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giovedì 14 febbraio 2013

Società moderna e indifferenza: l'ottundimento della #solidarietà



"Solo me ne vò per la città
passo tra la folla che non sa
e non vede il mio dolore....”
Ho avuto in mente i versi di questa canzone per tutto il week-end. Mi sono venuti spontanei mentre passeggiavo in mezzo alla folla cittadina; cosi come il famoso “cantante senza pubblico” delle Iene che entrava di sorpresa a varie manifestazioni per rubare la scena ai protagonisti, io avevo la sensazione di essere assaltata da tutte le parti da tanti “menestrelli” in cerca di attirare pubblico con i loro versi.

Avrei voluto in ritmi di swing filarmela e tornare a casa mia. Ad ogni angolo di strada c'è qualcuno che ti chiede qualcosa. Ragazzi e giovani che ti fermano amichevolmente per chiederti una firma contro la droga, signore di mezza età con in mano sacchi di arance per raccogliere donazione per la ricerca contro il cancro (che fra altro è una bella iniziativa), signori in pensione con in mano manifesti con su scritto “Ma siam pazzi!??” che ti vogliono dalla loro parte contro l'implementazione dell' inceneritore, i ragazzi stranieri che ti vogliono vendere accendini e fazzolettini.

Anche loro si sono evoluti. Hanno una nuova tecnica di marketing, non ti dicono il prezzo che vogliono ma lasciano a te la scelta (forse perché hanno capito che comunque il prezzo che ottengono è sempre sopravalutato rispetta al valore dell'oggetto che ti offrono). E la lista continua. C'è veramente di tutto per le strade della città, ognuno utilizza il suo metodo, uno più ingegnoso dell'altro. Se per caso ti capita di dover fare due tre volte “le vasche”, ti fermano ogni volta e cosi ti tocca di riempirti di manifesti oppure di doverti scusare e spiegare che sei già a conoscenza.

In questa giungla metropolitana, assaltati da persone ed informazioni, ci sentiamo “attaccati” e
quindi diventiamo più chiusi rispetto al prossimo e non vediamo più i dettagli, non distinguiamo più chi veramente ha bisogno di aiuto. Diventiamo più immuni ai suoni, alla gente che ti tocca, ti ferma, ti guarda solo perché si scatena una specie di reazione di autodifesa. E ci lasciamo andare in atti quotidiani meccanici che ci portano a distaccarci dall'ambiente e dal prossimo, e implicitamente dal mondo.

Almeno a me è successo questo. Me ne sono accorta che ogni volta che uscivo dovevo fare tanta fatica per non dissociarmi dagli altri ed entrare in una specie di trance fino alla fine della strada dove potevo entrare in qualche angolo e godermi un momento di pace. Mi è capitato di non vedere situazioni che meritavano il mio interesse oppure di non dare una mano a qualcuno che aveva bisogno di aiuto.

Stiamo diventando più distaccati emozionalmente dagli altri e questo ci crea un disinteresse anche per il mondo, per la società. Ci lasciamo coordinati dal desiderio di non essere disturbati o coinvolti in nessun modo nelle faccende/ lotte dei piccoli gruppi o delle singole persone.

Tutta la nostra indifferenza ha come base il fatto che non ci informiamo abbastanza e cosi non
riusciamo a scegliere secondo criteri validi nell' immensità di richieste/ offerte/ informazioni/
gruppi/ movimenti/ cause sociali e cosi via. In questo modo non riusciamo a trovare un senso per farci coinvolgere, agire, aiutare, non riusciamo a trovare un senso alle relazioni sociali e poi ci lamentiamo di essere troppo annoiati. Alla fine smettiamo di comunicare e di essere in sintonia con il prossimo e con il mondo.

La strada è la fotografia fedele della nostra società, popolata da tanti passanti indifferenti e distratti dove ciascuno passa vicino al suo prossimo come si passa vicino ad un muro. Non dobbiamo fare dalla nostra indifferenza un modo di relazionarci con il mondo, ma usiamola solo come un piccolo momento di riflessione. Un momento silenzioso per indagare, per farci un'opinione e per tornare sulla strada cambiati e con idee che ci appartengano e non guidate dai canoni convenzionali, dalle regole sociali standardizzate o dalle suggestioni collettive.

Chiudo la mia riflessione con una citazione di A. Gramsci:

L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia
inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.

Daniela Butcu | @danib1977


Modern society and indifference: the lowering of solidarity

"I walk alone in the city
walk among the crowd who doesn't know
and doesn't see my pain..."


I've had the lyrics of this song in mind for the entire weekend. They just came to me as I walked among the city crowd; just like the famous "singer without an audience" of the Iene who entered by surprise in various manifestations to steal the scene to the protagonists, I had the feeling I was assaulted from several sides by many minstrels trying to attract an audience with their verse.

I would have liked to dance away on a swing rhythm and go home. At every corner there's someone asking for something. Kids and young people who stop you in a friendly manner to ask for a signature against drugs, middle age ladies with bags full of oranges to get funds for the research against cancer (which by the way is a great initiative), retired old men holding signs reading "Are we crazy?" who want you by their side against the implementation of the incinerator, the foreign kids who want to sell you lighters and paper napkins.

Even they have evolved. They have a new marketing technique, they don't say the price they want, but leave the choice to you (maybe because they figured out that the price they get is always overestimated compared to the real value of the object they're offering). And the list goes on and on. There's really anything on the streets of a city, everyone uses their own method, one smarter than the other. If you happen to walk in the same spot two or three times, they stop you every single time, so you have to get filled with paper or apologize and explain you've already been informed.

In this metropolitan jungle, assaulted by people and information, we feel "attacked" and we close ourselves to others, we can't see details anymore, we can't distinguish those who really need our help anymore. We become immune to sounds, to people who touch us, who stop us, who look at us only because the whole situation causes a reaction of self defense. And we give in to mechanical daily gestures that lead us to get away from the environment and our peers, and implicitly from the world.

At least, that's what happened to me. I realized that every time I went out it was very hard not to disconnect from the others and enter some sort of trance that lasted until the end of the street, where I could walk in some place and have a moment of peace.

Daniela Butcu | @danib1977

domenica 30 ottobre 2011

Prossimamente: Amedeo Balbi @amedeo_balbi



Domani avremo il piacere di intervistare Amedeo Balbi, astrofisico e ricercatore all'Università di Roma Tor Vergata, nonché autore del noto blog scientifico Keplero.

Amedeo si occupa principalmente di problemi all'interfaccia tra la fisica fondamentale e la cosmologia, tra i quali lo studio dell'universo primordiale e l'indagine sulla natura della materia e dell'energia oscura.

Ha pubblicato oltre settanta articoli scientifici su riviste scientifiche internazionali, e decine di atti di conferenze e contributi a volumi.

Ha lavorato inoltre alla University of California a Berkeley con il premio Nobel George Smoot, partecipando all'esperimento MAXIMA, per poi passare periodi di ricerca in numerosi istituti internazionali, tra cui il Fermilab di Chicago, l'Institute of Cosmology and Gravitation della University of Portsmouth, e il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.
Attualmente collabora alla missione spaziale Planck dell'ESA, ora in corso, ed è membro dell'International Astronomical Union e del Foundational Questions Institute (FQXi).

Negli ultimi anni, accanto all'attività di ricerca e insegnamento, ha iniziato a occuparsi di divulgazione scientifica, attraverso libri, articoli, conferenze pubbliche e interventi su radio e tv. Dal 2006 cura Keplero.org, uno dei più seguiti blog scientifici italiani.
E' stato "astrofisico di riferimento" della trasmissione radiofonica Condor su Radio2, e attualmente continua l'esperienza su Radio Deejay, con Matteo Curti e il Trio Medusa.

Scrive per il Post dalla sua fondazione e collabora con Saturno, l'inserto culturale de Il Fatto Quotidiano.
Nel 2007 ha pubblicato il libro La musica del big bang (Springer), tradotto in inglese nel 2008, mentre nel 2010 è uscito Seconda stella a destra (De Agostini). Il suo ultimo libro è Il buio oltre le stelle (Codice).

Avremo modo di parlare di ricerca scientifica, il problema dei finanziamenti, la situazione italiana contrapposta a quella statunitense e molto altro.

Naturalmente, se volete proporre una domanda, compilate semplicemente il form qui sotto!

Maria Petrescu





Coming up soon: Amedeo Balbi

Tomorrow we'll have the pleasure of interviewing Amedeo Balbi, astrophysicist and researcher at the University of Rome Tor Vergata.

Amedeo deals mainly with problems at the interface between fundamental physics and cosmology, among which the study of the primordial universe and the study of the nature of matter and dark energy.

He has published more than 70 scientific articles on international scientific magazines, and dozens of acts of conferences and contributions to books.

He has worked at the University of California at Berkeley with Nobel Prize George Smoot, participating at the MAXIMA experiment, and afterwards he has done research in many international institutes, among which the Chicago Fermilab, the Institute of Cosmology and Gravitation of the University of Portsmouth and the Jet Propulsion Laboratory of Pasadena.
He currently collaborates at the ESA spatial mission Planck and is member of the International Astronomical Union and of the Foundational Questions Institute (FQXi).

During the last few years, along with the activities of research and teaching, he started to deal with scientific disclosure through books, articles, public conferences and radio and tv participations.
In 2006 he founded he is the author of Keplero.org, one of the most popular Italian scientific blogs.
He has been the "reference astrophysicist" in the radio show Condor on Radio2, and now he continues the experience on Radio Deejay with Matteo Curti and the Trio Medusa.

He writes for the Post since it was founded and he collaborates with Saturno, cultural insert of Il Fatto Quotidiano.
In 2007 he published the book "The music of the Big Bang" (Springer), translated in English in 2008, and in 2010 he published "The second star to the right" (De Agostini). His last book is "The darkness beyond the stars" (Codice).

We'll have the chance to talk about scientific research, the problem of financing, the Italian and American situation confronted and much more.

Of course, if you want to propose a question, simply fill in the form above!

Maria Petrescu

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