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mercoledì 2 gennaio 2013

Che cos'è la #socialtv? E' un' #mistero.



La notte della mancata fine del mondo, quella dei Maya volgarmente detta, è andato in onda lo scontro titanico della social tv: da una parte c'era Master Chef, prodotto made in Sky, e Servizio Pubblico di Santoro, seguitissimo su Twitter. Chi ha vinto alla fine? Ha vinto #mistero. Il giorno dopo i guru della social tv erano quasi tutti muti. C'era da aspettarselo.

Masterchef è un reality made in Sky, gente che sa fare tv e social tv, basta guardare l'apparato di X-Factor, che ha dimostrato che non basta un hashtag, sicuramente bisserà il successo dell'anno scorso anche in termini social.

Servizio Pubblico è una creatura della ditta Santoro&C., gente che la social tv non la sa fare, visto l'uso di Facebook l'anno scorso e l'operazione Partito Liquido con Liquid Feedback quest'anno. Santoro, che nonostante tutto continuo sempre a stimare, e Marco Travaglio, che nonostante le sue qualità continuo a non stimare, non si curano di Twitter, hanno un atteggiamento di persone che dicono ancora espressioni tipo "Il popolo della rete".

Poi c'è Mistero, una trasmissione che ha avuto il suo successo quando Daniele Bossari, che sembra un bambino con la barba alla prima comunione, ha, diciamo, preso in mano la conduzione. Mistero tratta di misteri, dal poltergeist alle scie chimiche, passando per i Maya. Mistero non è trash, è diverso, ma è qualcosa che fa ridere enormemente per le cose messe in campo. La puntata sulla fine del mondo è stata imbarazzante e molto divertente, con tutti gli ospiti che ripetevano come la profezia Maya o era una stupidaggine o era stata male interpretata, mentre Bossari continuava a chiedere di terremoti e altre calamità alla redazione in studio. Chiudiamola qui.

Il giorno dopo i commenti, che di solito abbondano, erano scarsi. Perchè? Io parto da una considerazione, per parlare di social tv, oggetto suscettibile di tante interpretazioni, si dovrebbe conoscere cos'è la tv. Prendo in prestito un claim usato per una campagna mondiale sul social media marketing: Se vuoi occuparti di social tv e la tv nella vita l'hai solo guardata, lo stai facendo male.

Molti storceranno la bocca, ma sembra che il mio sia diventato un vizio. Questo vale soprattutto quest'anno nel quale nel nostro paese c'è stato un forte ritorno della tv, primo fattore l'aumento degli utenti delle tv satellitari e on demand, e le riprese degli ascolti per il tg1 post Minzolini e del Tg4 post Fede che sembravano deceduti - era su Repubblica di qualche giorno fa. Sta di fatto che la social tv sta aiutando la tv, anche quella tradizionale e generalista, con gente che si scambia opinione su ogni cosa, anche su cose che non vedrebbe mai, o che non confesserebbe mai di vedere, ma questo è l'engagement, cioè la capacità di coinvolgere i propri utenti. Questo però in pochi casi è organizzato dalla produzione, a parte alcune esperienze di Sky, ma piuttosto è fra gli utenti stessi. In realtà la tecnologia c'è già, fatta da Smart Tv e dalle prossime piattaforme Google Tv e Apple Tv, quello che manca sono i contenuti e i linguaggi.

Mi dispiace dirlo ma non sarà questa nuova pletora di esperti web a fare questa rivoluzione, come in realtà non la sta facendo negli Stati Uniti, dove la social tv è avanti, ma dove stanno realizzando contenuti nuovi apprendendo le lezioni che vengono delle innovazioni dei linguaggi narrativi degli ultimi 15 anni. Quello che vedo sono continue analisi di numeri ma pochissime di sentiment e molte poche proposte. Si vola basso e sarà ancora più basso se non si torna al design e alla progettazione dei contenuti. Il rischio? Un'altra sbronza social che passerà.

Simone Corami | @psymonic


What is social tv? It's a mystery

The night the world was supposed to end, commonly known as the Mayan night, was also the night of the titanic challenge of social tv: on the one side with Master Chef, a product made in Sky, and Servizio Pubblico by Santoro, very followed on Twitter. Who won? Mistero. The day after, all the social tv gurus were silent. It was to be expected.

Master Chef is a made in Sky reality, a place where people are capable of doing tv and social tv, just look at the X-Factor apparatus, and has proved that it's not enough to make up a hashtag, and it will surely repeat last year's success in terms of social engagement.

Servizio Pubblico is a creature of the Santoro&C., people who can't do social tv, given the use of Facebook last year and the operation Liquid Party with Liquid Feedback this year. Santoro, who I continue to esteem nevertheless, and Marco Travaglio, who in spite of his qualities I continue to not esteem, don't care about Twitter, and have the behavior of people who still use expressions such as "the people of the web".

And then there's Mistero, a show that has had its success when Daniele Bossari, who looks like a child with a beard at his first communion, has, let's say, taken the reins of the conduction. Mistero treats misteries, from poltergeists to chemical paths, and Maya. Mistero isn't trash, it's different, but it's something that makes you laugh terribly for the things that are put in the field. The episode on the end of the world was embarassing and very funny, with all the guests repeating how the Maya profecy was either nonsense or ill interpreted, while Bossari continued to ask about earthquakes and other calamities to the redaction in the studio. Let's just close it here.

The following day the comments, that are usually incredibly numerous, were scarce. Why? I'll start from a consideration, to talk about social tv, an object that can be interpreted in many ways,

Il giorno dopo i commenti, che di solito abbondano, erano scarsi. Perchè? Io parto da una considerazione, per parlare di social tv, oggetto suscettibile di tante interpretazioni, si dovrebbe conoscere cos'è la tv. Prendo in prestito un claim usato per una campagna mondiale sul social media marketing: Se vuoi occuparti di social tv e la tv nella vita l'hai solo guardata, lo stai facendo male.

Molti storceranno la bocca, ma sembra che il mio sia diventato un vizio. Questo vale soprattutto quest'anno nel quale nel nostro paese c'è stato un forte ritorno della tv, primo fattore l'aumento degli utenti delle tv satellitari e on demand, e le riprese degli ascolti per il tg1 post Minzolini e del Tg4 post Fede che sembravano deceduti - era su Repubblica di qualche giorno fa. Sta di fatto che la social tv sta aiutando la tv, anche quella tradizionale e generalista, con gente che si scambia opinione su ogni cosa, anche su cose che non vedrebbe mai, o che non confesserebbe mai di vedere, ma questo è l'engagement, cioè la capacità di coinvolgere i propri utenti. Questo però in pochi casi è organizzato dalla produzione, a parte alcune esperienze di Sky, ma piuttosto è fra gli utenti stessi. In realtà la tecnologia c'è già, fatta da Smart Tv e dalle prossime piattaforme Google Tv e Apple Tv, quello che manca sono i contenuti e i linguaggi.

Mi dispiace dirlo ma non sarà questa nuova pletora di esperti web a fare questa rivoluzione, come in realtà non la sta facendo negli Stati Uniti, dove la social tv è avanti, ma dove stanno realizzando contenuti nuovi apprendendo le lezioni che vengono delle innovazioni dei linguaggi narrativi degli ultimi 15 anni. Quello che vedo sono continue analisi di numeri ma pochissime di sentiment e molte poche proposte. Si vola basso e sarà ancora più basso se non si torna al design e alla progettazione dei contenuti. Il rischio? Un'altra sbronza social che passerà.

Simone Corami | @psymonic

lunedì 6 agosto 2012

Intervistato.com | Ben Starr @thebenstarr



Qualche tempo fa abbiamo intervistato Ben Starr, scrittore di viaggio, chef ed ex concorrente di MasterChef USA nella seconda stagione. Interessato di culture diverse e di come queste influenzano le tradizioni culinarie fin da giovanissimo, Ben ci ha raccontato quale è stato il percorso che l'ha portato a girare il mondo inseguendo la sua più grande passione.


Innanzitutto abbiamo chiesto a Ben come è iniziata la sua carriera culinaria: lui fa risalire l'inizio addirittura all'età di 4 anni. Essendo nato e cresciuto in una famiglia povera, la madre e la nonna si ingegnavano sempre per trovare metodi alternativi per cucinare, data l'assenza di gadget dedicati. Affascinato dunque da quella che all'epoca vedeva quasi come “magia”, Ben ha iniziato a seguirle sempre più attentamente in cucina, imparando a padroneggiare sempre più ricette nel corso del tempo. [video]

Abbiamo chiesto a Ben come è entrato nel concorso MasterChef: a causa di precedenti esperienze in TV, aveva deciso di non partecipare mai più a reality, anche quando avessero avuto a che fare con la sua più grande passione, il cibo. Ma dopo aver visto la prima stagione di MasterChef, alcuni suoi amici hanno inviato il modulo di iscrizione alla seconda stagione di MasterChef a sua insaputa. Trovando il suo profilo molto interessante, le persone del casting lo hanno convinto ad andare a fare l'audizione, e quindi a partecipare. [video]

Ben ci ha rivelato che essere dentro la produzione è stato molto, molto diverso rispetto al vedere il programma in TV. La location era un capannone polveroso, dove era necessario essere costantemente attenti persino a dove si stava seduti. In secondo luogo, il tempo è molto diverso: un singolo episodio di 45 minuti viene generalmente filmato in 3 o 4 giorni, costringendo i partecipanti a indossare gli stessi vestiti senza lavarli, e truccarsi sempre allo stesso modo. Infine, un altro aspetto che Ben ritiene particolarmente interessante è l'intervista relativa alle singole sfide, generalmente filmata 3 o 4 giorni dopo la sfida stessa. [video]

Per quel che concerne i rapporti all'interno del gruppo di competitor, si sono venute a creare dinamiche molto particolari. Essendo completamente isolati da amici e familiari per due mesi, il gruppo diventa l'unica “famiglia” in quel periodo, in quanto si dorme, si mangia, e si vive nello stesso posto tutti insieme. Allo stesso tempo, però, c'è l'aspetto delle interviste individuali, durante le quali i produttori vogliono che ogni partecipante parli in maniera molto onesta di quello che realmente pensa degli altri concorrenti. L'intervistatore stesso è una persona preparata per “estrarre” questo genere di informazioni, facendo parlare gli intervistati in una maniera molto candida, difficilmente possibile alla presenza della persona di cui si sta parlando. [video]

Lavorare con chef di fama internazionale come Gordon Ramsay , Joe Bastianich e Graham Elliot è senz'altro stata un'esperienza molto interessante: si scopre allo stesso tempo che le personalità televisive hanno un modo di fare per la videocamera e un altro modo di fare nella vita normale. Joe, che è ritenuto un giudice estremamente severo e rigido, è in realtà completamente diverso quando la telecamera si spegne. Ramsay, conosciuto per il suo vocabolario colorito, diventa tanto gentile e cortese off-camera quanto lo è aggressivo e cattivo on-camera. [video]

Ci sono tantissime cose che è possibile imparare dalle diverse culture e tradizioni culinarie in giro per il mondo. Secondo Ben a prescindere da chi tu sia, e da quale sia la tua religione o il tuo stato socio economico, quando arriva il momento di celebrare la vita e l'amore, non importa che tu sia un miliardario con una villa sul Mediterraneo oppure un beduino che vive in mezzo al deserto: in ogni caso cucinerai per i tuoi cari, e il cibo è una delle poche cose che tutte le persone condividono nel mondo. [video]

Vi invito a visionare l'intervista integrale, molto più ricca ed emozionante di questa mia breve sintesi.

Buona visione!

Maria Petrescu | @sednonsatiata


Intervistato.com | Ben Starr

Some time ago we interviewed Ben Starr, trivel writer, chef and ex contestant of MasterChef USA Season 2. Interested in different cultures and how they influence traditional cuisine since he was very young, Ben has told us more about the path that took him around the world, animated by his greatest passion: food.

First of all we asked Ben how his cooking carreer started: he marks its beginning at the age of 4. Being born and raised in a poor family, his mom and grandmother had to always find alternative ways to cook, given the absence of particular kitchen gadgets. Intrigued by what at the time seemed to him as magic, Ben started following them into the kitchen, learning more and more recipes as time went by. [video]

We asked Ben how he entered the MasterChef competition: because of previous experiences in TV, he had decided never to participate in reality shows again, even if they had to do with his greatest passion, food. But after seeing the first season of MasterChef, a bunch of Ben's friends secretly sent the application for him. Since his profile was extremely interesting, the casting people convinced Ben to go to the audition, and to participate in the competition. [video]

Ben revealed that being inside the production has been very, very different from seeing the show on TV. The location was a dusty warehouse, where it was necessary to be constantly careful even to where they sat down. Secondly, time was relative: a single 45 minute episode was generally filmed in 3 or 4 days, forcing participants to wear the same exact clothes without washing them between shots, and the girls to do their hair and makeup the exact same way. Finally, another aspect that Ben thinks is extremely intersting is the interview about the single challenges, which was always filmed 3 or 4 days after the challenge itself. [video]

As for the relationships inside the group of competitors, there have been some interesting dynamics: being completely isolated from friends and family for two months, the group became the only family during that amount of time, because they slept, ate and lived in the same place all together. At the same time, though, there's also the individual interviews aspect, during which producers want you to be very honest when talking about the other competitors. The interviewer is trained to get that kind of information out of the interviewees, making them talk in a very candid way, which would never happen when talking to a person's face. [video]

Working with world renown chefs such as Gordon Ramsay, Joe Bastianich and Graham Elliot, has without a doubt been a very interesting experience: you discover that tv personalities have a on-camera face and an off-camera face. Joe, who is seen as a blood chilling judge, is actually a completely different person when the camera turns off. Ramsay, known for his foul language, is as nice off-camera as he is mean on-camera. [video]

There are so many things you can learn from different cultures and culinary traditions around the world. Ben believes that, no matter who you are, your religion, or your socio economic status, when time comes to celebrate life and love, it doesn't matter whether you're a billionaire living in a villa on the Mediterranean or a beduin living in the desert: in any case you'll get cooking for your loved ones, and food is one of the few things that every human being shares with every other human being. [video]

I invite you to view the full interview, definitely richer and more touching than my brief synthesis!

Enjoy!

Maria Petrescu | @sednonsatiata

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