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mercoledì 15 maggio 2013

Intervistato.com | Umberto Ambrosoli @uambrosoli



Il candidato del centro sinistra alla presidenza della regione Lombardia, Umberto Ambrosoli, ci ha concesso un'intervista durante la quale abbiamo affrontato alcune tra le tematiche più discusse nelle ultime settimane: lavoro, sanità, trasporti, mafia, e le proposte per risolvere le situazioni di crisi che si sono venute a creare.


In primo luogo abbiamo chiesto per quale motivo CL abbia il sostanziale monopolio della sanità lombarda: il dott. Bresciani ha rappresentato in un'intervista di diversi anni fa la convinzione che sia cosa giusta che i direttori generali siano nominati tenendo conto del responso delle urne, mettendo dunque in secondo piano il merito. Per questo motivo la sanità è stata spartita in tante delle sue cariche di assoluto rilievo a soggetti dal pensiero conforme a quello del presidente della regione Lombardia.

Un'altra domanda che abbiamo fatto riguarda la possibilità di coinvolgere persone fuori da qualsiasi appartenenza o gruppo, avvalendosi dunque di collaboratori non presenti in alcuna lista. Ambrosoli ha specificato che la sua lista civica è composta solo da persone che non hanno avuto incarichi di rappresentanza politica sotto alcun partito: non si tratta tuttavia di ostilità verso chi ha già svolto incarichi di questo tipo, ma di una volontà di differenziazione.

Nel frattempo è stata lanciata sul web anche una piattaforma di partecipazione programmatica alla quale si sono iscritte in pochi giorni più di 500 persone che hanno partecipato alla discussione sui programmi. E' anche vero che nel momento in cui si chiede il parere dei cittadini, bisogna essere pronti ad accogliere le loro richieste, e questo richiede una partecipazione attenta, assidua, e molto impegno. In alcune circostanze le proposte non sono sostenibili dal punto di vista economico e finanziario, ma si sta lavorando per tradurre tali idee in qualche cosa che sia invece sostenibile, sia a livello economico che ambientale.

Abbiamo parlato anche della questione relativa alla disoccupazione giovanile: secondo Ambrosoli bisogna creare sviluppo in grado di rispondere alla domanda di lavoro che produciamo ogni anno. Non si tratta di qualche cosa di astratto, ma della vita delle persone, della possibilità di creare famiglie, non diventare un paese di anziani, evolversi e crescere. Naturalmente lo sviluppo è difficile da creare quando le risorse sono tanto scarse, ma la proposta è di usare le risorse verso quei settori capaci di creare un vero e proprio volano in termini di posti di lavoro duraturi, come le nuove tecnologie, infrastrutture moderne, creatività e design, nonché la piccola industria manufatturiera.

Il problema sta nello scollamento tra il mondo dell'istruzione e della formazione e il mondo dell'impresa: tantissimi cittadini lombardi si sono impegnati, hanno studiato all'estero, hanno imparato le lingue, per poi venire in Italia a lavorare e scoprire che non vi è nulla di coerente con le aspettative che sono stati invitati a coltivare per anni e con la loro formazione.

Un'altra tematica affrontata nell'intervista è stata quella degli immigrati comunitari ed extracomunitari: l'economia della regione Lombardia non starebbe in piedi se non fosse grazie al contributo di decine di migliaia di lavoratori immigrati. Pensare di fare delle politiche che non tengano conto che sono risorse fondamentali per l'economia è, secondo Ambrosoli, semplicemente ipocrita.

Infine abbiamo affrontato parlato di nuovo di sanità e dello scandalo del San Raffaele, di trasporti e della preoccupante ingerenza mafiosa nell'amministrazione pubblica e nell'impresa privata.

Naturalmente invito tutti a visionare l'intervista integrale, ben più ricca di dettagli rispetto a questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu | @sednonsatiata


Intervistato.com | Umberto Ambrosoli

First of all we asked for what reason CL has the monopoly of Lombardy's sanitary system. Doctor Bresciani has represented in an interview the conviction that it is right for general directors to be nominated taking into account the response of the elections, which sees their merit as less important than their political views. For this reason sanity has been divided in many of its important roles to people who had views agreeing with those of the Lombardy region president.

Another question we asked is about the possibility to involve people outside groups or parties, using collaborators who are not present in any list. Ambrosoli has specified that his civic list is only made up of people who have never had political roles in any party: it's not about being hostile towards those who have already had roles, but it's a willingness to differentiate.

In the meanwhile a programmatic participation platform has been launched on the web: more than 500 people have subscribed and participated to the discussion of programs. It is true that when you ask the citizens for their opinion, you must be ready to grant their requests, and this requires a lot of work. In some circumstances the proposals aren't doable from an economical and financiary point of view, but they are working to translate these ideas in something that is sustainable both from an economical and environmental point of view.

We also talked about young people unemployment: in Ambrosoli's opinion we must create development capable of absorbing the work demand we produce every year. It's not something abstract, but the life of people, the possibility to create families, not become a country of old people, evolve and grow. Of course, development is difficult to create when resources are scarce, but the proposal is to use the resources towards those fields that are capable of creating a proper boost in terms of long term jobs, such as new technologies, modern infrastructures, creativity and design, and small manufactury industry.

The problem is in the distance between the world of instruction and formation and the world of enterprise: many Lombardy citizens have worked hard, studied abroad, studied foreign languages, in order to come to Italy to work and discover that actually there is nothing coherent with the expectations we told them to cultivate for years, and their own formation.

Another topic we tackled during the interview is the one of immigrants, both communitary and extracommunitary: the economy of Lombardy wouldn't function if not thanks to tens of thousands of immigrate workers. To think that it is possible to do politics that don't take them into account as fundamental resources for economy is simply hypocritical.

We talked about the scandal of San Raffaele, transportation and the worrying mafia presence in the public administration and private enterprise.

Of course, I invite everyone to view the full interview, much richer in detail than my brief synthesis.

Enjoy!

Maria Petrescu | @sednonsatiata

lunedì 17 dicembre 2012

Verso un paese civicamente alfabetizzato



Con tutta probabilità non sarà l'ultima puntata dell'ondata di partecipazione che ha piacevolmente travolto il centrosinistra, l'appassionante frenesia democratica - infatti- potrebbe compiersi anche negli ultimissimi giorni dell'anno con le primarie dei parlamentari. 

Intanto in Lombardia si è concluso il primo tempo di una partita che idealmente si gioca all'ombra del Pirellone, ma che fattualmente avrà ripercussioni oltre i confini regionali.

“Siamo forti perché abbiamo a cuore i problemi di tutti, non solamente le esigenze di alcuni. Siamo forti perché siamo liberi, e non siamo legati né a mondi particolari né a centri di interesse. Non abbiamo nessuna ragione di pensare che questa volta, le nostre ragioni, non vinceranno come meritano di vincere.”

Umberto Ambrosoli uscendo vincitore dalle primarie di coalizione, è il candidato del centrosinistra per la presidenza di Regione Lombardia e con queste parole, sabato notte si è incamminato sul percorso che tra meno di due mesi potrebbe portarlo a sedere sullo scranno più alto di Palazzo Lombardia.

“Tutto cambi affinché non si ripetano più gli errori del passato”, il nuovo postulato impone inverte il principio del gattopardismo, quella maledizione tutta italiana che politicamente non riusciamo a lasciarci alle spalle. Ma nelle parole di Ambrosoli c’è un’altra politica. Una politica che i cittadini lombardi, dopo 17 anni di formigonismo faticano a ricordare, la stessa politica che con le diversità del caso, ha portato Giuliano Pisapia a diventare Sindaco di Milano nel 2011.

L’ascolto dei territori, il rispetto per i cittadini e per le istituzioni. La legalità come metodo e l’impegno verso il bene comune nel merito. La Lombardia ha davanti a sé l’occasione del riscatto, un riscatto che per adesso ha il volto di Umberto Ambrosoli ma che da domani dovrà necessariamente assumere le sembianze dei cittadini che vorranno impegnarsi per cambiare questo pezzo di Italia. 
Rigenerazione. Morale, metodologica. Perché la politica torni ad assumersi la responsabilità civico-pedagogica dell’oggi investendo prepotentemente sul domani. Il vento può cambiare, l'abbiamo visto, ma lo scoramento è il peggior nemico della spinta verso la discontinuità.

Quel che è certo è che la Lombardia non è inespugnabile; sarà una campagna elettorale dura, impegnativa ma non per la presunta forza degli avversari, sarà una campagna impegnativa perché i cittadini Lombardi dovranno dimostrare al resto del paese che la politica non si declina solo in scandali, inchieste e poltrone. 

Politica è lavorare, insieme, per assicurare alla collettività un presente giusto e un futuro migliore; la buona politica attecchisce solo se la società decide di parlare al plurale e se i cittadini accettano di impegnarsi per rigenerare le istituzioni. Dice bene Ambrosoli: "ciascuno di noi deve assumersi la responsabilità dell'esserci", solo così diventeremo un paese civicamente alfabetizzato.

Erica Sirgiovanni | @erica_sir


Towards a civically alphabetized country

With all probability it won't be the last episode of the participation wave that has pleasantly flooded the center-left wing, the passionate democratic frenzy - in fact - it might happen even in the very last days of the year with the Parliament primaries.

In the meanwhile in Lombardy the first half of a game that ideally is played in the shadow of the Pirellone has just finished, but it will have factual consequences beyond the Region's boundaries.

"We're strong because we care about everyone's problems, not only the needs of some. We're strong because we're free, and we're not tied to particular worlds or centers of interest. We have no reason to think that this time our reasons won't win, as they deserve to."

Umberto Ambrosoli uscendo vincitore dalle primarie di coalizione, è il candidato del centrosinistra per la presidenza di Regione Lombardia e con queste parole, sabato notte si è incamminato sul percorso che tra meno di due mesi potrebbe portarlo a sedere sullo scranno più alto di Palazzo Lombardia.

“Tutto cambi affinché non si ripetano più gli errori del passato”, il nuovo postulato impone inverte il principio del gattopardismo, quella maledizione tutta italiana che politicamente non riusciamo a lasciarci alle spalle. Ma nelle parole di Ambrosoli c’è un’altra politica. Una politica che i cittadini lombardi, dopo 17 anni di formigonismo faticano a ricordare, la stessa politica che con le diversità del caso, ha portato Giuliano Pisapia a diventare Sindaco di Milano nel 2011.

L’ascolto dei territori, il rispetto per i cittadini e per le istituzioni. La legalità come metodo e l’impegno verso il bene comune nel merito. La Lombardia ha davanti a se l’occasione del riscatto, un riscatto che per adesso ha il volto di Umberto Ambrosoli ma che da domani dovrà necessariamente assumere le sembianze dei cittadini che vorranno impegnarsi per cambiare questo pezzo di Italia.
Rigenerazione. Morale, metodologica. Perché la politica torni ad assumersi la responsabilità civico-pedagogica dell’oggi investendo prepotentemente sul domani. Il vento può cambiare, l'abbiamo visto ma lo scoramento è il peggior nemico della spinta verso la discontinuità.

Quel che è certo è che la Lombardia non è inespugnabile; sarà una campagna elettorale dura, impegnativa ma non per la presunta forza degli avversari, sarà una campagna impegnativa perché i cittadini Lombardi dovranno dimostrare al resto del paese che la politica non si declina solo in scandali, inchieste e poltrone.

Politica è lavorare, insieme, per assicurare alla collettività un presente giusto e un futuro migliore; la buona politica attecchisce solo se la società decide di parlare al plurale e se i cittadini accettano di impegnarsi per rigenerare le istituzioni. Dice bene Ambrosoli: "ciascuno di noi deve assumersi la responsabilità dell'esserci", solo così diventeremo un paese civicamente alfabetizzato.

Erica Sirgiovanni | @erica_sir

mercoledì 5 dicembre 2012

Prossimamente: Giulio Cavalli @giuliocavalli



Giulio Cavalli, consigliere regionale della Lombardia, ci ha concesso un'intervista: quali domande vorreste fargli?

Giulio è nato a Milano nel 1977, e nel 2001 ha fondato a Lodi la compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali. Ha firmato il testo e la regia delle prime produzioni Il Cantafavole Muto, Tetiteatro e un chicco di caffè, Carro Poetico, Pulvere de Katabatù e Filo Spinato.

Nel 2006 Paolo Rossi, che cura la supervisione artistica di Kabum!..come un paio di impossibilità! – spettacolo sulla Resistenza in Italia – lo spinge a salire sul palco, segnando l’inizio della sua vita di ‘narratore’.

Nello stesso anno mette in scena (Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers giullarata in occasione del quinto anniversario della morte di Carlo Giuliani, che debutta in Piazza Alimonda a Genova scelta da Giuliano e Haidi Giuliani per l’iniziativa “per non dimentiCARLO”.

Il 18 dicembre 2007 debutta al Piccolo Teatro di Milano Linate 8 ottobre 2001: la strage, scritto insieme al giornalista Fabrizio Tummolillo, un monologo sull’incidente aereo costato la vita a 118 persone. Dopo essere stato ospitato negli oltre 20 comuni produttori lo spettacolo è costantemente in tournée. Il giorno prima del processo di Cassazione che ha chiuso le vicende legali legate all’incidente è stato rappresentato al Teatro Quirino di Roma alla presenza di tutti i membri del Comitato 8 ottobre.

Nel settembre del 2007 al Teatro dell’Elfo di Milano la prima di Bambini a dondolo, dramma sul turismo sessuale infantile, ospitato nei mesi di ottobre e novembre al Teatro Ambra Jovinelli di Roma e al Teatro Elicantropo di Napoli.

Il 27 marzo 2008 è stata presentata al Teatro alle Vigne di Lodi l’anteprima di Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi, coprodotto dal comune di Lodi e dal comune di Gela, con collaborazioni importanti come quella della casa memoria “Felicia e Peppino Impastato” ed il Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”. Lo spettacolo debutta, poi, ufficialmente al Teatro Franco Parenti di Milano.

Nel 2008 ha debuttato Primo L. 174517 liberamente ispirato alla versione drammatica di Se questo è un uomo di Primo Levi e Pieralberto Marchè, progetto coprodotto dalla Regione Lombardia - Next.

Nel giugno 2009 debutta al Teatro Augusteo di Napoli con L’Apocalisse rimandata Ovvero benvenuta catastrofe di Dario Fo e Franca Rame, coprodotto dal Napoli Teatro Festival Italia e con il sostegno di NEXT, dove Cavalli è in scena per la prima volta con un testo di cui non è autore. Cura, però, l’adattamento del testo aprendolo a contaminazioni diverse e mettendo in moto un singolare teatro d’inchiesta.

Sempre del 2009 (debutto a Milano in ottobre) è A cento Passi dal Duomo, scritto con il giornalista Gianni Barbacetto, direttore di Omicron (Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord), spettacolo definito dallo stesso Cavalli “una ninna nanna dolce per un risveglio brusco di quella Lombardia che si crede immune dalla mafia”.

L’ultimo lavoro, Nomi, cognomi e infami è stato presentato nel dicembre 2009 nell’ambito del festival Teatri della Legalità (progetto della Regione Campania), un spettacolo che narra di storie di mafia, camorra, soprusi e ingiustizie ma anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli uomini d’onore.

Dalla stagione 2007-2008 Giulio Cavalli è, inoltre, direttore artistico del Teatro Nebiolo, vivace sala situata nella provincia di Lodi, a Tavazzano con Villavesco (LO) che sta per inaugurare il suo terzo anno di attività.

Collabora in articoli di inchiesta con alcune testate giornalistiche e online. 

Nel dicembre 2009 è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha portato la propria solidarietà per la vita sottoscorta a causa delle minacce ricevute da cosche mafiose.

Nel gennaio 2010 è stato premiato a Catania con il premio PIPPO FAVA dedicato al giornalista scomparso, è diventato cittadino onorario del Comune di Tavazzano con Villavesco per il suo impegno per la legalità, ed ha ricevuto nella sala del Consiglio Provinciale di Milano il premio CAMPIONE DELLA CULTURA dell’anno.

Dall’aprile 2010 è stato eletto consigliere regionale candidato indipendente nella lista di IDV in Lombardia. Ha aderito successivamente al gruppo di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ che oggi rappresenta in Lombardia con Chiara Cremonesi.

E’ autore del libro LINATE 2001: la strage, e NOMI COGNOMI e INFAMI (edizioni Verdenero), mentre nel 2012 esce per i tipi di Chiarelettere il suo libro “L’innocenza di Giulio” sui rapporti tra Giulio Andreotti e la mafia.

Avete già fatto la vostra domanda? Inseritela nel box qui sotto!

Maria Petrescu | @sednonsatiata




Coming up soon: Giulio Cavalli


Giulio Cavalli, regional counselor of Lombardy, has accepted to do an interview with us: what questions would you like to ask?

Giulio was born in Milan in 1977, and in 2001 has founded in Lodi the company Bottega dei Mestieri Teatrali. He signed the text and direction of the first productions,  Il Cantafavole Muto, Tetiteatro e un chicco di caffè, Carro Poetico, Pulvere de Katabatù and Filo Spinato.

In 2006 Paolo Rossi, who curates the artistic supervision of Kabum!..come un paio di impossibilità! - a show about the Resistence in Italy - makes him go on stage, marking the beginning of his life as a "narrator".

During the same year he brings on stage (Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers, in occasion of the fifth anniversary of Carlo Giuliani's death, which debutes in Piazza Alimonda in Genua, chosen by Giuliano and Haidi Giuliani for the initiative "per non dimentiCARLO".

On December 18th 2007 he debutes at the Piccolo Teatro in Milan with Linate 8 ottobre 2001: la strage, written together with journalist Fabrizio Tummolillo, a monologue on the accident that cost 118 people their lives. After being performed in more than 20 cities, the show is constantly in tour. The day before the trial that closed the legal matters linked to the accident it was performed at the Teatro Quirino in Rome, with all the members of the 8 October Committee in the audience.

In September 2007 at the Teatro dell'Elfo in Milan the debute of Bambini a dondolo, dramatic show on child sexual tourism, hosted during the months of October and November at the Teatro Ambra Jovinelli in Rome and the Teatro Elicantropo in Naples.

Maria Petrescu | @sednonsatiata

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