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martedì 25 settembre 2012

#amiainsaputa: fenomenologia dello sperpero (e della non ammissione)



Ci risiamo.
C’era una volta Rutelli, che saputo di Lusi corse dall’Annunziata per dichiararsi estraneo ai movimenti all’interno dell’ex Margherita. Con quel dettaglio, trascurabile, che a capo dell’ex Margherita c’era proprio lui. E c’era anche Vasco Errani, governatore dell’Emilia Romagna. Quello che aveva dato, ma non lo sapeva, un milione di euro al fratello per la sua cooperativa.


Come dimenticare, poi, Formigoni: qualcuno gli aveva pagato le vacanze e lui, meschino, ne era completamente all’oscuro - se avesse dichiarato che qualcuno gli avesse fatto anche la valigia, sarebbe stato più credibile, viste le camicie.
Al ministro Scajola, poi, era successa quella cosa curiosa: una casa vista Colosseo in regalo. Ah si, ovviamente: a sua insaputa.

Vien da ridere, ma la lista si è allungata.
Deludente quanto il finale del Titanic, quando lo guardi per la decima volta e ancora speri, in un attimo di nonsense, che Leonardo di Caprio sopravviva. E spudoratamente prevedibile, come Berlusconi che promette di abolire l’IMU e non si fa vivo ad Atreju.

Perché non basta presentarsi in tv: l’evergreen “a mia insaputa” è stato tradotto in un delicatissimo “scopro oggi che”, ma il risultato è lo stesso; la Polverini a Piazza Pulita non sorprende, non stupisce, cade dalle nuvole e sgrana gli occhioni meravigliata. Tanto che, se mai fosse stata credibile, era da chiedersi come diamine avesse fatto, una così, ad arrivare a dirigere la Regione. Ma credibile non lo è stata, e se n’è accorta da sola: una fragile difesa e il faccino sorridente di una che ci costa 12.000 euro al mese e pretende che noi, da questa parte, ci accontentiamo dei “non sapevo”, o dello scaricabarile con la precedente direzione (“Questo sistema viene da molto lontano”). Insomma, qua qualche taglio si deve fare, ma non (solo) quelli di cui si è discusso in Consiglio - qualche testa deve cadere, o sarà l’ennesimo vaso di Pandora scoperchiato e poi riposto, nella burla collettiva, di nuovo nella credenza.

Delle paventate dimissioni, del resto, nemmeno l’ombra almeno fino a ieri sera: dopo le teatrali minacce dello scorso lunedì pareva aver ritrovato la fiducia in se stessa dando il via all’operazione di pulizia all’interno del Pdl all'interno della regione Lazio. La stoccata, in risposta a Bersani, pareva essere la chiave di volta (o una di esse) su cui sorreggere tutto: "Dice che mi devo dimettere ma mi deve spiegare perché non lo ha fatto lui davanti alle vicende Lusi e Penati". Perché basterebbe così poco, per distinguersi da una sinistra che non si aiuta; buffo, basterebbe un centro destra non migliore di se stesso, ma che semplicemente esca vincitore dal confronto, per accaparrarsi se non voti, quantomeno approvazione.

Eppure l’uomo dietro al partito, l’attaccamento alla poltrona - oltre il colore politico - la fa da padrone: ecco che, puntuale, la Polverini si uniforma al mood della non ammissione e si confonde, inesorabile, nel mucchio scaricando a zero, durante la conferenza stampa, su molti di quelli che le ruotavano attorno e di cui, come in altre vicende simili, era quasi impossibile non sapesse niente. Ora la chiave di volta si è rotta, il castello sta piano piano sgretolandosi e la Polverini, più che aver deciso di dimettersi, è apparsa come una costretta a scansarsi dall'inevitabile peso delle macerie politiche.

Carol Verde | @car0lverde


I didn't know: phenomenology of waste

Here we go again.
There was Rutelli, who as soon as he knew about Lusi ran to Annunziata to declare himself unaware of the movements inside the ex Margherita. With the small detail that he was the head of the ex Margherita.
And then there was Vasco Errani, governor of Emilia Romagna. The one who gave, not knowing, one milion euro to his brother for his cooperative business.

How to forget Formigoni: someone had paid for his vacations and he - poor devil - was totally unaware of it - if he had declared that someone else had also prepared his suitcase, he would have been more credible, judging by the shirts.
Minister Scajola also had a strange experience: he got an appartment with a view on the Colosseum as a gift. Of course, he didn't know.

It's almost to laugh of, but the list has grown longer.
Disappointing like the finale of the Titanic, when you watch it for the tenth time and you still hope, in a moment of nonsense, that Leo di Caprio will survive. And shamefully predictable, like Berlusconi who promises to cancel the IMU tax and then doesn't show up at Atreju. Because it's not enough to be on TV: the "I didn't know" evergree has been translated ina  delicate "only today I discover that", but the result is the same; Polverini at Piazza Pulita doesn't suprise, doesn't say anything new, she falls from the skies and opens her eyes wide in disbelief. So much that, if she had been credible, we should wonder how come someone like her managed to direct the Region. But she wasn't credible, and she realized it by herself: a fragile defense and the smiling face of a woman that costs us 12.000 euro a month and pretends that we cope with "I didn't know", or "this system was like this since a very long time". So, some cuts are needed, or this will be another Pandora box that is opened and then put away in the drawer yet again, in the midst of the collective joke.

Of the promised resignment, by the way, not even a shadow at least until yesterday night: after the theatrical threats of last Monday it seemed that she had regained trust in herself starting the cleaning operation inside the PDL of Lazio. The poke, in response to Bersani, seemed to be the keystone (or one of them) on which to sustain everything: "He says that I should resign but he must explain why he didn't in front of the Lusi and Penati cases". Because it would be so easy to distinguish yourself from a Left that isn't helping; curious, it would be enough to have a center right not better than itself, but that simply wins in the comparison, to gain not votes, but approval.

And yet the man behind the party, the love for the chair - beyond the political color, yet again win it: and so Polverini uniforms herself to the mood of non admission and she gets confused, inesorably, in the midst of the scandal, blaming others during the press conference, many of which were close to her and of which it was impossible that she didn't know anything. Now the keystone is broken, the castle is falling apart and Renata Polverini, more than deciding to resign, seems more like she's constrained to avoid the inevitable weight of the political ruins.

Carol Verde | @car0lverde 

martedì 11 settembre 2012

Un #Rutelli segnavento su ogni tetto



L'API di Rutelli annuncia la probabile candidatura di Tabacci alle primarie del centrosinistra. Ennesimo salto del fosso per Rutelli? Questa volta sembra più un voler tenere il piede in due scarpe.
Il PD, ovviamente, tace e probabilmente acconsente.


La notizia che proprio nessuno si aspettava, è che Rutelli si mettesse sottovento.
Mandato esplorativo a Tabacci per "verificare le condizioni di una candidatura alla primarie" del centrosinistra.
L'altra notizia che proprio nessuno si aspettava, è che il centrosinistra, e in particolare il PD, non dicesse neanche una parola contraria. Qualcosa del tipo: "Ehi Rutelli, ma tu non ti eri scisso dal centrosinistra?".
Insomma, due eventi decisamente poco sorprendenti, che non per questo fanno meno senso.
Ma abbandona quindi il Terzo Polo?
Giammai, se è vero che Rutelli ha espresso soddisfazione e la necessità di "rafforzare l'area centrale" del centrosinistra: "Api non rinnega il Terzo polo, ma ne rafforza il progetto. Non dobbiamo abbandonare lo spazio conquistato con quel progetto, ma dobbiamo rafforzarlo."

D'altra parte il partito rutelliano API ha una struttura decisamente malleabile, almeno a giudicare dalla provenienza dei vari politici presenti. Quasi tutti con una storia piena di saltelli da un partito all'altro.
Un partito per tutte le stagioni, bello aerodinamico.
Ci sono ex Democristiani, tanti ex Democristiani, non solo come eletti nella DC, ma anche gente dell'associazionismo cattolico: Mauro Betta (PPI --> La Margherita), Cristina de Luca (PPI --> La Margherita --> PD), Lorenzo Dellai (PPI --> La Margherita), Pino Pisicchio (Rinnovamento Italiano --> UDEUR --> Rinnovamento Puglia --> IdV), Claudio Molinari (Civica Margherita --> PD).
Ci sono ex Repubblicani, come Pier Giorgio Gawronski. E poi ex Socialisti, come Linda Lanzillotta (La Margherita --> PD), Enrico Boselli (SDI --> PS)
E ancora ex Socialdemocratici, ex Liberali, ex Verdi.
Mancano all'appello solo i due Leocorni, dicono.

Un partito così, quindi, riesce agevolmente a stare nel Terzo Polo casiniano e a valutare l'inserimento di un candidato premier nelle primarie del centrosinistra.
In attesa che il popolo del centrosinistra, quindi, cominci a farsi domande fondamentali sulla vita, tra le quali:

- Chi siamo?
- Da dove veniamo?
- Dove vogliamo andare?

- Esistiamo davvero?
- Ma che, davvero Rutelli?


attendiamo la pubblicazione, sul sito API, del loro listino per l'organizzazione di feste per bambini, per la fornitura di servizi di catering professionale, spurgo di pozzi neri, disinfestazione, infestazione, organizzazione di pellegrinaggi a Lourdes e/o viaggi a Cuba, demolizioni controllate e trasporto politici da una parte all'altra.

A ogni nuovo cliente, un Rutelli segnavento da mettere in cima al tetto.

Francesco Lanza | @bedrosian


A Rutelli vane for every roof

Rutelli's API announces the probable candidation of Tabacci to the primaries of the left wing. Another jump into the abyss for Rutelli? This time he seems to be willing to keep his feet in two shoes. The Democratic Party, obviously, is silent and probably approves.

The news that nobody expected at this point, is that Rutelli put himself downwind.

Explorative mandate to Tabacci to "verify the conditions of a candidature too primaries" of the left wing.

The other news that nobody expected is that the center left, and particularly the PD, didn't say anything in contrary. Something like: "Hey Rutelli, hadn't you cut yourself out of the center left?"

So, two events that were definitely not surprising, that don't make more sense because of it.

So he's abandoning the Third Pole?

Never, if it is true that Rutelli has expressed satisfaction and the need to "reinforce the central area" of the center-left wing: "Api doesn't renegate the Third Pole, it reinforces its project. We don't have to abandon the space conquered with that project, but reinforce it."

On the other hand the Rutellian party API has a definitely malleable structure, at least by judging the provenience of the politicians present. Almost all of the with a story filled of jumps from one party to the other.

A party for all seasons, nice and aerodynamic.

There are ex Demochristians, many ex Demochristians, not only as elected in DC, but also people from the Catholic associationism: Mauro Betta (PPI --> La Margherita), Cristina de Luca (PPI --> La Margherita --> PD), Lorenzo Dellai (PPI --> La Margherita), Pino Pisicchio (Rinnovamento Italiano --> UDEUR --> Rinnovamento Puglia --> IdV), Claudio Molinari (Civica Margherita --> PD).

There are ex Republicans, such as Pier Giorgio Gawronski. And then ex Socialists, as Linda Lanzillotta (La Margherita --> PD), Enrico Boselli (SDI --> PS)-

And then again ex Socialdemocrats, ex Liberals, ex Greens.

The only ones missing are the two unicorns.

A party like this easily manages to stay in the Casini Third Pole and evaluate the insertion of a premier candidate in the primaries of central-left.

So we wait that the people of central left start to ask some fundamental questions about life, among which:

- Who are we?
- Where do we come from?
- Where do we want to go?

- Do we really exist?
- Really, Rutelli?


and we wait for the API website to publish their list for the organization of children parties, professional catering, black wells purging, disinfestation, infestation, organization of pilgrimages to Lourdes and or trips to Cuba, controlled demolitions and transportation of politicians.

For each new client, a Rutelli vane to put on your roof.

Francesco Lanza | @bedrosian

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