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giovedì 5 gennaio 2012

StartupID | Antonio Tomarchio di Beintoo @tonytom82



Antonio Tomarchio, fondatore di Beintoo, ci ha descritto in dettaglio la sua startup, vincitrice dell'edizione 2011 della Startup Competition di Le Web.



StartupID è la rubrica realizzata in collaborazione con Indigeni Digitali e dedicata al mondo delle startup.


Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonio Tomarchio, fondatore di Beintoo, startup vincitrice dell'edizione 2011 di Le Web.

In primo luogo Antonio ha spiegato che cosa è Beintoo: un concetto semplice con dietro molta tecnologia. Si tratta infatti di una piattaforma che permette agli sviluppatori di applicazioni mobile di introdurre facilmente dinamiche del gioco competitive e collaborative all'interno delle loro app.
E' possibile quindi per gli utenti avere uno score, ottenere un punteggio in base ad azioni specifiche: è lo sviluppatore a decidere quali azioni incentivare. [video]

L'elemento chiave è costituito dal fatto che è possibile premiare gli utenti quando completano determinati obiettivi, e i premi possono essere forniti da sponsor esterni, inserzionisti che caricano offerte promozionali, coupon oppure offerte speciali. In questo modo gli advertiser possono acquisire nuovi clienti interagendo dentro un'esperienza di gioco, e dare diversi tipi di vantaggi a seconda della tipologia di obiettivo raggiunto. [video]

Attualmente Antonio è responsabile prodotto per l'advertising in Register.it, ed è stato in questo contesto che ha iniziato a lavorare su tematiche advertising in maniera estesa: la pubblicità online infatti era sempre più ottimizzata verso i bisogni dell'inserzionista o dell'editore, ma senza instaurare una vera relazione con l'utente finale. E' nata così l'idea di costruire una forma pubblicitaria che permettesse agli utenti finali di trasformare il tempo speso nel mondo virtuale in benefici reali. [video]

I numeri attuali di Beintoo sono molto interessanti, infatti ha un reach globale di 25 milioni di utenti e 3 milioni di utenti attivi giornalmente, 250 developers onboard e 60 app mobile rilasciate o in fase di rilascio. Il tasso di conversione delle offerte, quindi i tassi di reale acquisto si attestano nell'ordine del 18-20%, molto più alti rispetto ad altre forme di pubblicità.
Già oggi hanno il potenziale per consegnare 1 milione di premi al giorno e 400.000 utenti hanno agganciato il proprio profilo Facebook a Beintoo. [video]

L'obiettivo da qui a 12 mesi è di arrivare ad avere una community di iscritti con profilo associato di 10 milioni di utenti, un reach che passi dai 25 milioni di utenti attuali a 100 milioni, e arrivare a 25 milioni di daily active users. Per quanto riguarda il futuro remoto, Beintoo mira a diventare il leader della gamification internazionale, e per il 2013 punta ad avere un reach di 300 milioni di utenti e ben 60 milioni di daily active users. [video]

Antonio ci ha raccontato in dettaglio come è nata l'idea di Beintoo, da dove deriva il nome e quali sono le possibilità di diffusione e guadagno per gli sviluppatori che scegliessero di utilizzare il motore di gamification di Beintoo per coinvolgere i propri utenti, giusto per citare alcuni temi.

Invito tutti a visionare l'intervista completa, molto più ricca di dettagli, insight e informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu

Photo credit: Aurora Chiste




StartupID | Antonio Tomarchio of Beintoo

A few days ago we had the pleasure of interviewing Antonio Tomarchio, founder of Beintoo , the startup winner of the 2011 edition of LeWeb.

First of all Antonio has explained what Beintoo is: a simple concept with a lot of technology behind it. It's a platform that allows mobile apps developers to easily introduce competitive and collaborative game dynamics inside their apps. It's possible for users to have a score based on specific actions: the developer decides which actions to incentivate. [video]

The key element is the fact that it is possible to give prizes to users when they complete certain goals, and the prizes can be supplied by external sponsors, advertisers that offer promotions, coupons or special offers. This way advertisers can get new clients interacting inside a game experience, and give different types of advantages based on the type of goal that has been reached. [video]

Antonio is currently product manager for advertising in Register.it, and it is inside this context that he started working on advertising in a diffuse manner: online advertising was optimized towards the needs of the editor or advertiser, without establishing a true relationship with the final user. The idea of building an advertising model that allows final users to transferm the time spent in the virtual world into real world advantages was born. [video]

Beintoo's numbers are quite interesting, they have a global reach of 25 milion users and 3 milion daily active users, 250 developers onboard and 60 mobile apps that have been released or are about to be. The conversion rate of offers, so the real rate of purchase, is around 18-20%, much higher than other forms of advertising. They already have the potential to give out 1 milion prizes a day and 400.000 have linked their Facebook profile to Beintoo[video]

The goal for the next 12 months is having a community of users with associated profile of 10 milion users, a reach that goes from the 25 milion they have now, to 100 milion and 25 milion daily active users. As for the future, Beintoo's goal is to become the leader of internation gamification, and for 2013 they aim to have 300 milion users and 60 milion daily active users. [video]

Antonio has explained in detail how Beintoo was born, where the name comes from and which are the perspectives of diffusion and profit for developers who choose to use Beintoo's gamification engine to engage their users, just to name a few topics.

I invite everyone to view the full interview, much richer in detail, insight and information than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

sabato 17 dicembre 2011

10minuticon Stefano Mizzella @stefanomizzella



Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge, ha spiegato che cos'è la gamification e in quali modi questa può essere impiegata nel marketing, per coinvolgere i clienti, gli utenti, ma anche e soprattutto i dipendenti delle aziende per rendere più produttive le attività di business.


Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge.

Innanzitutto abbiamo chiesto a Stefano quale sia la sua definizione di gamification: in sostanza si tratta dell'utilizzo del gioco in ambiti che non sono ludici, e che possono spaziare dal marketing alla comunicazione, all'innovazione, collaborazione e business.

Attualmente la gamification sta attraversando una fase di hype, tutti ne parlano ed è diventato un fenomeno alla moda, portando alla creazione di definizione più ortodosse e altre più ibride, ma ad ogni modo è qualche cosa che appassiona. Stefano, pur non essendo un game designer o un esperto di giochi, ne sta seguendo le evoluzioni con attenzione e senso critico.
Il suo maggiore interesse è nel capire in che modo le meccaniche, le dinamiche del gioco possano avere risultati all'interno dell'attività professionale, per coinvolgere meglio sia clienti che dipendenti. [video]

Abbiamo parlato quindi di alcuni esempi di utilizzo delle dinamiche del gioco da parte delle aziende con i propri clienti,  primo fra tutti il caso Starbucks in associazione con Foursquare, ma la vera difficoltà è portare il gioco dentro l'azienda, dove ci si scontra con ostacoli molto più grandi. Tutto ciò che è legato all'ambito ludico è visto come una minaccia per l'attività lavorativa, ma in realtà molte delle strategie utilizzate verso l'esterno possono essere portate all'interno per migliorare la produttività. [video]

Alcuni parallelismi sono già evidenti, come la corrispondenza tra la intranet aziendale e Facebook, piuttosto che quella tra il check-in su Foursquare e il timbrare il cartellino: le modalità del gioco possono cambiare in meglio il comportamento. Si tratta quindi di un'applicazione delle dinamiche del gioco non fine a se stessa, ma intesa come vettore di cambiamento su diversi livelli, ovvero collaborazione, innovazione e leadership. [video]

Per quanto riguarda il lato collaborazione, una prima applicazione sarebbe possibile a livello di intranet. Molte aziende pensano che basti avviare l'intranet e tutti gli utenti smetteranno di usare le email e cominceranno ad aggiornare status e a condividere elementi professionali, ma questo non accade quasi mai proprio perché manca il coinvolgimento. Applicare dinamiche del gioco a un contesto di collaborazione interna come la intranet può avere risultati positivi, soprattutto se l'azienda incentiva le dinamiche di competizione e sfida veicolate dal gioco. [video]

L'innovazione può diventare partecipativa, collaborativa: anche i dipendenti di livello medio/basso hanno una voce e possono esprimere la propria idea e la propria opinione. Nascono così le piattaforme di idea management, su cui però a sfidarsi ed entrare in competizione sono le idee, generando competizione anche tra chi quelle idee le ha proposte, magari attraverso un sistema di punti. [video]

Naturalmente non tutto è "gamificabile", le dinamiche del gioco non posso essere applicate, come alcuni dicono, a qualsiasi tipo di prodotto e a qualsiasi tipo di business. I game designer, in particolare, considerano il gioco qualcosa di più importante, che ti deve immergere in un'esperienza ben più significativa di una semplice raccolta di punti. Bisogna quindi capire le reali motivazioni e i reali bisogni dei dipendenti che si vogliono sollecitare attraverso il gioco.

E' difficile infatti coinvolgere i dipendenti in un'ottica comportamentistica, promettendo gadget di valore più o meno alto in cambio della partecipazione alle discussioni. Si deve invece capire come la partecipazione e l'attitudine alla competizione migliora il modo in cui si lavora, portando vantaggi sia per il singolo che per l'azienda. [video]

Abbiamo parlato anche di modelli freemium, dell'evoluzione della gamification in ambito aziendale e le tattiche e le strategie che sarà necessario implementare affinché le applicazioni non rimangano sterili, ma portino ad effettivi benefici.

Invito tutti alla visione dell'intervista, molto più dettagliata e ricca di informazioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu


10 minutes with Stefano Mizzella

A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Stefano Mizzella, social media strategist in Open Knowledge.

First of all we asked Stefano what his definition of gamification is: basically it's the use of game dynamics in context that aren't linked to games, and that can rage from marketing to communication, to innovation, collaboration and business.

At the moment gamification is in a period of hype, everybody's talking about it and it has become an up-to-date feature which leads to the production of several definitions, both orthodox and hybrid, but by any means it's a topic people are very passionate about. Stefano, even though he's not a game designer or a game expert, is following the evolution with great attention.
His main interest is understanding in what ways game mechanics can bring results inside the professional activity, with the goal of engaging both clients and employees. [video]

We talked about some examples of use of game dynamics in businesses, first of all the Starbucks case in association with Foursquare, but the real trick is bringing games inside the company, where you find much greater resistance. Everything that has to do with games is seen as a threat for the working activity, but in reality many of the strategies used towards clients can be brought inside to increase productivity[video]

Some parallels are already self-explanatory, such as the intranet - Facebook parallel, or the Foursquare check-in - clocking parallel: game dynamics can change behavior and make it better. We're talking about an application of game mechanics that is seen as a vector of change on different levels, collaboration, innovation and leadership. [video]

As for the collaboration aspect, a first possible application would be possible at an Intranet level. Many companies think they will just have to start the intranet and all users will stop using emails and start updating their status and sharing professional content, but this hardly ever happens because there is a severe lack of engagement. Applying game dynamics to an internal collaboration context such as the intranet can bring to positive results, especially if the company incentivates competition dynamics through games[video]

Innovation can become collaborative: even medium/low level employees have a voice and can express their ideas and opinions. This is how idea management platforms are born, on which ideas compete and generate competition among those who have proposed them through a system of points of badges. [video]

Of course not everything can be "gamified", game dynamics cannot be applied, as some say, to any kind of product or any kind of business. Game designers, in particular, consider games as something more important, that must bring you an experience that goes further than just getting points. Companies must understand the true motivations and real needs of the employees they want to engage through games.

It is very difficult to engage employees in a behavioral optic, by promising gadgets in exchange for participation. They must understand how participating and competition make work better and bring benefits both for the employee and the company. [video]

We also talked about freemium models, the evolution of gamification in companies and the tactics and strategies they will have to implement in order to actually bring benefits to the company.

I invite everyone to view the full interview, much more detailed and rich in information than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

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