▼ Il tweet del giorno
Berlusconi: "Presidente della Convenzione? Solo una battuta". Come quando prometteva un milione di posti di lavoro ed il rimborso dell'IMU.
— Il Triste Mietitore (@TristeMietitore) 08 maggio 2013
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martedì 13 novembre 2012
Da #ilconfrontoskytg24 a #csxfactor: un'analisi politica del #dibattito
Il dibattito che si è svolto ieri sera ha visto i candidati alle primarie confrontarsi con domande e risposte "all'americana": tempi precisi, un moderatore molto attento e podio, tutti in piedi uno a fianco all'altro, a rispondere su vari temi.
IMU, fisco ed evasione fiscale
Posizioni bene o male comuni sulla necessità della lotta all'evasione attraverso l'incrocio delle banche dati e gli strumenti di indagine informatica (Tabacci, in particolare, ma anche Bersani e Puppato); Renzi ha posto l'accento sulla necessità di non alzare le tasse per chi già le paga, Vendola a differenza degli altri ha ribadito la sua convinzione di togliere l'IMU perché è una "patrimoniale che colpisce i poveri", proponendo una maggiore pressione fiscale per chi guadagni cifre dal milione in su. Su questo punto, Renzi ha esercitato il diritto di replica, sostenendo che siano troppo pochi i contribuenti sopra quella soglia, per usarlo come argomento in campagna elettorale. Prime schermaglie quindi tra i due candidati apparentemente più "lontani" nelle idee, Renzi e Vendola, in un dibattito che in generale ha visto più fair play che scontri di vedute.
Italia e il suo ruolo europeo
Renzi ha espresso la necessità di creare dei veri Stati Uniti d'Europa, blindando il patto di stabilità, mentre anche qui Vendola si dice più propenso a una ridiscussione di un patto che stritola la crescita in nome del rigore. Il ruolo di "mediatore" viene naturale a Bersani, che invita a non litigare, ma piuttosto a convincere la Germania e gli altri paesi che "siamo tuti sullo stesso treno". Decisamente europeista Tabacci, che stigmatizza anche le proposte populiste ma irrealizzabili di un Grillo o di una Lega che fanno sognare l'elettorato in merito al ritorno di una lira svalutata che favorisca le esportazioni.
Lavoro, giovani e occupazione
Vendola porta avanti il suo lavoro di governatore in Puglia, elevandola a modello da seguire per ridare fiducia ai giovani che vedono l'italia sprofondare in un fango evocato anche in un altro paio di occasioni; Renzi auspica un paese nel quale si lavori "perché si conosce qualcosa, non qualcuno", con grandi applausi della platea per la frase decisamente riuscita. La Puppato, un po' in ombra per quasi tutto il dibattito, sostiene la necessità di investire in sviluppo e innovazione; Bersani parla di liberalizzazioni e semplificazioni, da sempre suo cavallo di battaglia, Tabacci si tiene sulla linea della diminuzione del costo del lavoro per le imprese, affinché si incentivino le assunzioni.
FIAT, Marchionne e la riforma del lavoro della Fornero
E' stato il momento di maggiore allineamento della serata: tutti unanimi nel bacchettare Marchionne (con Renzi che si dice deluso, perché aveva creduto a Fabbrica Italia, e Vendola che si becca uno scroscio di applausi quando dice "io invece non le ho mai creduto"): la FIAT deve dare un piano industriale chiaro e rispettarlo, per onorare quanto ha ricevuto negli anni dai governi Italiani.
La riforma del lavoro della Fornero va rifatta, rivista, ridisegnata, con sfumature che vanno dalla lieve condanna (Vendola), fino alla blanda giustificazione inerente l'emergenza e il momento duro affrontato dai "tecnici" (Tabacci).
Tema caldo: diritti delle coppie e adozioni
Per la Puppato è assurdo che se ne discuta, visto che dovrebbe essere sufficiente il terzo articolo della Costituzione, a garantire uguaglianza di trattamento (quindi matrimonio e adozione compresi) a tutte le coppie, etero e omosessuali, senza alcuna discriminazione. Renzi si dice favorevole alle coppie di fatto, impegnandosi a realizzare nei primi 100 giorni la "civil partnership" dando comunque ad intendere che per il matrimonio civile gay vero e proprio si debba modificare la costituzione. Vendola favorevole a matrimoni gay e adozioni. Per Bersani il paese deve maturare sull'argomento e deve guardare al modello tedesco, mentre per il più cattolico dei cinque, Tabacci, il politico deve garantire l'uguaglianza dei diritti di tutti, lasciando intendere un sì alle coppie di fatto, anche gay, ma un no alle adozioni da parte delle stesse.
Casta e Costi della politica
Parte Renzi, dicendo che i provvedimenti anti-casta non sono decisivi tanto da un punto di vista economico, ma per ridare fiducia nella politica alla gente. Propone di abolire completamente il finanziamento pubblico ai partiti, chiosando sulla necessità di un tetto allo stipendio dei Manager (e citando Olivetti, in merito). Vendola si dice favorevole al finanziamento pubblico, per evitare che solo i ricchi possano pagarsi il costo di una campagna elettorale. Tutti d'accordo, invece, sul fatto che il provvedimento che accorpa le province sia stato un pasticcio da risolvere: vanno abolite tutte. Bersani auspica una stretta sulle partecipazioni statali in società private. La Puppato invece invoca bilanci trasparenti e certificati per tutti i partiti. Tabacci fa il carico di applausi quando dice che chi si impegna in politica, debba abbandonare qualsiasi impiego privato, affinché si servano le istituzioni in maniera disinteressata. In chiusura, Renzi aggiunge che una colpa del centrosinistra è non aver mai fatto una legge sul conflitto di interessi.
Question Time
Alcuni sostenitori dei candidati fanno domande ad altri candidati. A Vendola viene chiesto chi voterebbe tra i suoi avversari. Domanda con poco senso, sulla quale Vendola non vuole giustamente dare una risposta, e dopo un giro di parole, ammette di non poterla e volerla dare.
Alla Puppato viene chiesto cosa farebbe in caso di sconfitta, se tornerebbe alla politica locale. Anche qui, la Puppato parte considerando provocatoria la domanda, e si arrabatta senza rispondere chiaramente. Una confusa sostenitrice vendoliana si emoziona e fa una domanda sul nucleare a Renzi, che si dice contrario. In questo momento si crea anche uno dei più grossi tormentoni twitteriani della serata, quando la ragazza, volendo citare Oscar Giannino, lo storpia in Giannetto.
In generale il Question Time appare come l'occasione peggio gestita della serata: domande poco coerenti, dimenticabili e per nulla incisive. Un momento che non ha aggiunto nulla al dibattito, utile solo a "spezzare il ritmo".
Domanda sulla Coalizione, post elezioni, in caso di vittoria
Le maggiori sorprese vengono da Renzi, considerato più vicino al centro che alla sinistra. Il Sindaco di Firenze, laddove gli altri si sono posti più o meno inclini al "dialogare con chi ci sta" (strategia pienamente bersaniana), ha detto chiaramente: "Con Vendola sì, con Casini no", probabilmente stupendo anche lo stesso Vendola. Tabacci, ovviamente, si propone di essere l'uomo giusto per tenere coesa una coalizione allargata, ma senza fare l'errore prodiano della "gioiosa macchina da guerra".
Tutti d'accordo sulla parità di genere, e quindi armonia tra presenze maschili e femminili. Renzi propone inoltre un governo di soli dieci ministri, contestato dagli altri partecipanti (soprattutto Tabacci e Puppato), che considerano questa una "sparata" irrealizzabile.
Così come tutti d'accordo sul fatto che, comunque, la coalizione sia quella che la gente aveva davanti in quel momento.
E' il momento dell'appello finale al voto.
Laura Puppato vuole far conoscere all'Italia un'idea di paese diversa, con più equità sociale.
Renzi dice: "Ho 37 anni, e ho il desiderio di portare il futuro all'interno della discussione politica".
Bersani: serve un governo serio, forte, autorevole. Tutti insieme si uscirà dalle difficoltà con moralità e lavoro.
Tabacci: va costruita una coalizione che discuta al suo interno ma che faccia il bene del Paese.
Vendola evoca ancora il Paese che sprofonda nel fango, proponendosi di portare i giovani a vedere un futuro più limpido.
Francesco Lanza | @bedrosian
From #ilconfrontoskytg24 to #csxfactor: a political analysis of the debate
Yesterday night's debate has seen the primary candidates deal with an American style questions and answers session: precise timing, a careful moderator and a podium, all standing next to each other, answering on various topics.
IMU, revenue authorities and tax evasion
More or less common positions on the need to fight evasion thanks to the coordination of databases and tools of informatic inquiry (Tabacci in particular, but also Bersani and Puppato); Renzi has pointed out the need not to raise the taxes for those who already pay them, while Vendola, unlike the others, has renewed his conviction that the IMU should be eliminated because it is a patrimonial tax that strikes the poor, and proposed more fiscal pressure for those who make more than one milion a year. On this point Renzi has asked for the right to reply, asserting that too few contributors earn that kind of money to use this argument during the elections campaign. First issues between the two candidates apparently further apart as for ideas, Renzi and Vendola, in a debate tht in general has seen more fair play than disputes.
Italy and the European role
Renzi has expressed the need to create the real United States of Europe, confirming the stability pact, while Vendola is more inclined to a redefinition of a pact that slows down growth in the name of austerity. The role of negotiator falls on Bersani, who invites them to not fight, but convince Germany and the other countries that we are all on the same boat. Definitely European Tabacci, who stigmatized the populist and impossible proposals of Grillo and Lega, who make their voters dream about the return of a devalued Lira that will favor exportations.
Work, young people and occupation
Vendola brings forward his work as the governor of Puglia, elevating it as a model to follow to give trust to young people who see Italy go down in a mud that has been also quoted elsewhere; Renzi hopes to build a country where people work because they know "something, not someone", with a round of applause from the audience for the well-done phrase. Puppato, a bit shadowed by the debate, sustains the need to invest in development and innovation; Bersani talks about liberalizations and simplifications, always his strength, Tabacci holds the line of the decrease of labor cost for enterprises in order to encourage hiring.
FIAT, Marchionne and the Fornero labor reform
It has been the moment of most allignment throughout the evening: all of them unanimous in blaming Marchionne (with Renzi who calls himself disappointed because he believed in Fabbrica Italia, and Vendola who gets another round of applause when he says that he never believed him): FIAT must give a clear industrial plan and respect it, in order to honor what it has received from the Italian governments during all these years. The Fornero labor reform must be redone, reseen, redefined, with opinions that go from bland judgement (Vendola), to the bland justification because of the emergency and the difficult moment faced by technicians (Tabacci).
Hot topic: couple rights and adoptions
For Puppato it is absurd that we even talk about it, since it should be enough to quote the third article of the Italian Constitution to guarantee equity of treatment (including marriage and adoption) to all couples, hetero and homosexual, without discrimination. Renzi says he is favorable to unmarried couples, promising to do in the first 100 days the "civil partnership", making people understand that proper civil gay marriage is impossible until the Constitution is changed.
Vendola favorable to gay marriage and adoptions. For Bersani the country must be more mature on the matter and look at the German model, while the most catholic of the five, Tabacci, stated that the politician must guarantee equal rights to all, hinting at a Yes for unmarried couples, even gay, but no to adoptions.
Francesco Lanza | @bedrosian
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lunedì 8 ottobre 2012
#ADSL gratuita: a chi giova?
Una delle promesse elettorali che saltano fuori quando si debba fare cassa tra i "voti del web". Ma è una proposta fattibile, in Italia? E se lo fosse, sarebbe un reale valore aggiunto? Per chi?

Anche se sul fronte della concorrenza, dobbiamo dirlo, le cose stanno - lentissimamente - migliorando, almeno in prospettiva: la nuova rete in fibra ottica (FTTCab) vede un accordo tra Telecom Italia e Fastweb per la condivisione di apparati e investimenti che dovrebbe accelerarne la realizzazione e stando alle parole dell’AD di Telecom Italia Marco Patuano, il modello è aperto anche a tutti gli altri operatori che vorranno coinvestire (magari localmente, dove i piccoli e medi operatori sono più forti e anche penetranti), creando una situazione potenzialmente migliore rispetto al monopolio infrastrutturale di fatto che per molti anni ha reso il campo della concorrenza sulla connettività, in Italia, non certo esemplare.
Quindi abbiamo una prospettiva nella quale si potrà ridurre sensibilmente il digital divide, ma su base cablata. Perché il punto sta proprio qui: cavo vs. Wifi.
Il Wifi è naturalmente percepito come qualcosa di “comodo”, pratico e a diffusione più ampia e veloce. Quando poi alla parola “Wifi”, si unisce la parola “gratis” ecco che si aprono illusioni perfette di un mondo dove tutti accedono liberamente e senza costi, ovunque siano, alla Rete.
Ma questa promessa, per chiunque si prenda la responsabilità di farla, è un’illusione. Per motivi puramente pratici.
Innanzitutto partiamo col dire che il Wifi Free è un valore aggiunto per un paio di settori: il turismo, certamente, e i servizi pubblici alla cittadinanza. Un Hotspot gratuito, il cui costo reale venga assorbito dalla società (quindi dalle nostre tasse, alla fine dei conti) è uno strumento che può essere utile alla navigazione pura (surfing, email, social network). Ma i servizi che si stanno andando ad appoggiare alla Rete, sono molti di più, e sono proprio quelli che riguardano la produttività a non poter prescindere dalla rete cablata: Voip e Cloud (termine usato spessissimo a sproposito) in testa a tutti, ma anche streming di contenuti multimediale on demand.
Il Wifi (Wimax o Hyperlan 2 che sia), non è in grado di dare livelli di servizio accettabili, in quanto a velocità, sul Voip, per esempio. E se c’è un servizio che per un’azienda (ma anche per un privato) può significare minori costi e maggiore indipendenza, quello è proprio il Voip.
Ma c’è un altro aspetto, che è quello della sicurezza, unitamente al livello di servizio.
Come informatico-imprenditore, non accetterei mai di far viaggiare le informazioni sulle quali lavoro giornalmente su un’ADSL free, magari attraverso un hotspot utilizzato da chissà quante (e quali) persone. Le barriere che pongo tra me e i rischi della Rete, devo essere libero di poterle gestire, quindi questo vuol dire che debbo essere proprietario del mio apparato periferico e della sua configurazione. Quindi anche ponendo di avere una rete cablata e gratuita, nessuna azienda seria la cambierebbe con il proprio accesso contrattualizzato. Oltre che per la sicurezza, per il livello di servizio, dicevamo: gratuità vuol dire anche nessuna garanzia di stabilità o di funzionamento, lo sappiamo tutti, ed è inutile illuderci a riguardo.
In conclusione, è importante che su questo aspetto non si alimentino false promesse. La politica deve favorire e vigilare sulla concorrenza tra gli operatori, in modo che i privati e le aziende possano usufruire di servizi a prezzi competitivi, deve spingere perché il livello tecnologico della rete sia sempre efficiente e incentivare gli investimenti delle aziende che operano nella fornitura di connettività, ma non deve spingersi oltre o promettere statalizzazioni della rete, perché, visto quello che si vede girare in Internet, prodotto dai partiti e dai movimenti che di fatto sono già entrati in campagna elettorali, l’unica sensazione è che altissime incompetenze vogliano entrare a gamba tesa in un processo del quale non capiscono assolutamente nulla.
Sempre, certo, che non si stiano solo producendo le solite promesse irrealizzabili basate sul nulla.
Cosa che, in effetti, non sarebbe una novità.
Francesco Lanza | @bedrosian
ADSL for free. Who benefits from it?
One of the electoral promises that emerge when politicians need to get the "votes of the web". But is it doable in Italy? And if it were, would it truly add any value? For whom?
There's one thing that always makes one like me shiver, one that was born a humanist and wounded up being an informatics guy. Hearing people talk about connectivity without knowing what they're talking about. Politicians do that often, while Italy suffers storically of one of the worst situations in terms of infrastructure and competitivity.
As for the competition front, we must say, things are slowly getting better, at least in perspective: the new FTTCap optic fiber is the product of an agreement between Telecom Italia and Fastweb for sharing tools and investments that might accelerate its realization, and hearing the AD of Telecom Italia Marco Patuano, the model is open to any other operator willing to invest (perhaps locally, where small and medium operators are sttronger and more capillar), creating a situation that is potentially better than the infrastructural monopoly de facto that for many years has costrained the competition field on connectivity in Italy not quite exemplary.
So we have a perspective in which we can sensibly reduce the digital divide, but on a cable base. Because this is where the point is: cable vs. wifi.
Wifi is perceived as something practical, easy to use and with a wider and faster diffusion. When you add the word "free" to "wifi", then the perfect illusions of a world where everybody goes online freely and with no costs to the web, emerge.
But this promise, for whoever takes the responsibility of making it, is an illusion. For merely practical reasons.
First of all let's start by saying the Free Wifi is an added value for a couple of sectors: tourism, certainly, and public services to the citizenship. A free HotSpot, for which the real cost is absorbed by society (so by our taxes, after all) is a tool that can be useful for pure navigation (surfing, email, social network). But the services that are starting to stay online, are much more than that, and they're exactly those that regard productivity that can't live without cable: Voip and Cloud (a term that is way too often used in the wrong way) ahead of all, but also streaming of multimedia content on demand.
Wifi (let it be Wimax or Hyperlan 2) isn't capable of giving acceptable service levels, as for speed on Voip, for example. And if there's one service that for a company (but also for a private citizen) can mean less costs and more indipendence, that's Voip.
But there's another matter, which is safety, along with the level of service.
As an informatic-entrepreneur, I would never accept to make information I work with daily travel on a free ADSL, maybe through a hotspot used by who knows how many and what people. The barriers that I put between me and the risks of the Web, I must be free to manage them on my own, which means I need to be the owner of my peripheral tool and its configuration. So even if I had a cable, free web, no serious company would change it in exchange of its own contracted access. Other than safety, for the level of service, we said: free means that there are also no guarantees of stability or functioning, we all know it, and it's useless to make illusions about it.
In conclusion, it's important that on this aspect we don't feed false promises. Politics must favor and control competition among operators, so that privates and companies can use services at competitive prices, must push to make sure that the technological level of the web is always efficiant and incentivate investments of companies that operate in connectivity supply, but must not go beyond that or promise to statalize the web because, seeing what's on the Internet, produced by parties and movements that are already in elections campaign, the only sensation I get is that high incompetences want to enter a process of which they do not understand anything at all.
Unless, of course, they're not just producing the same impossible promises based on nothing.
Which wouldn't be any news.
Francesco Lanza | @bedrosian
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martedì 11 settembre 2012
Un #Rutelli segnavento su ogni tetto
L'API di Rutelli annuncia la probabile candidatura di Tabacci alle primarie del centrosinistra. Ennesimo salto del fosso per Rutelli? Questa volta sembra più un voler tenere il piede in due scarpe.
Il PD, ovviamente, tace e probabilmente acconsente.

Mandato esplorativo a Tabacci per "verificare le condizioni di una candidatura alla primarie" del centrosinistra.
L'altra notizia che proprio nessuno si aspettava, è che il centrosinistra, e in particolare il PD, non dicesse neanche una parola contraria. Qualcosa del tipo: "Ehi Rutelli, ma tu non ti eri scisso dal centrosinistra?".
Insomma, due eventi decisamente poco sorprendenti, che non per questo fanno meno senso.
Ma abbandona quindi il Terzo Polo?
Giammai, se è vero che Rutelli ha espresso soddisfazione e la necessità di "rafforzare l'area centrale" del centrosinistra: "Api non rinnega il Terzo polo, ma ne rafforza il progetto. Non dobbiamo abbandonare lo spazio conquistato con quel progetto, ma dobbiamo rafforzarlo."
D'altra parte il partito rutelliano API ha una struttura decisamente malleabile, almeno a giudicare dalla provenienza dei vari politici presenti. Quasi tutti con una storia piena di saltelli da un partito all'altro.
Un partito per tutte le stagioni, bello aerodinamico.
Ci sono ex Democristiani, tanti ex Democristiani, non solo come eletti nella DC, ma anche gente dell'associazionismo cattolico: Mauro Betta (PPI --> La Margherita), Cristina de Luca (PPI --> La Margherita --> PD), Lorenzo Dellai (PPI --> La Margherita), Pino Pisicchio (Rinnovamento Italiano --> UDEUR --> Rinnovamento Puglia --> IdV), Claudio Molinari (Civica Margherita --> PD).
Ci sono ex Repubblicani, come Pier Giorgio Gawronski. E poi ex Socialisti, come Linda Lanzillotta (La Margherita --> PD), Enrico Boselli (SDI --> PS)
E ancora ex Socialdemocratici, ex Liberali, ex Verdi.
Mancano all'appello solo i due Leocorni, dicono.
Un partito così, quindi, riesce agevolmente a stare nel Terzo Polo casiniano e a valutare l'inserimento di un candidato premier nelle primarie del centrosinistra.
In attesa che il popolo del centrosinistra, quindi, cominci a farsi domande fondamentali sulla vita, tra le quali:
- Chi siamo?
- Da dove veniamo?
- Dove vogliamo andare?
- Esistiamo davvero?
- Ma che, davvero Rutelli?
attendiamo la pubblicazione, sul sito API, del loro listino per l'organizzazione di feste per bambini, per la fornitura di servizi di catering professionale, spurgo di pozzi neri, disinfestazione, infestazione, organizzazione di pellegrinaggi a Lourdes e/o viaggi a Cuba, demolizioni controllate e trasporto politici da una parte all'altra.
A ogni nuovo cliente, un Rutelli segnavento da mettere in cima al tetto.
Francesco Lanza | @bedrosian
A Rutelli vane for every roof
Rutelli's API announces the probable candidation of Tabacci to the primaries of the left wing. Another jump into the abyss for Rutelli? This time he seems to be willing to keep his feet in two shoes. The Democratic Party, obviously, is silent and probably approves.
The news that nobody expected at this point, is that Rutelli put himself downwind.
Explorative mandate to Tabacci to "verify the conditions of a candidature too primaries" of the left wing.
The other news that nobody expected is that the center left, and particularly the PD, didn't say anything in contrary. Something like: "Hey Rutelli, hadn't you cut yourself out of the center left?"
So, two events that were definitely not surprising, that don't make more sense because of it.
So he's abandoning the Third Pole?
Never, if it is true that Rutelli has expressed satisfaction and the need to "reinforce the central area" of the center-left wing: "Api doesn't renegate the Third Pole, it reinforces its project. We don't have to abandon the space conquered with that project, but reinforce it."
On the other hand the Rutellian party API has a definitely malleable structure, at least by judging the provenience of the politicians present. Almost all of the with a story filled of jumps from one party to the other.
A party for all seasons, nice and aerodynamic.
There are ex Demochristians, many ex Demochristians, not only as elected in DC, but also people from the Catholic associationism: Mauro Betta (PPI --> La Margherita), Cristina de Luca (PPI --> La Margherita --> PD), Lorenzo Dellai (PPI --> La Margherita), Pino Pisicchio (Rinnovamento Italiano --> UDEUR --> Rinnovamento Puglia --> IdV), Claudio Molinari (Civica Margherita --> PD).
There are ex Republicans, such as Pier Giorgio Gawronski. And then ex Socialists, as Linda Lanzillotta (La Margherita --> PD), Enrico Boselli (SDI --> PS)-
And then again ex Socialdemocrats, ex Liberals, ex Greens.
The only ones missing are the two unicorns.
A party like this easily manages to stay in the Casini Third Pole and evaluate the insertion of a premier candidate in the primaries of central-left.
So we wait that the people of central left start to ask some fundamental questions about life, among which:
- Who are we?
- Where do we come from?
- Where do we want to go?
- Do we really exist?
- Really, Rutelli?
and we wait for the API website to publish their list for the organization of children parties, professional catering, black wells purging, disinfestation, infestation, organization of pilgrimages to Lourdes and or trips to Cuba, controlled demolitions and transportation of politicians.
For each new client, a Rutelli vane to put on your roof.
Francesco Lanza | @bedrosian
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