▼ Il tweet del giorno
Berlusconi: "Presidente della Convenzione? Solo una battuta". Come quando prometteva un milione di posti di lavoro ed il rimborso dell'IMU.
— Il Triste Mietitore (@TristeMietitore) 08 maggio 2013
Visualizzazione post con etichetta cultura digitale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura digitale. Mostra tutti i post
venerdì 19 ottobre 2012
The Toxic Twitter: dalla comunicazione tossica agli oggetti tossici (prima parte)
Nonostante il miliardo di Facebook Twitter sta registrando un incremento molto più forte del social made by Zuck. L'Italia non è da meno, come non lo sono neanche i politici del nostro paese che stanno sbarcando in massa sul network "cinguettante" e lo usano molto di più di quanto facciano del loro account Facebook.
I risultanti sono poche volte positivi, sia per presenza, sia per modalità, che per interazioni, però stiamo assistendo ad una deriva del linguaggio che si fa preoccupante, anche perché la deriva sta sconfinando dagli spazi social al mondo reale.
Il 16 ottobre in parlamento, l'onorevole Franco Barbato dell'Idv ha chiuso il suo intervento ribadendo che se gente come Formigoni e Scopelliti vogliono scendere ancora nel campo della politica lui li manderebbe "nei campi di concentramento". Fra l'altro proprio il 16 ottobre era l'anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma, quando oltre 1000 ebrei furono presi dalle loro case e deportati. Oggi Beppe Grillo afferma che Renzi soffre di invidia penis perché vorrebbe essere il M5s. Nonostante il latino si tratta sempre di citazioni di bieco maschilismo, tipico dei gabinetti di bar, che a me francamente ricorda molto il Bossi di una volta, poi quando si dice il M5s va a prendere i voti della Lega si viene additati quasi come difensori della casta. Sta di fatto che il linguaggio dei 140 caratteri sta contagiando le dichiarazioni politiche. E' indubbio che il tasso di comunicazioni populista sia in ascesa fortissima e già da qualche anno, ma la frequentazione con le modalità veloci di Twitter sta lasciando segni profondi. Stiamo vivendo una campagna elettorale molto dura e che iniziata già da molto tempo, troppo tempo, stiamo vivendo una fase di linguaggio tossico di cui si fatica a vedere le traiettorie.
Lovink affronta il tema dei commenti sui social puntando il focus su come gli utenti rimangano nella sfera del linguaggio basso, nell'organizzazione non del dissenso, piuttosto della rabbia, della reazione e del risentimento. In realtà quello che si vuole è produrre un effetto. Alcuni lo utilizzano come strategia per acquistare follower, aumentare il proprio buzz in modo che la loro visibilità aumenti, senza preoccuparsi degli effetti a lungo termine, primo fra tutti l'inquinamento psichico.
Un paio di volte mi sono trovato a discutere con Giovanni Scrofani di questo tema, vi segnalo un suo post importante, L'Estate della Cultura Tossica, proprio sui marcatori tossici della cultura e di come questo fenomeno si stia allargando. Non cerco colpevoli, perché non ci sono colpe, ci sono fenonemi che si stanno accelerando e qui l'influenza del digitale ha un effetto profondo sulla nostra sfera del comportamento, ma c'è sicuramente una questione più importante: "l'ordine del discorso", per dirla con Foucault, sta cambiando alla radici, fino alla nostre sinapsi, figuriamoci ai comportamenti. Le parole e i discorsi si stanno reificando e forse non siamo ancora pronti per interagire con questi oggetti tossici. Di questo ne parleremo nella seconda parte di questo post.
Simone Corami | @psymonic
The Toxic Twitter
Despite the billion users of Facebook, Twitter is registering an increase that is much stronger than Zuck's social. Italy doesn't stand behind: even our politicians are adopting the tweeting network in mass and use it much more than they use their Facebook accounts. The results are seldom positive, by presence, modality and interactions, but we're assisting to a decline of language that is starting to be worrying, also because the decline is leaking from the social spaces to the real world.
On the 16th of October, Franco Barbato of IDV has closed his speech in Parliament reminding that if people like Formigoni and Scopelliti want to still be in politics, he would send them to concentration camps. By the way the 16th of October was the anniversary of the Rome Ghetto round-up, when more than 1000 Jews were taken from their homes and deported. Today Beppe Grillo states that Renzi suffers from invidia penis because he would like to be the M5S. In spite of the latin, we're talking about maschilism infused quotes, typical of bar bathrooms, which frankly reminds me of Bossi a few years ago, then when you say that M5S takes the Lega votes, then you're looked at as if you were the defensor of the chaste.
The point is that the language of 140 characters is infecting political declarations. It is beyond doubt that the populist number of communications is in strong growth in the last few years, but the frequentation with the fast modalities of Twitter is leaving profound marks. We're living a very tough elections campaign that has lasted a long time, too long, we're living a phase of toxic language that we have a few difficulties to decipher in terms of trajectories.
Lovink faces the topic of comments on social networks by shifting the focus on how the users remain in the sphere of low language, in the organization not of dissent, but of anger, reaction and resentment. In reality what you want to produce is an effect. Some use it as a strategy to acquire followers, increase the buzz so that their visibility increases, without worrying about long term effects, first of all psychic pollution.
A few times I found myself talking about this topic with Giovanni Scrofani, I would like to point out one of his posts, "The Summer of Toxic Culture", exactly on the toxic markers of culture and how this phenomenon is getting wider. I'm not looking for the guilty, because there is no guilt, there are phenomena that are accelerating and here the influence of digital has a profound effect on our sphere of behavior, but there's surely a more important matter: "the order of the speech", to say it like Foucault, is changing at its roots, in our synapses, let alone the behavior. Words and speeches are changing, and perhaps we're not ready to deal with these toxic objects. Of this matter we will talk about in the second part of this post.
Simone Corami | @psymonic
Etichette:
cultura
,
cultura digitale
,
jacopo paoletti
,
maria petrescu
,
politica
,
simone corami
,
toxic
,
twitter
venerdì 27 luglio 2012
Prossimamente: Giuseppe Granieri @gg
Fra qualche giorno avremo il piacere di intervistare Giuseppe Granieri, uno dei maggiori esperti italiani di comunicazione e culture digitali.
Nato nel 1968, si è laureato in lingua e letteratura spagnola. La passione per il «nuovo» lo ha portato dalla narratologia (sua antica e forse non sopita fissazione) ad occuparsi a tempo pieno di innovazione.
Lui stesso sostiene che "l'innovazione è una cosa buffa: essendo un processo (e non un prodotto) mi consente di occuparmi spesso di cose nuove: dalla progettazione di musei al design di ambienti collaborativi in diversi ambiti, da quelli ministeriali a quelli accademici, da quelli aziendali a quelli culturali e turistici.
La verità è che mi diverto, prima di tutto a «sporcarmi le mani» sperimentando cose."
Ha scritto diversi libri e collabora con alcune testate, tra cui L'Espresso e La Stampa; inoltre insegna (a contratto) all'Università di Urbino.
Avremo modo di parlare di cultura digitale, comunicazione online, alcuni tra i più eclatanti paradossi nell'utilizzo dei social media che abbiamo visto negli ultimi tempi, nonché di strategie per aziende e politici.
Naturalmente vi invitiamo come sempre a inviare le vostre domande attraverso il form di Responsa qui sotto.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
Coming up soon: Giuseppe Granieri
In just a few days we'll have the pleasure of interviewing Giuseppe Granieri, one of the biggest Italian experts of communication and digital cultures.
Born in 1968, he graduated in Spanish Literature. The passion for "new" has brought him from narratology (an old and maybe never forgotten passion) to deal with innovation full time.
He says that "innovation is a curious thing: being a process (and not a product), it allows me to always deal with new things: from projecting museums to designing collaborative environments in several fields, from ministeries to accademical ones, from business to cultural and touristical ones. The truth is that I have a lot of fun, first of all 'getting my hands dirty' experimenting stuff."
He has written a few books and collaborates with several publications, among which L'Espresso and La Stampa, and he also teaches at the University of Urbino.
We'll have the chance to talk about digital culture, online comunication, some of the most incredible examples of social media usage that we've seen in the last few months, and strategies for companies and especially politicians.
Of course, we await your questions via the form below!
Maria Petrescu | @sednonsatiata
Etichette:
ambienti digitali
,
business
,
comunicazione
,
cultura digitale
,
facebook
,
giuseppe granieri
,
intervista
,
intervistato
,
jacopo paoletti
,
maria petrescu
,
online
,
politica
,
social media
,
strategie
,
twitter
giovedì 12 luglio 2012
Save the date! #IDCamp a Viterbo dal 20 al 22 Luglio
Un intero weekend di internet, formazione e co-working a Viterbo dal 20 al 22 luglio.
L’Associazione Indigeni Digitali, all’interno del festival Medioera, organizza un camp di tre giorni dedicato alla cultura digitale, con eventi di formazione, workshop, confronto e co-working.
Il Festival Medioera di Viterbo presenta anche quest’anno una serie di appuntamenti che hanno l’obiettivo di promuovere la cultura digitale nel nostro Paese. A partire da venerdi 20 luglio, e per tutto il weekend, l’Associazione Indigeni Digitali, in collaborazione con Medioera, ha organizzato il primo Indigeni Camp: una tre giorni non-stop di workshop e incontri di formazione, confronto e co-working aperta a tutti coloro che vivono in prima persona il Web, o desiderano acquisire le competenze e le conoscenze utili a farlo.
I temi trattati all’interno del Camp saranno: SEO e SEM, Social media marketing, Social TV, Cooperative Design, Co-creazione, Sviluppo di applicazioni web, fundraising e mobile web.
Durante il giorno le attività del Camp saranno ospitate nelle aule messe a disposizione della Domus La Quercia (viale Fiume 112) mentre ogni sera, al termine dei lavori, tutti i partecipanti si sposteranno in piazza, per discutere di Web e cultura digitale nella splendida cornice del centro storico di Viterbo.
L’Indigeni Camp nasce dal desiderio dell’Associazione Indigeni Digitali di promuovere e supportare la capacità dei giovani di “fare sistema”, attraverso l’impegno di tutti i partecipanti in attività collaborative che stimolino la generazione di esperienze e di valore condiviso.
Tutte le informazioni per iscriversi all’Indigeni Camp di Viterbo sono disponibili sul sito ufficiale dell’Associazione Indigeni Digitali: http://idcamp.indigenidigitali.com/
Sarà possibile partecipare all’evento anche via Twitter, utilizzando l’hashtag #idcamp
Naturalmente invitiamo tutti a partecipare al Camp, sicuramente un incontro molto importante in questo particolare periodo di grande fermento per quel che riguarda le aziende e la strutturazione della loro presenza online.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
Save the date! ID Camp in Viterbo from the 20th to the 22nd of July
An entire weekend of Internet, formation and co-working in Viterbo, from the 20th to the 22nd of July.
The Indigeni Digitali Association, inside the Medioera Festival, is organizing a three days camp dedicated to digital culture, with formation events, workshops, co-working and discussions.
The Viterbo Medioera Festival presents a series of appointments this year with the goal of promoting digital culture in our country. Starting Friday the 20th of July, and across the weekend, the Indigeni Digitali Association, in collaboration with Medioera, has organized the first Indigeni Camp: a 3 day non-stop event of workshops and formation events, co-working and discussions, open to everyone who live the Web in first person, or want to acquire the competence and the necessary knowledge.
The topics treated during the Camp will be: SEO and SEM, social media marketing, social TV, cooperative design, co-creation, web app development, fundraising and mobile web.
During the day the activities of the Camp will be hosted in the aulasthat the Domus La Quercia (viale Fiume, 112) provides, while every evening, after the end of the lessons, all participants will go to the plaza, to discuss about web and digital culture in the beautiful setting of the historical center of Viterbo.
The Indigeni Camp is born from the desire of the Indigeni Digitali Association to promote and support the ability of young people to create a system, through the engagement of all participants in collaborative activities that can stimulate the generation of experiences and shared value.
All necessary information to sign up for the Indigeni Camp in Viterbo are available on the official website of the Indigeni Digitali Association: http://idcamp.indigenidigitali.com/
Those who cannot attend will be able to follow the events via Twitter, using the hashtag #idcamp
Of course, we invite everyone to attend the Camp, an extremely important event in this particular moment of great activity as for companies and the organization of their online presence.
Maria Petrescu | @sednonsatiata
Etichette:
#idcamp
,
cultura digitale
,
fabio lalli
,
festival
,
idcamp
,
indigeni digitali
,
jacopo paoletti
,
maria petrescu
,
marketing
,
medioera
,
sem
,
seo
,
social media
,
viterbo
Iscriviti a:
Post
(
Atom
)
▼ Leggi i migliori della settimana
-
E se di “trattativa“ si sente parlare, non ci si può dimenticare di quel che accadde nel 1993, una anno su cui ancora oggi si chiudono proce...
-
C’eravamo tanto amati. Più o meno è questo il rapporto che contraddistingue Twitter e i suoi utenti, ormai bistrattati e costretti all’angol...
-
La campagna elettorale per queste elezioni 2013 ha fatto emergere sei potenziali leader che aspirano alla carica di Presidente del Consiglio...



