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mercoledì 4 gennaio 2012

Prossimamente: Jason Falls @jasonfalls



Jason Falls è uno dei più noti esperti di social media marketing degli Stati Uniti, nonché fondatore di Social Media Explorer, blog elencato tra i top 10 più autorevoli in materia di social media.

Oggi avremo il piacere di intervistare Jason Falls, autore, esperto di social media e CEO. Il suo è un nome che continua a comparire nelle conversazioni e nelle liste dei più grandi leader e pensatori nel mondo del social media marketing. E' uno dei pochi professionisti con diversi premi per strategie di social media, e nel 2009 ha vinto il Sammy Award per il suo lavoro sul progetto Jim Beam "Remake". Professionista delle pubbliche relazioni e grande produttore di contenuti, Falls ha fatto consulenze per brand Fortune 100, corporation regionali e startup fin dagli albori del social media marketing a metà degli anni 2000.

Le riflessioni di Jason sui social media sono state pubblicate sia online che in cartaceo in diverse forme, incluse alcune interviste da parte di media outlet online di punta. E' stato inoltre ospite di numerosi podcast molto conosciuti, incluso "Six Pixels of Separation" di Mitch Joel. Contribuisce occasionalmente al Forbes Magazine's Marketshare in una serie di discussioni video con Aaron Perlut.

Gran parte del suo lavoro come stratega è culminato nel suo primo libro, No Bullshit Social Media: The All Business, No-Hype Guide to Social Media Marketing, scritto in collaborazione con Erik Deckers e pubblicato nel mese di Settembre 2011. Porta il suo sarcasmo tagliente, le riflessioni del suo campo di expertise e aiuto pratico alle audience di tutto il mondo con talk regolari. Ha partecipato come speaker sia a conferenze che a riunioni corporate private in tre continenti.

Jason è l'ex presidente e co-fondatore di Social Media Club Louisville. Fa parte anche del Board di Direttori per il National Center for Family Literacy (NCFL) e la Louisville Free Public Library Foundation.

Naturalmente se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu





Coming up soon: Jason Falls

Today we'll have the pleasure of interviewing Jason Falls, author, keynote speaker and CEO. He continues to be a name that surfaces at or near the top of conversations and lists of thought leaders and top thinkers in the emerging world of social media marketing. And for good reason. He is one of the few industry professionals with awards for social media strategy under his belt, having won a 2009 Sammy Award for his work on the Jim Beam “Remake” project. A public relations professional by trade and prodigious content producer, Falls has advised Fortune 100 brands, regional corporations and technology startups since the “early days” of social media marketing in the mid-2000s.

Falls’s thoughts on social media have been captured in print and on-line in various forms, including interviews by some of the leading online media outlets. He has been a guest on numerous popular podcasts, including Mitch Joel’s Six Pixels of Separation. Falls is also an occasional contributor to Forbes Magazine’s Marketshare in a video discussion series with Aaron Perlut.

Much of his work as a strategist culminated in his first book, No Bullshit Social Media: The All-Business, No-Hype Guide To Social Media Marketing, co-authored with Erik Deckers, which published in September 2011. He brings his sharp wit, industry insights and down-to-earth helpfulness to audiences around the globe with regular speaking engagements as well. He has spoken to both conference and private corporate audiences and on three continents and in four countries.

Falls is a former president and co-founder of the Social Media Club Louisville. He also serves on the Boards of Directors fro the National Center for Family Literacy (NCFL) and the Louisville Free Public Library Foundation.

Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

lunedì 19 dicembre 2011

10minuticon Antonio Lupetti @woork



Con Antonio Lupetti, fondatore di Woorkup.com e noto blogger italiano, abbiamo parlato sia della nascita e dell'evoluzione del suo blog, sia delle differenze tra utenza italiana e americana nella fruizione di contenuti legati a Internet e tecnologia.


Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Lupetti, noto blogger italiano autore di Woorkup.com.

Woorkup è nato due anni fa come sito di tutorial sul web design, ma col tempo Antonio ha iniziato ad allargare lo spettro degli argomenti per includere anche Internet, social media e tecnologia. Inizialmente il blog era completamente in inglese, e solo in un secondo momento è passato ad avere articoli anche in italiano, che attualmente costituiscono la maggioranza dei post.

Il cambiamento è avvenuto perché secondo Antonio in Italia c'è ancora poco contenuto di questo tipo, ed attirare traffico diventa molto facile soprattutto per un blog come Woorkup, che si è già costruito una notorietà e una base di lettori molto ampia. Il passaggio è stato utilissimo ed ha avuto un successo inaspettato: il traffico dall'Italia è incrementato in maniera significativa, grazie anche ad un ottimo posizionamento del sito su Google.

I numeri di Woorkup sono molto interessanti: 15.000 visite al giorno da parte soprattutto di utenti italiani, tenendo in considerazione il fatto che i post in inglese attirano moltissimi lettori dall'estero. Ad esempio in occasione della pubblicazione di un'infografica sull'acquisizione di Google, ripresa da FastCompany, le visite hanno toccato un picco di 50.000 al giorno. [video]

Le prospettive per il futuro consistono nel rafforzare la leadership di Woorkup in Italia e aumentare i numeri delle visite: esistono dei prodotti editoriali con più autori che contribuiscono agli articoli, ma Antonio vuole portare avanti il concetto di "single man blog".
Molte persone si sono mostrate interessate a scrivere sul blog, quindi è ragionevole pensare che in un futuro non troppo lontano Woorkup possa diventare una vera e propria testata editoriale con una propria redazione. Almeno per adesso, tuttavia, Antonio rimarrà l'unico autore dei post e videopost di Woorkup[video]

A suo avviso i tempi sono ormai maturi per testate come Mashable o Techcrunch: in Italia non ci sono molti blog legati a una figura singola che abbiano molta visibilità e che riescano a fare numeri molto alti. Woorkup inaspettatamente riesce a fare entrambe le cose e potrebbe costituire la leva fondamentale per creare una testata italiana forte.
Naturalmente il numero delle visite deve essere pesato in quanto il mercato italiano è molto più ristretto e chi si interessa di tecnologia in Italia generalmente attinge direttamente alle fonti americane. [video]

Paradossalmente i post in inglese toccano grandi numeri per contenuti innovativi, come ad esempio le infografiche, mentre i post generali sono i più letti dagli utenti italiani. Manca infatti un hub che costituisca il centro di informazioni che aggreghi i contenuti: l'obiettivo è di sviluppare Woorkup appunto in questa direzione, senza però tralasciare gli articoli in inglese, costituiti fondamentalmente da tutorial sul web design. [video]

Abbiamo chiesto quali siano le sue fonti di informazione: innanzitutto i feed dei blog ufficiali di alcuni siti e testate giornalistiche importanti, come Facebook, Google, Twitter, Foursquare, ma anche l'Huffington Post o Business Insider.
Un aspetto interessante è il diverso approccio che i lettori italiani hanno nell'interazione con i siti web, infatti c'è una predisposizione maggiore a commentare rispetto ai post in inglese, che invece vengono condivisi molto di più attraverso i social media. [video]

Abbiamo concluso con le prospettive per il futuro: Antonio vuole focalizzarsi sulle notizie multimediali, quindi sta sviluppando un format video per attirare altro traffico anche attraverso YouTube e Vimeo.

Invito dunque alla visione dell'intervista, molto più ricca di informazioni e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu


10 minutes with Antonio Lupetti

A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Antonio Lupetti, famous Italian blogger and author of Woorkup.com.

Woorkup was born two years ago as a web design tutorial site, but in time Antonio started widening the topics horizon to include Internet, social media and technology. Initially his blog was entirely in English, and only after a while he started posting in Italian as well. Italian posts are now the majority inside Woorkup.com.

The change happened because Antonio thinks there's too little content of this type in Italy, and getting traffic is quite easy for a blog like Woorkup, which already has a stable and wide user base. The shift was extremely useful and has had an unexpected success: the traffic from Italy increased drastically, also thanks to great positioning on Google.

Woorkup's numbers are quite interesting: 15.000 visits/day mostly from Italian users, but English posts still bring many readers from abroad. When he published an infographic about Google's acquisition, reposted by FastCompany, the visits reached a peak of 50.000/day. [video]

The future perspectives consist in reinforcing Woorkup's leadership in Italy and increasing the visits: Italy has some editorial products with several authors contributing to write the articles, but Antonio wants to bring ahead the concept of "single man blog". Many people have shown interest in writing on Woorkup, so it is reasonable to think that Woorkup will become a real magazine, with its own editorial staff, but at least for now Antonio is the only author of posts and videoposts on Woorkup. [video]

In his opinion the times are ripe for magazines like Mashable or Techcrunch: in Italy there aren't many blogs linked to one single figure that have great visibility and make great numbers. Woorkup manages to do that, and could constitute the lever to create a strong Italian magazine.
Of course the number of visits must be weighted since the Italian market is much smaller, and whoever is interested in technology usually goes directly to the original, American sources. [video]

The English posts have the most visits when they have innovative content, such as infographics, while general posts are the most read by Italian users. There is no hub that can constitute the center of information to aggregate the content: the goal is to transform Woorkup in this direction, without leaving out English posts. [video]

We asked Antonio what his sources are: mostly official blogs of some important websites and magazines, such as Facebook, Google, Twitter, Foursquare, but also Huffington Post and Business Insider. One interesting aspect is the different approach Italian readers have in the interaction with websites, there's a tendency to leave more comments than on an English post, that usually get shared a lot on social media. [video]

We finished with the perspectives for the future: Antonio wants to concentrate on multimedia news, so he's developing a video format meant to get more traffic through YouTube and Vimeo.

I invite everyone to view the full interview, much richer in information and insight than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

sabato 17 dicembre 2011

10minuticon Stefano Mizzella @stefanomizzella



Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge, ha spiegato che cos'è la gamification e in quali modi questa può essere impiegata nel marketing, per coinvolgere i clienti, gli utenti, ma anche e soprattutto i dipendenti delle aziende per rendere più produttive le attività di business.


Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge.

Innanzitutto abbiamo chiesto a Stefano quale sia la sua definizione di gamification: in sostanza si tratta dell'utilizzo del gioco in ambiti che non sono ludici, e che possono spaziare dal marketing alla comunicazione, all'innovazione, collaborazione e business.

Attualmente la gamification sta attraversando una fase di hype, tutti ne parlano ed è diventato un fenomeno alla moda, portando alla creazione di definizione più ortodosse e altre più ibride, ma ad ogni modo è qualche cosa che appassiona. Stefano, pur non essendo un game designer o un esperto di giochi, ne sta seguendo le evoluzioni con attenzione e senso critico.
Il suo maggiore interesse è nel capire in che modo le meccaniche, le dinamiche del gioco possano avere risultati all'interno dell'attività professionale, per coinvolgere meglio sia clienti che dipendenti. [video]

Abbiamo parlato quindi di alcuni esempi di utilizzo delle dinamiche del gioco da parte delle aziende con i propri clienti,  primo fra tutti il caso Starbucks in associazione con Foursquare, ma la vera difficoltà è portare il gioco dentro l'azienda, dove ci si scontra con ostacoli molto più grandi. Tutto ciò che è legato all'ambito ludico è visto come una minaccia per l'attività lavorativa, ma in realtà molte delle strategie utilizzate verso l'esterno possono essere portate all'interno per migliorare la produttività. [video]

Alcuni parallelismi sono già evidenti, come la corrispondenza tra la intranet aziendale e Facebook, piuttosto che quella tra il check-in su Foursquare e il timbrare il cartellino: le modalità del gioco possono cambiare in meglio il comportamento. Si tratta quindi di un'applicazione delle dinamiche del gioco non fine a se stessa, ma intesa come vettore di cambiamento su diversi livelli, ovvero collaborazione, innovazione e leadership. [video]

Per quanto riguarda il lato collaborazione, una prima applicazione sarebbe possibile a livello di intranet. Molte aziende pensano che basti avviare l'intranet e tutti gli utenti smetteranno di usare le email e cominceranno ad aggiornare status e a condividere elementi professionali, ma questo non accade quasi mai proprio perché manca il coinvolgimento. Applicare dinamiche del gioco a un contesto di collaborazione interna come la intranet può avere risultati positivi, soprattutto se l'azienda incentiva le dinamiche di competizione e sfida veicolate dal gioco. [video]

L'innovazione può diventare partecipativa, collaborativa: anche i dipendenti di livello medio/basso hanno una voce e possono esprimere la propria idea e la propria opinione. Nascono così le piattaforme di idea management, su cui però a sfidarsi ed entrare in competizione sono le idee, generando competizione anche tra chi quelle idee le ha proposte, magari attraverso un sistema di punti. [video]

Naturalmente non tutto è "gamificabile", le dinamiche del gioco non posso essere applicate, come alcuni dicono, a qualsiasi tipo di prodotto e a qualsiasi tipo di business. I game designer, in particolare, considerano il gioco qualcosa di più importante, che ti deve immergere in un'esperienza ben più significativa di una semplice raccolta di punti. Bisogna quindi capire le reali motivazioni e i reali bisogni dei dipendenti che si vogliono sollecitare attraverso il gioco.

E' difficile infatti coinvolgere i dipendenti in un'ottica comportamentistica, promettendo gadget di valore più o meno alto in cambio della partecipazione alle discussioni. Si deve invece capire come la partecipazione e l'attitudine alla competizione migliora il modo in cui si lavora, portando vantaggi sia per il singolo che per l'azienda. [video]

Abbiamo parlato anche di modelli freemium, dell'evoluzione della gamification in ambito aziendale e le tattiche e le strategie che sarà necessario implementare affinché le applicazioni non rimangano sterili, ma portino ad effettivi benefici.

Invito tutti alla visione dell'intervista, molto più dettagliata e ricca di informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu


10 minutes with Stefano Mizzella

A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge.

First of all we asked Stefano what his definition of gamification is: basically it's the use of game dynamics in context that aren't linked to games, and that can rage from marketing to communication, to innovation, collaboration and business.

At the moment gamification is in a period of hype, everybody's talking about it and it has become an up-to-date feature which leads to the production of several definitions, both orthodox and hybrid, but by any means it's a topic people are very passionate about. Stefano, even though he's not a game designer or a game expert, is following the evolution with great attention.
His main interest is understanding in what ways game mechanics can bring results inside the professional activity, with the goal of engaging both clients and employees. [video]

We talked about some examples of use of game dynamics in businesses, first of all the Starbucks case in association with Foursquare, but the real trick is bringing games inside the company, where you find much greater resistance. Everything that has to do with games is seen as a threat for the working activity, but in reality many of the strategies used towards clients can be brought inside to increase productivity[video]

Some parallels are already self-explanatory, such as the intranet - Facebook parallel, or the Foursquare check-in - clocking parallel: game dynamics can change behavior and make it better. We're talking about an application of game mechanics that is seen as a vector of change on different levels, collaboration, innovation and leadership. [video]

As for the collaboration aspect, a first possible application would be possible at an Intranet level. Many companies think they will just have to start the intranet and all users will stop using emails and start updating their status and sharing professional content, but this hardly ever happens because there is a severe lack of engagement. Applying game dynamics to an internal collaboration context such as the intranet can bring to positive results, especially if the company incentivates competition dynamics through games[video]

Innovation can become collaborative: even medium/low level employees have a voice and can express their ideas and opinions. This is how idea management platforms are born, on which ideas compete and generate competition among those who have proposed them through a system of points of badges. [video]

Of course not everything can be "gamified", game dynamics cannot be applied, as some say, to any kind of product or any kind of business. Game designers, in particular, consider games as something more important, that must bring you an experience that goes further than just getting points. Companies must understand the true motivations and real needs of the employees they want to engage through games.

It is very difficult to engage employees in a behavioral optic, by promising gadgets in exchange for participation. They must understand how participating and competition make work better and bring benefits both for the employee and the company. [video]

We also talked about freemium models, the evolution of gamification in companies and the tactics and strategies they will have to implement in order to actually bring benefits to the company.

I invite everyone to view the full interview, much more detailed and rich in information than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

domenica 20 novembre 2011

Prossimamente: Brian Solis @briansolis



La prossima intervista sarà con Brian Solis, direttore di Altimeter Group e uno degli esperti di nuovi media più conosciuti al mondo.

Tra qualche giorno avremo il piacere di intervistare Brian Solis, marketing executive americano attualmente direttore di Altimeter Group.

Solis è riconosciuto a livello globale come uno dei più importanti thought leader e autori sui nuovi media. Analista digitale, sociologo e futurista, Solis ha studiato e influenzato gli effetti dei media emergenti sul business, marketing, editoria e cultura.

In Altimeter, Brian lavora con le aziende sulle strategie con nuovi media e le cornici per costruire ponti tra aziende e consumatori, dipendenti, e altri stakeholder importanti. In più, è specializzato nel cambio di management per aiutare le aziende (e le leadership team) a introdurre nuove risorse, sistemi e processi media e strati di management per riuscire ad eccellere realmente intorno all'utente connesso. Come risultato CRM Magazine ha nominato Brian come influential leader del 2010.

Prima di passare in Altimeter, Solis era direttore di FutureWorks, dove ha fondato un'agenzia creativa e di consulenza business per i nuovi media nel 1999. Attraverso FutureWorks, Solis ha condotto programmi interattivi e sociali per aziende Fortune 500, celebrità e startup web 2.0.

Il suo blog, BrianSolis.com, è tra le risorse online di punta  nel mondo per il business e il marketing, classificato nel primo 1% dei blog tracciati da Technorati. E' classificato anche come una delle voci di punta nell'indice AdAge Power 150 dei blogger che si occupano di marketing nel mondo. Inoltre ha contribuito in FastCompany, BusinessWeek, AdAge, Harvard Business Review e Mashable.

Speaker ricercatissimo, Solis condivide attivamente la sua visione e le sue esperienze attraverso keynote e presentazioni in eventi in tutto il mondo per aiutare le organizzazioni a capire ed abbracciare le dinamiche che definiscono l'ascesa del consumismo sociale, il social business e i loro impatti sui mercati, il comportamento e la cultura.

Solis ha scritto attivamente di nuove strategie di marketing e business dalla metà degli anni '90 per documentare come il Web stava ridefinendo l'industria delle comunicazioni - ha coniato PR 2.0 prima di concentrare i suoi sforzi sugli impatti più grandi sul futuro dei media, del commercio e della cultura. E' stato anche tra i primi thought leader che hanno lavorato per organizzare e definire il movimento "Social Media" per stabilire una categoria definitiva di media.

Il suo libro più recente, The End of Business as Usual, esplora ogni strato della rivoluzione complessa dei consumatori che sta cambiando il futuro del business, dei media e della cultura. Man mano che i consumatori si connettono tra di loro, una rete di informazioni vasta ed efficiente prende forma e inizia a guidare le esperienze, le decisioni e i mercati. In breve, qualcosa di dirompente.

E' autore anche di libri come Engage!, Putting the Public Back in Public Relations, Now is Gone, ed è autore della prefazione di molti altri, tra cui Social Media ROI e The Hidden Power of your Customers, giusto per citarne alcuni.

Avremo modo di parlare di social media, social commerce, il modo in cui i nuovi media hanno cambiato i mercati e il modo di intendere il marketing e il business.

Naturalmente se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu




Coming up soon: Brian Solis

In a few days we'll have the pleasure of interviewing Brian Solis, principal at Altimeter Group, a research-based advisory firm.

Solis is globally recognized as one of the most prominent thought leaders and published authors in new media. A digital analyst, sociologist, and futurist, Solis has studied and influenced the effects of emerging media on business, marketing, publishing, and culture.

At Altimeter, Brian works with businesses on new media strategies and frameworks to build bridges between companies and customers, employees, and other important stakeholders. Additionally, he specializes in change management to help businesses (and the leadership team) introduce new media resources, systems and processes, and management layers to effectively embrace and excel around the connected customer. As a result, CRM Magazine named Brian as an influential leader of 2010.

Prior to joining Altimeter, Solis was principle of FutureWorks, founding a creative agency and business consultancy for new media in 1999. Through FW, Solis led interactive and social programs for Fortune 500 companies, notable celebrities, and Web 2.0 startups.

His blog, BrianSolis.com is among the world’s leading business and marketing online resources, ranking among the top 1% of all blogs tracked by Technorati. He is also ranked as one of the leading voices in the AdAge Power 150 index of worldwide marketing bloggers. He has also contributed to FastCompany, BusinessWeek, AdAge, Harvard Business Review, and Mashable.

As a sought-after speaker, Solis actively shares his vision and experiences through keynotes and presentations at conferences and events worldwide to help organizations understand and embrace the dynamics defining the rise of social consumerism, social business, and its impact on markets, behavior and culture.

Brian Solis has been actively writing about new marketing and business since the mid 90s to document how the Web was redefining the communications industry — he coined PR 2.0 along the way before focusing his efforts on the greater impacts on the future of media, commerce, and culture. He was also among the original thought leaders working to organize and define the “Social Media” movement to establish a definitive media category.

His most recent book, End of Business as Usual, explores each layer of the complex consumer revolution that is changing the future of business, media, and culture. As consumers further connect with one another, a vast and efficient information network takes shape and begins to steer experiences, decisions, and markets. It is nothing short of disruptive.

He is also the author of books such as Engage!, Putting the Public back in Public Relations and Now is gone, and he has written the preface of many books, among which Social Media ROI and The Hidden Power of Your Customers, just to name a few.

We'll have the chance to speak about social media, social commerce, the way new media have changed the markets, marketing and business.

Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

venerdì 14 ottobre 2011

Prossimamente: Nicola Mattina @nicolamattina



Fra poche ore avremo il piacere di intervistare Nicola Mattina, esperto di social media e comunicazione corporate, nonché fondatore e CEO di Elastic.

Nato nel 1970, si è laureato in Economia all'Università La Sapienza di Roma.
E' un consulente di direzione con oltre quindici anni di esperienza nel settore della comunicazione d’impresa, di cui ha toccato molte discipline specialistiche: relazioni pubbliche, comunicazione interna, branding, comunicazione online, annoverando tra i suoi clienti TelecomFinmeccanicaIl Sole 24 Ore, la Polizia di Stato e il Comune di Firenze, per citarne alcuni.

E' il fondatore e CEO di Elastic, una società di consulenza che contribuisce al successo del cliente ideando e sviluppando la dimensione digitale di organizzazioni e progetti sotto il profilo della comunicazione, del marketing e dell’organizzazione.

Con l’obiettivo di esplorare gli spazi digitali e studiare le conseguenze dei media sociali sulle persone, le aziende e le istituzioni, ha dato vita al Club dei media sociali, istituto di ricerca e think tank che raccoglie oltre 800 professionisti del settore in Italia.

Scrive di spazi digitali nel suo blog e su Nova 24 del Sole 24 Ore e ne parla frequentemente in occasione di conferenze e seminari. Inoltre è stato docente di "Comunicazione corporate e nuovi media" all'Accademia di Comunicazione di Milano.

Avremo modo di parlare di nuovi media, comunicazione corporate, i problemi della comunicazione aziendale e le strategie di utilizzo dei social media da parte delle aziende, tanto per citare alcuni temi.

Naturalmente, se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu

Photo credit: Luca Mascaro





Coming up soon: Nicola Mattina

In just a few hours we'll have the pleasure of interviewing Nicola Mattina, social media and corporate communication expert.

Born in 1970, he graduated in Economy at the La Sapienza University in Rome.
He is a management consultant with a strong experience in the field of corporate communication and marketing. He had the opportunity to delve into several specialties: public relations, internal communication, branding, online communication, with clients such as TelecomFinmeccanicaIl Sole 24 Ore, the Polizia di Stato and Comune di Firenze, just to name a few.

He is the founder and CEO of Elastic, a consultancy company that contributes to the client's success by creating and developting the digital dimension of organization and projects in the fields of communication, marketing and organization.

With the goal of exploring digital spaces and studying the consequences of social media on people, companies and institutins, he founded the Social Media Club, a research institute and think tank that counts over 800 field experts in Italy.

He writes about digital spaces on his blog and on Nova 24 - Il Sole 24 Ore and he is frequently invited to conferences and seminars as a speaker and teacher. He has also been "Corporate communication and new media" teacher at the Communication Accademy in Milan.

We'll have the chance to talk about new media, corporate communication, the typical problems of company communication and the usage strategies of social media inside companies, just to name a few topics.

Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

domenica 4 settembre 2011

Prossimamente: Antonio Pavolini @antoniocontent



Domani avremo il piacere di intervistare Antonio Pavolini, attualmente Senior Analyst nella divisione Media Industry - Innovation & Industry Relations di Telecom Italia.

Dopo essersi laureato in Scienze Politiche all'Università La Sapienza di Roma, ha svolto un periodo di stage presso il Financial Times a Londra, per poi diventare collaboratore de Il Sole 24 Ore.

Antonio lavora da oltre 15 anni nel settore dei media. Dopo una serie di esperienze presso affermate multinazionali delle PR, come Burson-Marsteller e Brodeur, è stato Responsabile della Comunicazione in Saritel (Gruppo Telecom Italia), per poi curare le attività di Marketing Communications in IT Telecom, l'azienda del Gruppo impegnata nel mercato dei Servizi di Certificazione Digitale.

Dal 2009 si occupa, nell'ambito della funzione Strategy del Gruppo Telecom Italia, dell'analisi degli scenari e dell'elaborazione delle strategie nel settore dei Media.
Dal 2011, nell'ambito della funzione Innovazione, si occupa di valutare potenziali partnership con start-up impegnate in progetti di creazione e distribuzione di contenuti multimediali.

Esperto delle issues del mercato dell’Information & Communication Technology, partecipa regolarmente come relatore a eventi sui nuovi media e sul Web 2.0, come il Telco 2.0 Executive Brainstorming, il Mobile Media Symposium, e i vari BarCamp nazionali e internazionali.

Oltre a svolgere docenze e collaborazioni in ambito accademico, dal 2008 è membro del Teaching Committee del Master Universitario in Marketing Management (MUMM) della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università “La Sapienza” di Roma”.

Nel 2007, insieme a Daniela Apollonio, ha condotto per Radio ImagoProxy Bar, una trasmissione settimanale dedicata alle culture digitali. Nel 2008, insieme a Marco Traferri ha ideato e condotto “Mutazioni Digitali, un talk show in onda online incentrato sul confronto tra esponenti dei mainstream media e dei nuovi media.

Nel 2010-2011 ha ideato e condotto “Conversational“, trasmissione radiofonica omonima al suo blog, in onda su Radio Popolare Roma nel corso della quale ha esplorato, con ospiti in studio e in collegamento telefonico, l’impatto dei social media nell’economia, nella cultura, nella politica e nella vita quotidiana delle persone.

Avremo modo di parlare di new media, convergenza tra media e possibili scenari futuri, giusto per citare alcuni temi.

Naturalmente, se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu





Coming up soon: Antonio Pavolini

Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Antonio Pavolini, currently Senior Analyst in the Media Industry - Innovation & Industry Relations division in Telecom Italia.

After the degree in Political Science at the University La Sapienza in Rome, he did his internship at the Financial Times in London, and then became a contributor for Il Sole 24 Ore.

Antonio has been working for 15 years in the field of media. After a series of experiences in important multinationals of PR, like Burson-Marsteller and Brodeur, he has been the Responsible for Communication in Saritel (Gruppo Telecom Italia), and then managed the activities of Marketing Communications in IT Telecom, a company of the group which was dedicated to the market of Digital Certification Services.

In 2009 he started working in the Strategy function of the Telecom Italia Group, dealing with scenario analysis and elaboration of strategies in the Media sector.
In 2011 he started working in the Innovation function, in which he evaluates potential partnerships with start-ups that deal with creation projects and distribution of multimedia content.

He is an expert of the issues of the market of Information & Communication Technology, and he participates regularly as a speaker in events on new media and Web 2.0, such as Telco 2.0 Executive Brainstorming, the Mobile Media Symposium as well as in several national and international Barcamps.

In addition to teaching and collaborating with universities, since 2008 he has been member of the Teaching Committee of the Master in Marketing Management of the Faculty of Economy and Commerce of the University La Sapienza in Rome.

In 2007, together with Daniela Apollonio, he conducted "Proxy Bar" for Radio Imago, a weekly broadcast dedicated to digital cultures. In 2008, together with Marco Traferri he created and conducted "Digital Mutations", a talk show broadcasted online which focused on the parallel between representatives of mainstream media and new media.

In 2010-2011 he created and conducted Conversational, broadcasted by Radio Popolare Roma, during which he has explored, with guests inside the studio and on the telephone, the impact of social media in economy, culture, politics and people's every day lives.

We'll have the chance to talk about new media, convergence of media and possible future scenarios, just to name a few topics.

Of course, if you want to propose a questions, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

giovedì 25 agosto 2011

Prossimamente: Gianluca Diegoli @gluca



Domani avremo il piacere di intervistare Gianluca Diegoli, online marketing & e-commerce strategist e manager nonché autore di [mini]marketing, attualmente uno dei blog più influenti in Italia.

Laureato in Economia aziendale e con una specializzazione in Marketing dell'Università Bocconi di Milano, Gianluca ha collaborato con numerose aziende e startup in qualità di consulente di Business development, strategy e marketing.

Nel dicembre 2008 ha pubblicato un libro per Simplicissimus Book Farm, "91 discutibili tesi per un marketing diverso" che è stato scaricato in più di 20.000 copie, ed è stato in seguito distribuito anche in forma cartacea.

Gianluca stesso scrive, a proposito di Minimarketing.it: "in particolare riguarda le mie convinzioni sul marketing, non più metodo di circonvenzione degli incapaci ma come elemento di miglioramento della qualità della vita, pensato per le persone, dalle persone e con le persone, cercando di dimostrare che - alla fine – ciò conviene anche alle aziende; internet è al centro di tutto questo, ma appunto per questo deve ricordarsi sempre di avere la realtà attorno."

Autore di svariati libri e articoli, ha scritto un manuale per la vendita online e l’e-commerce, rivolto a imprenditori e manager per la collana Economia e Management de Il Sole 24 Ore.
A marzo 2011 è uscito Social Media Marketing – Manuale di Comunicazione Aziendale 2.0 in cui ha scritto il capitolo sulla reputazione online, sulla gestione delle crisi sui social media e sul ruolo degli influencer.

E' stato inoltre ospite, in qualità di esperto di marketing, di Current.tv, Apogeo, Radio 24, Wired, RadioRai e Class-CNBC.

Avremo modo di parlare delle 91 tesi, del Cluetrain Manifesto, marketing online, unmarketing, social commerce, social media, e molto altro.

Naturalmente se avete una domanda da proporre, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu





Coming up soon: Gianluca Diegoli

Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Gianluca Diegoli, online marketing & e-commerce strategist and manager, and the author of [mini]marketing, one of the most influential blogs in Italy.

With a degree in Business Administration and a major in Marketing at the Università Bocconi in Milan, Gianluca has collaborated with many companies and startups as a business development, strategy and marketing consultant.

In December 2008 he published a book for Simplicissimus Book Farm, "91 debatable theses for a different marketing" which has been downloaded more than 20.000 times, and has been also distributed as a physical book.

Gianluca writes, talking about Minimarketing.it: "in particular it's about my beliefs about marketing, no longer seen as a method of circumvention of the incompetent, but as an element that could better the quality of life, thought for people by people and with people, trying to prove that - in the end - this is convenient for companies, as well; Internet is at the centre of all this, but exactly for this reason it must remember that it has reality around it."

Author of several books and numerous articles, he has written a manual of online selling and e-commerce, thought for entrepreneurs and managers for the Economy and Management series by Il Sole 24 Ore.
In March 2011 the book Social Media Marketing - Manual of Business Comunication 2.0 was published: he has written the chapter on online reputation, social media crisis management and the role of influencers.

He has also been invited to speak in quality of marketing expert by Current.tvApogeoRadio 24WiredRadioRai and Class-CNBC.

We'll have a chance to talk about the 91 theses, the Cluetrain manifesto, online marketing, unmarketing, social commerce, social media and much more.

Of course, if you have a question, please fill in the form above!

Maria Petrescu

domenica 3 luglio 2011

Intervistato.com | Paul Marsden @marsattacks



Con Paul Marsden, psicologo sociale ed esperto di social media marketing, abbiamo parlato di nuovi media, gamification, e il modo in cui i nuovi strumenti cambiano la società, dal marketing alla Primavera Araba.


Intervistato.com apre con la prima intervista a Paul Marsden, esperto di social media marketing, che abbiamo già avuto modo di presentare nel precedente post.

Abbiamo chiesto a Paul di spiegarci qual è lo stato dell'arte per quanto riguarda il social commerce, un argomento caldo soprattutto in questo periodo. Secondo Marsden i prodotti si propagano attraverso un meccanismo di passaparola e imitazione, dunque una prima forma di commercio "sociale" usando piattaforme online si configurerebbe quindi come un'evoluzione naturale del commercio tradizionale. [video]

Paul ha anche spiegato le differenze tra Facebook commerce, mobile commerce e servizi basati sulla geolocalizzazione, che permettono di avere contenuto contestualmente rilevante usando un dispositivo mobile dotato di GPS. [video]

Anche la questione della "democratizzazione" interna delle aziende attraverso l'utilizzo di piattaforme sociali interne orizzontali è stata affrontata con Paul che ha illustrato la sua visione, mettendo da una parte l'innegabile vantaggio di avere uno strumento che permetta alle buone idee di emergere, e dall'altro la necessità di una classica struttura gerarchica che fa sì che le aziende possano funzionare. Abbiamo proseguito parlando di differenze culturali nell'adozione e nell'utilizzo dei social media nel vecchio e nel nuovo continente, considerando quali possano essere le migliori strategie cross-culturali e quanto le differenze pesino rispetto alle somiglianze tra le persone, in qualsiasi parte del mondo queste si trovino. [video]

Non ho resistito a chiedere qualche cosa riguardo il concetto di "crowdsourcing" e quindi di "social journalism", strumenti con un grande potenziale, ma che avrebbero ancora dei limiti intrinseci da non sottovalutare. Paul ha parlato anche della sua personale esperienza con strategie basate sulla cosiddetta "gamification", che prevede l'utilizzo di dinamiche del gioco per implementare strumenti che possano coinvolgere i clienti. Ho trovato il suo punto di vista molto interessante, perché in Italia non vi sono ancora dei modelli strutturati e maturi; siamo ancora molto lontani da capire cosa possa funzionare e che cosa, invece, resti solo una trovata di marketing. [video]

Infine abbiamo avuto un interessante scambio riguardante le potenzialità di Twitter come mezzo di diffusione di informazioni, il fenomeno della "Primavera Araba", ma anche i suoi limiti di strumento orizzontale non verificato, e la sua conseguente scarsa attendibilità come fonte.
Abbiamo dunque concluso parlando di tecnologie "verdi", altro argomento che diventerà sempre più rilevante nel tempo, con il progressivo esaurimento delle risorse energetiche. [video]

Vi invito dunque a guardare l'intervista integrale e naturalmente a visitare il sito di Paul, www.viralculture.com, e il suo ottimo blog, www.socialcommercetoday.com.



Intervistato.com | Paul Marsden

Intervistato.com opens with the first interview with Paul Marsden, social media marketing expert, who we have already presented in our previous post.

We asked Paul to explain what the state of the art is regarding social commerce, a hot topic in this last period.
According to Marsden products spread through a mechanism of word-of-mouth and imitation through social networks, so one first form of "social" commerce using online platforms seems to be the natural evolution of traditional commerce[video]

Paul has also explained the differences between Facebook commerce, mobile commerce and location based services, which allow you to get contextually relevant content using a mobile device with GPS. [video]

The issue regarding the internal "democratization" within companies, using internal, horizontal social platforms, has also been discussed. Paul has explained his view, considering on the one side the undeniable advantage of having a tool capable of letting good ideas emerge, and on the other the need of a classic hierarchic structure that actually allows companies to function.
We have talked about cultural differences in the adoption and usage of social media in the old and the new continent, considering what the best cross-cultural strategies might be and whether differences among people are actually more important than similarities. [video]

I couldn't help myself, so I asked him what he thinks about "crowdsourcing",  and "social journalism", tools with a great potential, but with intrinsec limits we should not underestimate.
Paul has also talked about his personal experience with strategies based on the so called gamification, which is about using game dynamics to implement tools to engage customers. I think his point of view is very interesting because in Italy there aren't any structured and mature models: we're far from understanding what really might work and what is just a promotional gimmick. [video]

Finally we had an interesting exchange of opinions regarding the potential of Twitter as an information outlet, the "Arab Spring" phenomenon, but also its limits as a horizontal unverified tool, and its scarce credibility as a source.
We finished the interview talking about green technology, another topic that will become more and more relevant in time, considering the progressive exhaustion of energetic resources. [video]

I invite you to watch the whole interview and of course, visit Paul's website www.viralculture.com and his great blog, www.socialcommercetoday.com.

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