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sabato 4 maggio 2013

#Storiedeldisonore: #mafia e #imprenditoria, l'intuizione dietro la morte di Falcone



“Follow the money”, segui i soldi. Lo sta facendo Giovanni Falcone dai tempi del processo Spatola e delle grandi indagini sul narcotraffico di Cosa Nostra tra Italia e Stati Uniti. Un metodo d’indagine che lo porta sulla strada dei rapporti tra mafia e grande imprenditoria, un filone che mette paura sia alle cosche sia a chi fa compagnia a quella “mafia entrata in Borsa”.

Il vero problema per Cosa Nostra è che Giovanni Falcone, come direttore degli Affari Penali al Ministero di Grazia e Giustizia si sta rivelando più pericoloso che a Palermo: ha rivoluzionato la rotazione delle sezioni in Cassazione, conseguenza che porterà il giudice Corrado Carnevale, detto l’ammazzasentenze, a non giudicare l’esito finale del maxi-processo, e nel frattempo sta mettendo a punto il progetto della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Nazionale Antimafia per coordinare le indagini sulla criminalità organizzata.

Giovanni Falcone è il pericolo numero uno per Cosa Nostra. E’ un magistrato capace, che impaurisce anche gli amici dell’organizzazione, e se è stato in grado di condizionare il ministro Martelli per la costituzione di DIA e DNA, non è escluso che possa convincere anche altri sull’importanza del contrasto al crimine organizzato. Falcone per Cosa Nostra deve morire. In Sicilia.

Prima di lui la strategia di Cosa Nostra colpisce l’onorevole Salvo Lima, che insieme ad Andreotti e ai fratelli Salvo non rappresenta più una cordata affidabile per difendere gli interessi delle ‘famiglie’. I corleonesi  agitano la bandiera che meglio conoscono, quella del terrore e degli avvertimenti.

Lo stesso Falcone però, dopo aver scontato gli anni tesi di Palermo del corvo e della mancata elezione a capo dell’ufficio istruzione del tribunale, sconta anche l’ostracismo delle varie correnti politiche interne alla magistratura: lo sbarramento al suo arrivo a capo della costituenda Direzione Nazionale Antimafia sembra essere l’esigenza primaria anche tra le correnti di sinistra del Consiglio Superiore della Magistratura.

I passi avanti che Falcone è determinato a compiere fanno maturare il disegno per la sua eliminazione da parte della mafia e di chi se ne serve. Il 23 maggio del 1992 allo svincolo di Capaci il tritolo fa saltare in aria il magistrato, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Quel 23 maggio ha cambiato per sempre la storia di questo Paese e ha rotto gli equilibri politici di quei giorni: si elegge il presidente della Repubblica e Andreotti e Forlani sembrano i due papabili, fino all’esplosione di quel pomeriggio. Uscirà vincitore Oscar Luigi Scalfaro, poi accolto ai funerali di Falcone tra gli insulti della gente di Palermo.

La mafia ha votato?”, si chiedono in molti ancora oggi. Una domanda a cui si può rispondere che piuttosto la mafia ha voluto fare piazza pulita di uno dei suoi più acuti interpreti, determinato a portare alla luce quel patto scellerato tra gli uomini del disonore e le grandi holding imprenditoriali del Belpaese (vedi indagine Mafia & Appalti).

Nel frattempo in Lombardia impazza Tangentopoli, mentre gli occhi di molti si rivolgono subito verso Paolo Borsellino, amico e collega di Giovanni Falcone, ma anche custode dei segreti delle indagini dello stesso. Un altro “morto che cammina”, consapevole di esserlo. L’estate caldissima del 1992 è alle porte, e gli uomini di Cosa Nostra sono pronti a fare il bis in poco meno di tre mesi.

Luca Rinaldi | @lucarinaldi


Stories of dishonor: mafia and entrepreneurs, the intuition behind Falcone's death

Follow the money”. That's what Giovanni Falcone has been doing since the times of the Spatola trial and the great inquiries regarding Cosa Nostra's drug traffic between Italy and the US. An inquiries method that takes him on the road of the relationshis between mafia and entrepreneurship, a line that threatens the gangs and those who support the "mafia who entered the stock market".

The true problem for Cosa Nostra is that Giovanni Falcone, as the director fo Penal  Affairs at the Ministry of Justice is far more dangerous than in Palermo: he revolutionized the rotation of sections in Cassazione, which will ensure that the judge Corrado Carnevale, the "verdict killer" will not be judging the final result of the maxi-trial, and in the meanwhile he's perfecting the project of the Investigative Antimafia Direction and of the Antimafia Nnational Direction to coordinate inquiries on organized crime.

Giovanni  Falcone is the number one danger for Cosa Nostra. He's a good judge, who is feared even by the friends of the organization, and if he was capable of influencing Minister Martelli for the constitution of DIA and DNA, he could also convince others about the importance of fighting organized crime. For Cosa Nostra, Falcone must die. In Sicily.

Before him the strategy of Cosa Nostra hits Salvo Lima, who together with Andreotti and the Salvo brothers does not represent a reliable resource to defend the interests of the families anymore. The Corleones show the flag they know best, the one of terror and threats.

The same Falcone however, after suffering the difficult years of the Palermo of the raven and the missed election as the head of the office of the court, also suffers the hate of several internal political currents of the judiciary system: blocking his arrival as head of the Antimafia National Direction seems to be a primary goal even among the left wing currents of the Superior Council.

The steps forward that Falcone is determined to make, allow the project for his elimination to be completed by the mafia and those who use it. On the 23rd of May 1992, right before the Capaci exit, TNT explodes killing the judge, his wife Francesca Morvillo and agents Vito Schifani, Rocco Ddicillo and Antonio Montinaro.

That 23rd of May has changed the history of this country forever, and has broken the political balances of those days: the President is being elected, Andreotti and Forlani seem to be the ones, until the explosion that afternoon. The winner will be Oscar Luigi Scalfaro, later received at the funeral of Falcone among the insults of the people of Palermo.

"Did the mafia vote?", many ask themselves even today. A question which can be answered only with the fact that the mafia wanted to eliminate one of its most acute scholars, determined to bring out the pact between the men of dishonor and the great holdings of Italy (see the Mafia and Contracts inquiry).

In the meanwhile Tangentopoli is shredding Lombardy, while the eyes of many go to Paolo Borsellino, friend and colleague of Giovanni Falcone, but also the keeper of the secrets of the latter's inquiries. Another "dead man walking", and aware of being one. The hot summer of 1992 is coming, and the Cosa Nostra men are ready for the new strike in less than three months.

Luca Rinaldi | @lucarinaldi 

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