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domenica 6 novembre 2011

Intervistato.com | Paolo Iabichino @iabicus



Insieme a Paolo Iabichino, direttore creativo in Ogilvy, abbiamo parlato dell'evoluzione dell'advertising in Italia, l'integrazione con i social media e l'uso dell'adv come leva di engagement.


Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Paolo Iabichino, direttore creativo in Ogilvy.

Innanzitutto abbiamo chiesto a Paolo di descriverci il percorso evolutivo dell'advertising in Italia nel corso degli anni: a suo avviso, tuttavia, non c'è stata una vera e propria evoluzione.
Dal punto di vista storiografico, la versione moderna della pubblicità comincia negli anni '50, '60, quando i grandi network arrivano in Italia e aprono le loro agenzie: in questo senso, quindi, la pubblicità in Italia è stata più che altro subita. [video]

Una delle più grandi intuizioni della pubblicità italiana in chiave moderna è stata senza dubbio il Carosello, una vicenda senza pari nel resto del mondo. Le storie e i personaggi entrati ormai nell'immaginario collettivo sono legate al lavoro del pubblicitario Armando Testa, che ha creato icone ancora presenti e rilevanti nel panorama dell'advertising televisivo. [video]

Purtroppo l'advertising italiano non gode di una grande maturità: secondo Paolo è di 15 - 20 anni indietro rispetto alle macrotendenze a cui assistiamo nel resto del mondo. In alcuni paesi vengono sviluppate campagne in maniera crossmediale a prescindere dal mezzo utilizzato, mentre in Italia il 60-70% degli investimenti va ancora nella pubblicità televisiva.
Del resto si tratta di un paese che tratta internet in maniera superficiale, vedendolo come un media e non come un habitat all'interno del quale inserire i propri messaggi.
Persino all'interno dei social network si ragiona ancora secondo la logica del GRP, quindi sebbene esistano già modalità nuove, inedite e coinvolgenti per mettere in relazione brand e clienti, il mindset è tutt'ora ancorato a logiche televisive monodirezionali. [video]

Per fare pubblicità in maniera crossmediale è necessario dimenticarsi del canale: le campagne che funzionano meglio sono quelle che si concentrano innanzitutto sull'idea, e in Ogilvy si parla addirittura di "ideale".
Si parte dall'idea e poi si fa in modo che i diversi mezzi che vengono attivati non si limitino a declinare l'idea di comunicazione: per integrare l'idea è necessario far sì che si usi un determinato linguaggio in funzione del mezzo in cui quell'idea si esprime. [video]

Negli ultimi anni la pubblicità ha perso ascendente, carisma, suscitando addirittura diffidenza; secondo Paolo, tuttavia, sarebbe un errore considerare il marketing non convenzionale (viral,  flash mob, guerrilla marketing) come la panacea per risolvere la crisi della pubblicità tradizionale.
Si rischia di replicare all'interno delle nuove dinamiche gli stessi errori perché si ragiona ancora in una logica di invadenza, di interruzione, e non di rilevanza. [video]

Abbiamo chiesto a Paolo quanto sia utile fare compravendita di Fan e Like su Facebook: a suo avviso sono strumenti utili e leciti se serve massa critica per far leva su un messaggio. Il problema è che le persone non restano attaccate a lungo a un brand se non c'è costantemente interazione, dialogo e una produzione di contenuti che le faccia sentire parte della storia del brand. [video]

L'advertising visto anche come leva di engagement, dato che continua ad avere un ruolo importante nello scenario della macroeconomia ed è il vettore principale dei consumi e dello sviluppo economico.
La pubblicità è piccola cosa in un panorama culturale, sociale, antropologico così radicalmente cambiato: in questo momento la cosa più importante è mettere al centro della scena le persone. [video]

Abbiamo parlato di invertising, dell'importanza della ricerca scientifica nell'advertising (sia da un punto di vista tecnologico che da un punto di vista psicologico), dell'etimologia del vocabolario del marketing, del neuromarketing, analisi del sentiment e prospettive per il futuro dell'advertising nelle aziende e nelle agenzie.

Invito tutti, dunque, a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di dettagli e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu

Photo credit: Robert Piattelli


Intervistato.com | Paolo Iabichino

A few days ago we had the pleasure of interviewing Paolo Iabichino, creative director in Ogilvy.

Firstly we asked Paolo to describe the evolution of advertising in Italy in time: his opinion, however, is that there hasn't actually been a real evolution.
From a storiographic point of view, the modern version of advertising starts in the 50s, 60s, when the big networks arrive in Italy and open their agencies: in this sense, advertising in Italy has mostly been endured rather than produced. [video]

One of the greatest intuitions of Italian advertising in a modern interpretation was undoubtedly the Carosello, and there's nothing similar to it in the rest of the world. The stories and the characters have entered the common imagination are linked to the work of Armando Testa, who has created icons that are still present and relevant in the television advertising scenario. [video]

Unfortunately Italian advertising isn't very mature: in Paolo's opinion it's 15 - 20 years behind the big trends we see in the rest of the world. In some countries campaigns are developed in a crossmedia fashion, regardless of the utilized medium, while in Italy 60-70% of the investments go into TV ads.
We're talking about a country that still treats Internet in a superficial manner, seeing it as a media and not as a habitat inside which you can insert your messages.
Even inside social networks the logic is the logic of GRP, so even though new, engaging ways to put brands and clients into contact already exist, the mindset is still anchored to onedirectional TV logics. [video]

To do advertising in a crossmedia manner it is necessary to forget the mean: campaigns that work the best are the ones that focus on the idea, and in Ogilvy we talk of "ideal".
You start from the idea and then you make sure that the different activated means don't limit their function into developing the idea of communication: to integrate the idea it is necessary to make sure that the language used is determined in function of the mean in which that idea expresses itself. [video]

During the last few years advertising has lost power, charisma, even creating mistrust; in Paolo's opinion, however, it would be a mistake to consider  unconventional marketing (viral, flash mobs, guerrilla marketing) as the final solution to solve the crisis of traditional advertising.
The risk is to replicate inside the new dynamics the same mistakes, because the logic is still one of intrusiveness, interruption, not relevance. [video]

We asked Paolo how useful buying Fans and Likes on Facebook actually is: in his opinion these are useful and legitimate tools if you need a critical mass to enhance a message. The problem is that people don't stick around a brand for long if there isn't constant interaction, dialogue and a production of content that makes them feel a part of the history of the brand. [video]

Advertising seen as an engagement tool, since it continues to have an important role in the macroeconomy scenario and is the main driver of shopping and economical development.
Advertising is something small compared to the cultural, social and anthropological scenario that is so drastically changed: at the moment the most important thing to do is put people in the center of the scene. [video]

We talked about invertising, the importance of scientific research in advertising (both from a technological and a psychological point of view), the etimo of the marketing lexicon, neuromarketing, sentiment analysis and future expectations for advertising in agencies and companies.

I invite everyone to view the full interview, much richer in details and insight than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

sabato 22 ottobre 2011

Prossimamente: Paolo Iabichino @iabicus



Domani avremo il piacere di intervistare Paolo Iabichino, direttore creativo in Ogilvy, una delle agenzie pubblicitarie più famose al mondo.

Nato nel 1969, si occupa di pubblicità dal 1990: è passato dall’advertising tradizionale alla comunicazione relazionale, incontrando qui la giusta dimensione di uno scrivere più attento al destinatario.

Con il suo team gestisce campagne e strategie di comunicazione per importanti marche italiane e internazionali.
È convinto che la pubblicità non abbia più bisogno di un target, ma di un interlocutore con il quale marche e prodotti devono mettersi in relazione, superando la logica del bisogno per sposare l’etica del servizio.
Da qui l’advertising si arricchisce di nuove discipline per avvicinare un nuovo consumatore, sempre più individuo, che obbliga la scrittura a passare dal registro seduttivo a quello emotivo.

Docente di un master post laurea di advertising presso la Scuola Politecnica di Design di Milano, Paolo Iabichino è tra gli autori di un saggio a più voci pubblicato da Sperling & Kupfer e intitolato "La Magia della Scrittura" ed è ancora presente con un intervento sulla scrittura in rete all'interno della ristampa di "Business Writing“, curato da Alessandro Lucchini ed edito da Sperling & Kupfer.

Sempre con Lucchini e Sperling ha partecipato al saggio Il Linguaggio della Salute, scrivendo un capitolo dedicato alla comunicazione pubblicitaria nel settore della sanità.
Insieme agli studenti della Scuola Politecnica di Design ha ideato Invad, una provocatoria riflessione fantapubblicitaria che mette in mostra le improbabili invasioni dell’advertising alla ricerca sfrenata di nuovi spazi.

Collaboratore di Nòva24 de Il Sole 24 Ore, Paolo Iabichino è anche autore di Invertising, un saggio edito da Guerini & Associati che analizza le trasformazioni in atto nel mondo dell’advertising.

Il tema è diventato un anche un blog su Wired.it e un corso presso l’Istituto Europeo di Design di Milano (IED), dove giovani art director vengono formati alla professione nel passaggio “Dall’advertising all’Invertising”, che vede Paolo Iabichino partecipare come direttore creativo del corso e Lecturer.

È tra i docenti della Palestra della Scrittura ed è spesso chiamato all’interno di master, eventi, seminari e workshop che affrontano le evoluzioni nell’ambito della pubblicità, dei media e della comunicazione in genere.

Avremo modo di parlare di pubblicità, marketing, invertising, unmarketing e dei cambiamenti che stanno avvenendo in questo campo, giusto per citarne alcuni.

Naturalmente, se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu




Coming up soon: Paolo Iabichino

Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Paolo Iabichino, creative director in Ogilvy.

Born in 1969, he has been working in advertising since 1990: he went from traditional advertising to relational communication, meeting here the right dimension of a writing that gives much more attention to the recipient.

With his team he manages communication campaigns and strategies for important Italian and international brands.
He is convinced that advertising doesn't need a target anymore, but an interlocutor to which brands and products must relate, overcoming the need logic to embrace the service ethics.
At this point advertising is enriched by new disciplines to attract a new consumer, more and more an individual, that forces the writing to move on from a seductive register to an emotional register.

Professor in a post-graduate advertising master at the Design Politechnic School in Milan, Paolo Iabichino is among the authors of a multiple author paper published by Sperling & Kupfer and titled "The Magic of Writing" and he has also contributed with a piece about writing on the web in the reprint of "Business Writing", curated by Alessandro Lucchini and published by Sperling & Kupfer.

Together with Lucchini and Sperling he has also participated in the paper "The Language of Health", writing a chapter dedicate to advertising communication in the field of healthcare.
With the students of the Design Politechnic School he created Invad, a challenging fanta-advertising reflection that shows the improbable invasions of advertising in search of new spaces.

He collaborates with Nòva24 - Il Sole 24 Ore, and he is also the author of Invertising, a book published by Guerini & Associati that analyzes the transformation currently occuring in the world of advertising.

The topic has also become a blog on Wired.it and a class at the European Institute of Design in Milan (IED), where young art directors are formed to the profession in the passage "From advertising to invertising", in which Paolo is the creative director and Lecturer.

He is among the professors of the Writing Gym and is often invited to masters, events, seminars and workshops that tackle the evolutions in the field of advertising, media and communication in general.

We'll have the chance to talk about advertising, marketing, invertising, unmarketing and the changes that are happening in this field.

Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

venerdì 21 ottobre 2011

Intervistato.com | Alessandro Bonino @eio



Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Alessandro Bonino, autore di Spinoza.it e del blog "E io che mi pensavo", premiato come Miglior Blog Letterario ai Macchianera Blog Awards 2011.



Alessandro ha raccontato le origini di Spinoza, nato nel 2005 come uno spazio in cui trattare argomenti di attualità e guardare alla contemporaneità in maniera obliqua.
La svolta satirica imposta da Stefano Andreoli ha riscosso grande successo, portando gli utenti a lasciare molti commenti che di fatto erano delle battute, successivamente convogliate nel Forum Laboratorio Permanente di Satira.
Spinoza è diventato anche libro cartaceo, per la precisione due libri: uno bianco e uno nero, omaggio al White Album dei Beatles e al Black Album di Prince e Metallica.
Secondo Alessandro, i due libri di Spinoza sono paragonabili a un "almanacco di storia" del nostro Paese, un "esercizio di memoria postmoderno" che ripercorre, attraverso le battute, i fatti politici dal 2008 al 2011. [video]

Per quel che riguarda la nuova editoria, Alessandro ci ha descritto la situazione del mercato italiano, caratterizzato da due modalità di vendita dell'ebook in formato ePub.
La prima, adottata dalle grandi case editrici, è quella di proteggere l'ebook rendendo impossibile la visualizzazione del libro su dispositivi non autorizzati dal venditore; la seconda, adottata per esempio dalla casa editrice di Alessandro, Sugaman, è quella di mantenere l'ebook libero, aperto, apponendo sull'ebook solamente il nome dell'acquirente e la data in cui il libro è stato comprato. [video]

Sugaman è nata dalla collaborazione con lo scrittore Paolo Nori, soprattutto dalla discussione riguardo al modo in cui le case editrici italiane stavano affrontando gli ebook: molto spesso infatti gli ebook hanno un prezzo uguale se non superiore alla versione cartacea.
Oltre alla politica delle protezioni, c'è anche la politica del prezzo. Sembrerebbe che le case editrici vogliano soltanto avere la disponibilità di questo tipo di prodotto, ma che in realtà manchi la reale volontà di venderlo. [video]

Quando però Amazon arriverà in Italia con il suo ecosistema di ebook, offrendo il Kindle a un prezzo accessibile e cominciando a stipulare contratti direttamente con gli autori, le case editrici italiane rischieranno di rimanere effettivamente tagliate fuori.
A proposito di ebook, Alessandro ha specificato alcune delle caratteristiche più desiderabili in un ebook reader, la più importante delle quali è risultata essere uno schermo facilmente leggibile in qualsiasi condizione di luce. [video]

Abbiamo chiesto ad Alessandro come sarà, secondo lui, il libro del futuro: a suo avviso quei contenuti che possono essere esposti solamente in un libro ritroveranno la loro dimensione puramente testuale, invece tutto ciò che è finora è stato "libro" soltanto perché non aveva altre possibilità, troverà nuovi e sorprendenti mezzi di espressione. [video]

Invito tutti a visionare l'intervista integrale, molto più ricca di informazioni, dettagli e riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu


Intervistato.com | Alessandro Bonino

A few days ago we had the pleasure of interviewing Alessandro Bonino, founder of Spinoza.it and of the blog "E io che mi pensavo", which has been awarded the Best Literary Blog Prize at the Macchianera Blog Awards 2011.

Alessandro has told us about the origins of Spinoza, born in 2005 as a place in which to treat actuality topics and look at contemporary events in an oblique fashion.
The satirical turn imposed by Stefano Andreoli has had great success, bringing users to leave comments that were actually gags, which were subsequently directed to the Permanent Satire Laboratory Forum.
Spinoza has also become a physical book, actually two books: a white one and a black one, a tribute to the Beatles' White Album and Prince's and Metallica's Black Album.
In Alessandro's opinion, the two Spinoza books could be compared to a "history almanac" of our country, a "postmodern memory exercise" that goes over the political facts occurred between 2008 and 2011. [video]

As for new publishing, Alessandro has described the situation of the Italian market, characterized by two ways of selling the ebook in the ePub format.
The first one, adopted by big editors, is to protect the ebook making it impossible to read it on devices that aren't authorized by the seller; the second, adopted for example by Alessandro's publishing house, Sugaman, is to keep the ebook free and open, just adding to it the name of the buyer and the date in which the book was purchased. [video]

Sugaman was born from the collaboration with the writer Paolo Nori, especially from their discussion about the way Italian publishing houses were facing ebooks: very often ebooks have a price that is equal or superior to the price of the physical book.
Along with the protection politics, there are the price politics. It seems like the publishing houses only want to have this kind of product available in their catalogues, but they actually lack the will to sell it. [video]

But when Amazon will arrive in Italy with its ebook ecosystem, offering the Kindle at a fair price and starting to stipulate contracts directly with authors, the Italian publishing houses will really risk to be cut out.
Talking about ebooks, Alessandro has specified some of the most desirable characteristics of an ebook reader, and the most important seems to be a display that is easily readable in any light condition. [video]

We asked Alessandro how the book of the future will be: in his opinion the content that can only exist in a book will find its purely textual dimension, while everything that until now was a book only because it didn't have any other possibility, will find new and surprizing means to express itself. [video]

I invite everyone to watch the full interview, much richer in information, details and insight than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu

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