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domenica 3 febbraio 2013

#Elezioni2013 e la scomparsa dei partiti politici



Quante volte l'abbiamo sentito? "Il QWERTY UIOPAS non è un partito". Mille, se abbiamo tenuto bene i conti. 

In Italia tutti sono dentro piattaforme, progetti, associazioni, lobbies di industriali ma perdio non bestemmiate parlando di partito altrimenti li prendono per gente che mangia ostriche a cena, che si fa accompagnare a fare shopping dai poliziotti e che usa i finanziamenti pubblici per comprarsi i videogiochi. E non chiamateli politici, altrimenti sembra che se non se ne vanno a mignotte è perché le mignotte vanno da loro.

L'argomento del pezzo non è dei più originali insomma, ma anche voi potreste pure cambiare paese ogni tanto: che cazzo ci hanno fatto i partiti? Riformulo: che cazzo ci hanno fatto i partiti che non ci potrebbero fare i movimenti, le liste civiche, le squadre di rugby, le gangbang, le bandille dei quartieri malfamati, i comitati cittadini e gli illuminati?

"Un partito politico è un'associazione tra persone accomunate da una medesima finalità politica ovvero da una comune visione su questioni fondamentali della gestione dello Stato e della società o anche solo su temi specifici e particolari. L'attività del partito politico si esplica nello spazio della vita pubblica e, nelle attuali democrazie rappresentative, ha per ambito prevalente quello elettorale. (Wikikevelodicoafàpedia)"

Sembra quindi che un partito non sia niente di male
. La definizione include anche un tavolino del bar con quattro vecchi a giocare a carte in cui ad un certo punto uno ubriaco si alza e sbraita "Il Re te lo dovevi ficcare nel culo!", ma solo se alcuni lo applaudono e lo portano in trionfo al Comune. Comunque le definizioni sono, per definizione, le analisi del laboratorio del linguaggio: dicono come sono i valori del sangue, ma non conoscono la cartella clinica. Quella del partito, per dire, è molto più vicina ad una fattura delle pompe funebri che ad un modulo di dimissioni ospedaliere. Quindi il problema è un altro: se riuscissimo con un enorme sforzo di immaginazione a ipotizzare che gli eletti siano dei parassiti, ne dovremmo concludere che il corpo partito non sia più un ospite desiderabile per loro. Fatto questo ragionamento, non cadiamo nell'errore esorcistico di far uscire Casaleggio dal nostro corpo. Ci serve dentro, insieme ai paladini e ai mascalzoni, come un batterio intestinale, per tirarci fuori tutto il defecabile di questa seconda repubblica e mezzo.

Per esempio: stiamo forse assistendo alla tanto agognata morte della democrazia rappresentativa, per passare ad un nuovo modello, di democrazia delegativa? Ovvero: non si vota chi rappresenta le proprie idee o i propri interessi, si vota chi si crede possa sapere ciò che si deve e non si deve fare. Perché noi non lo sappiamo più, nemmeno per noi, figuriamoci per il paese. Dai. Non votiamo più l'interesse, votiamo la fiducia. Vi renderete conto che antropologicamente parlando siamo molto più vicini a dinamiche religiose che altro, tanto che ormai l'idea di votare a seconda dei propri interessi sembra una cosa di cui vergognarsi. E' un peccato simile alla masturbazione. Se voti chi ti conviene diventi cieco. Raschiato il barile delle ideologie ci siamo trovati con le religioni di scarto. Ottimo.

Ma questo rapporto di fedeltà è proprio ciò che ci impedisce poi di vedere con lucidità i comportamenti. E' lo stesso su cui si basa un fidanzamento. Veniamo delusi, traditi, frustrati, ma quello che ci impedisce di rendercene conto è l'orgoglio: non ammettiamo di aver riposto male la nostra fiducia. Molto più facile invece accorgersi quando non si è realizzato il nostro interesse. Ed esattamente come in un rapporto di coppia si danno dei nomignoli strani per indicare il pene e la vagina del proprio partner, che poi spesso li possiede entrambe, allo stesso modo oggi in politica si usano termini come movimento, megafono, agenda, guida, piattaforma e chi più ne ha più ne metta. Per esempio la mia ragazza chiama il mio pisello Portavoce, preferito a megafono non so perchè, mentre io chiamo Società Civile la sua topa e il suo culo invece Progetto.

In sostanza il movimento di cui faccio parte con la mia ragazza consiste nel far entrare il mio Portavoce attraverso la Società Civile per realizzare infine di comune accordo il Progetto. Sempre che la nostra Agenda illustrata con le posizioni del Kamasutra Elettorale non preveda imparentamenti diversi. Una volta per esempio lei si è vestita da Trasparenza e io mi sono fatto il Non-Statuto: è stato bellissimo, ma proprio mentre stavamo per fare le Primarie si è rotto il Tecnico e Incensurato com'ero sono subito dovuto uscire fuori dall'Euro. Appena in tempo. Non voglio un altro Spread che piange, fa i capricci e mi costringe a stare sveglio tutta la notte.

Quindi, visto che è da quando Adamo ha dato il simpaticissimo nome di Triceratopo ad un dinosauro che l'uomo dà i nomi alle cose e le cose di questo s'incazzano, chiamiamo le cose con i loro nomi: ti candidi? Sei un politico. Il tuo gruppo? Un partito. C'è uno più figo di tutti? E' il vostro leader. Questo pezzo? E' Finito.

Franco Sardo | Demerzelev

domenica 4 novembre 2012

La strategia dell'astensione: #elesicilia



Il dato lo conosciamo tutti: 53%. Come ogni amico di amici che si rispetti poi qualcuno se lo ricorda più alto qualcuno se lo ricorda più basso, ma resta il fatto che l'astensione alle ultime elezioni in Sicilia ha fatto un vero boom di silenzi, lasciando in secondo piano persino gli scalpitanti attivis... grillini e consegnando per la seconda volta all'eufemistico Presidente Napolitano un depliant dell'Amplifon, in cui uno sgualcito Lino Banfi spiega come settare l'apparecchio per evitare il fastidio dei difetti di pronuncia di Vendola, ma non delle battute che ci fanno sopra.

Posti davanti a queste cifre imbarazzanti gli analisti concordano sul fatto che sia stato un evidente messaggio della mafia. Basta teste di cavallo sul letto che comunque non sono mai esistite se non in un film di Scorsese, basta sassi nelle finestre avvolti in lettere minatorie stile black block della Bce, basta autobombe ai magistrati. Da oggi la mafia fa la ritrosa, serrando le labbra e le urne sull'identità dei propri consociati. Chiamatela omertà.

Celebre ormai l'esempio delle carceri in cui nessuno dei condannati per reati di stampo mafioso è andato a votare, a fronte delle precedenti elezioni in cui facevano perfino educatamente la fila. Insomma parrebbe che i mafiosi non si fidino più di questa politica, tutta "ladroni, mignotte e raccomandati" (cit. Flavia Vento, quasiattivista 5 Stelle). Ma c'è anche la possibilità che essendo la Sicilia una Regione costretta dal deficit a operare in mezzo a lacrime e sangue, come un qualsiasi sicario, la mafia che non strangola non abbia voluto sostenere alcun candidato destinato all'impopolarità. Oppure la piovra sta puntando più in alto, convinta anche lei che il vero gioco di potere non si faccia in politica come un tempo, ma nelle banche, nella massoneria, fra gli illuminati e i lobbisti del Bilderberg.

Immaginatevi quindi il picciotto del 2012 che nel social condivide un'infografica fatta col paint di Informare per Resistere sul numero dei parlamentari italiani rispetto alla Danimarca, un video di CoscienzaSveglia sulle scie chimiche del signoraggio bancario e una vignetta con la Fornero che indica a mezzo milione di lemmings esodati la strada verso la scogliera. Non ci vorrà molto prima che gli venga da mettere qualche bomba.

Certo è che se si guarda l'Italia da vicino ci si accorge che sembra formata da tante piccole sicilie e forse alle prossime elezioni politiche non è poi così improbabile aspettarsi un risultato simile a questo confuso nuddu ammiscatu al 53% cu nenti.

Franco Sardo | #Demerzelev


The strategy of abstentionism

We all know the number: 53% As every friend of friends that respects himself, someone remembers it to be higher, someone lower, but the fact remains that the abstention at the last elections in Sicily has made a boom of silences, leaving in second plan even the most enthusiastic activis... Grillo fanboys and giving for the second time to President Napolitano a depliant of Amplifon, in which Lino Banfi explains how to set it in order to avoid the unpleasant pronounciation defects of Vendola, but not the jokes they make about it.

When faced with this embarassing data the analysts agree on the fact that it has been an evident message of mafia. Enough with the horse heads on the bed that haven't existed if not in Scorsese's movies anyway, enough with the rocks in the windows, wrapped in threatening letters in black black style of the BCE, enough with autobombs to judges. Starting today the mafia is shy, closing the lips and the voting on the identity of its allies. Call it omerty.

The example of prisons in which none of the condemned for mafia crimes has voted is famous, much different from the previous elections, when they educately stood in row. So it would seem that the mafia doesn't trust this politics anymore, all "thieves, whores and recommended" (cit. Flavia Vento, almost a M5S activist). But there is always the possibility that being Sicily a Region constrained by deficit to operate in the midst of tears and blood, as any assassin, the mafia that doesn't strangle didn't want ot sustain any candidate who was destined to be unpopular. Or the octupus is aiming higher, convinced that the true power game isn't done in politics as it used to be, but rather in banks, in masonry, among the Illuminati and lobbyists of Bilderberg.

Imagine the 2012 youngster that on socials shares an infographic made in paint of Inform to Resist on the number of MPs in Italy compared to Denmarl, a video of AlertConscience on the chemical paths of banking and an illustration with Fornero showing to half a million lemmings without a job the road to the nearest cliff. It won't be long before he'll want to put some bombs.

If you look at Italy from a close distance, you realize it seems made out of many small Sicilies, and perhaps the next political elections it isn't improbable to espect a result similar to this 53%.

Franco Sardo | #Demerzelev

lunedì 22 ottobre 2012

#Lourdes tra abusivismo edilizio e acqua (santa)



Da qualche parte nel mondo un autore di satira senza idee ha trovato la lampada di Aladino. I tre desideri espressi sono stati nell'ordine: essere pagato per quello che fa, partecipare ad un triangolo con Mara Carfagna e Sara Tommasi e far cadere il diluvio su Lourdes. 

Il genio alzando le spalle gli ha risposto che per l'impossibile doveva andare alla Mecca e così si è limitato a far piovere sul santuario francese. L'autore di satira che per sua natura è disposto ad accontentarsi e ad essere preso in giro era contentissimo e subito ha cominciato a riempire i social network con battute e illustrazioni, seguito dai suoi sodali. Acqua piovana divisa come il Mar Rosso, il Mar Rosso che diventa una mestruazione, l'incontinenza della Madonna, madonne bottigliette di acquasanta annacquata, miracolati che tornano in surf, disabili che salgono sull'Arca di Noè a coppie per generare la nuova umanità, piove Trinità ladra, non ci sono più le mezze religioni etc. Tutto questo e molto ancora è stato riversato in rete negli ultimi giorni.

Ma la verità è un'altra, molto più seria. L'alluvione è stata causata da una serie di fattori che non di discostano molto da ogni altra tragedia di questo tipo: la posizione geografica, l'abusivismo edilizio, la trascuratezza dei canali di scarico e il riscaldamento globale. Se andate a vedere infatti Lourdes è posta a ridosso dei Pirenei, in una zona anticamente occupata da un ghiacciaio il quale sciogliendosi ha creato la vallata carsica in cui scorre il Gave de Pau, il fiume che è esondato sul Santuario, posto proprio a ridosso delle sue rive.

Il pericolo di inondazione quindi era chiaro, ma pare che nessuna delle apparizioni mariane l'abbia mai messo all'ordine del giorno, occupate com'erano in operazioni di propaganda populista come ammalare gli ipocondriaci e guarire gli operatori turistici. Ancora più evidente però è la piaga dell'abusivismo edilizio. Lourdes infatti è la seconda città di Francia dopo Parigi per numero di visitatori e ovunque nascono alberghi, bed 'n' breakfast e piscine, in evidente spregio alle più basilari regole sul mantenimento del suolo, perchè tanto poi bastavano un paio di ave marie e arrivava il condono.

Un'altra questione è lo stato dei tombini e dei canali di scolo che per anni ogni giorno sono stati riempiti di santini, catenelle, rosari e scheggie di legno usa e getta che la gente dopo aver ricevuto il miracolo buttava a terra nell'indifferenza generale. Infine il riscaldamento globale, di cui Lourdes è una delle principali cause per l'elevato numero di preghiere che salendo al cielo surriscaldano l'aria, per poi fermarsi sotto forma di polveri sottili nelle parti alte dell'atmosfera a creare la cappella a pressione che è poi l'effetto serra. Le analisi svolte sulla pioggia di questi giorni infatti confermano che si tratta della precipitazione di piccolissimi frammenti di orazioni.

Ma tutto questo l'autore di satira non lo sa, come non sa che mentre lui perdeva tempo a scrivere, a condividere, a laicare e a photoshoppare il genio, in quanto tale, ha passato il weekend con Sara Tommasi e Mara Carfagna.

Franco Sardo | #Demerzelev


Lourdes between construction abusivism and (holy) water

Somewhere in the world a satire author without ideas has found Aladdin's lamp. The three wishes were, in this order: being paid for his work, participating in a threesome with Mara Carfagna and Sara Tommasi and bringing a flood to Lourdes.

The genius shrugged his shoulders and answered that for the impossible he had to go the Mecca and he simply sent rain on the French sanctuary. The satire author, who by nature is used to being content and being laughed at was extremely happy and immediately he started filling social networks with jokes and illustrations, followed by his peers. Rain water divided like the Red Sea, the Red Sea that turns into menstrual cycle, the Virgin's incontinence, watered holy water bottles in the form of the Virgin, miracled that come back on a surf, disabled people who get on Noe's Ark in couples to generate the new humanity, it's raining thief Trinity, there are no longer half religions and so on. All this and much more has been poured online during the last few days.

But the truth is different, and more serious. The flood has been caused by a series of factors that aren't very far away from any other tragedy of this type: the geographic position, the construction abusivism, the negligence in the maintenance of gutters, and global warming. If you go check, Lourdes is positioned just at the feet of the Prenei, in an area that was antiquely occpied by a glacier that, as it melted, has formed the carsic valley in which the Gave de Pau flows, the same river that has flooded the Sanctuary, which stands right next to its banks.

The flooding danger was clear, but it seems that none of the Holy Virgin's apparitions has ever put it among the priorities, busy as they were in populist propaganda operations like making hypochondriacs sick and touristic operators healthy. Even more evident is the plague of construction abusivism. Lourdes is infact the second city in France after Paris per number of visitors and everywhere you can see hotels, B&Bs and pools, evidently without any regard for the most baisc rules of territory maintenance, because it was enough to spit out a couple of Ave Maria and the remission came.

Another matter is the state of the gutters and canals that for years, every day have been filled by saints, rosaries, chains and pieces of wood that people threw away carelessly after receiving the miracle.  Finally global warming, of which Lourdes is one of the main causes because of the high number of prayers that rise to the sky and heat the air, and then stop under the form of fine dust in the higher parts of the atmosphere, creating the pressure cap that is the greenhouse effect. The analyses done on the rain during these last few days confirm that we're seeing the precipitation of fragments of prayers.

But all this the satire author doesn't know, as he doesn't know that while he wasted time writing, sharing, liking and photoshopping, the genius, as a genius, has spent the weekend with Sara Tommasi and Mara Carfagna.

Franco Sardo | #Demerzelev

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