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Berlusconi: "Presidente della Convenzione? Solo una battuta". Come quando prometteva un milione di posti di lavoro ed il rimborso dell'IMU.
— Il Triste Mietitore (@TristeMietitore) 08 maggio 2013
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giovedì 21 febbraio 2013
Se 5 stelle vi sembran poche
In questi giorni mi son capitati sotto gli occhi un paio di articoli che mi hanno sinceramente preoccupato. Sia Affari Italiani, sia Giornalettismo hanno pubblicato dei rumors raccolti in ambienti vicini al Partito Democratico che fanno un’analisi dei possibili movimenti elettorali verso il Movimento 5 Stelle, da questa settimana fino al voto.
Pare che da via del Nazzareno siano convinti che tutti i voti che Grillo poteva prendere al Pd li abbia già presi. Se il 5 Stelle dovesse crescere ancora lo farà esclusivamente a scapito del Pdl e della Lega Nord, intaccando il loro consenso e rendendo così più agevole la vittoria del centrosinistra non solo alla Camera, ma anche al Senato.
Rileggendo gli articoli ho notato che non erano firmati e che erano pieni di virgolettati ma non c’era neanche un nome e cognome a cui potessero essere riferiti. Insomma, potevano benissimo essere pezzi costruiti su chiacchiere da bar raccolte qua e là. Invece ho potuto verificare di persona che amici e conoscenti, molto più addentro al Pd di quanto non lo sia io, la pensano allo stesso modo; si sta facendo largo l’idea che, con un po’ più fatica del dovuto e meno vantaggio di quello che ci si poteva attendere, tutto sommato le elezioni siano già vinte e che Grillo, anche se prenderà un sacco di voti, sarà un problema più di Berlusconi che non di Bersani.
Ora, io mi auguro che queste voci trovino conferma lunedì 25, ma a sentir l’aria che tira qualche dubbio mi viene. Al di là delle piazze stracolme (o quasi) ad ogni comizio di Grillo, o della presenza massiccia del Movimento sui social media, è evidente che le proposte di Grillo stanno facendo presa. Il referendum sull’Euro, l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, la privatizzazione di due canali della Rai, il taglio dei costi della politica e la rinuncia ai rimborsi elettorali sono temi entrati nel dibattito politico. Per non parlare poi degli investimenti sulla banda larga o sulla green economy. Gran parte dei temi sollevati da Grillo sono presenti anche nel programma del centrosinistra, e non da oggi; alcune cose sono delle proposte su cui fare delle riflessioni, tante altre sono semplicemente sparate populiste irrealizzabili (come spiega bene Stefano Feltri su Il Fatto Quotidiano).
Se fossi in Pierluigi Bersani lascerei da parte la calcolatrice ed eviterei di mettermi a fare il toto ministri, come se tutto fosse già decisivo. Qualche giorno fa Francesco Costa su Il Sole 24 Ore illustrava molto bene come in Italia i voti in movimento da uno schieramento all’altro siano molto pochi. Esistono molti indecisi, che però non sono tali nel senso che non sanno per chi votare, ma non sanno se andare a votare per chi vorrebbero. In quest’ottica, il fatto che a una settimana dal voto ci sia ancora oltre il 30% dell’elettorato potenziale che si dice indeciso può rappresentare un’insidia per il centrosinistra perché temo che molti di quegli elettori non sanno bene se non fidarsi di nessuno o di chi promette di far saltare il banco.
C’è anche un precedente che dovrebbe far pensare. Nel 2008 tutti i sondaggisti quotavano la Lega Nord intorno al 4%. Quando si scrutinarono le schede però i voti raddoppiarono e il partito di Bossi chiuse al 8,3%. Quelli che però oggi possono sembrare “tatticismi”, domani diventeranno nodi politici da sciogliere. Come si relazionerà il futuro governo con il secondo movimento politico del paese? Avrà il coraggio, e i numeri, per fare da subito delle scelte significative e popolari come la riduzione dei costi della politica, o una modifica seria della legge elettorale e del conflitto di interessi? Metterà in agenda una riforma del mercato del lavoro, o trovare le tutele necessarie per i tanti lavoratori esodati? Riuscirà a vincere le resistenze delle tante forze politiche contrarie all’istituzione di diritti civili che in altri paesi occidentali sono all’ordine del giorno da anni?
Se lo farà, non solo accrescerà il consenso nel Paese ma metterà i parlamentari grillini di fronte a una scelta. Se essere fedeli ai loro elettori e ai loro programmi oppure a chi li ha candidati. Scelta che potrebbe rivelarsi molto scomoda e che metterebbe a nudo il populismo a 5 Stelle.
Jacopo Suppo | @jacoposuppo
If 5 stars aren't enough
About a month away from the vote, the elections campaign has given us two revivals I personally didn't miss. The first, the most obvious, is the Berlusconi 16:9. According to the calculations of La Stampa a few days ago, from the Christmas vacations until last week, Berlusconi has been on air for 63 hours, a little more than Monti and a lot more than Bersani.
Yet another descent on the field that this time has the declared goal of "making the country impossible to rule", as Berlusconi himself has states. A sense of responsibility directly proportional to his height.
The second return, this time in the field of center-left, is of the "useful vote". It seems that there have been contacts between PD and Ingroia in order to find an agreement in Lombardia, Veneto, Campania and Sicily regarding the lists at the Senate.
The picture seems pretty simple to me. PD and SEL are the only ones that in these elections are running to win. The others run either to represent a part (center right), or to give voice to all the insatisfactions of Italy (Grillo), or to try to be determinant in the composition of the future Parliament majority (Monti). It's still unclear why Ingroia is running. His initial idea, to give Parliament representance to movements, to associations and to a whole series of civic sobjects that are often at the sides of official politics, had a logic, a political dignity but most of all I thought it would be a winner at an elections level.
Too bad that in a matter of weeks the inspirators of this elections cartel have been set aside by the various Di Pietro, Ferrero, Diliberto and company, transforming Civil Revolution in a group of weirdos that would make you miss the disappeared "Sinistra Arcobaleno". The only goal remained to the ex judge of Palermo is to break the balls to Bersani and Vendola, hoping that in Campania and Sicily they will get enough votes so there will be no majority at the Senate. The same tactic used by Berlusconi who has recovered the Northern League in order to get some votes in Lombardia and Veneto.
Now, there's no agreement or appeal for a useful vote that will work here. It would be a mistake to panic and throw away all the work done so far by only showing the tactic or the numbers that never truly work out.
Here we can only make the voters understand that, with all the defects and also some contradictions, only PD and SEL can guarantee a serious and stable government. Today, only the Italia Bene Comune coalition can guarantee more equity and attention towards who pays taxes and more severity towards who doesn't, or directs capitals abroad, more civil rights for who hasn't got any, more social justice and equality in the labor market. And then green politics, broadband, technological innovation, more generational rechange, more law enforcement, and so on. No useful vote. A responsible vote.
Who wants to be a part of this idea of Italy can choose PD or SEL, hoping in a good result that will allow the coalition to govern without being blackmailed, aware of the fact that it will be no piece of cake. Whoever chooses otherwise is probably content with the current situation.
Jacopo Suppo | @jacoposuppo
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giovedì 13 dicembre 2012
L'#Opinionedeifatti: Chiudete l'Internet
Riflessioni ad alto tasso di THC: democraticamente, dal basso, vorrei mandarvi tutti affanculo. Così, per sentirmi un po' grillino e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Essere grillini è come praticare uno sport estremo: non sei di destra, non sei di sinistra, non sei un radicale, ma grazie ad un paradigma di politica ad cazzum hai la possibilità di accettare scelte organizzative imposte dall'alto, ma con una parvenza di collettivo e collaborativo. Sostanzialmente è come iscriversi al forum di Spinoza, con la differenza che il blog di riferimento non pubblica battute, ma sfuriate di Beppe Grillo.
Lo stesso Grillo che, dalla sua utenza admin, distribuisce direttive allo staff, che provvede a coinvolgere la community e a far sentire tutti parte di un bellissimo gioco dell'oca che ha come traguardo la democrazia, la rivoluzione e la libertà.
32.000 votanti alle "Parlamentarie". Jocelyn, su Rai2, faceva 4 milioni di telespettatori. Vuoi mettere? Con numeri del genere avrebbe potuto candidarsi GialloZafferano (ma poi chi l'avrebbe spiegato a Bersani?)
Il tutto perché la community web dei grillini è sostanzialmente un Frankenstein ideologico, un'ammucchiata di ambientalisti, vegani, alternativi, indignati, disobbedienti, 99%s, popoli viola, popoli arancioni, blogger, luttazziani delusi, casalinghe disperate e fan di Dexter. Gente che passa la giornata su facebook, twitter, youtube, che si fa ragione a colpi di link su wikipedia, che conosce a memoria gli editoriali di Travaglio e non si fa mancare una spolverata di Saviano. Gente a cui una volta stava simpatico Di Pietro (a qualcuno, per un certo periodo, stava simpatico pure Gianfranco Fini). Ma le community non sono fatte per salvare i Paesi o per fare le rivoluzioni. Pensate che in Egitto, Libia e Tunisia abbiano abbattuto i governi guardando Servizio Pubblico, in streaming, tutti i giovedì?
E come lo governi un Paese come l'Italia con una creatura del genere? Se il piano è vestire la bestia in frac e rimettersi a cantare Puttin' on the Ritz per i prossimi 20 anni, no, grazie, abbiamo già dato. Ma se riuscite ad immaginarvi uno scenario plausibile, perché non ce lo fate leggere nei commenti? È così che funziona tra grillini, oppure no?
Sì, ok, e poi chiudiamo l'Internet, come promesso.
Dopo, però. Adesso non posso.
Sono impegnato a trollare il Papa.
Gaspare Bitetto | @waxenit
Close the Internet
Democratically, from down below, I'd like to send you all to hell. Just to feel a bit like a Grillo fan and see what it's like.
Being a Grillo fan is like practicing extreme sports: you're not on the right, not on the left, you're not a radical, but thanks to a paradigm of fucked up politics you have the possibility of accepting organizing choices that are imposed from above, but with an impression of collective collaboration. Substantially it's like signing up to Spinoza, with the difference that the blog doesn't publish jokes, but Beppe Grillo's angry posts.
The same Grillo who, from his admin user, distributes directives to the staff, which engages the community and makes everyone feel part of a beautiful game with the goal of democracy, revolution and freedom. 32.000 voters at the Parlamentaries. Jocelyn, on Rai 2, had 4 milion viewers. Can you imagine? With these numbers, even GialloZafferano could have candidated (but then who would have explained to Bersani?).
Everything because the Grillo community is basically an ideological Frankenstein, a mix of environmentalists, vegans, alternatives, disobbedients, 99%s, violet people, orange people, bloggers, disappointed luttazzians, desperate housewives and Dexter fans. People who spend their day on Facebook, Twitter, YouTube, that claims to be right with links on Wikipedia, who know Travaglio's editorials by heart and even a bit of Saviano. People who once liked Di Pietro (someone, for some time, even liked Gianfranco Fini). But communities aren't made to save countries or do revolutions. Do you think that in Egypt, Libya and Tunisia they overthrown the regimes by watching Servizio Pubblico in streaming every Thursday night?
And how do you even rule a country like Italy with a creature like that? If the plan is to dress the beast in a suit and go back to singing Puttin' on the Ritz for the next 20 years, no thanks, we've already been there. But if you imagine a plausible scenario, why don't you let us read it in the comments?
That's how it works among Grillo fans, isn't that right?
Yeah, ok, and then we close the Internet, as promised.
Later, though. Not I can't.
I'm busy trolling the Pope.
Gaspare Bitetto | @waxenit
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