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lunedì 23 luglio 2012

StartupID | Paolo Mulè @paolomule di Overblog



La ventesima intervista di StartupID è con Paolo Mulè di Overblog.



StartupID è la rubrica realizzata in collaborazione con Indigeni Digitali e dedicata al mondo delle startup.

Innanzitutto abbiamo chiesto a Paolo che cosa è Overblog: si tratta di una piattaforma di blogging nata in Francia nel 2004, in un momento in cui il mercato sentiva l’esigenza di quel tipo di prodotto. La vecchia versione di Overblog aveva infatti delle funzioni social native di community e forum.

I numeri sono molto interessanti: classificata come la piattaforma di blogging europea più grande, conta 32 milioni di visitatori unici al mese, e ben 2 milioni di blog esistenti. La vecchia versione esisteva anche in Italia, che poteva vantare 45.000 blog e più di un milione e mezzo di visitatori unici mensili.

Alla fine del 2011 il team di Overblog ha deciso di ripensare integralmente il prodotto, partendo con un grande progetto di crowdsourcing che ha coinvolto 500 blogger provenienti da 5 diversi paesi. A partire da questo progetto di confronto, raccolta di idee e brainstorming sociale, si sono poste le basi della nuova piattaforma, completamente ripensata tenendo conto delle differenze nel panorama web rispetto a quando la vecchia versione era stata lanciata.

Si è pensato dunque di costruire qualcosa che si integrasse in modo nuovo e impensato con tutte le piattaforme social che già esistevano, e quindi il fulcro è un’integrazione profonda e bilaterale con i social, non solo a livello di condivisione e output di contenuti, ma anche e soprattutto a livello di input e importazione dei contenuti. E’ possibile importare contenuti dai propri account sociali in base ad alcuni filtri e regole predefinite, per poi trattarli come blogpost. Questo è l’aspetto che differenzia Overblog da un aggregatore: ogni contenuto può essere modificato, arricchito, riveduto e integrato con nuove informazioni nella maniera che l’utente preferisce.

Abbiamo chiesto come vengono dunque trattate le interazioni su Overblog: non trattandosi di un social network ma di una piattaforma di pubblicazione, Overblog tratta le interazioni nella maniera in cui siamo abituati a vederle all’interno di un blog, con qualche aggiunta: un’interfaccia di commenti nativa, e la possibilità di integrazione con Disqus e Facebook Comments, con tutti gli aspetti di diffusione che ne conseguono.

Giovanni Scrofani sostiene che “Overblog ha stabilito un passaggio dal textual blogging al visual blogging“: l’utente ha la possibilità di agganciare i propri profili social e importare contenuti, oppure utilizzare l’editor di creazione del post, composto a sezioni attraverso le quali è possibile pubblicare diverse tipologie di contenuto in maniera modulare, e riposizionate con un semplice drag & drop.

I social attualmente disponibili per la sincronizzazione sono Facebook, Twitter, Instagram, Foursquare, YouTube e Flickr, e molto presto vedremo anche Pinterest, Google + e Linkedin.

Abbiamo chiesto se la piattaforma sarà mai a pagamento e quale è il modello di business: Paolo ci ha rivelato che Overblog rimarrà sempre gratuito per quel che concerne le funzionalità base. Saranno disponibili delle funzionalità premium a pagamento, ma per ora non sono ancora state definite con precisione.

Quanto al modello di business, si tratta di un classico modello advertising, con distribuzione di pubblicità in target contestuale agli argomenti e ai temi del blog. Inoltre Overblog propone agli utenti un modello di revenue share: se l’utente decide di ospitare pubblicità all’interno del proprio blog, allora viene attivato un programma di condivisione dei ricavi con il blogger stesso.

Abbiamo parlato anche delle future implementazioni e delle prospettive per i prossimi 6 – 12 mesi, quindi vi invito a vedere l’intervista, decisamente più ricca di dettagli e spunti.

Buona visione!

Maria Petrescu | @sednonsatiata


StartupID | Paolo Mulè of Overblog

Our twentieth interview for StartupID is with Paolo Mulè, country manager of Overblog.

First of all we asked Paolo what Overblog actually is: it is a blogging platform born in France in 2004, at a time when there was a particular need in the market for that kind of product. The old version of Overblog had some native social functions of community and forum.

The numbers are very interesting: classified as the biggest European blogging platform, it counts 32 milion unique visitors a month, and 2 milion existent blogs. The old version existed in Italy as well, and counted 45.000 blogs and more than one milion and a half unique montly visitors.

At the end of 2011 the Overblog team decided to entirely rethink the product, with a great crowdsourcing project that involved 500 bloggers from 5 different countries. Starting with this confrontation project, gathering of ideas and social brainstorming, the bases for the new platform were laid, completely rethought considering the differences in the web scenario compared to the year the old versione was launched.

The idea was to build something that could integrate in a new and innovative way with all the social platform that already existed, so the pillar is a deep, bilateral integration with social networks, not only at a sharing and content output level, but also and foremost at an input and content import level. It's possible to import contents from social accounts, based on rules and filters, and then treat them as blogposts. This is the aspect that differentiates Overblog from an aggregator: each content can be modified, enriched, reviewed and integrated with new info in any way the user likes.

We asked how interactions are treated on Overblog: it is important to stress that Overblog is not a social network but a publication platform, and it treats interactions in the same way we're used to see them treated inside blogs, with a few add-ons. A native comment interface and the possibility of integration with Disqus and Facebook Comments, with all the diffusion aspects that follow.

Giovanni Scrofani said that "Overblog has established the passage from textual blogging to visual blogging": the user has the possibility to link the social profiles and import contents, or use the editor to create posts, which is composed by sections that allow to publish several types of content in a modular fashion, and reposition them with a simple drag & drop.

The social networks that are currently available for sincronization are Facebook, Twitter, Instagram, Foursquare, YouTube and Flickr, and soon enough we'll see Pinterest, Google + and Linkedin.

We asked whether the platform will ever be paid, and what their business model is: Paolo has revealed that Overblog will always remain free as for basic functionalities. Some premium functions will be available, but for now there's nothing definitive.

As for the business model, it is a classical advertising model, with distribution of contextual in target ads that are coherent with the blog topics. Furthermore, Overblog proposes to users a revenue share model: if the user decides to host advertising on the blog, a revenue sharing program is activated with the blogger.

We also talked about future implementations and the perspectives for the next 6 - 12 months, so I invite you to view the interview, definitely much richer in details and insights.

Enjoy!

Maria Petrescu | @sednonsatiata

lunedì 12 dicembre 2011

StartupID | Enrico Scognamillo di Meemi.com @capobecchino



Enrico Scognamillo, fondatore di Meemi.com, ha raccontato come è nato e come funziona il social network completamente italiano che offre alle aziende di creare il proprio social.



StartupID è la rubrica realizzata in collaborazione con Indigeni Digitali e dedicata al mondo delle startup.


Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Enrico Scognamillo, fondatore di Meemi.com.

Meemi.com è nato per riportare sul web la conversazione e tutto ciò che la può generare: testi, immagini, citazioni o video, nello stile di Twitter e Tumblr. [video]

Il nome del servizio deriva del termine "meme", che piaceva molto ai fondatori in termini di significato, ma dato che non era possibile registrare un dominio con questo nome, hanno optato per la traduzione in finlandese, appunto "meemi". [video]

Le nuove funzionalità di cui abbiamo parlato con Enrico sono l'introduzione della chat per parlare con gli amici, nuovi filtri di ricerca e soprattutto l'introduzione di gruppi, simili alle "cerchie" di Google+.
Sono stati elencati gli elementi presi a prestito da social network che esistevano già: innanzitutto la socialità di Twitter, che permette di seguire un utente senza dover essere ricambiato, e in secondo luogo lo stream di micropost rapidi di Tumblr. [video]

Si è voluta mantenere la stessa facilità di utilizzo sia su web che su mobile: le app iOS ed Android esistono già, anche se in fase embrionale, ma la prospettiva è di aprirsi alle aziende e offrire la possibilità di avere l'app personalizzata per il proprio social network.

Così come Facebook mette a disposizione la pagina fan, così Meemi offrirà il social network brandizzato, e per creare l'apposita app saranno necessari solamente 3 minuti.
Il servizio per l'utente non sarà mai a pagamento, mentre le aziende dovranno acquistare il proprio social, che in seguito troveranno il modo di monetizzare.
Le opzioni saranno due: con login direttamente su Meemi.com, oppure con login privato, in modo tale che tutti gli utenti appartengano a quel social. [video]

Le aziende quindi pagheranno un affitto per il servizio, con grande flessibilità riguardo alle tempistiche. Sarà possibile infatti beneficiare del proprio social network anche solo per la durata di un evento, evitando quindi i costi di un affitto annuale. In più tutte le metriche, le analisi, e tutti i contenuti generati saranno di proprietà dell'azienda.
Attualmente lo strumento usato è Google Analytics, ma si sta già lavorando allo sviluppo di tool proprietari. [video]

Un possibile esempio di utilizzo sarebbe la Lega di Serie A, che può creare tanti social quante sono le squadre della serie A. Gli utenti potranno condividere video sul social dedicato alla propria squadra del cuore, inviare feedback, acquistare biglietti e gadget, mentre la piattaforma potrà gestire direttamente la pubblicità e offrire video in streaming. [video]

I numeri di Meemi sono piuttosto interessanti: 30.000 utenti iscritti, 300.000 pagine viste al mese e 10.000 memi condivisi ogni giorno.

Invito tutti a visionare l'intervista integrale, ricca in ulteriori dettagli riguardo all'integrazione di Meemi con altri social e le tempistiche per l'uscita di queste nuove funzioni.

Buona visione!

Maria Petrescu




StartupID | Enrico Scognamillo of Meemi.com

A few weeks ago we had the pleasure of interviewing Enrico Scognamillo, founder of Meemi.com.

Meemi.com was born to bring on the web the conversation and everything that can generate it: text, images, quotes or video, in the style of Twitter and Tumblr[video]

The name of the service comes from the term "meme", that the founders liked very much in terms of meaning, but since registering a domain with this name wasn't possible, they chose the Finnish translataion of the word, which is "meemi". [video]

The new functions we talked about with Enrico are the introduction of chat to talk with friends, new research filters and most of all the introduction of groups, which are similar to Google+ circles. The elements borrowed from other social networks have been listed: first of all the social aspect of Twitter, which allows a user to follow another one without being followed back, and secondly the fast stream of Tumblr microposts. [video]

They wanted to keep the same easiness of use both on the web and mobile version: the iOS and Android apps already exist, even if in an initial stage, but the perspective is to open up to companies and offer the possibility of having a personalized app for your own social network.

Just as Facebook offers fanpages, Meemi will offer brand social networks, and creating its app will only take 3 minutes. The service will always be free for regular users, while companies will have to buy their own social, which they'll find a way to monetize.
The options will be 2: with login directly on Meemi.com, or with private login, so that all users belong to that social. [video]

Companies will pay a rent for the service, with great flexibility regarding timing: it will be possible to have your own social network even only for the duration of an event, avoiding the costs of yearly hosting. Moreover, all the metrics, analyses, and the generated content will belong to the company.
The tool which is currently used is Google Analytics, but they're already working on the development of their own tools. [video]

A possible example of usage could be the A Series League, which can create as many social networks as the number of teams in the A series. Users will be able to share videos on their favorite team's social, send feedback, buy tickets or gadgets, while the platform will be able to manage directly the advertising and offer video streaming. [video]

Meemi's numbers are quite interesting: 30.000 registered users, 300.000 pageview/month and 10.000 shared memes a day.

I invite everyone to view the full interview, rich in further detail regarding the integration of Meemi with other social networks and when these new functions will be available.

Enjoy!

Maria Petrescu

mercoledì 24 agosto 2011

Intervistato.com | David Orban 1/2 @davidorban



Durante questa prima parte della nostra intervista con David Orban abbiamo parlato dell'influenza dei social media negli eventi più salienti del 2011, dalle rivolte londinesi alla Primavera Araba.


Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare David Orban, imprenditore e visionario attualmente CEO di Dotsub.com.

Abbiamo iniziato l'intervista chiedendo "Qual è la domanda che dovrei fare?", il motto di David da molti anni. A suo avviso è un buon modo per cominciare perché permette di segmentare la propria ignoranza, che lui divide in tre grandi aree: l'ignoranza fattuale, quella dei processi e delle buone pratiche, e infine quella delle cose che non si sa di non sapere.

David è diventato da poco il CEO di Dotsub.com, una piattaforma che permette di trascrivere e tradurre qualsiasi video in qualsiasi lingua allo scopo di abbattere le barriere linguistiche e rendere possibile la libera diffusione della conoscenza.

Abbiamo chiesto a David la sua opinione riguardo alla stigmatizzazione dei social media conseguente ai disordini inglesi. Secondo la sua analisi, l'ipotesi di bloccare i social rappresenta una posizione ipocrita, considerati gli elogi dei social e le dure parole di condanna per la censura attuata nei paesi della Primavera Araba solo pochi mesi prima, ma anche una decisione cieca, perché farebbe scomparire anche ogni impiego positivo delle piattaforme tecnologiche.

David ha sottolineato l'importanza di avere consapevolezza del peso che i social network stanno assumendo nel mediare le nostre comunicazioni, ma soprattutto di salvare i propri dati utilizzando gli strumenti recentemente messi a disposizione da Facebook e Google+.

L'ultimo grande argomento affrontato in questa prima parte dell'intervista è stato quello della singolarità tecnologica, definita come il momento nel tempo in cui gli strumenti del cambiamento diverranno indipendenti dal controllo umano.
Intelligenza artificiale autonoma, con cui sarà possibile parlare e interagire.

Alcuni dicono che sia impossibile, altri che sarà difficile che accada. Quel che è certo è che cambierebbe radicalmente l'universo e il mondo come lo intendiamo oggi.

Invito tutti a guardare questa prima parte dell'intervista. La seconda parte sarà online tra pochi giorni!

Buona visione!

Maria Petrescu



Intervistato.com | David Orban 1/2

A few days ago we had the pleasure of interviewing David Orban, entrepreneur and visionary now CEO of Dotsub.com.

We started our interview asking "What is the question that I should be asking?", David's motto for decades. He believes it's a good way to start because it allows you to segment your ignorance, which he divides in three types: the factual ignorance, the processes and good practices and things you don't know you don't know.

David has been recently appointed CEO of Dotsub.com, a platform that allows you to caption and translate any video in any language, with the purpose of eliminating the language barrier and making free spreading of knowledge possible.

We asked David his opinion about the reactions against social media that resulted from the English riots. He thinks that the idea of blocking social media is hypocritical, considering the praise of social and the deploring of censorship in the Arab Spring countries just a few months earlier, but also blind, because it would also eliminate every good use of the technological platform.

David has stressed the importance of being aware of how dependent we have become on social networks to enable our comunications, and has especially recommended that everyone backup their data using the tools that have been recently made available by Facebook and Google+.

The last, great topic we've talked about in this first part of the interview was technological singularity, defined as the moment in time when the tools of change themselves will become independent from the human actors.
Autonomous artificial intelligence that we will be able to talk to and interact with.

Some say it's impossible, others say it's hard. What's for sure is that it would radically change the universe and the world as we know them today.

I invite everyone to watch this first part of the interview, the second part will be online in a few days!

Enjoy!

Maria Petrescu

domenica 3 luglio 2011

Intervistato.com | Paul Marsden @marsattacks



Con Paul Marsden, psicologo sociale ed esperto di social media marketing, abbiamo parlato di nuovi media, gamification, e il modo in cui i nuovi strumenti cambiano la società, dal marketing alla Primavera Araba.


Intervistato.com apre con la prima intervista a Paul Marsden, esperto di social media marketing, che abbiamo già avuto modo di presentare nel precedente post.

Abbiamo chiesto a Paul di spiegarci qual è lo stato dell'arte per quanto riguarda il social commerce, un argomento caldo soprattutto in questo periodo. Secondo Marsden i prodotti si propagano attraverso un meccanismo di passaparola e imitazione, dunque una prima forma di commercio "sociale" usando piattaforme online si configurerebbe quindi come un'evoluzione naturale del commercio tradizionale. [video]

Paul ha anche spiegato le differenze tra Facebook commerce, mobile commerce e servizi basati sulla geolocalizzazione, che permettono di avere contenuto contestualmente rilevante usando un dispositivo mobile dotato di GPS. [video]

Anche la questione della "democratizzazione" interna delle aziende attraverso l'utilizzo di piattaforme sociali interne orizzontali è stata affrontata con Paul che ha illustrato la sua visione, mettendo da una parte l'innegabile vantaggio di avere uno strumento che permetta alle buone idee di emergere, e dall'altro la necessità di una classica struttura gerarchica che fa sì che le aziende possano funzionare. Abbiamo proseguito parlando di differenze culturali nell'adozione e nell'utilizzo dei social media nel vecchio e nel nuovo continente, considerando quali possano essere le migliori strategie cross-culturali e quanto le differenze pesino rispetto alle somiglianze tra le persone, in qualsiasi parte del mondo queste si trovino. [video]

Non ho resistito a chiedere qualche cosa riguardo il concetto di "crowdsourcing" e quindi di "social journalism", strumenti con un grande potenziale, ma che avrebbero ancora dei limiti intrinseci da non sottovalutare. Paul ha parlato anche della sua personale esperienza con strategie basate sulla cosiddetta "gamification", che prevede l'utilizzo di dinamiche del gioco per implementare strumenti che possano coinvolgere i clienti. Ho trovato il suo punto di vista molto interessante, perché in Italia non vi sono ancora dei modelli strutturati e maturi; siamo ancora molto lontani da capire cosa possa funzionare e che cosa, invece, resti solo una trovata di marketing. [video]

Infine abbiamo avuto un interessante scambio riguardante le potenzialità di Twitter come mezzo di diffusione di informazioni, il fenomeno della "Primavera Araba", ma anche i suoi limiti di strumento orizzontale non verificato, e la sua conseguente scarsa attendibilità come fonte.
Abbiamo dunque concluso parlando di tecnologie "verdi", altro argomento che diventerà sempre più rilevante nel tempo, con il progressivo esaurimento delle risorse energetiche. [video]

Vi invito dunque a guardare l'intervista integrale e naturalmente a visitare il sito di Paul, www.viralculture.com, e il suo ottimo blog, www.socialcommercetoday.com.



Intervistato.com | Paul Marsden

Intervistato.com opens with the first interview with Paul Marsden, social media marketing expert, who we have already presented in our previous post.

We asked Paul to explain what the state of the art is regarding social commerce, a hot topic in this last period.
According to Marsden products spread through a mechanism of word-of-mouth and imitation through social networks, so one first form of "social" commerce using online platforms seems to be the natural evolution of traditional commerce[video]

Paul has also explained the differences between Facebook commerce, mobile commerce and location based services, which allow you to get contextually relevant content using a mobile device with GPS. [video]

The issue regarding the internal "democratization" within companies, using internal, horizontal social platforms, has also been discussed. Paul has explained his view, considering on the one side the undeniable advantage of having a tool capable of letting good ideas emerge, and on the other the need of a classic hierarchic structure that actually allows companies to function.
We have talked about cultural differences in the adoption and usage of social media in the old and the new continent, considering what the best cross-cultural strategies might be and whether differences among people are actually more important than similarities. [video]

I couldn't help myself, so I asked him what he thinks about "crowdsourcing",  and "social journalism", tools with a great potential, but with intrinsec limits we should not underestimate.
Paul has also talked about his personal experience with strategies based on the so called gamification, which is about using game dynamics to implement tools to engage customers. I think his point of view is very interesting because in Italy there aren't any structured and mature models: we're far from understanding what really might work and what is just a promotional gimmick. [video]

Finally we had an interesting exchange of opinions regarding the potential of Twitter as an information outlet, the "Arab Spring" phenomenon, but also its limits as a horizontal unverified tool, and its scarce credibility as a source.
We finished the interview talking about green technology, another topic that will become more and more relevant in time, considering the progressive exhaustion of energetic resources. [video]

I invite you to watch the whole interview and of course, visit Paul's website www.viralculture.com and his great blog, www.socialcommercetoday.com.

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