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lunedì 28 novembre 2011

Intervistato.com | Marco Zamperini @funkysurfer



Con Marco Zamperini, Chief Innovation Officer in Value Team, abbiamo parlato dell'evoluzione nell'utilizzo di Internet e dei social media nelle aziende, e più in generale in ambito business.


Lo scorso mese abbiamo avuto il piacere di intervistare Marco Zamperini, attualmente Chief Innovation Officer in Value Team.

Abbiamo chiesto a Marco qual è il quadro attuale per quello che riguarda le nuove tecnologie all'interno delle aziende. Se 15 anni fa qualsiasi proposta legata ad Internet veniva guardata con scetticismo e non veniva considerata al pari della carta stampata o della TV, ora la situazione si è evoluta, tant'è che sarebbe strano anche per una piccola o media impresa non avere un sito internet. [video]

Il grande cambiamento di questi ultimi anni, invece, è costituito dalla comparsa dei social network, che mettono molto più facilmente le persone in relazione fra di loro, soprattutto a livello locale e iperlocale. E' più semplice e più naturale, dunque, che una piccola attività apra una pagina su un social network, riuscendo in questo modo anche a disintermediare gli "avidi sviluppatori". [video]

La situazione è comunque a marce diverse, nel senso che le grandi aziende ormai hanno dei profili d'utilizzo abbastanza avanzati, hanno agganciato e compreso le possibilità offerte dal web 2.0 (inteso in senso molto ampio). Alcune azienda stanno capendo che non ci sono più solamente computer connessi, ma anche molti terminali mobili, console da gioco, televisori connessi che fanno sì che la possibilità di comunicazione diventi transmediale. [video]

La Pubblica Amministrazione, dall'altra parte, è molto più lenta, anche se in questi mesi stanno partendo diverse iniziative legate all'open data (Regione Piemonte, Regione Emilia Romagna, Governo, ISTAT), e persino il fatto che i server dell'ISTAT per il censimento online non abbiano retto all'afflusso di accessi è una buona notizia, perché significa che le persone davvero usano Internet. [video]

Abbiamo chiesto a Marco che cosa è innovazione oggi, e a suo avviso lo è tutto ciò che ruota attorno al mobile, anche se portare applicazioni in questo contesto non è semplice, poiché le applicazioni business vanno pensate in maniera opportuna.
Dall'altra parte molti, anche all'interno delle azienda, stanno comprendendo che il cloud è un'opportunità meravigliosa, il problema però è sempre la mancanza di applicazioni, che non sono pronte per un utilizzo di livello aziendale. [video]

Secondo Marco le paure legate al cloud, ove esistano, sono prodotte fondamentalmente dalla non conoscenza. Il problema reale legato al suo utilizzo è la necessità di una connettività molto stabile, criterio non sempre soddisfatto dall'infrastruttura italiana, e per colmare il gap della banda larga in Italia ci vorranno anni, anche se è chiaro che c'è un grande divario tra le connessioni residenziali e quelle aziendali. [video]

Marco ha espresso la sua opinione anche riguardo al fenomeno dell'f-commerce, che a suo avviso sta avendo un grande successo in Italia soprattutto con il commercio di virtual goods, o beni virtuali, ad esempio quelli che è possibile acquistare nei social games.
Sarà molto interessante osservare come Facebook e Twitter andranno ad incrociare sistemi come Groupon e Groupalia, che attualmente costituiscono circuiti paralleli, ma che si può immaginare che in futuro convergeranno. [video]

Abbiamo chiesto, infine, se ci sono esempi di intranet 2.0 che funzionano in maniera efficace, e secondo Marco ce ne sono molte già in Italia perché l'innovazione dentro le aziende viene dalle persone che fuori usano i social network, e che hanno capito l'utilità e l'efficacia dell'utilizzo di questi strumenti portati all'interno di una comunità protetta , circoscritta, dove il trust esiste per definizione. [video]

Lo scetticismo per quel che riguarda i social network interni è dovuto fondamentalmente a due divisioni aziendali, Risorse Umane e IT, in cui Marco ha individuato i due perni della conservazione.
Innanzitutto l'IT ha il compito di mantenere lo status quo, e tende a non cambiare mai qualche cosa che funziona a meno di non esserne costretto. Dall'altra parte le Risorse Umane sono molto allarmate dall'uso dei social media, in quanto l'effetto inevitabile è l'appiattimento della struttura gerarchica, quindi da questo punto di vista il timore è sempre quello della perdita di controllo. [video]

Abbiamo esplorato ulteriormente diversi argomenti concernenti i social media e il loro utilizzo all'interno delle aziende, le applicazioni per mobile e cloud, i cambiamenti nella PA e molto altro.

Invito tutti dunque a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di dettagli e riflessioni rispetto a questa breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu


Intervistato.com | Marco Zamperini

Last month we had the pleasure of interviewing Marco Zamperini, currently Chief Innovation Officer in Value Team.

We asked Marco what the current situation is as for new technologies inside companies. If 15 years ago any proposal that had to do with the Internet was seen with skepticism and wasn't considered at the same level as newspapers and television, now the situation has evolved to the point that it would be strange even for a small or medium company not to have a website. [video]

The greatest change of these last few years is the rise of social networks, that connect people much more easily, especially at a local and superlocal level. It's simpler and more natural for a small activity to open a page on a social network, managing to avoid the "avid developers". [video]

The scenario is definitely at different speeds, which means that big companies now have quite advanced use profiles, they have intercepted and understood the possibilities offered by web 2.0 (in a very broad sense). Some companies are now starting to understand that there are no longer only connected computers, but also many mobile terminals, game consoles, connected TV that make the possibility of communication crossmedial. [video]

The PA, on the other hand, is much slower, even if during these months there are various initiatives about open data (Regione Piemonte, Regione Emilia-Romagna, Governo, ISTAT), and even the fact that ISTAT's servers for the online census couldn't handle to traffic is good news, because it means that people are actually using Internet. [video]

We asked Marco what is innovation today, and in his opinion that's everything that gravitates around mobile, even if bringing applications in this context isn't easy, since business applications must be designed in a specific manner.
On the other hand many people, also inside companies, are starting to understand that the cloud is a great opportunity, but the problem remains the lack of applications, which are not ready for business use quite yet. [video]

In Marco's opinion the fears about the cloud, if they exist at all, are the product of not knowing. The real problem with the use of the cloud is the need of a very stable Internet connection, which is a difficult criterion to satisfy with the Italian infrastructure. The broadband issue will take years to solve, even though it is clear that there are noticeable differences between residencial and business connections. [video]

Marco has expressed his opinion on the f-commerce phenomenon, which in his opinion is having great success in Italy especially with the commerce of virtual goods, for example those that can be bought in social games.
It will be very interesting to observe how Facebook and Twitter will intersect systems such as Groupon and Groupalia, that currently constitute parallel circuits, but that will probably converge in the future. [video]

Finally we asked if there are any examples of 2.0 intranets that work efficiently, and in Marco's opinion there are quite a few already in Italy because innovation inside companies comes from people that outside the company use social networks, who have understood the utility and efficiency of the use of these tools inside a comunity that is protected, limited and where the trust exists by definition. [video]

The skepticism as for internal social networks is fundamentally due to two divisions, HR and IT, in which Marco has identified the pillars of conservation. First of all IT has the mission to maintain the status quo, and tends not to change anything that works unless they're forced to. On the other side HR are always quite allarmed by the use of social media, since the inevitable effect is the flattening of the hierarchic structure, so from this point of view the fear is always the loss of control. [video]

We have further explored several topics regarding social media and their use inside companies, the applications for mobile and cloud, the changes in the PA and much more.

I therefore invite everyone to view the full interview, much richer in details and insight than this brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

lunedì 1 agosto 2011

Intervistato.com | Alberto D´Ottavi @dottavi



Durante quest'intervista con Alberto D'Ottavi abbiamo parlato di social commerce, di e-commerce e naturalmente anche della sua startup, Blomming, uno strumento di social commerce pensato per facilitare ai piccoli professionisti e artigiani la vendita online dei propri prodotti.

Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Alberto D'Ottavi, giornalista e blogger di tecnologia, nonché co-fondatore della start-up Blomming.

Innanzitutto abbiamo parlato del quadro italiano ed europeo per quel che riguarda la presenza delle aziende sui social media, la cui integrazione nei processi organizzativi dell'azienda, se la si guarda dal versante della gestione dei processi e delle competenze interne, può diventare davvero uno strumento utile e straordinariamente versatile. [video]

Non potevamo non parlare di social commerce, di cui Alberto ci ha fornito la definizione classica: si tratta della fusione di e-commerce e social media, ovvero vendere sui social media e portare la conversazione là dove le persone comprano.
Secondo Alberto si possono distinguere tre grandi filoni: quello del social shopping (l'intercettazione delle conversazioni che si sviluppano in rete attorno ai prodotti), il group buying di Groupon, e infine l'f-commerce, che si articola a sua volta in diverse soluzioni. [video]

Abbiamo avuto modo di parlare in maniera più dettagliata di Blomming, la start-up italiana che permette a tutti di vendere i propri prodotti, abbassando la soglia d'ingresso al mondo dell'e-commerce, fino a poco tempo fa prerogativa di medie e grandi aziende, che avevano sia le capacità tecniche sia le risorse per agganciare il proprio sito e-commerce a Facebook.

Blomming è dunque un sistema che funziona come centro stella da cui gestire tutte le proprie presenze in rete, sul blog, sul proprio sito e naturalmente su Facebook, e che permette inoltre di seguire le conversazioni che si sviluppano sui social media intorno ai propri prodotti, dunque un tool pensato appositamente per presidiare i social media.
I numeri ottenuti in questi primi mesi di vita sono decisamente importanti: il numero di venditori attivi su Blomming è cresciuto del 1000%, nel giro di tre mesi sono stati attivati più di 700 store su Facebook, e il catalogo conta più di 15.000 prodotti. [video]

Alberto ci ha delineato inoltre un quadro molto preciso di quello che è il social commerce in Italia, e quali sono i possibili scenari per lo sviluppo futuro di queste strategie, ipotizzando ad esempio una integrazione tra le informazioni disponibili su Google e quelle disponibili sui social media. [video]

L'innovazione, le soluzioni adottate per rendere sicuri i pagamenti, la transizione da media lineari a media non lineari, pubblicità push, prodotti "liquidi", servizi basati sulla geolocalizzazione: questi e altri argomenti sono stati trattati durante quest'intervista ricchissima di informazioni.

Buona visione!

Maria Petrescu

Photo credit: Marco Massarotto



Intervistato.com | Alberto D'Ottavi

A few days ago we had the pleasure of interviewing Alberto D'Ottavi, technology blogger and journalist and co-founder of the Italian start-up Blomming.


First of all we've talked about the Italian and European situation regarding the presence of companies on social media. The integration of social in the company's organization processes, if we look at it from the point of view of internal processes and abilities management, could become an extremely versatile and useful tool. [video]

We couldn't not talk about social commerce, and Alberto has given me the classic definition: the fusion of e-commerce and social media, selling on social media and bringing the conversation where people buy.
We can distinguish three big parts in social commerce: social shopping, that brings together the conversations that develop around products, Groupon's group buying and f-commerce, which can be divided into several solutions. [video]

We have talked about Blomming, the Italian start-up that allows everyone to sell their products online, and therefore lowers the entry threshold to the world of e-commerce, which was dominated by medium and big companies, that had the technical and financial means to put their e-commerce activity on Facebook.

Blomming works as a star center, used to manage online presence and reputation, on the blog, on the website and of course on Facebook, and that allows anyone to manage the conversations that develop on social media around the products, so it truly is a tool that is designed to manage every aspect which is linked to social media.
The numbers Blomming has achieved in these first months of activity are definitely interesting: the number of active sellers on Blomming has grown by 1000%, in three months time more than 700 stores have been activated on Facebook and the online catalogue counts more than 15.000 products. [video]

Alberto has described a very precise picture of what social commerce is in Italy, and has also talked about some possible scenarios for the future development of these strategies, for example the hypothesis of merging the information available via Google search and the information available on social media. [video]

Innovation, safe payment solutions, the transition from linear media to non linear media, push advertising, "liquid" products, location based services: these and other topics have been discussed during this extremely information rich interview.

Enjoy!

Maria Petrescu 

Photo credit: Marco Massarotto

domenica 3 luglio 2011

Intervistato.com | Paul Marsden @marsattacks



Con Paul Marsden, psicologo sociale ed esperto di social media marketing, abbiamo parlato di nuovi media, gamification, e il modo in cui i nuovi strumenti cambiano la società, dal marketing alla Primavera Araba.


Intervistato.com apre con la prima intervista a Paul Marsden, esperto di social media marketing, che abbiamo già avuto modo di presentare nel precedente post.

Abbiamo chiesto a Paul di spiegarci qual è lo stato dell'arte per quanto riguarda il social commerce, un argomento caldo soprattutto in questo periodo. Secondo Marsden i prodotti si propagano attraverso un meccanismo di passaparola e imitazione, dunque una prima forma di commercio "sociale" usando piattaforme online si configurerebbe quindi come un'evoluzione naturale del commercio tradizionale. [video]

Paul ha anche spiegato le differenze tra Facebook commerce, mobile commerce e servizi basati sulla geolocalizzazione, che permettono di avere contenuto contestualmente rilevante usando un dispositivo mobile dotato di GPS. [video]

Anche la questione della "democratizzazione" interna delle aziende attraverso l'utilizzo di piattaforme sociali interne orizzontali è stata affrontata con Paul che ha illustrato la sua visione, mettendo da una parte l'innegabile vantaggio di avere uno strumento che permetta alle buone idee di emergere, e dall'altro la necessità di una classica struttura gerarchica che fa sì che le aziende possano funzionare. Abbiamo proseguito parlando di differenze culturali nell'adozione e nell'utilizzo dei social media nel vecchio e nel nuovo continente, considerando quali possano essere le migliori strategie cross-culturali e quanto le differenze pesino rispetto alle somiglianze tra le persone, in qualsiasi parte del mondo queste si trovino. [video]

Non ho resistito a chiedere qualche cosa riguardo il concetto di "crowdsourcing" e quindi di "social journalism", strumenti con un grande potenziale, ma che avrebbero ancora dei limiti intrinseci da non sottovalutare. Paul ha parlato anche della sua personale esperienza con strategie basate sulla cosiddetta "gamification", che prevede l'utilizzo di dinamiche del gioco per implementare strumenti che possano coinvolgere i clienti. Ho trovato il suo punto di vista molto interessante, perché in Italia non vi sono ancora dei modelli strutturati e maturi; siamo ancora molto lontani da capire cosa possa funzionare e che cosa, invece, resti solo una trovata di marketing. [video]

Infine abbiamo avuto un interessante scambio riguardante le potenzialità di Twitter come mezzo di diffusione di informazioni, il fenomeno della "Primavera Araba", ma anche i suoi limiti di strumento orizzontale non verificato, e la sua conseguente scarsa attendibilità come fonte.
Abbiamo dunque concluso parlando di tecnologie "verdi", altro argomento che diventerà sempre più rilevante nel tempo, con il progressivo esaurimento delle risorse energetiche. [video]

Vi invito dunque a guardare l'intervista integrale e naturalmente a visitare il sito di Paul, www.viralculture.com, e il suo ottimo blog, www.socialcommercetoday.com.



Intervistato.com | Paul Marsden

Intervistato.com opens with the first interview with Paul Marsden, social media marketing expert, who we have already presented in our previous post.

We asked Paul to explain what the state of the art is regarding social commerce, a hot topic in this last period.
According to Marsden products spread through a mechanism of word-of-mouth and imitation through social networks, so one first form of "social" commerce using online platforms seems to be the natural evolution of traditional commerce[video]

Paul has also explained the differences between Facebook commerce, mobile commerce and location based services, which allow you to get contextually relevant content using a mobile device with GPS. [video]

The issue regarding the internal "democratization" within companies, using internal, horizontal social platforms, has also been discussed. Paul has explained his view, considering on the one side the undeniable advantage of having a tool capable of letting good ideas emerge, and on the other the need of a classic hierarchic structure that actually allows companies to function.
We have talked about cultural differences in the adoption and usage of social media in the old and the new continent, considering what the best cross-cultural strategies might be and whether differences among people are actually more important than similarities. [video]

I couldn't help myself, so I asked him what he thinks about "crowdsourcing",  and "social journalism", tools with a great potential, but with intrinsec limits we should not underestimate.
Paul has also talked about his personal experience with strategies based on the so called gamification, which is about using game dynamics to implement tools to engage customers. I think his point of view is very interesting because in Italy there aren't any structured and mature models: we're far from understanding what really might work and what is just a promotional gimmick. [video]

Finally we had an interesting exchange of opinions regarding the potential of Twitter as an information outlet, the "Arab Spring" phenomenon, but also its limits as a horizontal unverified tool, and its scarce credibility as a source.
We finished the interview talking about green technology, another topic that will become more and more relevant in time, considering the progressive exhaustion of energetic resources. [video]

I invite you to watch the whole interview and of course, visit Paul's website www.viralculture.com and his great blog, www.socialcommercetoday.com.

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