. Non si può considerare una vera battaglia rivendicativa, né un raduno puramente movimentista, come erano stati in precedenza i Vday, era campagna elettorale. Anche lo stesso Beppe Grillo a fine 2012 aveva rivendicato come: "Se non ci fossimo noi, ci sarebbe un'Alba Dorata anche in Italia". Si può negare? In Italia l'ascesa di movimenti estrema destra non ha avuto i numeri più rilevanti che ci sono stati in altri paesi, come il partito di Le Pen in Francia e proprio Alba Dorata in Grecia.

Bisogna chiedersi perché in Spagna dopo Puerta del Sol, la maggioranza ha votato ancora i partiti tradizionali con Rajoy in testa. Siamo di fronte ad un grande fraintendimento in Italia. Il Movimento5Stelle non rappresenta tutta la "popolazione degli indignados", ne esprime una parte importante e significativa, ma quella sicuramente più legata alla politica tradizionale e meno ai temi dell'autogestione sociale. Sarebbe interessante sapere quanti tra i suoi elettori siano a conoscenza dei temi di #occupy e di we are 99%. C'è anche chi la pensa diversamente, come Franco Bifo Berardi, filosofo e leader del '77 bolognese, che, in un intervista, vede l'entrata dei cinquestelle come la possibilità di realizzare delle politiche diverse e di frenare le politiche d'austerity dell'Unione Europea, punto di forza di tutti i movimenti indignados del continente. Ammettendo che questo fosse possibile resta una singolarità quella dei famosi grillini nel contesto internazionale.

Tornando a parlare del nostro paese non bisogna dimenticare quello che è successo a Genova nel 2001, che ha di fatto congelato tutto il movimento no-global italiani, relegandolo alla memoria reale di pochi e facendo passare la ricostruzione di un mosaico debole, mentre era l'opposto, e lasciandola solamente alle cronache giudiziarie e agli anniversari. Però il vero specifico italiano ha visto due uomini unirsi per cercare di orientare una parte di questa forza. Il primo, Beppe Grillo, è un volto della tv, prima come comico di grande successo e testimonial, poi come fustigatore dei costumi nei suoi spettacoli teatrali. L'insieme di queste cose gli ha garantito una forte notorietà intergenerazionale.

Nonostante l'ostracismo dalla tv che ha avuto Grillo, in tv alla fine c'è tornato e in maniera forte, e ha scoperto la rete. L'altro è il capo di un agenzia di comunicazione che ha lavorato molto bene con gli strumenti del marketing politico, costruendo un mix fra rete e presenza sul territorio, puntando sui famosi argomenti di pancia, chiamati anti-politica, che hanno garantito una grossa presa su molte persone, sicuramente frustrate dalla situazione economica e dal comportamento degli altri politici italiani. In altri paesi, dove i comportamenti politici sono diversi, i movimenti hanno chiuso totalmente questa possibilità e stanno continuando sulla loro strada. Ora però per l'M5S si apre un'opzione importante, che potrebbe spingere altri paesi ad emularli: il potere in Parlamento. Meglio il "poter fare".

E' uscito un post di Grillo sul suo blog in cui il portavoce dice che m5s non voterà la fiducia ad un governo della coalizione PD-Sel. A leggere i commenti si vede che qualcosa non sta andando come pensava:esplode il dissenso, finora un fantasma sempre rientrato nei ranghi. Pare, leggendo i commenti, che in realtà gli elettori si lamentino che, ora che i loro rappresentanti sono in Parlamento, possono fare quelle riforme per cui hanno lavorato e votato. Inoltre loro non sono stati consultati via web in questa decisione, cosa che sembrava essere prassi consolidata per il movimento. Forse a questo punto potrebbe accadere quello che i Wu Ming auspicavano nel loro post: il cortocircuito. Praticamente i deputati e senatori dell'M5S dovrebbero rispettare i loro elettori, che chiedono un accordo o aprire una consultazione via web, e non ascoltare il loro portavoce. In teoria e in prassi sarebbe la soluzione più congeniale e giusta, però non sappiamo quali siano i reali rapporti di forza all'interno di questo soggetto politico. Certo però se uno vale uno...stiamo a vedere.

Simone Corami | @psymonic


Is the 5 Star Movement viral?

Given the elections result of the 5 Star Movement I've been doing some thinking: why is it that only in Italy there has been an elections proposal so strong from the great wave of protests of Indignados in Europe and the USA? Why is it that only here this energy has found its exit in an organization that candidated to guide the country? A complex topic, but let's try at least to start a thinking path.

The Wu Ming collective has published the other day on the website of Internazionale a very interesting post - the 5 Star Movement has actually protected the system - in which they sustain that M5S itself is a conservative element of the current status quo. "The M5S administrates the lack of radical movements in Italy. There's an empty space which the M5S occupies... in order to maintain it empty. (...) We didn't have Tahrir Square, we didn't have a Puerta del Sol, we didn't have a Syntagma Square. We didn't fight the way others fought - and in some cases still do - elsewhere. Why? (...) When Occupy proposed the separation between 1 and 99% of the society, they referred to the distribution of wealth, going straight to the main point of the inequality: that 1% is made of multimillionaires. If they had known him, Occupy would have also put Grillo in the count. In Italy, Grillo is part of the 1%." Today Stephane Hessel died, a man who has been extremely inspirational thanks to his book "Time for outrage!".

We've had Piazza San Giovanni for the M5S, which isn't a symbol of radical fight but the autocelebrative party of the evolution of a political movement to elections proposal/political party. It can't be considered as a true revendication battle, nor a purely movement gathering, as the Vdays had been before, it was elections campaign. Even Beppe Grillo himself at the end of 2012 claimed that "If it weren't for us, we'd have a Golden Dawn in Italy as well". Can it be denied? In Italy the growth of extreme right movements didn't have the most relevant numbers of other countries, such as Le Pen's party in France and Golden Dawn in Greece.

lunedì 4 febbraio 2013

Intervistato.com | Andrea Salvadore @americanatvblog



Andrea Salvadore è un regista, autore e documentarista italiano, vive a New York e rappresenta lo sguardo attento di un italiano verso la realtà americana. Segue il movimento OWS fin dal suo inizio, ed ha anche realizzato un bel documentario su Zuccotti Park, andato in onda sulla RAI.


Con questa intervista ad Andrea Salvadore iniziamo una breve serie di approfondimenti sul movimento Occupy Wall Street. Innanzitutto abbiamo chiesto ad Andrea in quale modo i manifestanti siano riusciti ad occupare un luogo così importante per l'economia mondiale senza un vero e proprio supporto politico o dei sindacati, utilizzando peraltro solo il proprio tempo libero. Andrea vede il movimento stesso come frutto delle aspettative che la campagna elettorale di Obama aveva creato, ma la sua singolarità è l'uso che è stato fatto dei social media e della comunicazione. [video]

La diversità di istanze e gruppi all'interno del movimento è stata considerata da molti un punto di debolezza, ma secondo Andrea è in realtà la sua vera forza, quello che veramente unisce i manifestanti. Naturalmente anche la cultura digitale, la crisi economica e la presenza del luogo simbolo Zuccotti Park hanno contribuito in varia misura, ma quella della coesistenza di anime diverse all'interno del movimento è una caratteristica molto americana, che rafforza le istanze invece di sfibrarle. [video]

Quella di OWS è quindi una conversazione sull'ineguaglianza che non ha obiettivi immediati, ma che sicuramente avrà degli sviluppi, ripercussioni ed echi nella campagna elettorale. Andrea ha spiegato inoltre il meccanismo che ha "drogato" la democrazia americana negli ultimi anni, lo stesso che ha portato alla deregolamentazione delle banche, con il conseguente potere di fare leverage e di impacchettare i titoli derivati che hanno poi portato alla crisi economica. [video]

Il movimento rimane quindi profondamente americano, relativamente indipendente dalle strumentalizzazioni politiche e sindacali, e in questo si distingue nettamente dai movimenti italiani. Si tratta di una conversazione divenuta ormai maggioritaria, e in quanto tale non più ignorabile. [video]

E' difficile stabilire se un eventuale legame tra Occupy Wall Street e la Primavera Araba si sia effettivamente formato, ma i portavoce del movimento sostengono di aver raccolto molti messaggi e molti modi di comunicare da Piazza Tahrir, e di esserne stati molto influenzati. [video]

Abbiamo parlato anche del cambiamento di filosofia e visione che accompagna il passaggio del movimento da est a ovest, fenomeno ormai già in atto anche per una questione pratica, legata al clima rigido dell'inverno sulla East Coast. Infatti i nuovi epicentri del movimento sono Oakland e Portland, che così incorpora anime ancora più diversificate che a NY. [video]

Infine Andrea ha espresso la sua riflessione in merito a quello che sarà il peso delle istanze dei veterani all'interno del movimento e al futuro del movimento stesso nei prossimi mesi. [video]

Buona visione!

Maria Petrescu


Instant | Andrea Salvadore on the #OccupyWallStreet movement #OWS

This interview with Andrea Salvadore is the first of a short series of interviews about the Occupy Wall Street Movement: Andrea is an Italian director, author and documentarist, he lives in New York and represents the careful eye of an Italian towards the American reality. He has been covering the movement from the beginning, and he has also made a documentary about Zuccotti Park, aired by RAI.

First of all we asked Andrea how the protesters have managed to occupy such an important place for the economy without having proper support from politics or unions, just using their spare time. Andrea sees the movement itself as the result of the expectations Obama's campaign created, but it is unique in the use that has been made of social media and communication. [video]

The diversity of groups and problems inside the movement has been considered by many a weak point, but in Andrea's opinion they are its real strength, what really unites protesters. Of course digital culture, the economic crisis and the presence of a symbolic place like Zuccotti Park have also contributed in various ways, but that of the coexistence of diverse souls inside the movement is a very American characteristic, that reinforces the movement itself instead of weakening it. [video]

OWS is a conversation about equality that doesn't have immediate goals, but that will surely develop into consequences and echoes in the electoral campaign. Andrea also explained the mechanism that has "drugged" American democracy during the past few years, the same mechanism that has brought to bank deregulation, with the consequent power to leverage and pack derivate titles that have then lead to the economic crisis. [video]

The movement is profoundly American, relatively independent from political and union instrumentalizations, and in this it is very distinct from Italian movements. It is a conversation that has now become majoritary, and no longer ignorable. [video]

It's difficult to assess whether a link between Occupy Wall Street and the Arab Spring actually has formed, but the movement's spokesmen have affirmed that they have found great inspiration in Tahrir's messages and communication techniques, and that they have been greatly influenced by it. [video]

We also talked about the shift in philosophy and vision that accompanies the transition of the movement from East to West, a phenomenon that is already happening for practical reasons, related to the cold winter weather on the East Coast. In fact, the new epicentres of the movement are Oakland and Portland, and this way it incorporates even more diverse souls than in NY. [video]

Finally Andrea has expressed his opinions about what will be the influence of the veterans' problems inside the movement and about the future of the movement itself in the next few months. [video]

Enjoy!

Maria Petrescu

sabato 21 gennaio 2012

Intervistato.com | Diego Bianchi @zdizoro



Diego Bianchi, autore di Tolleranza Zoro e di The Show Must go Off su La7, ci ha raccontato più in dettaglio alcuni dei fatti più rilevanti dal punto di vista politico accaduti durante il 2011, ripresi peraltro anche nel suo documentario "Finale di Partita", andato in onda su La7.


Il 2011 è stato un anno pieno di avvenimenti importanti per l'Italia, specialmente dal punto di vista politico. Insieme a Diego Bianchi, autore di Tolleranza Zoro, abbiamo ripercorso alcuni degli eventi più salienti dell'anno 2011, a partire dalle rivolte di Manchester, passando per la manifestazione del 15 ottobre in Piazza San Giovanni a Roma, ed arrivando infine alle soglie delle dimissioni di Silvio Berlusconi.

Su La7 è recentemente andato in onda lo speciale di Diego, "Finale di Partita", di cui questa intervista approfondisce alcuni aspetti e argomenti che nel documentario venivano solo accennati.

Innanzitutto Diego ha descritto quella che è stata la manifestazione del PD del 5 Novembre in Piazza San Giovanni a Roma, un evento molto partecipato e caricato di un'atmosfera positiva in vista della prospettiva di caduta di Berlusconi. Il segretario del PD Bersani ha ribadito in quell'occasione la sua posizione riguardo ai passi da intraprendere in seguito alla caduta del governo. Lui più di tutti, infatti, era orientato ad andare subito al voto, sia perché in quel momento il PD aveva i voti necessari, sia perché in caso contrario alla successiva occasione utile il suo mandato come segretario sarebbe già scaduto.

Si era consapevoli, comunque, dei rischi che avrebbe comportato un governo di transizione molto poco popolare, con una presenza compromessa e annacquata del PD in quello che già si era capito sarebbe stato un governo "lacrime e sangue". [video]

Abbiamo chiesto anche quali sarebbero i candidati più probabili per coprire il ruolo di segretario del PD, e Diego ha elencato tre nomi: Nicola Zingaretti, anche se molto probabilmente diverrà il sindaco di Roma, Chiamparino e Matteo Renzi, l'attuale sindaco di Firenze.

La sua iniziativa alla Leopolda di Firenze ha fatto molto clamore, soprattutto perché Bersani non ha voluto parteciparvi, trasformando lo scisma interno al PD in un fenomeno mediatico enorme. E' stato un errore, secondo Diego, dare così tanto spazio alle polemiche quando sarebbe bastato semplicemente presentarsi alla Leopolda per disinnescare il "fenomeno Renzi". [video]

Dall'altra parte a Bologna, Pippo Civati e Debora Serracchiani hanno organizzato "Il Nostro Tempo", manifestazione che tuttavia non ha avuto lo stesso risalto sui media, probabilmente perché dal punto di vista della comunicazione non sono stati altrettanto accorti, sebbene avessero più contenuti condivisibili rispetto a Renzi. 

Diego non è volutamente andato ad alcuna delle manifestazioni durante il mese di ottobre, innanzitutto perché ha trovato avvilente e paradossale che ogni leader si organizzasse la propria iniziativa. Sarebbe stato decisamente più produttivo organizzarne una sola, in cui tutti avrebbero potuto discutere e confrontarsi. [video]

Non potevamo non chiedere dettagli aggiuntivi rispetto agli scontri di Manchester e di Piazza San Giovanni a Roma, a cui Diego ha assistito personalmente, e che ha analizzato in maniera approfondita, evidenziando le differenze tra il comportamento delle forze dell'ordine inglesi e quelle italiane. [video]

Infine Diego ha risposto alle domande di Cristiana Alicata riguardo alla posizione del PD rispetto al matrimonio gay e alle famiglie arcobaleno, riprendendo la lunga intervista che Diego stesso aveva fatto a D'Alema, e alla domanda di Luca Alagna rispetto al motivo per cui in Italia non si è creato un vero movimento Occupy. [video]

Invito tutti a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di dettagli e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu


Intervistato.com | Diego Bianchi

2011 was a year filled with important political events for Italy. Together with Diego Bianchi, author of Tolleranza Zoro, we have analyzed some of the most important of them, starting from the Manchester riots, to the 15th of October protests in Piazza San Giovanni in Rome, and finishing with Berlusconi's resignment.

Diego's special "Finale di Partita" has recently been aired by La7, and this interview is a more profound analysis of some aspects and facts that were only mentioned in the documentary.

First of all Diego has described the PD gathering in Piazza San Giovanni on the 5th of November, an event that had a lot of participants and was permeated by a positive atmosphere, waiting for the Berlusconi government to fall. PD Secretary Bersani has made his point very clearly regarding what he wanted to do afterwards: he was probably the most willing to go elections right away, both because the Democratic Party had the numbers at that time, and because otherwise at the next elections he would no longer be PD's secretary.

Everyone was aware of the risks of an unpopular transition government, with a compromised and dilluted presence in what was already seen as a "tears and blood" government[video]

We asked which would be the most probable candidates to cover the role of PD Secretary, and Diego has indicated three names: Nicola Zingaretti, even though he will probably become the Mayor of Rome, Chiamparino and Matteo Renzi, the current Mayor of Florence.

His initiative at the Florence Leopolda has originated a lot of discussione, especially because Bersani didn't want to participate, thus transforming the internal division of PD in a huge media phenomenon. It has been a mistake, in Diego's opinion, to give so much space to senseless discussions when it would have been so easy to just go to the Leopolda to "defuse" Renzi. [video]

On the other side, Pippo Civati and Debora Serracchiani have organized "Il Nostro Tempo", an event that hasn't had the same impact on media, probably because from a communication point of view they haven't been as resourceful, even though they had more content than Renzi.

Diego willingly didn't go to any of the events organized during the month of October, first of all because he thought it was quite strange that every leader organized their own initiative. It would have been much more productive to do just one, during which everyone would have been able to discuss and explain their position. [video]

We couldn't not ask some more details regarding the riots of Manchester and Rome, that Diego has seen in person, and that he analyzed in detail, stressing the differences between the behavior of the English and Italian police. [video]

Diego has also answered to Cristiana Alicata's question regarding PD's position when it comes to gay marriage and rainbow families, also explainaing part of a long interview he has done with D'Alema, and to Luca Alagna's question regarding the reason why in Italy we haven't had a proper Occupy movement. [video]

I invite everyone to view the full interview, much richer in detail and insight than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

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