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venerdì 30 novembre 2012

Il Seppuku di #Twitter



Insomma le primarie sono finite, quelle del centro-sinistra almeno, perché qui si annuncia un intasamento che potrebbe portarci non ad una campagna elettorale permanente, ma ad un'elezione permanente!

Sapete tutti come sono andate a finire, Bersani ha vinto nella realtà, nelle urne, mentre Renzi ha vinto su Twitter e nel coro dei social media. La grande vittima è proprio twitter, costretto al seppuku, al suicidio rituale giapponese. C'erano anche i kaishakunin, i fedeli compagni che gli hanno tagliato la testa, in maniera generosa, per risparmiargli il dolore della lama che taglia gli intestini e la morte per dissanguamento. I fedeli compagni sono stati la tv generalista e la stampa, specialmente quella online, che davvero ha delle responsabilità profonde in questa messa in scena. Perché di questo si tratta.

I social media non hanno spostato un voto, anzi, li hanno spostati al contrario, vista la grande offensiva socialmediatica renziana nella settimana del ballottaggio, ci sono stati flussi di ritorno a favore del segretario e Ilvo Diamanti, sulle pagine di Repubblica, ha spiegato che, anche se tutte le 100.000 richieste di iscrizioni fossero stato accolte e avessero tutte, dico tutte al 100%, votato per l'obamino fiorentino, il risultato non sarebbe cambiato. Già nei mesi precedenti si è vista la scarsa efficacia che il sistema social media ha dimostrato nell'aiuto alla vendita, figuriamoci dopo questo tonfo nelle primarie riguardo il marketing politico. Io, come ho scritto in un post su Orson, sostengo che c'è bisogno di tornare all'azione, consigliando i rapimenti simil-alieni, come ha fatto Samorì e il duo Baccini-Galati.

Si dice che l'Italia non è pronta, che in fondo non c'è massa critica ed altre amenità. Bella scoperta! Quanti sono gli iscritti a Twitter, molti di meno rispetto a Facebook, che poi viene usato in maniere molto differenti, ma credo oscillino fra uno e due milioni, lasciando scoperti grossi settori per età, professione, abitudini di consumo e molti altri segmenti di micro-data e non di big-data. Voi credete davvero che ora che i blogger vanno al Motor Show sposteranno un acquisto di una sola auto? Oppure la gente continuerà a comprare Quattroruote o a vedere le macchine dei propri amici? Ho lavorato in un'agenzia di analisi e marketing del settore Automotive, quello che contava era la stampa e le trasmissioni tv di settore, neanche quelle satellitari, perchè chi paga vuole vedere contenuti premium come film, serie tv e sport. Quindi? Quindi i social hanno un effetto di rinforzo, di informazione e di interesse - qui sta davvero il concetto di engagement.Tralascio la delicata questione della primavera araba e dell'epilogo triste che sta affrontando, però me li ricordo i: "E' la forza della rete", "La rete porta democrazia", "La rete è la pace". Io me li ricordo bene.

Torniamo alle primarie, o meglio allo spazio che certa stampa, come Huffington Post, Pubblico e altri hanno dato a Twitter, perchè questo sta succedendo. Twitter è diventato un'ottima riserva di battute, per riempire il vuoto delle pagine bianche e degli spazi audiovisivi. Twitter è entrato nello scadenzario dei media tradizionali, come le conferenze stampa, le processioni e i saldi. Se guardate bene poi tutte le aspiranti twitstar vogliono quello, visibilità, ma visibilità sui media tradizionali, vogliono che il loro nome sia sul Corsera, o su Il Fatto Quotidiano, per non parlare di Repubblica o durante una diretta de La7. Nessuno ragiona totalmente alla visibilità sul web. L'unico scopo diventa farsi notare per poter bullarsi con gli amici oppure strappare un contratto da collaboratore per qualche centinaia di euro al mese se va bene, o 5 euro a pezzo, sempre se va bene. Questa era la grande rivoluzione? Quanti Social Media Anything Manager ci sono che lavorano per poco o che non percepiscono nulla?

Tutta la tossicità di Twitter ha avvelenato l'uccellino, tanto che oramai non gli restava che crepare sotto il peso della realtà dei voti di carta e delle matite copiatevi. Il prossimo banco di prova saranno le primarie del M5S, e anche la social tv, però di quello parlerò più avanti, visto che agli italiani non stanno dicendo che nel 2015 dovranno buttare i loro televisori, ma ne parleremo e in maniera molto approfondita. La sbornia è finita, adesso è il momento di essere cattivi, molto cattivi.

PS. va ricordato che Matteo Renzi è l'unico che non ha risposto alle domande di Intervistato. La prossima volta magari ci penserà meglio.

Simone Corami | @psymonic


The Seppuku of Twitter

So the primaries are over, the ones of the left wing at least, because here there's a mess that could bring us not to a permanent elections campaign, but to a permanent election!

You all know how it ended, Bersani has won in the realities, at the voting stations, while Renzi won on Twitter and on social media. The great victim is Twitter itself, forced to seppuku, the Japanese ritual suicide. There  were also the kaishakunin, the faithful companions who cut its head in a generous fashion, to spare the pain of the blade cutting the intestines and the death by bleeding out. The faithful companions have been the TV and the print, especially the online one, who seriously has some deep responsibilities in this farce. Because that's what it is.

Social media didn't change a vote, or they changed them in the opposite direction, given the great Renzi socialmedia offensive during the week of the ballott, there have been flows of return in favor of the secretary of PD and Ilvo Diamanti, on the pages of Repubblica, has explained that even if all the 100.000 requests for sign-up had been approved, and if they had all, and I mean all, voted for Renzi, the result wouldn't have changed. Already during the past months we've seen the scarce efficiency that the social media system has in helping sales, go figure after this political marketing fail. As I wrote on a post on Orson, I say that we need to go back to action, counseling simil-alien abductions, as Samorì did and the duo Baccini-Galati.

They say Italy isn't ready, that in the end there is no critical mass and other amenities. Nice discovery! How many Twitter users are there? Many less than Facebook, and they are used in very different ways, but I believe we're talking about one or two milion people, leaving ample segments uncovered by age, profession, consume habits and many other segments of micro-data and not big-data. Do you really think that bloggers at the Motor Show will influence purchases? Or that people will continue buying Quattroruote or seeing their friends' cars? I've worked in an agency of analysis and marketing in the Automotive field and what mattered was the print and sector TV shows, not even satellite, because who pays wants to see premium content such as movies, tv series and sports. So now what? Social media have a reinforcement effect, information and interest - here is where the whole concept of engagement stands. I'll leave aside the delicate matter of the Arab Spring and the sad epilogue that it is living, and I remember the "It's the force of the web", "The web brings democracy", "The web is peace". I remember them very well.

Torniamo alle primarie, o meglio allo spazio che certa stampa, come Huffington Post, Pubblico e altri hanno dato a Twitter, perchè questo sta succedendo. Twitter è diventato un'ottima riserva di battute, idee e altro, per riempire il vuoto delle pagine bianche e degli spazi audiovisivi. Twitter è entrato nello scadenzario dei media tradizionali, come le conferenze stampa, le processioni e i saldi. Se guardate bene poi tutte le aspiranti twitstar vogliono quello, visibilità, ma visibilità sui media tradizionali, vogliono che il loro nome sia Corsera, o su Il Fatto Quotidiano, per non parlare di Repubblica o durante una diretta de La7. Nessuno ragione totalmente alla visibilità sul web. L'unico scopo diventa farsi notare per poter bullarsi con gli amici oppure strappare un contratto da collaboratore per qualche centinaia di euro al mese se va bene, o 5 euro a pezzo, sempre se va bene. Questa era la grande rivoluzione? Quanti Social Media Anything Manager ci sono che lavorano per poco o che non percepiscono nulla?

Tutta la tossicità di Twitter ha avvelenato l'uccellino tanto che oramai non gli restava che crepare sotto il peso della realtà dei voti di carta. Il prossimo banco di prova saranno le primarie del M5S, ma ci sarà anche la social tv, però di quello parlerò più avanti, visto che agli italiani non stanno dicendo che nel 2015 dovranno buttare i loro televisori, ma ne parleremo e in maniera molto approfondita. La sbornia è finita, adesso è il momento di essere cattivi, molto cattivi.

PS. va ricordato che Matteo Renzi è l'unico che non ha risposto alle domande di Intervistato. La prossima volta magari ci penserà meglio.

Simone Corami | @psymonic

sabato 7 luglio 2012

10minuticon Luca Sappino @lucasappino



Qualche giorno fa abbiamo intervistato Luca Sappino, giornalista italiano attualmente membro della redazione del neonato giornale "Pubblico" di Luca Telese.


In primo luogo abbiamo chiesto a Luca come è nato il giornale: si tratta di un nuovo giornale di sinistra, che sarà la casa di una sinistra che non è di partito e non solo politica, ma innanzitutto culturale. E' stato pensato come il giornale degli "orfani", di coloro che negli ultimi anni non hanno più avuto una "casa" quale può essere un giornale. Pubblico dunque nasce da quest'esigenza, raccolta da Luca Telese e da tanti altri che si sono messi in gioco, rischiando in alcuni casi anche il proprio lavoro. [video]

Un'altra domanda che abbiamo fatto è relativa al modello di business. Luca ci ha rivelato che il giornale partirà piccolo e crescerà subito: la soglia di break even è di 10.000 copie. Il modello è quello di un giornale aperto che avrà bisogno di molti abbonati per stare in piedi, ma anche di un'ampia comunità. A suo avviso c'è molta richiesta di una casa dove stare, un "posto" dove rimanere, e proprio a causa di questa richiesta la comunità non tarderà a formarsi. [video]

Quest'anno al Festival del Giornalismo di Perugia si è parlato moltissimo di evoluzione e sviluppo dei giornali, in particolare per quel che concerne la transizione del cartaceo al digitale. Per questa ragione abbiamo chiesto quanto senso abbia, in questo particolare momento storico, aprire un nuovo giornale cartaceo. Luca è del parere che la raccolta pubblicitaria su Internet sia vittima di un pregiudizio da parte degli inserzionisti, che per questo motivo rimangono fortemente ancorati al cartaceo. Persino i giornali che tutti noi siamo abituati a seguire in rete non riescono ad autosostenersi grazie alla rete, ma piuttosto grazie alle copie vendute in edicola. [video]

Non si è ancora pronti culturalmente a pagare per i contenuti sul web, quindi le opzioni sono essenzialmente due: optare per contenuti a pagamento, come fanno certi quotidiani d'oltreoceano, oppure lavorare sulle compagnie che erogano connessione, che lucrano sui contenuti di altri e dunque potrebbero pagare.

Secondo Luca, dunque, il processo di cambiamento della tecnologia è inarrestabile, anche se in Italia, per una questione di digital divide e arretratezza di leggi e infrastrutture, questo processo ancora non è a un buon punto. Inoltre si tratta anche di una questione che riguarda le direzioni dei giornali, non pronte a fare il salto, e gli inserzionisti che non sono pronti a spostare sulla rete le risorse. E' infatti l'advertising che tiene in piedi i giornali, insieme alle copie vendute e agli abbonamenti, e proprio questo è il motivo per cui Internet ancora non è decollato da questo punto di vista.

Infine abbiamo chiesto che rapporto avrà il giornale con i contenuti generati dal basso: Pubblico sarà una "casa" aperta a tutto quel popolo che ha bisogno di trovare un posto dove poter contribuire a fare informazione. Sarà un giornale per cui i fatti stessi sono bene comune, fatti visti come conseguenze, che raccontano la storia di tutti noi. [video]

Con Luca abbiamo parlato anche dei suoi progetti in radio, delle trasmissioni, di eventuali modelli di business del futuro, giusto per citare alcuni temi.

Invito tutti dunque a visionare l'intervista, molto ricca di dettagli e riflessioni.

Buona visione!

Maria Petrescu | @sednonsatiata


10minuteswith Luca Sappino

A few days ago we interviewed Luca Sappino, an Italian journalist currently behind the foundation of the newborn newspaper "Pubblico" by Luca Telese.

First of all we asked Luca how the newspaper was born: it is a new left-wing newspaper, which will be the home of a left that isn't just political, but most importantly cultural. It has been created as the newspaper of "orphans", those people that during these last few years haven't had a "home" as a newspaper can be. Pubblico is born from this need, which has been met by Luca Telese and many others that have put their stakes on this project, even risking their own jobs. [video]

Another question we asked is about the business model. Luca told us that the newspaper will start small and grow right away: the break even is 10.000 copies. The model is of  an open newspaper that will need a lot of subscriptions to stay alive, but also a large community. He thinks there's a lot of request for a home, a place to stay, and because of this request, the community will be created rapidly. [video]

This year at the International Journalism Festival in Perugia we talked a lot about the evolution and development of newspapers, in particular the differences between digital and paper. This is why we asked how much sense there is in creating a paper newspaper in this particular historical moment. Luca thinks that advertising on the Internet is victim of prejudice by companies, and this is why advertising is still strongly linked to paper. Even those newspapers that we're used to see online can't survive just thanks to the online revenue, but can only exist because of the physical copies sold. [video]

People aren't culturally ready to pay for content on the web, so the options are essentially two: choosing to create paid content, as some American newspapers do, or work on the companies that provide connection, and that make revenue on others' contents, and that might pay.

Luca thinks the process of technological development is impossible to stop, even though in Italy, because of  matters related to digital divide, backwarness of laws and infrastructures, this process isn't going as fast as it could be. It is also a matter of newspaper direction, which aren't yet ready to make the big step, and companies that aren't ready to put resources on the web. It is the advertising that keeps newspapers open, together with sold copies and subscriptions, and this is basically the reason why the Internet hasn't yet grown from this point of view.

Finally we asked what relationship the newspaper will have with user generated content: Pubblico will be an open house to the people who want a place where they can contribute to information. It will be a newspaper for which facts are common good, facts seen as consequences, that tell the story of all of us. [video]

With Luca we also talked about his radio projects, programs, and possible future business models, just to name a few topics.

I invite everyone to view the interview, very rich in details and insights.

Enjoy!

Maria Petrescu | @sednonsatiata

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