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venerdì 11 gennaio 2013

#Razzismo: il caso #Boateng e quelle dichiarazioni dal gusto elettorale



Capita che un giorno, agli inizi dell'anno, un gruppo di persone appollaiate sulle gradinate di uno stadio cominci ad urlare. Siamo nella prima mezz'ora della partita, e questi urlano. Lo stanno facendo da un po' dentro il Carlo Speroni, lo stadio di Busto Arsizio. Sono cori razzisti.

Quello che accade di lì a poco farà il giro del mondo (o quasi). Boateng, giocatore del Milan è la vittima di questi cori. Si ferma, prende il pallone e lo scaglia in direzione di quel vocalizzo fecale, poi levandosi la maglia si dirige verso bordo campo seguito dalla sua squadra. Il Milan, che ha deciso di uscire da campo e sospendere la partita amichevole che fino a poco prima stava tenendo contro il Pro-Patria.




I più esperti lettori d'almanacco Bartoletti riferiranno poi che è la prima volta in Italia, che una squadra di calcio abbandona per cori razzisti. Non è invece la prima e non sarà l'ultima in cui ci toccherà sentire quel rigurgito di bocche ignoranti. Sulla faccenda hanno poi proferito parola più o meno tutti.

Berlusconi presidente del Milan (non che unto del signore, uno che di discese in campo ne sa qualcosa - sarcasmo) ha dichiarato che la sua squadra, se si dovessero ripetere situazioni del genere, abbandonerà il campo anche in partite ufficiali e internazionali. Questa era una amichevole, niente sponsor, soldi, diritti tv, niente punti in palio. Siamo però in campagna elettorale. E l'occasione è troppo ghiotta per non prendere, calcisticamente parlando, la palla al balzo. Il suo passato politico e le sue alleanze con relative decisioni e leggi la dicono troppo lunga per non catalogarla, al momento, come una boutade elettorale.

Il sindaco di Busto, Gigi Farioli (PDL) ha affermato che Boateng ha sbagliato a lanciare il pallone contro il pubblico, un professionista, dice lui, non dovrebbe farlo. Ha però il suo abbraccio per le offese ricevute e " da ora è una sorta di cittadino onorario di Busto Arsizio". Una sorta, sarà. Annotiamo che Farioli ha cambiato un po' versione, additando la responsabilità ad una errata lettura da parte dei cronisti che hanno riportato in un primo momento le sue parole. Sarà, anche qui.

Infine Roberto Maroni che ha detto: ''I cori razzisti contro i giocatori di colore del Milan sono una vergogna. Bravo Allegri, era giusto ritirare la squadra dal campo''. Lo stesso Maroni di quella stessa Lega Nord che sulla lotta allo straniero, al diverso, ha campato per vent'anni. E infatti, ironia della sorte ora si scopre che tra i denunciati per quei cori c'è pure Stefano Grittini, Leghista, 21 anni, che, udite udite, è assessore allo sport di Corbetta. E non aggiungiamo altro.

Una marea di inchiostro e dichiarazioni su un fatto grave, gravissimo, una brutta storia, il razzismo. Una storia che in Italia travalica i confini degli stadi e si diffonde fin dentro le aule che dovrebbero essere della politica più alta. Lo abbiamo visto per vent'anni. La diversità ci spaventa, l'abbiamo cavalcata ad ogni occasione per fini elettorali. Abbiamo creato leggi che ci hanno posto vergognosamente sotto gli occhi critici dell'Europa. Stiamo ancora qui a discutere sui diritti dei giovani che, seppure figli di genitori stranieri, sono nati sul nostro suolo e sono ormai parte integrante del tessuto sociale.

Quindi mi scuserete se alla fine di tutto non ci credo. Vorrei essere smentito, davvero. Non credo però a questa nuova riscoperta di civiltà. Anzi, tutte queste dichiarazioni, mi paiono andare più nella direzione di semplici slogan pro elezioni in un momento in cui ogni elettore abbindolato vale più della dignità di una persona. 


Matteo Castellani Tarabini | @contepaz83

(photo by ilsecoloxix)

venerdì 29 giugno 2012

Nel segno di Mario



Questa mattina ero al bar mentre aspettavo la corriera che da Modena mi avrebbe riportato verso la Bassa. C'era una certa quiete dopo il trambusto della notte, passata tra bagordi e clacsonate al ritmo dell'ossessivo riff che fu di quel "Seven Nation Army", hit dei White Stripes di qualche anno fa (per chi non ricordasse).

Mentre entravo la mia mente si era già predisposta alla chiacchiera da bar, quella classica che ci si può aspettare dopo una cavalcata come quella azzurra che nel giro di una manciata di giorni ha fatto fuori i maestri del calcio Inglesi e i tedeschi, vecchi compagni di sfide epiche sempre finite (grazie a dio) con la vittoria Italiana.

I vecchietti, già pimpanti di prima mattina, discutevano animatamente attorno ai tavolini, qualche canchero tirato qui, un bianchino ordinato là e a far da tappeto il ronzio del condizionatore scalcagnato e l'audio di una TV troppo bassa che rimandava in loop le immagini della partita Italia-Germania (a dire il vero tutte le partite tra Italia-Germania).

Mario qui, Mario là, Mario grande, Mario eroe, ma hai visto cosa ha fatto? E alla sua età, davvero bravo.
Erano esaltati, vedevi i loro volti brillare di una gioia quasi infantile.
Quando ho deciso di inserirmi nella conversazione uno di loro ha urlato al barista: hey, vogliamo cambiare canale? Basta col calcio. Metti sulla borsa.
Il barista (cinese) intimidito e interdetto dalla sculacciata verbale (forse pensava di aver fatto cosa gradita sintonizzando il televisore sull'elogio calcistico azzurro) ha cambiato.

Sullo schermo si vedevano le borse salire mentre giungevano le notizie di uno spread che si abbassava. Qualche secondo di silenzio e poi eccoli riprendere con ancora più veemenza. Sole24ore alla mano, occhio agli indici. Poi un urlo: Forza Mario!!
Allora ho chiesto. Scusate, ma di che Mario parlate? Monti, mi hanno risposto loro. Pensavo a Balotelli ho ribattuto. Ma quello mica ha potere sui soldi delle pensioni che abbiamo investito hanno risposto.

Eccolo, questa mattina il loro eroe. Mario, il tecnico. Mario il loro coetaneo. Mario che stanotte ha combattuto un'altra sfida contro la Germania e mezza Europa. Vincendo. Questa mattina i vecchietti al bar tifavano Mario Monti, non Balotelli. Anche questa è l'Italia.

Matteo Castellani Tarabini

Photo credit: Wired.it


In the sign of Mario

This morning I was at a bar while waiting for the bus that from Modena would bring me back to the countryside. There was a certain silence after the celebrations of the night, spent drinking and blowing the horn on the rhythm of "Seven Nation Army", hit of the White Stripes a few years ago (for those who don't remember).

While I was walking in, my mind was already prepared to the bar chat, the classical chat you can expect after a ride as the blue one that in a few days has eliminated the soccer masters, the English and the Germans, old fellows of epical challenges always ended (fortunately) with the Italian victory.

The old men, fresh in the morning, were discussing animately around tables, a few complaints here, a glass of white wine there and in the background the buzzing of the old air conditioner and the faint audio of the TV airing the same images of the Italy - Germany match (honestly, all the Italy - Germany matches).

Mario here, Mario there, Mario great, Mario the hero, did you see what he's done? At his age, really good.

They were ecstatic, you could see their faces glow of an almost childish joy.

When I decided to join in the conversation, one of them shouted to the barman: "Hey, could we change channel? Enough soccer. Let's see the financial markets".

The barman (Chinese), intimidated and surprised by the verbal aggression (maybe he thought it would be a good move to keep the TV on the celebration of the Italian success) changed channel.

On the monitor you could see the stocks rise while news of the lowering spread arrived. A few seconds of silence and then they started again with more energy. Sole24Ore in their hands, eyes on the numbers. Then a shout: Go Mario!!

Then I asked. Excuse me, what Mario are you talking about? Monti, they answered. I thought Balotelli, I answered. But that one doesn't have any power on our retirements, they replied.

There he is, their hero this morning. Mario the technician. Mario, same age as them. The Mario who tonight has fought another challenge against Germany and the whole of Europe. Winning. This morning the old men at the bar were cheering Mario Monti, not Balotelli. This is Italy as well.

Matteo Castellani Tarabini

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